Super Mario Galaxy

Super Mario Galaxy (Nintendo, 2007)
sviluppato da Nintendo EAD Tokyo – Shigeru Miyamoto, Takao Shimizu, Yoshiaki Koizumi

La prima mezzoretta di gioco con Super Mario Galaxy è un’esperienza incredibile. Ci si ritrova a vagare con la bocca spalancata, saltellando in una serie di mondi fantastici e variopinti, immersi in un’atmosfera da fiaba… uhm, no, non è vero, la prima mezzoretta di Super Mario Galaxy fa abbastanza cacare. Una specie di mezzo tutorial col filmato, nel quale si perde tempo osservando l’ennesimo rapimento della principessa Peach, ci si sorbisce lasagnette di testo che non si ha voglia di leggere, si saltella per livelli semplici semplici mentre si viene istruiti sul gioco. Due palle come una casa.

Da qualche parte durante questa fase, però, già comincia a scoccare la scintilla, quella scintilla che poi si trasformerà in travolgente incendio. Perché sì, non saprei dire quando accada, ma accade, e si ripete ogni volta che ti rimetti a giocarci. Sei lì che stai trotterellando per i livelli, tutto concentrato e teso, e a un certo punto ti rendi conto di avere addosso una faccia da idiota completo, con la bocca spalancata e lo sguardo inebetito. Sei ipnotizzato da Super Mario Galaxy, rapito e senza possibilità di fuga. Non è detto che accada a tutti, perché mica è obbligatorio essere in sintonia con la poetica Nintendo, ma se accade è finita, non ne esci più.

Ed è un piacere, non uscirne, perché significa dedicarsi anima e corpo, giorno e notte, a uno dei giochi più curati, ricchi, vari, divertenti e pieni di idee e fantasia di sempre. Super Mario Galaxy è soprattutto questo, un gioiello di attenzione al game design, nel quale ogni cosa è al suo posto, ogni singolo elemento ha una funzione precisa in perfetta armonia con tutto ciò che le sta attorno. A lasciare di sasso non è necessariamente la quantità o l’originalità di idee che, in fondo, si sono per buona parte già viste altrove, ma la maniera incredibile con cui sembrano non esserci difetti, la fantasia e l’efficacia con cui viene sfruttato il controller del Wii, il gusto tramite il quale dietro ogni angolo fanno capolino piccoli dettagli, trovate ingegnose, lampi di genio e pennellate di delizia.

Super Mario Galaxy straborda di idee che ti sbatte in faccia con un’eleganza incredibile. Quando è il momento di presentare un nuovo comando, un nuovo gesto, ti ritrovi a farlo senza quasi rendertene conto, per eseguire un’azione semplicissima. Non c’è bisogno di indicatori o scritte – che pure non mancano – perché basta uno sguardo per intuire cosa fare, e a quel punto è tutto assimilato e ripetersi per affrontare passaggi più complessi e articolati viene facile come respirare.

Semplice e divertente, perché poi alla fine conta quello. Giocare a Super Mario Galaxy è un piacere unico, una gioia ininterrotta, una vera e propria droga. Tantissime cose da fare, interminabile varietà, grandissima capacità di farti esplorare quelle splendide ambientazioni e quei meravigliosi pianetucoli motivandoti con deliziose scelte di game design. Super Mario Galaxy si gioca e si rigioca, avanti e indietro, dieci, cento, mille volte, su e giu per dei mondi fantastici, alla ricerca dell’ultima stella, affrontando la sfida dell’ennesima cometa.

Che poi, vabbé, si esagera, perché la telecamera ogni tanto si incaglia contro il pianetino, e in fondo girano le palle a rendersi conto che Nintendo, proprio Nintendo, ancora ti rompe le palle con dei filmati che non è possibile saltare. E poi, diciamocelo, cascano un po’ le braccia al pensiero di trovarsi per l’ennesima volta di fronte al mondo ghiacciato e a quello con la lava, al livello egizio e a quello subacqueo, che fra l’altro non ha un’oncia dell’atmosfera che si respirava al primo tuffo in Mario 64. Poi però guardi Mario che pattina sul ghiaccio e rotea fra i tifoni nel deserto, sghignazzi di fronte ai boss infanti frignoni, ti esalti a ogni nuovo utilizzo del Wii Remote, bestemmi sbavando nel tentativo di scovare le stelle segrete e dei difetti finisci quasi per non rendertene conto.

La scintilla, si diceva, non è detto che scocchi, ed è giusto così, ma se accade, non se ne esce più. O perlomeno a me così è successo, al punto che Super Mario Galaxy entra nel ristretto club dei giochi capaci di convincermi a giocarli e rigiocarli, dall’inizio alla fine, per scovarne ogni segreto nascosto. Due volte di fila in due settimane scarse, con il gusto della sfida leggermente più impegnativa offerta dal secondo giro “in verde” e dal piacere di gustarmi anche il gran finale. Mi mancano troppi pezzi da novanta perché il mio parere possa contare qualcosa, ma al momento Super Mario Galaxy è il mio gioco del 2007.

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4 pensieri riguardo “Super Mario Galaxy”

  1. L’ho iniziato la vigilia di Natale 😀 e dati i miei ritmi sono a una cinquantina di stelle.La giocabilità è assoluta, garantita dalla brevità dei livelli (che mi ricordano i piccoli, raccolti e imperfettibili “quadri” dei tempi che furono…”hai passato il quadro con la lava?”..:) e ci sono due elementi per me davvero epocali: i colori e i suoni.Colonna sonora fissa in macchina 🙂Anche solo lo sfondo della scritta galaxy….. mamma mia…ravioli!. Visto che lo hai già citato dico pure che rispetto a Mario “Totem” 64 l’unica cosa che manca è il senso di coesione e unione che nasceva dal castello. Usare l’osservatorio non è come saltare un quadro…. e atterrare in luoghi coerenti con la stanza da cui sei partito 🙂Per ora bellissimo, in ogni caso.(e prima o poi, talpa con il casco non so come ti chiami, ti spezzerò la schiena anche mentre in cielo balena la cometa pericolo, sappilo.)

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  2. Eh, a me ha preso tipo droga, ci giocavo con la pupilla dilatata a ritmi forsennati.E normalmente non gioco così, voglio dire, adesso sto giocando a Bioshock, ci sto giocando da un mese e boh, credo di essere al massimo a metà. E teoricamente si dovrebbe fare prima a finire Bioshock, che a finire Mario Galaxy due volte.😀Comunque sì, gioco meraviglioso, da giocare, guardare e ascoltare. Vero che manca un po’ di senso di coesione, è più una serie di livelli che un mondo unico da gironzolare, ma alla fine ci sta, visto che appunto non si sta girando per un mondo ma fra vari mondi.(Hahahahah, certe comete sono stronzissime, anche se io ho avuto più problemi con altre, quelle sui boss non mi hanno messo troppo in difficoltà)

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