Archivi tag: DJ Qualls

Z Nation – Stagione 2

Nella prima manciata di ore della seconda stagione di Z Nation abbiamo visto: Murphy pappone con le zombi spogliarelliste, una sparatoria da quaranta minuti diretta dal nostro amico John Hyams col solito manico, una morte importante gestita alla perfezione, un omaggio adorabile (anche se magari non riuscitissimo) a Mad Max, la marijuana zombi, il formaggio gigante rotolante pialla zombi e il figlio del messia zombi coi re magi zombi. Ed eravamo solo all’inizio, perché nel resto di questi quindici, deliziosi, divertentissimi e adorabilmente trash episodi si passa da Roswell al Grand Canyon, si affronta un nuovo zunami, si incontra il cartello della droga postatomico guidato da una Gina Gershon scatenata e si vedono chissà quante altre cose meravigliose che avrei voluto citare ma di cui ho perso il conto. Insomma, anche nel secondo anno, Z Nation è stata uno spacco. Come prima, più di prima.

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The Man in the High Castle – Stagione 1

The Man in the High Castle – Season 1 (USA, 2015)
creato da Frank Spotnitz
con Alexa Davalos, Rupert Evans, Luke Kleintank, DJ Qualls, Joel de la Fuente, Cary-Hiroyuki Tagawa, Rufus Sewell

Sostenere che ci sia un modo corretto per guardare qualcosa è un po’ antipatico ma forse, a volte, è l’unica cosa sensata da dire. La questione è semplice: se ci si avvicina a The Man in the High Castle con il piglio da integralisti del romanzo originale di Philip K. Dick (noto dalle nostre parti come La svastica sul sole, ma anche come L’uomo nell’alto castello), è difficile non uscirne incazzati neri e gridando allo stupro. Frank Spotnitz (braccio destro di Chris Carter su X-Files e derivati negli anni Novanta, poi creatore di diverse serie TV action più o meno riuscite) ha compiuto un lavoro di adattamento piuttosto articolato, prendendo lo spunto, l’ambientazione, diversi personaggi, eventi ed aspetti del libro, ma rimaneggiando tutto a uso e consumo di un’ambiziosa serie televisiva dell’anno 2015. L’ha fatto compiendo scelte anche piuttosto radicali e che, se lo chiedete a me, sono più o meno tutte intelligenti, ma il risultato è un racconto “ispirato a” che potrebbe scontentare chi sperava in un adattamento più fedele. Chi invece non se ne preoccupa (come, ovviamente, chi non ha letto il libro) dovrebbe dare una chance a The Man in the High Castle, perché si tratta di una serie TV ambiziosa, coinvolgente, dal livello produttivo sorprendente e che promette di poter divertire per parecchi anni.

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