Archivi tag: Stanley Tucci

Il caso Spotlight

Spotlight è il nome del team interno al Boston Globe che si occupa di inchieste investigative d’ampia portata, Le quali possono richiedere anche anni di lavoro su un singolo argomento. Si tratta della redazione giornalistica investigativa più antica degli Stati Uniti d’America, perlomeno fra quelle ancora attive, e nel 2003 ha vinto il premio Pulitzer per la serie di articoli nati dall’inchiesta raccontata in questo film. Ora, come da questo si possa essere arrivati ad intitolare il film in Italia Il caso Spotlight, io, onestamente, con tutta la buona volontà, pur sapendo che Il caso [inserire a piacere] è un classico d’impatto, non riesco davvero a capirlo. Ma insomma, facciamocene una ragione e tiriamo avanti, anche perché Spotlight è un gran bel film, ottimamente scritto, diretto e interpretato.

Continua a leggere Il caso Spotlight

Annunci

Slevin – Patto Criminale


Lucky Number Slevin (USA, 2006)
di Paul McGuigan
con Josh Hartnett, Lucy Liu, Morgan Freeman, Ben Kingsley, Bruce Willis, Stanley Tucci

Slevin è un film che gioca con lo spettatore, si diverte a farlo e certo non se ne vergogna. Prende amichevolmente in giro l’abitudine del “twist” narrativo che ribalta la prospettiva e lo fa in maniera del tutto aperta. Troppo fuori dall’ordinario le premesse, troppo allucinate e simboliche le splendide scenografie, troppo favoleggianti e ironici i toni con cui sono presentati i personaggi, per non capire fin dall’inizio che “c’è qualcosa sotto”.

Se preso per il verso giusto, però, l’ultimo film di Paul McGuigan funziona, grazie a dei divertenti dialoghi tarantiniani e alle solite notevoli performance di tutto il cast. Ma bisogna essere disposti a giocare col regista, accettare le bottarelle di gomito e le strizzate d’occhio, sorvolare su certe forzature e su un’aria da esercizio di stile fine a se stesso che permea buona parte del film.

Quando poi arriva il momento del citato twist, però, a sorprendere non è tanto il prevedibile sviluppo dell’intreccio, quanto piuttosto la piega tremendamente noir che prende il tutto. Un tipo di narrazione già intrapreso nei minuti iniziali, ma poi abbandonato in favore di un’atmosfera sognante e sarcastica, talmente sopra le righe da risultare quasi fiabesca. E invece negli ultimi minuti si torna alla realtà, alla disperazione e al cinismo, seppur tagliato da uno sferzante raggio di luce.