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Il resto dell’ottobre a fumetti di giopep

A fine ottobre sono andato a trascorrere una piacevole settimana in quel di Milano City per celebrare il primo compleanno dell’erede. Da quando vivo all’estero, i passaggi a Milano coincidono coi passaggi in fumetteria, per il recupero di quelle poche cose che ancora mi faccio tenere da parte in casella e che sono, sostanzialmente, qualche fumetto Bonelli e qualche manga. Sempre meno, fra l’altro, perché di alcune serie, prima o poi, finisco per rompermi le palle e anche perché altre serie, per fortuna, finiscono. Poi, certo, andando a recuperarle, quando va bene, ogni sei mesi, tendo comunque a tornare a casa coi sacchetti pieni, ma insomma, che ci dobbiamo fare.

Ovviamente, come al solito, la materia cerebrale ridotta ai minimi termini mi sta già mettendo in difficoltà sul ricordarmi cosa cacchio sia ‘sta roba. Facciamo il possibile.

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L’ultimo (quasi) anno a fumetti di giopep

Ammazza, oh, uno si distrae un attimo e quasi passa un anno. L’ultima volta che ho pubblicato un post di questa pseudo serie era il 7 ottobre del 2015. E il bello è che in tutto questo tempo non ho mica smesso di appuntarmi le cose che leggevo e dimenticarmi poi completamente come fossero. Ad ogni modo, ho smaltito il cumulo di roba che stava sul comodino, mi sono fatto una lunga sessione di letture su Marvel Unlimited (più o meno un anno di produzione in zona 2010, con dentro Siege, The Heroic Age, Second Coming, Death of Spider-Man, Curse of the Mutants, The Thanos Imperative, Chaos War e, boh, magari altre saghe che non mi vengono in mente), a breve ho intenzione di andare a brasare la carta di credito in fumetteria: direi che è il momento giusto per riordinare questo post e pubblicarlo. Tanto interessa solo a me.

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La settimana a fumetti di giopep – 08/11/2008

Dopo tanti mesi di silenzio, riesumo la rubrica dedicata alle mie letture a fumetti per tentare il risveglio del blog dal torpore recente. Vediamo se funziona.

Manga
Cross Game #1 *****
Fra le cose belle dell’andare a una fiera come quella di Lucca c’è ovviamente lo scoprire volumi, serie, albi, sarcazzi che normalmente, per un motivo o per l’altro, mi sfuggono, ma che in un contesto diverso trovano maggior esposizione. Ultimamente sono tanto aggiornato sul mercato del fumetto che neanche sapevo dell’esistenza di questa Flashbook Editore. Ora lo so, e so che già li stimo, perché hanno ristampato 2001 Nights, perché hanno ripreso la pubblicazione di Katsu! e perché hanno pure lanciato questo Cross Game, che fra l’altro noto essere già al quarto volume. Cross Game, da quanto vedo, probabilmente si svilupperà nel tempo come il classico manga “adachiano” a base di sport e relazioni amorose fra sbarbatelli. Cosa che già di suo sarebbe ottima, visto che in fondo Touch e H2 son fra le opere migliori di Adachi. Ma in più Cross Game ha pure un primo volumetto splendido, tutto sommato diverso dal solito e che parte già in quarta con la capacità di emozionare. Si comincia con l’infanzia e per quasi duecento pagine si parla di bambinetti e delle loro emozioni, con la solita delicatezza e la solita adorabile capacità di raccontare. Non mi va di svelare molto dell’intreccio, dico solo che se piace l’autore, piace il genere, e non si è nel gruppo dei rompicoglioni stile “sì, ma fa sempre la stessa roba”, beh, Cross Game promette molto bene.

Black Jack #1 ***
Volevo leggerlo da un secolo, ero spaventato dalle dimensioni dell’opera, finalmente mi ci sono messo. Come primo volume devo dire che non mi ha colpito tanto quanto altri manga di Tezuka. Risente ovviamente del peso degli anni, ma non so, mi dà l’impressione di scrollarselo di dosso meno facilmente rispetto a un Kirihito, un Dororo, un Adolf, un Buddha, fumetti che hanno comunque una potenza espressiva e narrativa davvero capace di lasciare il segno ancora oggi. Ecco, in Black Jack, perlomeno in questo primo volume, non ci vedo altrettanto. Sicuramente racconta di un personaggio che (quasi) quarant’anni fa era abbastanza fuori dal comune e, se piace lo stile folle di Tezuka, rappresenta comunque una lettura piacevole. Però, lo ammetto, sono un po’ deluso. Ne ho comunque altri tre volumi pronti da leggere, magari cambio idea.

Altro
I tre paradossi ****
Paul è un fumettista che sta trascorrendo qualche giorno a casa dei genitori, in attesa di tornare a Chicago e incontrare finalmente Juliane, sua corrispondente di lunga data. Emozionato dalla situazione, Paul si lascia trascinare e trascina i lettori all’interno della sua mente, fra sogni, ricordi, ipotesi e fantasticherie. I vari piani narrativi sono tutti illustrati con stili diversi e danno vita a un viaggio affascinante e divertente (meraviglioso l’intermezzo “Zenone e i suoi amici”) e soprattutto realistico nel modo in cui tratteggia i pensieri, i dubbi, le incertezze del protagonista. I tre paradossi è una lettura ricca, che si basa su un’idea bella e molto ben realizzata. Paga forse un eccesso d’ambizione e una certa difficoltà nell’andare oltre la sua natura sperimentale per provare ad essere anche racconto intenso e appassionante. Insomma, l’ho trovato un po’ freddo.

The Walking Dead #9: “Made To Suffer” *****
Madonna che volume col botto! Made To Suffer è l’emblema di quanto The Walking Dead sappia essere uno splendido, moderno, vibrante appassionante fumetto seriale. Di come riesca a farti vivere le emozioni dei suoi protagonisti, a farti soffrire con loro, a trascinarti in un modo disperato in cui nulla può essere dato per scontato. Robert Kirkman è davvero un grande, uno che sul serio non si fa problemi a prendere a calci in faccia i suoi lettori, che ti tiene costantemente sul filo perché non sai mai cosa cazzo possa succedere. Quello di The Walking Dead è un mondo selvaggiamente fottuto, in cui le regole sono scappate via a gambe levate e nel quale non è che se non ti adatti muori: muori, punto e basta. Gizmo, lo so che mi leggi, quindi leggilo.

La settimana a fumetti di giopep – 03/02/2008

Ben oltre un mese dopo l’ultima volta, torna la rubrica dedicata alle mie letture a fumetti, con un po’ meno roba del solito. Non so bene perché vado avanti a scriverla, anche se in maniera non proprio puntuale. Mettiamola così: se anche solo un lettore dovesse trovarci dentro qualcosa di interessante e/o stimolante, La settimana a fumetti di giopep avrà fatto il suo dovere.

DC
Justice #2 ***
Prosegue l’intrigante storia dedicata ai supercriminali DC che decidono di prendere il controllo della situazione. Sinceramente mi sembra un po’ troppo “riservata” ai profondi conoscitori dei personaggi coinvolti, ma certo le splendide tavole di Alex Ross sono sempre un clamoroso piacere da osservare per chiunque.

Wonder Woman: Blue Amazon ***
Capitolo conclusivo della trilogia costituita anche da Superman: Metropolis e Batman: Nosferatu, Blue Amazon prosegue nel cupo e inquietante omaggio al cinema tedesco messo in piedi da Randy Lofficier e Ted McKeever. Sinceramente l’ho trovato un po’ troppo freddo e piatto, con personaggi caratterizzati in maniera poco incisiva. L’unico reale motivo d’interesse, per quanto mi riguarda, sono gli splendidi disegni di McKeever.

Wonder Woman: The Hiketeia ***
Una storia dagli sviluppi abbastanza ordinari, che prende spunto da un mito greco per raccontare del conflitto d’interessi fra il dovere e il volere, gli obblighi di tradizione e quel che si ritiene sia giusto fare. Gli sviluppi sono prevedibili, ma il tutto è raccontato con la solita maestria di Rucka e ne viene fuori una storia appassionante, splendidamente disegnata e di grande impatto emotivo.

Manga
Lone Wolf & Cub #26 ****
Momento cardine nella saga del lupo solitario, che finalmente si libera di un fardello pesante e prepara il campo per lo scontro finale col suo avversario di sempre. L’ennesimo tuffo in un’epoca lontana, esotica, che racconta in maniera affascinante i tempi e i modi del Giappone medievale.

Moonlight Mile #5 ***
Ho l’impressione che col progredire della storia questo Moonlight Mile stia un po’ perdendo d’impatto, che l’estremo senso di melodramma e la narrazione esplicita stiano diventando un po’ maniera e che a conti fatti il coinvolgimento emotivo non sia più quello degli esordi. O magari è solo un momento di stanca. Vedremo.

One Piece #45 ***
Si chiude una saga e se ne apre un’altra, con l’ometto di gomma e i suoi amici di nuovo in partenza verso incredibili avventure. La sindrome da Dragonball avanza e, pur continuando ad apprezzare l’ottimo stile grafico e l’adorabile demenzialmelodramma, ci si comincia a chiedere quando finirà.

Steel Ball Run #11 ***
A proposito di sindrome, Hirohiko Araki non la pianta più, anche se perlomeno bisogna dargli atto che i suoi continui pestaggi non si limitano a cazzottoni, onde energetiche e rilevazioni su quanto caspita è forte il nuovo nemico. Le idee non saranno frizzanti come nel JoJo dei tempi migliori, ma per esempio questa nuova bambina modello genio della lampada ha una sua bella dignità.

Bonelli
Gea #18: “La casa dei santi” ***
Sono passati quasi otto anni e finalmente Gea giunge all’annunciata conclusione, con un finale che più inconcludente di così non poteva essere. Certo, è dichiarato, voluto e conclamato, ma mi ha lasciato comunque parecchio insoddisfatto. Che fosse proprio l’insoddisfazione del lettore l’obiettivo di un autore che sembra spesso più interessato a stupire e che a raccontare una storia? Comunque, nel complesso, nonostante un finale discutibile Gea è stata una bella serie, e tutto sommato credo che gli evidenti limiti imposti dal “formato” abbiano giovato al tutto, limitando la stucchevole strapoliticizzazione da cui ogni tanto Enoch si fa prendere.

Altro
Alice in Sunderland ****
Uno splendido, complesso, un po’ pesante, ma interessantissimo tuffo nella vita e nelle opere di Lewis Carrol, tramite il quale Bryan Talbot racconta una fetta di storia della sua Inghilterra e si lancia in un’analisi sociologica, storica e politica della storia di Sunderland. Un’opera tosta, difficile da digerire, che merita probabilmente più di una lettura, ma lascia il segno. E poi ce l’ho autografata!

Powers #6/10 *****
Un grazie al sempre ottimo Roncucci che mi ha permesso di colmare il gap nelle mie letture di Powers in breve tempo e spendendo un po’ meno del previsto. E un grazie a Brian Michael Bendis e Michael Avon Oeming che hanno creato una serie strepitosa, un noir metropolitano ambientato su un pianeta in cui vivono supereroi (anzi, “poteri”) tremendamente veri, realistici, vivi. In questi cinque volumi di Powers si vede tutto, dal giallo al thriller, dal trascinante “film” d’azione all’epica saga supereroistica, e ci sono colpi di scena, svolte narrative e cambi di direzione a catinelle. A occhio, succede più roba in cinque volumi di Powers che in cinque anni di Spider-Man.

The Walking Dead #7: “The Calm Before” *****
Ero indeciso se mettere in copertina Alice in Sunderland o Powers, ma play.com mi ha tolto il dubbio recapitandomi (finalmente) il settimo volume di The Walking Dead. Sarà che adoro le storie di zombie e che se ne vedono sempre poche e ancor meno di qualità, ma questa serie va molto vicina ad essere una fra le mie preferite di sempre. Robert Kirkman, c’è poco da fare, quando scrive le sue creature dà veramente il meglio di sé, riempiendo le pagine di personaggi fantastici, dialoghi intensi, storie dal ritmo trascinante ed emozionante. The Calm Before commuove con il rapporto fra Rick e sua moglie, angoscia con l’imminenza di un pericolo che potrebbe manifestarsi da un momento all’altro, solletica il groppo in gola con le mille storie dei rifugiati della prigione e appassiona come poche altre letture sono in grado di fare. E tutto questo in un fumetto sugli zombie nel quale gli zombie, ormai, fanno quasi da tappezzeria. Una tappezzeria che, per il lettore così come per i protagonisti della storia, è talmente spiaccicata sulle pareti che viene quasi da dimenticarsene, da sottovalutarla. Ed è proprio in quel momento che si corre il pericolo più grosso.

La settimana a fumetti di giopep – 23/12/2007

Comincio a pensare che dovrei cambiare nome a questa rubrica, visto che ormai la cadenza è diventata più casuale, che settimanale. Ma d’altra parte non saprei come chiamarla e, oltretutto, “La settimana a fumetti di giopep” mi piace. Boh, qualcuno ha suggerimenti da darmi? Comunque, stavolta parlo di tutto quello che ho letto dall’ultimo appuntamento, anche se magari facendo qualche “riassuntone” di gruppo. Anche perché col Natale incipiente non so quanti aggiornamenti potrò fare nei prossimi giorni, e quindi vi lascio con un bel lasagnone. Auguri. 🙂

DC
52 #26/30 ***
Batman #7 ***
Catwoman #3 ***
Freccia Verde #4 ***
Giovani Titani #4 ***
JSA #1 ***
Nightwing #2 ***
Outsiders #4 ***
Superman #6/7 ***
Questa DC mensile mi sta mettendo addosso una fastidiosa sensazione di mediocre inutilità. Lascia perplessi, soprattutto, l’incostanza dei disegni, con continui cambi e una qualità davvero troppo altalenante. Ed è un peccato perché, sotto sotto, serie come Catwoman o Freccia Verde sembrano avere davvero qualcosa da dire e perfino Outsiders e Giovani Titani paiono potersi tirare fuori dal pantano mostrato col pessimo inizio. Interessante, comunque, il Superman (co)sceneggiato da Richard Donner, che fra figli illegittimi e kryptoniani a rimorchio sta inserendo un po’ tutti gli elementi topici dei film, senza che però la cosa risulti troppo forzata.

Marvel
Gli Eterni ****
Neil Gaiman prende in mano gli Eterni e li rielabora in chiave moderna e adulta. Olympia è una storia fresca e appassionante, che non inventa nulla di particolarmente nuovo ma riesce lo stesso a trovare soluzioni originali e che, soprattutto, vive delle splendide tavole di John Romita Jr. e della meravigliosa scrittura di Neil Gaiman. Insomma, uno spettacolo.

Thor & I Nuovi Vendicatori #104/105 ***
Capitan America: Morte di un eroe #1 ***
Sarà che l’avvenimento era ormai risaputo, ma la morte di Cap non mi ha colpito come pensavo avrebbe fatto. Non sono riuscito, insomma, a trovare nella storia il pathos e il coinvolgimento che mi sarei aspettato. Certo, in parte la cosa può essere dovuto al mio non aver mai amato fino in fondo il personaggio, eppure ci sono comunque molto affezionato e pensavo di “sentire” la storia un po’ di più. Forse qualche colpa ce l’ha Brubaker, forse no, ma complessivamente mi sembra che l’evento stia venendo un po’ sprecato, anche nella miniserie Morte di un eroe, che per il momento trovo più interessante per le intenzioni che realmente riuscita nei risultati.

Civil War: Epilogo ***/****
Già meglio. Quattro storie che provano a mettere un punto in fondo alla saga e ci riescono bene in maniere molto diverse. Toccante e riuscitissimo lo sfogo di Tony Stark e, all’estremo opposto, divertente e molto azzeccato il racconto di Howard il papero.

Civil War – L’iniziativa *
Mamma mia che invereconda puttanata e che clamoroso spreco di soldi. Ma che è ‘sta presa per il culo? Un albo confezionato con pezzetti pubblicitari di storie a caso. Ma uccidetevi.

Devil & Hulk #132 ****
Dopo tanti anni Devil & Hulk continua ad essere uno dei migliori appuntamenti mensili Marvel. Il Devil di Brubaker giunge a un bel giro di boa, chiudendo la spettacolare saga del Matt Murdock fuggitivo con un epilogo amaro e malinconico. Planet Hulk, invece, prosegue sui suoi binari, certo più ordinari e prevedibili negli sviluppi, ma sicuramente ben scritti e disegnati. A conti fatti Greg Pak sta offrendo qualche spunto interessante, in attesa di lasciare spazio – immagino – agli eventi che terrano banco nel mega-crossover in divenire, col ritorno del verdone sulla Terra.

Fantastici Quattro #278 ***
Gli Incredibili X-Men #209 ***
Wolverine #213/215 ***
X-Men Deluxe #150/152 ***
Un bel mucchietto di letture piacevoli, in mezzo alle quali mi sento di segnalare il sempre ottimo Wolverine: Origini, il ritorno degli X-Men di Joss Whedon (frizzanti e divertenti come sempre) e soprattutto X-Factor, che continua a mostrare un Peter David davvero tornato ai suoi migliori livelli, adulto e intrigante come solo lui sa essere.

L’Uomo Ragno #471/474 ***
Sinceramente questa saga del ritorno al costume nero non mi sta dicendo molto. Immagino l’idea arrivi dal traino del terzo film di Sam Raimi, ma non è che questo debba necessariamente darmi fastidio. Il problema è che per il momento mi sembra le storie manchino di mordente.

Ultimates #31: “Potere supremo #2” ***
Prosegue il filmone action Potere supremo e lo fa con un continuo susseguirsi di colpi di scena e un fantastico ritmo che scandisce inesorabile il crescendo d’emozioni. Una serie fantastica per il semplice piacere della lettura se ce n’è una.

Ultimate X-Men #42: “Conseguenze” ***
Gli X-Men dell’universo Ultimate affrontano le conseguenze della morte di Charles Xavier elaborando il lutto e gestendo tutte le (innumerevoli) menate burocratiche, legali, amministrative, morali e umorali che ne possano conseguire. Più passa il tempo e più Robert Kirkman mi sembra stare prendendo in mano le redini della serie, con personaggi che acquistano spessore e storie che vanno oltre la semplice scazzottata.

Manga
Boken Shonen *****
Il miglior Mitsuru Adachi, quello malinconico e realista, che si sofferma sui sentimenti dei suoi personaggi e che li fa parlare con gli sguardi, i piccoli gesti, i dettagli. Boken Shonen raccoglie una serie di sette racconti autoconclusivi, pubblicati in Giappone nell’arco di altrettanti anni, dal 1998 al 2006. Intensi, divertenti e toccanti, non hanno ovviamente la ricchezza delle storie a più ampio respiro di Adachi, ma mi hanno comunque ricordato i motivi per cui lo considero uno fra i miei autori di manga preferiti.

Cesare #1/2 ***
Un intrigante manga pseudo-storico, che gioca tutto sulle solite suggestioni dell’autrice Fuyumi Soryo. Complicate macchinazioni, toni oscuri, personaggi ultraromantici, sottotesti sessuali neanche troppo accennati. L’ambientazione è sicuramente particolare e ne viene fuori una storia perlomeno intrigante. Sono curioso di vedere come andrà avanti.

Worst #13 ***
Numero abbastanza interlocutorio per una serie che personalmente adoro, per qualità dei disegni e per intensità del racconto. Certo è che la cadenza “a cazzo” causa vicinanza alla produzione originale in questi casi diventa ancora più insopportabile.

Bonelli
Brad Barron #10/18 ***
Ho iniziato a leggere Brad Barron in ritardo, pescandone un albo a caso ogni tanto in fumetteria e incagliandomi verso metà per totale irreperibilità di alcuni numeri. L’impressione fu di una serie senza dubbio banalotta nelle premesse, ma abbastanza ben scritta e piacevole da leggere, nella spensierata ottica da albo Bonelli “usa e getta”. Sicuramente meglio di Demian, che ho trovato insopportabile fin da subito e ho abbandonato dopo un paio di albi. Circa un anno dopo, in quel di Lucca, ho recuperato la seconda metà della saga e me la sono letta tutta d’un fiato. Purtroppo ho ricominciato con un paio di storie tremende, retoriche e manieriste all’inverosimile, davvero dure da mandar giù. Assorbite quelle, ho proseguito fino in fondo e ho ritrovato il Brad Barron che – nella sua semplicità – mi divertiva e mi aveva convinto ad andare avanti, nonostante una serie di disegnatori deprimente. A bocce ferme, mi resta il ricordo di una lettura a tratti anche molto piacevole, ma tutto sommato abbastanza trascurabile. Non sono sicuro di aver letto altre opere scritte da Tito Faraci ma, se sono tutte di questo livello, mi chiedo sinceramente da cosa possa derivare la stima generale nei suoi confronti.

Magico Vento #112: “Alice nel buio” ***
Ormai le storie di Magico Vento si sono talmente adagiate su una sensazione di placida e rassicurante certezza che non so neanche bene come commentarle senza finire a ripetere sempre le stesse cose. Quindi facciamo che da adesso menzionerò solo quelle che mi colpiranno particolarmente, in positivo o in negativo.

Altro
B.P.R.D. #6: “La macchina universale” ****
Prosegue benissimo la saga “parallela” di Hellboy, con un altro avvincente volume dedicato ai suoi (ex) compagni di avventura. John Arcudi si conferma sceneggiatore di razza, capace di dare vita a storie che ricalcano molto bene le atmosfere morbose e l’umorismo tipici di Mike Mignola, senza per questo rinunciare all’impronta del proprio autore. Ottimi i disegni, appassionanti le vicende, molto ben costruito anche l’affresco generale, con le storie dei personaggi che tornano ad affacciarsi di volume in volume. Una lettura straconsigliata.

Concrete #3: “Fragile creatura” *****
Sono passati millenni dall’ultima volta che ho letto una storia di Concrete e sono felicissimo di aver finalmente messo le mani su qualcosa di nuovo e, soprattutto, di aver ritrovato la lettura splendida che ricordavo. Personaggi a tutto tondo, ricchi, vivi e affascinanti nella loro mediocre normalità, popolano storie che raccontano del vivere quotidiano, di drammi universali e di emozioni fresche e pulsanti. Concrete è un personaggio di fantascienza, ma è quanto di più vero e reale si possa leggere nel mondo del fumetto. E Paul Chadwick è un grandissimo.

Halo Graphic Novel ***
Compri il fumetto di Halo senza sapere bene il perché, temendo di ritrovarti fra le mani l’ennesima porcata su licenza, e invece scopri che quantomeno ci hanno provato, a fare le cose per bene. Che magari Bisley e Moebius non hanno realizzato le migliori opere della loro spettacolare carriera (anzi, soprattutto il primo appare un filo sottotono), ma è comunque sempre un piacere leggere e ammirare le loro tavole. Che questa raccolta di storielline brevi non cambierà la storia del fumetto, ma rappresenta di sicuro una piacevole sorpresa.

Hellboy #7: “La strega troll e altre storie” ****
Una bella raccolta di storie brevi che, nell’ormai classico stile di Hellboy, rielabora miti e leggende da tutto il mondo infilandoci dentro l’adorabile diavolazzo dalle corna spezzate. Un malato e morboso piacere per gli occhi e per la mente.

Strangers in Paradise #22 ****
Strangers in Paradise si avvia dichiaratamente alla conclusione e lo fa riavvicinandosi definitivamente alle atmosfere e ai toni che ne caratterizzarono gli esordi e che – prima della svolta pseudo/action/spy/supermelodramma da me poco gradita – me ne fecero innamorare. Un bel volume, che sembra preparare il terreno per una fase conclusiva da groppo in gola.

La settimana a fumetti di giopep – 19/11/2007

La settimana a fumetti è finita nel vortice d’inedia che ha colpito il blog di recente e putacaso questo è avvenuto proprio quando sono passato in fumetteria e ho portato a casa un paio di quintali di carta. Il risultato è che ho una marea di cose da raccontare. Pensavo di limitarmi solo ad alcune, ma alla fine mi sono fatto prendere dalla logorrea e ne ho segate giusto un paio per sfinimento o per manifesta inutilità. A voi.

52 #8/13 ***
Ok, lo ammetto, andando avanti il meccansimo che sta dietro a 52 mi sta prendendo. La curiosità di scoprire nei dettagli cosa si sono inventati per questo anno “mancante” di universo DC non poteva che fare breccia nel mio cuoricino di amante del seriale e della continuity. Ma è una buona storia? Sinceramente non credo. E, ribadisco, non è esattamente quello che mi aspetterei da Geoff Johns, Grant Morrison, Greg Rucka e Mark Waid messi assieme. E poi, diciamocelo, non è un po’ stancante questa svolta iperdrammatica, forzatamente tragica, sempre volta al peggio che ha preso l’universo DC?

Aquaman – La spada di Atlantide ***
Un prodotto onesto, poco più che mediocre, che – come spesso accade – prova a rilanciare un personaggio storico facendone vestire i panni da una nuova identità. Non stravolge e non colpisce, ma non si può certo dire che sia realizzato male. E poi, diciamocelo, al confronto di porcate come il nuovo Flash, sembra quasi un capolavoro.

Batman #3/6 ****
Catwoman #2 ****
Nightwing #1 **
Robin #1/2 ****
Davvero notevole, la “Batman Family” del dopo Infinite Crisis. Interessante l’idea del figlio di Bruce Wayne, del rapporto conlittuale col padre e dell’ovvia rivalità con Robin. Intensa e appassionante la serie del ragazzo meraviglia, come raramente era stata in passato, e piacevole come al solito Catwoman, anche lei alle prese con le gioie e i problemi dell’avere un poppante in casa. Delude solo Nightwing, abbastanza stucchevole e “vecchio”. Marv Wolfman e Dan Jurgens son due nomi storici, ma a legger questa serie sembra davvero che non abbiano più nulla da dire.

Checkmate #1 ***
Giovani Titani #2/3 ***
Cospirazioni, tragedie, personaggi scivolati nel lato oscuro, drammi dietro ogni angolo. L’ho detto e lo ripeto: a me questa nuova DC super dark non è che faccia impazzire.

Dampyr #91: “I cacciatori del sogno” ***
L’ennesimo discreto Dampyr, che si lascia leggere senza travolgerti e che ti incuriosisce con il suo affondare le mani in miti locali oscuri e poco noti (stavolta si parla di stregonerie assortite in Corsica).

Death Note #7 ****
Sempre più appassionante e sorprendente, col settimo volumetto Death Note compie ancora una manciata di svolte a sorpresa, ammazza un altro paio di personaggi, cambia di nuovo le carte in tavola (anzi, cambia proprio mazzo). Tsugumi Ohba non ha proprio paura di niente e non si ferma davanti a nulla. Complimenti, davvero.

Fantastici Quattro #276 ***
L’Uomo-Ragno #470 ***
Gli ultimi scampoli di Guerra Civile si segnalano per una simpatica rissa fra Ercole e “Thor” nelle storie di Pantera Nera e un’apparente svolta nella vita di Peter Parker, personaggio stravolto se ce n’è uno dagli eventi dell’ultimo mega crossover. Non so come le cose siano andate avanti, perché in fumetteria mi han saltato un numero e son fermo a prima di Back in Black. 😀

Jenny Sparks ****
Una bella miniserie, che racconta la graffiante “carriera” di Jenny Sparks e la sua vita nell’arco di tutto il secolo, tappando i buchi e facendo luce sui punti oscuri. Ha forse il solo limite di essere espressamente dedicata a chi ne ha seguito le avventure su Authority: per chiunque altro dubito abbia molto senso.

Justice #1 ****
Suggestivo e affascinante come tutti i fumetti disegnati da Alex Ross, Justice spinge ovviamente il pedale sul senso di meraviglia e sulla potenza grafica che i giganti del fumetto supereroistico sono in grado di scatenare. La storia si incentra su un tema abbastanza ricorrente nelle serie DC recenti, mostrando i suoi eroi in preda alle tragiche conseguenze di un possibile fallimento su scala globale. A raccogliere i cocci, anzi, a impedire che ci siano cocci da raccogliere, ci pensano i supercriminali, ovviamente capeggiati da Lex Luthor. L’inizio è promettente, vediamo come va avanti.

Manhunter #8/10 ****
Dopo un momento di calo, Manhunter chiude (per scarse vendite) tornando sui livelli piacevoli del pre-Crisi. Una serie tutt’altro che perfetta, soprattutto rivedibile nei disegni, ma che mi ha rapito con la sua voglia di pescare nel torbido e affascinato coi suoi protagonisti dalla dubbia moralità. Non ho capito se alla fine la pubblicazione in America è stata ripresa, ma sinceramente spero di sì.

Naruto #33 ***
Un po’ Dragonball, un po’ Ushio & Tora, un po’ qualsiasi altra roba per ragazzi pubblicata in Giappone negli ultimi vent’anni, Naruto sta un po’ esaurendo il credito conquistatosi grazie al bello stile pulito e alla simpatia dei personaggi. Ho voglia di vedere come si chiuderanno le vicende, ma comincio anche a stancarmi un po’.

Outsiders #2/3 **
Sinceramente mi sembra che le intenzioni di Outsiders vadano un po’ oltre le capacità di chi tiene le redini della serie. Sembra la versione scema di Authority.

S. *****
Al secondo tentativo, finalmente mi faccio convincere da Gipi. Rispetto ad Appunti per una storia di guerra, qui latitano i poetismi forzati e c’è invece gran scrittura, voglia di raccontare un’intensa storia di rapporti famigliari con uno stile intenso e particolare. Splendidamente narrato, toccante, meraviglioso anche solo da sfogliare per immergersi nelle bellissime tavole di Gipi. Ora sì che ne voglio un altro.

Squadron Supreme: Hyperion vs. Nighthawk ****
Una riflessione sul potere assoluto e sui modi più o meno leciti di metterlo in pratica. Bello, bello per davvero, ma ultimamente nei fumetti di supereroi non si parla quasi d’altro. E che palle!

Supergirl e La Legione dei Supereroi #2/4 ***
Continuo a non capire se e quanto questa serie mi piaccia. I toni stralunati e sognanti sono quasi adorabili, ma c’è qualcosa – saranno i disegni, sarà la sovrabbondanza di personaggi – che non me la fa amare fino in fondo. Comunque, voglio andare avanti.

Thor & I Nuovi Vendicatori #103 ****
Bella davvero, questa serie dedicata agli Illuminati, che rilegge sotto una luce diversa gli avvenimenti più importanti della storia Marvel. Belle storie, bei dialoghi, bei disegni. Detto questo, tocca notare come anche l’universo di Spidey e compagni stia vacillando sempre più pericolosamente sull’orlo del baratro iperdarkeggiante. Ma per il momento non siamo ancora oltre il livello di guardia, via.

Tribeca Sunset *****
Una bella, intensa e toccante storia, che parla con due approcci diversi della New York del prima, durante e dopo 11 settembre 2001. Un racconto autobiografico su quel folle giorno, narrato da un autore che ha vissuto il crollo delle Twin Towers da non troppo lontano, e un episodio su quattro amici che s’incontrano a New York pochi mesi dopo. Semplice e commovente, senza doverti schiantare in faccia la poesia a tutti i costi. Questo è il fumetto d’autore che piace a me.

Ultimate Spider-Man #53: “La saga del clone #2” ****
Ma che bella, questa saga del clone in versione Ultimate! Piena di spunti interessanti, con ancora una volta tanti temi bene o male storici dell’Uomo Ragno classico rielaborati e riarrangiati in maniera intrigante e nuova. E poi che ritmo, che capacità di tenere incollati alla pagina! Bendis, su questo genere di storie, sbaglia davvero poco.

La settimana a fumetti di giopep – 15/10/2007

Novità
Abara #2 ***
Oh, non c’è niente da fare, io Tsutomu Nihei proprio non lo capisco. Non è che non mi piaccia, non posso dire che non mi piaccia, perché i disegni sono spettacolari e nelle sue tavole c’è sempre un’atmosfera incredibile, però proprio non capisco di che cazzo parli. Non riesco a seguire le sue storie, mi distraggo, mi perdo nelle vignette, non so che succeda e mi limito a sfogliare guardando le figure. Sarà un limite mio, immagino.

Dampyr #88/90 ***
L’ennesima, solida, divertente, prevedibile, storia di Dampyr, che sfrutta abbastanza bene lo “spargimento” su tre numeri e si mantiene sui livelli a cui la serie di Mauro Boselli ci ha abituato. Per l’ennesima volta, però, ho l’impressione di leggere una storia che con la vecchia impostazione bonelliana sarebbe stata lunga due albi e mezzo e ci avrebbe risparmiato qualche lungaggine di troppo.

Lone Wolf & Cub #25 ****
Ormai ho finito gli aggettivi per descrivere la potenza evocativa e la solidità narrativa con cui ogni mese questa saga riesce a stupirmi. Una lettura imprescindibile per qualsiasi appassionato di fumetti, a maggior ragione se interessato al fascinoso Estremo Oriente che fu.

Antiquariato
Superman Family – Novembre 2003/Agosto 2005 (L.O.) ***/****
Ancora alti e bassi, finalmente più i primi che i secondi, in quasi due anni di storie del frolloccone in pigiama blu e mantello rosso. Nel mucchio, tre saghe per certi versi molto importanti. Godfall racconta un nuovo viaggio nella “pseudo Krypton” e lascia il segno quasi solo per la nascita di un villain che diventerà poi fondamentale. For Tomorrow è il tentativo di replicare il successo ottenuto su Batman con Hush (Jeph Loeb/Jim Lee), mettendo al lavoro Brian Azzarello e Jim Lee. I risultati non sono disprezzabili per temi e idee, ma faticano a “tenere” l’esorbitante lunghezza (tanto quanto Hush, comunque). Decisamente meglio That Healing Touch, che si inserisce nel filone “identità segrete, dubbi esistenziali, dilemmi morali” che fa tendenza nella DC degli ultimi anni con un’intreccio intrigante ed efficace. Decisamente buona, come quasi tutte le storie che mettono in crisi l’azzurrone non per mano di semidei incazzati, ma di nemici che lo colpiscono dove fa più male, negli affetti.

Day of Vengeance (L.O.) ****
Rann-Thanagar War (L.O.) ***
Sacrifice (L.O.) ***
The Omac Project (L.O.) ***
The Return of Donna Troy (L.O.) **
Villains United (L.O.) **
Un bel cumulo di “prologhi” per Infinite Crisis. Day of Vengeance mi è parso il più riuscito, con personaggi ben caratterizzati e un intreccio appassionante. Del resto, è scritto da Bill Willingham, mica l’ultimo dei fessi. Se c’è un volume da consigliare fra questi, è sicuramente lui, anche se a conti fatti solo The Return of Donna Troy e Villains United sfiorano davvero l’illeggibilità.

La settimana a fumetti di giopep – 25/09/2007

Novità
L’Uomo Ragno #469 ***
Gli incredibili X-Men #207 ***
Devil & Hulk #131 ***
Thor & I Nuovi Vendicatori #102 ***/****
Iron Man/Capitan America: Vittime di guerra ***/****
Civil War #7 ***
E finalmente siamo arrivati alla fine. Mi manca ancora da leggere qualche tie-in, ma insomma, ci siamo. E, in tutta franchezza, sebbene il giudizio complessivo sull’operazione Civil War sia buono, i dubbi rimangono. Sicuramente sono state molto ben costruite le premesse, si è lavorato bene nel far percepire le ramificazioni della saga un po’ dappertutto e in generale la storia è stata affascinante, potente nelle premesse e ben orchestrata nello sviluppo. Però, dopo un avvio davvero scoppiettante, arrivati al giro di boa ha un po’ cominciato ad affloscarsi tutto e, prevedibilmente, non si è arrivati a una vera conclusione. Marvel e DC, ormai, sono in modalità crossover perenne e se la cosa da un lato è piacevole, perché il senso di continuità e di appartenenza dell’universo narrativo ne guadagnano, dall’altra si finisce per far perdere di incisività alle singole saghe. Civil War, tanto quanto House of M e prima ancora Avengers Disassembled, è l’ennesimo prologo di qualcosa a venire, l’ennesimo coito interrotto che inizia alla grande e poi si affloscia nell’inconcludente nulla. Per quanto ancora potrà durare? Boh? Comunque, nel marasma, ci sono state singole storie molto belle. Nella manciata di albi elencata lì sopra, segnalo in particolare la storia dedicata a Bucky in Iron Man/Capitan America: Vittime di guerra.

Guyver #36 **
Ormai con Guyver si va avanti per sola forza d’inerzia, perché ne escono uno o due all’anno, la spesa è accettabile e mi spiace mollarlo lì. Certo è che siamo veramente al nulla narrativo. Voglio dire, il singolo numero è “pregno” più o meno come un albetto della prima edizione di Dragonball Star Comics. Solo che almeno quello usciva ogni quindici giorni…

La casa delle vacanze *****
Tratta da un romanzo di Clive Barker, La casa delle vacanze è una splendida favola horror, che si rivolge ai più giovani ma riesce ad essere digeribilissima anche da un pubblico adulto, grazie ai toni maturi, allo splendore grafico e alla solidità del racconto. Le si può al massimo imputare una certa prevedibilità nell’intreccio, ma la sua forza sta anche nella semplicità propria dei classici. E a questo punto voglio leggermi il romanzo.

Magico Vento #111: “Lo zoo di Kelly” ***
Un solido, banale, prevedibile, ma convincente e riuscito numero di Magico Vento. Si legge con piacere dall’inizio alla fine, non dice nulla di sconvolgente, ma fa il suo dovere. D’altra parte, purtroppo, ormai da questa serie sto imparando ad aspettarmi nulla più che una valida routine.

Shadowplay ****
Un doppio delirio horror, con due approcci diversi al mondo dei vampiri. Da una parte un tuffo morboso nelle perversioni sessuali dei succhiasangue, dall’altra l’innocente visione di un bambino che scappa di casa e si ritrova preda di un vecchio vampiro (e, a esser maligni, pure qui ci si potrebbero leggere allussioni). Bellissimi i disegni di Ashley Wood e Ben Templesmith, forse un po’ troppo contorto lo stile narrativo.

The Punisher: Barracuda ****
Un’altra bella saga del Punitore di Garth Ennis, fatta di crudo realismo, comicità sopra le righe e iperviolenza. Solida, divertente, in costante e riuscito equilibrio fra serioso e dissacrante e graziata dalle sempre ottime matite di Goran Parlov. Cosa chiedere di più?

Ultimates #30: “Potere supremo #1” ****
Inizia l’incrocio fra l’universo Ultimate e il nuovo Squadrone Supremo reinventato da Straczynski e inizia col botto. Ritmo, colpi di scena, azione e le evocative matite di Greg Land sono gli ingredienti. Il risultato, per il momento, non delude.

Ultimate X-Men #41: “Cable #2” ****
Si conclude la saga dedicata al Cable (e all’Alfiere) dell’universo Ultimate e non posso fare a meno di pensare che, nonostante il clamoroso avvenimento raccontato, continui a mancare reale pathos. Non so, a me sembra proprio che Kirkman non ce la faccia.

Antiquariato
Superman Family – Ottobre 2002/Ottobre 2003 (L.O.) ***/****
Superman: Ending Battle (L.O.) ****
Oh, finalmente stiamo crescendo, una bella annata di storie, certamente con alti e bassi, ma con davvero tanti passaggi convincenti. Su tutti, senza dubbio, Ending Battle, la classica saga tutta basata sul significato stesso dell’esistenza di Superman in quanto eroe. Il confronto fra Kal-El e Manchester Black è ben pensato e raccontato, davvero travolgente nel crescendo e spiazzante nel finale.

La settimana a fumetti di giopep – 15/09/2007

Novità
L’Uomo Ragno #467 ***
L’Uomo Ragno #468 ***
Wolverine #212 ***
Civil War Special #2 ***
Punisher War Journal ***
Vale quanto detto settimana scorsa: un mese di transizione e di passaggio per praticamente tutto l’universo Marvel, che si prepara al (presumibile) botto del finale di Civil War. Degne di menzione, comunque, le generalmente molto ben scritte storie “tangenti”, dei personaggi minori, secondari, che mostrano uno sguardo per certi versi esterno sulle vicende. Quello dei giornalisti, delle persone comuni, degli eroi di basso rango e di quel lucido psicopatico del Punitore. Tutto molto ben orchestrato, davvero. Però adesso voglio vedere come va a finire.

Annihilation #4 ***
In questi quattro volumi Annihilation si è presentata come una saga affascinante e di ampio respiro, del resto creata da un autore storicamente fissato con questo genere di storie come Keith Giffen. Eppure ho fatto un po’ fatica a farmi acchiappare, a farmi prendere fino in fondo dal racconto, forse perché l’ho trovato troppo dispersivo e sfilacciato. Qui, comunque, si tirano le fila e c’è davvero un gran bel crescendo, anche se poi si chiude col solito finalino inconcludente.

Capitan Atom: Armageddon Vol.2 ***
Termina col botto una storia obiettivamente un po’ forzata e la cui unica ragion d’essere sembra davvero il voler porre le basi per il “reboot” dell’universo Wildstorm. Comunque una lettura piacevole, grazie ai sempre frizzanti dialoghi di Will Pfeifer e alle matite dell’ottimo Giuseppe Camuncoli.

Fables Vol.9: Sons of Empire (L.O.) ****
Ma che è, il mese degli episodi di transizione? Pure con Fables, un bel volume che non porta avanti quasi per nulla il racconto della guerra fredda fra fiabe e avversario, ma sistema un sacco di pedine in giro e si dedica all’approfondimento e alla presentazione di vari personaggi (da Hansel a Raperonzolo, passando perfino per Babbo Natale). Oddio, avercene di episodi di transizione così belli, ben scritti e disegnati: fossero così in tutte le serie a fumetti, ci metterei la firma.

Giant Monster ****
Steve Niles è veramente un grande, per come riesce a trottolare in perfetto equilibrio fra la presa per il culo e il racconto serio, fra il ridicolo voluto e quello involontario. La butta sulla farsa e sulla satira, ma non perde praticamente mai il controllo della situazione. Qui racconta di un astronauta che torna sulla terra invaso da un organismo alieno e si trasforma in un bestione alto più di un palazzo e incazzato nero con la sua ex moglie. Il nulla narrativo, raccontato in maniera divertente e divertita.

Gli incredibili X-Men #206 ***
X-Men Deluxe #149 ***
Toh, due albi che con Civil War c’entrano poco o nulla. Peccato che continui a trovare poco interessante l’ennesima saga spaziale dei mutanti Marvel. Già meglio le varie serie infiliate su X-Men Deluxe, con una bella storiellina autoconclusiva sui drammi di Colosso e le sempre piacevoli (ma mai entusiasmanti) New X-Men ed Exiles. Purtroppo c’è anche un “What if?” basato sulla poco interessante saga spaziale di cui sopra, ma non si può avere tutto dalla vita.

Kin ***
La premessa dei Neanderthal che hanno vissuto per i cazzi loro e ancora esistono sul pianeta terra (e, ovviamente, sono tecnologicamente più avanzati di noi) è interessante, anche se puzza di Martin Mystère lontano un miglio. Lo sviluppo lascia un po’ a desiderare: Gary Frank si conferma ottimo disegnatore, ma come molti suoi colleghi non sembra in grado di scrivere nulla più che una storiella d’azione sì divertente, ma anche un po’ inconcludente e pervasa da un forte senso di vuoto.

L’immortale #20 ***
Si chiude finalmente il lunghissimo, apparentemente interminabile, francamente un po’ palloso arco narrativo che ha visto Manji rinchiuso nelle segrete e macellato a colpi di bisturi. Non escludo che sia la classica situazione di manga che guadagna assai da una lettura “tutta d’un fiato”, ma a cadenza mensile è stato quasi ammorbante. Dal prossimo numero, leggo in ultima pagina, parte la saga finale. Speriamo bene.

The Authority: Rivoluzione ***
Bella saga autoconclusiva, che indaga sulle motivazioni, i dubbi, le incertezze, i difetti, i successi e i fallimenti del supergruppo autoritario, fascistoide, ambientalista e perfino comunista più sboccato dell’universo. Torna un nemico storico di Hawksmoor e compagni e Jenny (Quantum) prende finalmente in mano la situazione. Ne esce fuori una saga lunga e appassionante, anche se forse c’è ormai un po’ di maniera nella caratterizzazione dei personaggi e, in generale, l’intreccio appare un po’ prevedibile.

Vagabond #37 ***
Anche qua (oh, ma basta) sembra stare avvicinandosi la zona cesarini, con la preparazione dell’atteso duello fra Musashi Miyamoto e Kojiro Sasaki. Anche qua le cose cominciano ad andare un po’ troppo per le lunghe, ma al momento la narrazione funziona ancora bene e il crescendo non è mica male.

Antiquariato
Superman Family – Return to Krypton II (L.O.) ***
Piccolo segnale di ripresa nelle mie letture supermaniane, con una saga un po’ sconclusionata ma che perlomeno butta nella mischia qualche elemento vagamente interessante e non ha troppo quella puzza di riempitivo che si respira normalmente. Si continua comunque a respirare mediocrità generale, per quanto stemperata dalla qualità dei disegni spesso molto alta. Bah…

La settimana a fumetti di giopep – 08/09/2007

Novità
L’invincibile Iron Man: Eseguire programma [2 di 2] ***
Civil War #6 ****
Thor & I Nuovi Vendicatori #101 ****
Fantastici Quattro #275 ***
Sesto mese abbastanza di transizione per Civil War, in cui ci si occupa di piazzare le pedine e preparare tutto per il botto finale. Sparsi in giro, comunque, soprattutto nelle storie più “periferiche”, svariati approfondimenti interessanti. In ogni caso, è sicuramente il momento di arrivarci, alla fine, perché l’insieme comincia a stancare un po’.

Devil & Hulk #130 ***
Dopo qualche mese di sostanziale indifferenza, sto cominciando a gradire Planet Hulk, anche se obiettivamente ha degli sviluppi di un prevedibile pazzesco. Trovo invece un po’ incolore, fino adesso, questo ciclo di Brubaker su Daredevil, anche se sicuramente c’è la curiosità di vedere dove andrà a parare, soprattutto per quanto riguarda Foggy. Nel complesso, però, ultimamente Devil & Hulk ha un po’ smesso di essere la mia lettura Marvel preferita.

Death Note #6 ****
Di mese in mese Death Note prosegue a stupirmi coi suoi sviluppi schizoidi e coi suoi continui colpi di scena. La caratterizzazione psicologica forzatissima di alcuni personaggi mi sta un po’ stancando, ma nel complesso l’intreccio è molto ben costruito, la voglia di capire come proseguirà è tantissima e in questo numero c’è davvero un bel crescendo.

Real #6 ****
Prosegue con la sua periodicità “a cazzo” Real, splendido viaggio nel mondo dello sport per diversamente abili (dai, facciamo i corretti). C’è poco sport vero e proprio e c’è molto approfondimento psicologico, molto lavoro sui personaggi e sui rapporti fra di loro. Il problema è che una storia del genere non può essere letta in questo modo, perché si perde davvero troppo in termini di coinvolgimento. Mi sa che lo mollo lì e aspetto il termine per leggermelo tutto in fila.

Ultimate Fantastic Four #19: “Le luci di un altro mondo” ***
Divertente storia autoconclusiva col ritorno dell’Uomo Talpa impegnato nell’ennesimo tentativo di rivalsa contro il mondo di superficie. Ben raccontato e disegnato, ma obiettivamente poco più che un riempitivo.

Ultimate Spider-Man #52: “La saga del clone #1” ***
Arriva anche nell’universo Ultimate la saga del clone e lo fa con un primo numero che getta tonnellate di carne sul fuoco quasi a caso, per accumulo, senza preoccuparsi troppo di raccontare una storia. Curiosità.

Antiquariato
Gogo Heaven ***
Il solito delirante, affascinante, divertente, straviolento e completamente folle fumetto di Sin-Ichi Hiromoto. C’è un po’ di maniera, e non ci sono idee particolarmente interessanti, ma la lettura è sempre piacevole (ed è divertente vedere un’interpretazione diversa di argomenti vicini a quelli trattati in Death Note).

Superman Family – Maggio/Agosto 2002 (L.O.) ***
Nel recupero di annate DC Comics realizzato (e quasi concluso) in questi mesi ho trovato storie splendide e orrende, appassionanti e noiose, felici e tristi. Ma è impressionante il muro di mediocrità su cui sto sbattendo la testa con Superman. Sorvolando sull’illeggibile Man of Steel, che per fortuna è finita in fretta, le varie storie non sono quasi mai davvero brutte, ma lasciano addosso una sensazione di inutilità, di pochezza, di “nulla” quasi insostenibile. Ed è fra l’altro un peccato, perché nel mucchio c’è anche qualche signor disegnatore come Carlos Meglia. Vabbé, vediamo come si prosegue…