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The Strain – Stagione 2

The Strain – Season 2
creato da Guillermo del Toro e Chuck Hogan
con Corey Stoll, David Bradley, Mia Maestro, Kevin Durand, Jonathan Hyde, Richard Sammel, Miguel Gomez 

Con la seconda stagione, The Strain introduce alcuni importanti cambiamenti, certi fin da subito, altri mano a mano che si sviluppano le puntate. Il punto di partenza vede una New York finalmente consapevole del contagio in atto e nell’atto di provare a reagire, più o meno. Intendiamoci, non è che il cittadino medio vada in giro a vaneggiare di Maestro e Antichi assortiti, ma quantomeno abbiamo finito di sorbirci la tarantella della gente che non crede a quel che sta accadendo: c’è gente malata che va in giro per le strade sparando tentacoli dal collo. È una consapevolezza importante. Certo, rimane la difficoltà nel mostrare una New York in preda all’apocalisse con il budget di una serie TV e, per quanto vada sicuramente meglio rispetto al primo anno, con un certo spreco di effetti speciali a dare vigore, ogni tanto si ha davvero l’impressione di una città in cui il panico aumenta e diminuisce a seconda della disponibilità di budget. E aggiungiamoci pure i classici problemi – piuttosto diffusi in TV, va detto – dell’ambientare a New York una serie piena di scene in esterni senza poterla effettivamente girare nella grande mela. Ma insomma, di necessità virtù.

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Poseidon

Poseidon (USA, 2006)
di
Wolfgang Petersen
con
Kurt Russel, Josh Lucas, Richard Dreyfuss, Jacinda Barrett, Emmy Rossum, Mike Vogel, Mia Maestro, Jimmy Bennett, Freddy Rodríguez, Kevin Dillon

Remake di L’avventura del Poseidon (1972, con Gene Hackman ed Ernest Borgnine), Poseidon racconta la lotta per la sopravvivenza all’interno di una nave cappottata da un’onda anomala. Wolfgang Petersen si ritrova fra le mani una sceneggiatura deficitaria e fa il possibile, sfruttando tutto il suo mestiere per mettere assieme una giostra ben confezionata, a tratti divertente, ma priva di passeggeri.

I protagonisti di Poseidon sono macchiette appena abbozzate, che si limitano ad eseguire il compitino, seguendo le regole del film catastrofico nelle psicologie e negli eventi. E così c’è quello antipatico che muore come un coglione, il personaggio simpatico che muore tragicamente, l’eroe tutto d’un pezzo, l’avventuriero ombroso e via dicendo.

Ma il vero peccato non sta tanto nelle psicologie tagliate con l’accetta, quanto nel disinteresse ad approfondire idee tutto sommato interessanti, come la controversa morte di un personaggio nella parte iniziale, che offre un potenziale drammatico notevole e per nulla sfruttato nel proseguio del film. E questo esempio rappresenta al meglio tutto ciò che è il Poseidon di Wolfgang Petersen: un film privo di cuore, che non ha il coraggio di sporcarsi le mani con le budella dei suoi morti e finisce, quindi, per risultare freddo e distaccato.