22.11.63

22.11.63 si portava sulle spalle un doppio peso mica da ridere. Da un lato, è un adattamento dell’omonimo romanzo di Stephen King, autore adorato da legioni forcone-munite e le cui fortune sullo schermo, grande e piccolo, sono a dir poco alterne. Dall’altro è la serie con cui Hulu, servizio di streaming americano che prospera su un catalogo di serie e show televisivi, prova a infilarsi di soppiatto nella sfida tra Netflix e Amazon sul fronte delle opere originali. La serie curata da Bridget Carpenter costituisce infatti la proposta più ambiziosa messa in campo fino a oggi da Hulu, tanto sul piano dei valori di produzione quanto su quello dei nomi coinvolti, e teoricamente potrebbe rappresentare un punto di partenza, a cui è già stato dato seguito con The Path. Ma come è venuta fuori? Bene ma non benissimo.

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Pulizie di primavera 2016

L’anno scorso ho avviato una nuova “roba”, qua nel blog, un appuntamento annuale utile più a me che ai quattro sciamannati che mi seguono, che utilizzo per ripulirmi la bacheca da tutte le bozze create nel corso dell’anno precedente per robe che ho visto/letto/giocato ma di cui non ho mai scritto. Per fortuna non l’ho chiamata Pulizie di Pasqua, ché poi non mi ricordo mai quand’è, Pasqua (tipo due mesi fa). Ad ogni modo, di seguito c’è un elenco di roba consumata l’anno scorso ma della quale non ho scritto sul blog e/o in altri luoghi facilmente linkabili negli elenconi di fine anno.  Con però un paio di postille. La prima è che non ci sono libri o film, dato che per quelli scrivo ormai sempre due righe su Anobii e su Letterboxd, quindi chi ci tiene a leggerle può dirigersi lì. La seconda è che ci sono dei telefilm di cui non ho scritto ma che non finiscono comunque qui perché ho intenzione di scriverne. Sto aspettando l’ispirazione e/o di guardare la tal stagione per fare post unici cumulativi. Credo. Forse. Vai a sapere. Insomma, in pratica qua dentro scrivo solo di videogiochi.

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Sballati per le feste!

Sballati per le feste! è il nuovo film di Jonathan Levine, già regista del simpatico Warm Bodies ma soprattutto dell’ottimo 50/50. E proprio da 50/50 recupera parte del cast e intenzioni, con quel suo mescolare la commedia sbracata di Seth Rogen a toni più intensi, malinconici, incentrati sullo sviluppo dei personaggi. Purtroppo, rispetto al precedente tentativo, qua le cose girano decisamente peggio, non tanto per il differente equilibrio,  che già dai trailer veniva palesemente annunciato come spinto nella direzione delle risate, quanto per la scarsa riuscita delle due componenti. Non è un film strettamente brutto, e ha anzi dei momenti abbastanza riusciti, soprattutto quando si scrolla di dosso l’umorismo più forzato, ma da un lato non fa abbastanza ridere e dall’altro non riesce a sviluppare davvero gli spunti più interessanti.

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Le ultime otto puntate di The Last Man on Earth

Di The Last Man on Earth ho già scritto mesi fa a questo indirizzo qua, dopo che mi ero visto la prima metà della seconda stagione senza sapere che ci sarebbe stata una seconda tranche da otto puntate. Ci ero rimasto male, anche perché nel secondo anno la serie è decollata per davvero, ma tant’è, capita. Mesi dopo, la stagione è ripartita e si è poi conclusa, me la sono sparata tutta nei due voli di andata e ritorno per la Nordic Game Conference e adesso sarei qui a scriverne qualcosa, se non fosse che, diciamocelo, in quel post linkato là sopra ho già detto più o meno tutto quel che c’era da dire.

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Transparent – Stagione 2

Nel 2014, Transparent si è manifestato su Amazon Instant Video e ha subito fatto da spartiacque fra un prima e un dopo ben netti per il servizio di streaming della grande A, purtroppo a oggi ancora disponibile solo in USA, Gran Bretagna e Germania. Svariati riconoscimenti di critica e pubblico dopo, con in saccoccia anche la conquista di premi prestigiosi, la serie di Jill Soloway si è presentata all’appuntamento del secondo anno forte di altri dieci episodi coraggiosi, ricchi, profondi, delicati e molto poco intenzionati ad adagiarsi sui trionfi passati. La seconda stagione di Transparent, che Sky inizia a trasmettere questa sera, due puntate alla volta, su Sky Mario HD, è infatti decisamente ambiziosa, e magari proprio per questo non c’entra il bersaglio con la stessa precisione della prima, ma rimane una fra le cose più imperdibili e forti della televisione recente.

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Verso il nord

Mentre questo post inutile esce sul blog, io dovrei stare girando per i corridoi dello Slagthuset, un posto in quel di Malmö, Svezia, spupazzandomi la Nordic Game Conference 2016. Sono lì per conto di Outcast, chi l’avrebbe mai detto, grazie alla disponibilità di Alex Camilleri e ai soldi di chi ce ne ha dati fra Patreon e altre cose. Ne parlerò e ne scriverò, per l’appunto, su Outcast (e poi eventualmente per gente che volesse decidere di pagarmi per farlo). Dubito quindi che da qui alla fine della settimana ci saranno novità particolari sul blog, già di suo abbastanza comatoso. Però, oh, vai a sapere.

Però sabato sera dovrei andare a vedere i mutanti che si menano, eh!

Money Monster

I pregi e difetti di Money Monster stanno tutti nella sua sostanziale mediocrità, intesa proprio come lo stare nel mezzo, senza eccellere in nulla e senza fare nulla di tremendamente sbagliato. È un thriller realizzato con mestiere e discreta padronanza, che intrattiene per tutta la sua durata senza particolari lungaggini e porta a casa il risultato minimo in maniera dignitosa. Ma è anche la solita storia d’ostaggi vista tante volte, che non inventa nulla e fa invece più o meno tutto quel che è lecito attendersi. È l’ennesimo film che affronta la crisi economica cercando di proporre un suo punto di vista, e nel farlo trova anche qualche idea intrigante, esprime qualche concetto azzeccato, ma li mette in scena in maniera goffa e sembra convinto di essere molto più intelligente e ficcante di quanto effettivamente non sia. Si lascia guardare, ma si lascia anche dimenticare.

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Ash vs Evil Dead – Stagione 1

Riprendere in mano oggi Evil Dead sotto forma di serie TV e farlo bene, senza scivolare nel patetico o nel mero riciclo, era un’impresa non banale, per tanti motivi. Bisognava dare al personaggio di Ash maggiore sostanza, rendendolo digeribile all’interno di uno sviluppo seriale, e bisognava affiancarlo a personaggi di contorno che avessero un senso attorno a quel cretino sociopatico. Servivano un antagonista di spessore e la capacità di integrarlo con quel che i tre film hanno raccontato. Ci voleva il talento necessario a trovare il giusto equilibrio fra tutte le anime che hanno caratterizzato la serie di Evil Dead e serviva anche la voglia di ampliare, di raccontare qualcosa di nuovo senza limitarsi alle inevitabili strizzatine d’occhio rivolte al passato. Beh, sarà che è stata coinvolta la gente giusta, gettando nel mezzo praticamente tutti i nomi importanti della trilogia originale, dai fratelli Raimi a Rob Tapert, passando per Joseph LoDuca e ovviamente Bruce Campbell, ma l’obiettivo è stato centrato in pieno e Ash vs Evil Dead è una bomba atomica.

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Bone Tomahawk

È un po’ triste che un film come Bone Tomahawk, bello com’è e col cast che si ritrova, finisca per uscire negli USA giusto in qualche sala, confinato al regno delle produzioni indipendenti che vivono soprattutto di distribuzione digitale. In pratica, perlomeno se andiamo a vedere certi generi, il mercato cinematografico americano ha fatto il giro nella direzione opposta per diventare comunque simile a quello italiano, dove le cose più interessanti, se va bene, passano magari in TV e/o si accomodano in home video. Che è infatti quel che è accaduto a Bone Tomahawk. O forse non è triste ed è solo il segno dei tempi, una volta qui era tutta campagna e i cinema erano invasi dai cowboy come oggi lo sono dai supereroi, fra quarant’anni saremo pieni di gente in calzamaglia direct to video e chissà cosa ci sorbiremo sul grande schermo. Nel mentre, però, un po’ spiace non potersi gustare questo gran bell’esordio in sala. Ma insomma, sopravvivremo.

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The Boy and the Beast

The boy and the Beast è il nuovo film di Mamoru Hosoda, regista che dopo una sana gavetta a base di DigimonOne Piece si è fatto conoscere e apprezzare con opere come La ragazza che saltava nel tempo, Summer WarsWolf Children. Dopo aver fatto il giro del mondo tra festival e uscite più o meno ufficiali, arriva in Italia la prossima settimana con l’ormai tradizionale mossa dell’evento speciale da due giorni (10 e 11 maggio) e, se avete la fortuna di vivere vicino a una fra le sale che lo proietteranno, non dovete perdervelo. Perché? Perché è un gran bel film, ricco di fantasia e passione, che prende una storia dall’intreccio onestamente visto mille volte e riesce ad elevarla grazie a soluzioni visive e narrative originali e ingegnose, oltre che per mezzo di una carica emotiva non banale.

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