Archivi tag: Keanu Reeves

John Wick – Capitolo 2

Il primo John Wick era una bomba di film che per qualche motivo al cinema mi era piaciuto, ma con moderato disappunto su alcuni aspetti, ma oggi a ripensarci mi piglio a schiaffi, soprattutto alla luce del fatto che quando me lo sono rivisto in aereo durante il viaggio verso la GDC l’ho adorato, mi sono gasato a livello di bava alla bocca e volevo alzarmi e mettermi a fare “pum pum” con le dita saltando tra le file e i carrellini del pranzo. Magari è anche una questione di aspettative e di riguardarlo a mente serena anni dopo, vai a sapere. Al di là del mio rapporto conflittuale con il film, comunque, John Wick è una roba a cui è corretto e necessario voler bene per un motivo specifico: è diventato un successo di culto, ha scatenato la fotta in un sacco di gente per cui “film d’azione” = “film d’azione occidentale” e ha fatto capire a tanti quanto possa essere bello vedere dell’azione girata in maniera chiara, ampia, comprensibile, con piani sequenza e attori/stuntman che si sbattono a fare cose senza l’ausilio del montaggio frenetico e magari anche con litri di sangue lanciati in ogni direzione. Pare poco, ma intanto la coppia di registi, oltre a proseguire il lavoro da seconde unità/stunt (tipo su Captain America: Civil War) si è scissa, con Chad Stahelski che ha diretto il secondo John Wick e pare che ora debba occuparsi di Highlander e David Leitch che ha fatto tirar ceffoni in piano sequenza a Charlize Theron in Atomica Bionda e ha ora per le mani Deadpool 2. Insomma, l’azione girata in maniera cristiana potrebbe essere in procinto di uscire dal circoletto di amici e fare la voce grossa anche quando sullo schermo non c’è necessariamente gente che sa fare tripli calci volanti. Non sarebbe bellissimo? Sarebbe bellissimo, o quantomeno sarebbe più bello rispetto a una situazione in cui la principale stella dell’action mondiale è un sessantenne che magari sarebbe anche in grado di fare cose, ma non lo sappiamo perché tanto è tutto montaggio e macchina da presa traballante. OK, ho finito con lo sproloquio, ci vediamo dopo il trailer della bionda che mena e spara.

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Knock Knock

Mi stavo mettendo a scrivere di Knock Knock e mi sono chiesto: “Ma quand’è che l’ho visto, Knock Knock?” No, perché, OK, in Italia ci esce adesso, direttamente sul mercato dell’home video, anche se mi dicono che a un certo punto è passato in prima serata su una qualche rete Mediaset. E già qui si potrebbe aprire tutta una parente(si) su che senso abbia trasmettere un film del genere in prima serata, ma insomma, si sa, nel bene e nel male, noi ragioniamo al contrario degli americani, le tette sì e la violenza no. Ma chiudiamo la parente(si) e diciamo che ero convinto di averlo visto qualche mese fa, comunque quest’anno, e invece sono andato a controllare su Letterboxd (a proposito, mi trovate qui) e stiamo parlando di settembre del 2015. Ebbene sì, sono passati quasi sette mesi. Mentre dalle vostre parti, se non ricordo male, usciva Green Inferno, mentre da qualche parte, se non ricordo male, ci lasciava Wes Craven, io andavo a vedermi al cinema qua a Parigi Knock Knock, il nuovo film di Eli Roth con due ragazzine supergnocche e dall’aria barely legal che fanno a Keanu Reeves le cose belle e poi le cose brutte. E com’è? Eh, un attimo, ché devo cercare di ricordarmelo.

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La robbaccia del sabato mattina: La luce in fondo al tunnel che risponde al nome di Mass Effect

L’altro giorno sono andato a vedere Knock Knock. Non so come sia, perché ho scritto questo post prima di andare a vederlo. Mi piace preparare le cose in anticipo. Quello che so è che subito prima di uscire ho letto che stanno preparando John Wick 2. E sono cose belle. Grande Keanu.

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Matrix Reloaded


The Matrix Reloaded (USA, 2003)
di Andy e Larry Wachowski
con Keanu Reeves, Carrie-Ann Moss, Laurence Fishburne, Hugo Weaving

Rispetto al primo episodio, in questo Matrix Reloaded mancano il senso di mistero e il gusto della novità, ma c’è un respiro più ampio, da episodio di una saga. C’è una maggiore visione d’insieme dell’universo narrativo creato dai Wachowski, con la concretizzazione di tante cose appena accennate nel primo film. C’è il soffermarsi su tanti piccoli personaggi, che popolano la matrice diventando quasi i veri protagonisti del film e la rendono fra l’altro ben più viva di Zion, forse unico vero punto debole, banale e scontata nel suo inevitabile essere la solita cittadella di riottosi con tanto di struttura gerarchica in stile Guerre Stellari.

E poi c’è la regola del sequel, con sequenze d’azione “di tutto, di più”. Travolgente la primissima, esilarante la rissa coi mille Smith (che è fra l’altro l’ennesima smascherata dichiarazione “si, abbiamo fatto un film di supereroi”, con Neo che sembra troppo un Devil o un Uomo-Ragno intento a sgominare la banda di criminali), splendida la sequenza in autostrada. E no, non le ho trovate per nulla lunghe, noiose o sterili, neanche alla seconda visione.

Oltre a tutto questo, c’è un sacco di lasciato in sospeso, di cenni e spunti che saranno risolti nel gran finale e che, dati in pasto al mezzo Internet, che adoro in molte sue forme, finiscono per donare al film forse anche più vita di quanta ne meriterebbe. Ora ditemi che cosa dovrei chiedere di più a un supercazzatone hollywoodiano.

Magari un degno terzo episodio…