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Louie

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L’anno scorso, ero lì che mi chiedevo cosa prepararmi da guardare per il viaggio in aereo verso la GDC e m’è cascato l’occhio su Louie, che giaceva bella completa su Amazon Instant Video e a cui non avevo mai dato una chance, nonostante fossi un discreto ammiratore di Louis C.K. e la serie mi attirasse un sacco. E, guarda un po’, l’intera prima stagione me la sono puppata così, come se niente fosse, durante il viaggio di andata. Un mese dopo o giù di lì, complice anche il fatto che mia figlia era ancora nella fase “Dormo solo se papà mi tiene in braccio per un’ora mentre guarda qualcosa in TV”, avevo finito di ridere come uno scemo, amareggiarmi, singhiozzare e farmi sudare gli occhi di fronte alle cinque, spettacolari, stagioni che compongono la serie. Ed ero lì che ne decantavo le lodi di qua e di là, sfondando porte aperte, convertendo non credenti e scoprendo che c’è chi non riesce a guardare Louie perché l’amarezza e la corrosività di fondo del C.K. gli abbattono la voglia di vivere. Capita.

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Gli episodi pilota Amazon di novembre 2015

E rieccoci qua, di nuovo a parlare di quella sana (?) abitudine maturata in casa Amazon che vede il colosso americano produrre scarriolate di episodi pilota, proporli al pubblico, permettere di votare secondo gradimento e poi (fare finta di) decidere cosa portare avanti e cosa no anche sulla base del parere espresso dalla gente. Come e quanto il feedback venga ascoltato, a oggi, non è dato saperlo con certezza, ma tant’è, quel gioiello di Transparent, nettamente la miglior serie Amazon a oggi, è stato messo in produzione certo non perché avesse mosso chissà quali numeri, piuttosto perché c’era l’impressione che avrebbe potuto servire un target molto specifico.

Ad ogni modo, le cose procedono spedite, abbiamo visto anche un’altra serie piuttosto apprezzata, Bosch, di recente si sono manifestate altre due o tre cosette e The Man in the High Castle, l’adattamento di La svastica sul sole, arriverà il 20 di novembre. Che guarda caso è anche il giorno in cui si manifesterà Jessica Jones su Netflix. Siamo già allo spararsi addosso con la concorrenza diretta su serie che in qualche maniera potrebbero interessare allo stesso target? Probabilmente, e giustamente, sì. Comunque, la scorsa settimana è spuntata su Amazon Instant Video una bella infornata di episodi pilota, che mi sono guardato (schivando quelli dedicati ai più piccini) e dei quali vado qui a chiacchierare.

edge

Che cos’è?
Un western ruvidissimo e assolutamente pulp che racconta la classica storia di un uomo in cerca di vendetta alle prese col peggio dell’umanità (e con una sempre gradita Yvonne Strahovski nel ruolo della prostituta che nasconde un segreto). L’episodio pilota è scritto a quattro mani dagli eroi dell’action anni Ottanta Fred Dekker e Shane Black, con quest’ultimo impegnato anche alla regia.

Come mi è sembrato?
Sono partito quasi sperando in un nuovo Deadwood, che resterà per sempre nel mio cuore, ma si va in direzioni lontane anni luce e la cosa mi ha inizialmente spiazzato. Edge è genere in pieno stile anni Ottanta, dalla scrittura costantemente sopra le righe, carico di violenza e che quando scatta l’azione non le manda a dire. Considerando la gente coinvolta, se devo essere onesto, ho trovato i dialoghi un po’ meno divertenti di quanto mi sarei aspettato e in generale l’episodio m’è parso un po’ moscio, però la sparatoria finale è una bomba e in generale l’impressione è che possa crescere molto.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Abbastanza.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Above average

goodgirls

Che cos’è?
Una specie di Mad Men decisamente più leggero, che racconta temi in parte simili, concentrandosi però sul punto di vista femminile. Si parla dell’ambiente del giornalismo alla fine degli anni Sessanta e del brutale maschilismo che dominava il posto di lavoro. Probabilmente, visto l’argomento giornalistico, l’idea è di allacciarsi continuamente a fatti storici. Nel pilota, per esempio, si parla dell’Altamont Free Concert famigerato per la morte di Meredith Hunter, e viene pure inserito un personaggio reale, la Nora Ephron (all’epoca giornalista) interpretata da Grace Gummer.

Come mi è sembrato
Il tema è sempre interessante, così come l’ambientazione storica che sa regalare grandi gioie. A livello visivo il pilota è molto curato e le protagoniste femminili sono ben approfondite e interpretate in maniera azzeccata. La scrittura è forse un po’ troppo didascalica e l’episodio funziona più quando mostra i temi di cui vuole parlare, rispetto a quando si sofferma a farne chiacchierare i personaggi. Nel complesso, una visione gradevole.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Sono moderatamente curioso.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Average: I wouldn’t go out of my way to watch it

highston

Che cos’è?
Poteva esimersi Amazon dal tentare una serie dedicata a un protagonista dalla personalità dissociata? No, ci mancherebbe. In questo caso abbiamo Highston, un ragazzo che già di base ha il problema di ritrovarsi il dottor Spaceman e l’hacker di Jack Bauer come genitori, e in più come amici immaginari ha uno stuolo di celebrità. Vive convinto di stare chiacchierando con Stephen Hawking, Oprah, Meryl Streep e via di questo passo. Alla regia c’è la coppia di Little Miss Sunshine, la sceneggiatura è di Bob Nelson (Nebraska) e in produzione troviamo Sacha Baron Cohen.

Come mi è sembrato?
Sostanzialmente lo spunto di partenza sembra una scusa per infilare senza alcuna vergogna due guest star a puntata, come di solito avviene nelle serie comiche di successo dopo un paio di stagioni e qui invece capita già nel pilota (con Flea e Shaquille O’Neal). Però  l’atmosfera surreale è intrigante, qualche gag funziona (ma molte no) e il cast è sicuramente di spessore.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Mah, uno sguardo glie lo darei. In fondo, alle serie comiche dagli episodi brevi, una chance la dai sempre.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Average: I wouldn’t go out of my way to watch it

mississipi

Che cos’è?
Il Louie di Amazon, perché ormai tutto è il qualcosa di Amazon. Una serie parzialmente autobiografica incentrata sull’attrice comica Tig Notaro,  scritta da lei assieme a Diablo Cody e con, per l’appunto, Louis CK alla produzione. Il pilota è una mezz’ora di dramma e commedia nerissima, intensa, toccante e con una personalità già brutalmente distinta.

Come mi è sembrato?
È il miglior pilota di Amazon che si vede dai tempi di Transparent. E hai detto niente.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Sto sbavando.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Excellent: I can see this becoming one of my favorite shows

patriot

Che cos’è?
È l’Homeland di Amazon (OK, la smetto), filtrato però da una visione che sembra uscita per direttissima dal filone delle “dramedy” indipendenti buone per il Sundance. Il protagonista è una spia in piena sindrome da stress post traumatico, inviata in missioni in giro per il mondo da suo padre (che incidentalmente è anche il suo capo). Solo che il nostro passa tutto il tempo fra un’uccisione e l’altra esprimendo un intenso sguardo perso nel vuoto e mettendosi a svelare segreti di stato canticchiando armato di chitarra. Il tutto è percorso da improvvise esplosioni di humour nerissimo e di violenza.

Come mi è sembrato?
Se avessero optato per una durata da mezz’ora, avrebbe rischiato di essere fenomenale. Così com’è, invece, è affetto da una cronica mancanza di ritmo che si trascina fra una scena riuscita e l’altra. C’è del potenziale e c’è Locke di Lost, ma insomma.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Mah.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Above average

zeta

Che cos’è?
La storia di Zelda Sayre, che un giorno diventerà Zelda Fitzgerald, ma è un personaggio ben più interessante, complesso e affascinante di una semplice “moglie di”. In pratica è un biopic trasformato in serie TV, con episodi da mezz’ora e un tono che fa l’altalena tra il dramma e la commedia, in un’ambientazione d’epoca abbastanza ben ricreata e con un’ottima Christina Ricci nel ruolo di protagonista.

Come mi è sembrato?
L’argomento è interessante, la Ricci è brava e credibile nonostante la differenza d’età col personaggio, David Strathairn nel ruolo del padre è ottimo e meno risaputo di quanto possa sembrare sulle prime, la scelta di non far nemmeno intravedere Fitzgerald fino agli ultimi minuti è intelligente. La scrittura è un po’ altalenante, ma il materiale per tirarne fuori qualcosa di buono c’è.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Sono molto curioso.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Above Average

Magari è solo un’impressione, ma continua a sembrarmi che la qualità media di questi episodi pilota si alzi sempre più.