Archivi tag: Mary Elizabeth Winstead

BrainDead – Alieni a Washington

Cosa fai, subito dopo aver chiuso una fra le serie da network migliori e più acclamate del decennio, un “courtroom drama” politicheggiante che, pur fra alti e bassi, si è distinto per impatto drammatico, capacità di gestire romanticismo e commedia con grande equilibrio, grandissime interpretazioni, costante e sempre puntuale intrecciarsi con la realtà sociale, politica e culturale dei giorni nostri e un finale descrivibile, più o meno, come una scarpata sui denti? Facile, tiri fuori una miniserie di satira politica, che prende per il culo le elezioni statunitensi raccontando di formiche aliene che provano a invadere il pianeta mangiandosi il cervello degli abitanti di Washington D.C. e controllandone i corpi. Una scelta ovvia, lineare e che tutti si aspettavano. Bene così.

Continua a leggere BrainDead – Alieni a Washington

Annunci

10 Cloverfield Lane

10 Cloverfield Lane un tempo si intitolava The Cellar, era una di quelle sceneggiature rimaste incastrate per un po’ nel gorgo produttivo holywoodiano e raccontava di tre persone, una donna e due uomini dalle intenzioni non esattamente benigne, rinchiuse in un bunker sotterraneo per sfuggire a un presunto disastro verificatosi là fuori (disastro che veniva mostrato alla fine, non aveva molto a che vedere coi mostri che ti aspetti da un Cloverfield e non veniva particolarmente spiegato). Come spesso accade, quella sceneggiatura è andata incontro a un lavoro di riscrittura e in particolare se ne è occupato Damien Chazelle, che fra l’altro avrebbe anche dovuto dirigere il film, ma ha poi abbandonato il progetto quando gli è stata data luce verde per Whiplash. E qui entra in ballo l’esordiente Dan Trachtenberg, nome coinvolto da un pezzo nei lavori su un possibile film ispirato a Y: L’ultimo uomo e autore di due cortometraggi molto apprezzati, il secondo dei quali, Portal: No Escape, l’avete sicuramente visto, ma lo metto qua sotto per sicurezza.

Continua a leggere 10 Cloverfield Lane

Ta-dah!

Sabato sera, sul tardi, dopo che c’eravamo visti Pitch Perfect (anzi, Voices) e la Signora in Dolce Attesa se n’era andata a dormire, avevo una mezza idea di guardarmi qualcos’altro. Un film, magari, oppure il primo episodio di Les Revenants. Solo che poi mi sono messo per un attimo davanti al PC e ciao, mi sono perso. Una volta tanto, comunque, non mi sono perso in cose a caso, ma nella decisione improvvisa di utilizzare l’account creato nel 2007 su WordPress.com e spostare il blog lì. Era da un pezzo che volevo cambiare tema (era lo stesso dall’agosto 2011) ma non trovavo qualcosa che mi convincesse, quindi ho deciso di dare una sterzata brutale e cambiare proprio tutto. E allora via con WordPress, che per altro già utilizzavo in versione org per Outcast e con cui, al di là delle differenze, ho quindi già un minimo di dimestichezza. I motivi? Beh, innanzitutto perché sì. In secondo luogo, perché ho l’impressione che si snelliranno un sacco di cose che faccio qua dentro, il che è solo bene. Poi perché il bilanciamento fra la perdita di versatilità su alcuni aspetti e il guadagno, sempre in versatilità ma su altri, mi soddisfa. E infine perché colgo l’occasione per liberarmi di un po’ di monnezza che m’appesantiva il blog e l’anima.

Quindi, ecco, a partire da oggi, mi trovate qua. Il tutto è ancora brutalmente work in progress, ci sono un sacco di cose da sistemare, ma insomma, è già funzionante e “pieno”. Ho infatti importato tutto il pregresso, quindi ci trovate ogni singolo post e tutti i commenti pubblicati nel mio blog in quasi dieci anni. Eh, già, c’è anche questo aspetto della faccenda: ci sono un po’ di robe precedenti perché retrodatate, ma L’Edicola di giopep ha aperto a dicembre del 2005 e quindi, insomma, se vogliamo ha pure abbastanza senso che questo giga-cambio avvenga nell’anno del decimo anniversario. Certo, avviene con un po’ di anticipo, ma insomma, adesso sono impegnato in tutti i ritocchi ossessivo compulsivi per sistemare link, tag, categorie e via dicendo, quindi non mi sento di escludere che considererò il nuovo blog “pronto” solo a dicembre. Vai a sapere.

Il blog su Blogger se ne rimane al suo indirizzo lì, a imperitura memoria e anche per non frantumare eventuali link piazzati di qua e di là in giro per l’internet, via. L’immagine in apertura non c’entra niente con l’argomento del post, come da tradizione.

The Spectacular Now

The Spectacular Now è il terzo film di James Ponsoldt ed è il terzo film in cui questo giovane (oddio, giovane, ha un anno meno di me, ma insomma, appunto, giovane) e bravissimo regista americano affronta il tema dell’alcolismo, ogni volta secondo un punto di vista differente. Dopo la terza età del Nick Nolte di Off the Black e l’adulta Mary Elizabeth Winstead del bellissimo Smashed, tocca all’adolescente Miles Teller, in uno splendido, piccolo, divertente, commovente film, che ha strappato al fotofinish il titolo di “mio film preferito del 2013 fra quelli che nel 2013 non sono usciti in Italia” a Snowpiercer e merita tutta l’attenzione di questo mondo e di quell’altro. Non so quando arriverà dalle vostre parti ma ci penso io a ricordarvelo.

I pregi di The Spectacular Now stanno quasi tutti nella naturalezza del racconto, dei dialoghi, dei personaggi, degli attori. Sembra di essere lì, accanto a loro, al fianco di persone che si limitano a vivere il momento finale di quella bolla di sapone che sono gli anni della scuola superiore. Non ci sono le carinerie e i bizzarri virtuosismi pop che ci si aspetta da un certo cinema indipendente americano, non c’è l’approccio un po’ comico, sopra le righe, con personaggi dalla battuta sempre pronta, di (deliziosi, eh!) film come Mean Girls o Easy A, non ci sono avvenimenti iper melodrammatici o tragiche rivoluzioni. C’è solo la delicata, ammirevole leggerezza con cui vengono raccontate le vicende di due persone normali e di chi vive loro attorno, in una maniera semplice, naturale, che mi ha un po’ ricordato una certa narrativa dagli occhi a mandorla, i fumetti più riusciti di Mitsuru Adachi, quel film coi ragazzini giapponesi che andavano in bicicletta che ho visto a una qualche rassegna di tanti anni fa e mai mi ricorderò come s’intitolava.

In The Spectacular Now c’è semplicemente uno spaccato di vita adolescenziale, fra due ragazzi che si incontrano, si divertono, iniziano a conoscersi e vedono nascere una fortissima amicizia, o forse qualcosa di più. C’è magari qualche cliché, ma raccontato in quella maniera – ancora – così naturale che ti ricorda come in fondo la maggior parte dei cliché siano figli della realtà. C’è anche qualche fuga dal cliché, perché la ex di turno non è la solita stronza invidiosa e insopportabile, ma semplicemente una ragazza con cui le cose, oltre un certo punto, non hanno funzionato. C’è soprattutto un ritratto adorabile del rapporto fra due persone, che si evolve in maniera credibile, parte dal nulla, diventa “qualcosa” e lascia poi spazio agli inevitabili problemi, tirando fuori una svolta per molti versi annunciata ma, anche qui, messa in piedi con grande bravura e delicatezza. Per un bel po’ non si capisce neanche troppo bene dove il film voglia andare a parare, ma lo si guarda comunque rapiti, perché troppo riuscita è la rappresentazione di quello spaccato di vita. Poi la svolta arriva, anche abbastanza annunciata, ma pure lei perfetta per tempi, semplicità e soprattutto interpretazioni.

Miles Teller e ancora di più Shailene Woodley sono semplicemente pazzeschi. Non c’è altro modo di descriverli. La naturalezza (sempre lei) con cui vivono sullo schermo e rappresentano due persone normali alle prese con faccende normali in una normale cittadina di provincia americana è ipnotica. Loro due da soli prendono in mano il film e ci fanno quello che vogliono. E tu sei lì che guardi e non te ne capaciti. L’unico momento in cui riesci a staccarti brevemente dai loro occhi, dai loro gesti, dalla loro voce, è quello in cui si presenta sullo schermo Kyle Chandler, in un ruolo una volta tanto diverso da quelli che interpreta di solito (sostanzialmente opposto), efficacissimo per quella manciata di minuti che gli vengono dedicati. E poi si torna a osservare quelle due persone che ci raccontano la loro vita.

N.B.
Uno che non sapeva nulla di questo film, tipicamente, dopo aver letto questo post, va a vedersi il trailer. Non fatelo, è brutto e antipatico, non rende l’idea. Se mi fossi basato solo sul trailer, e non anche su qualche recensione letta in giro, probabilmente non sarei andato a vederlo.

Fra l’altro è uno degli ultimi film recensiti da Roger Ebert, fa parte della manciata di recensioni uscite postume, cosa che m’ha messo addosso un po’ di magone, quando me ne sono reso conto. Comunque, per The Spectacular Now non sembra essere ancora prevista una distribuzione italiana. I due precedenti film di Ponsoldt sono entrambi usciti dalle nostre parti, direttamente in DVD, quindi c’è speranza. Sottolineo, però, che tanto, ma veramente tanto delle interpretazioni, della loro forza e della loro naturalezza, con un doppiaggio, per quanto ben fatto, si perderà per forza.