Oscar 2006 – And the nominees are…


Sono state comunicate le nomination per la settantottesima cerimonia degli Oscar. Quest’anno, purtroppo, mi sono perso un bel po’ di film al cinema e quindi non ho visto buona parte di quelli presi in considerazione. Non posso quindi giudicare più di tanto e men che meno azzardare pronostici. Mi limito invece a qualche considerazione sui generis. Se era prevedibile la nomination come miglior attore per David Strathairn, non così ovvia era quella di Heath Ledger, che però io ho trovato strepitoso e mi piacerebbe vedere premiato. Interessanti le scelte fra i film d’animazione, che alla presenza ormai fissa di Miyazaki aggiungono due film realizzati in stop motion (o quasi), bocciando di fatto i vari emuli della Pixar.

Più in generale, sono lieto che sia stato dato molto spazio a Good Night, and Good Luck e Brokeback Mountain e punto un Euro sul premio per la miglior sceneggiatura a Match Point, presente solo in quella categoria. Mi sembra proprio il tipo di film a cui viene dato l’Oscar per il miglior script, storicamente premio di consolazione della “fiera”.

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Senza maglia e senza bandiera


Senza maglia e senza bandiera (Italia, 2004)
di Carlo Petrini

Senza maglia e senza bandiera, come tutti gli altri libri della serie Colpi di testa, mette addosso un po’ di magone. Tristezza, al pensiero di come lo sport e tutto ciò che dovrebbe rappresentare vengano quotidianamente presi a schiaffi e pedate sulle gengive. Angoscia, all’idea di cosa siano costretti e disposti a farsi e a fare gli sportivi professionisti per vivere calcio ad alti livelli. Amarezza, perché senza dubbio anche negli USA ci sono “dietro” un bel po’ di maneggi e magheggi, ma perlomeno lì ci sono se vogliamo l’ipocrisia, di sicuro l’eccessivo moralismo, senza dubbio la voglia di salvarsi la faccia, di punire, di rispettare perlomeno le regole che loro stessi si danno. E invece in Italia non si fa nulla che non sia camuffare e nascondere, si premia il furbo e lo si glorifica sulla pubblica piazza, si mettono i pregiudicati al governo e i peggiori schifosi a dirigere le squadre più grandi. Si chiama “furbo” uno scorretto e si pesca a caso nel mucchio dei più deboli per piantarla in culo ai capri espiatori.

Il libro di Carlo Petrini, comunque, rispetto ad altri suoi come l’autobiografico Nel fango del dio pallone e l’agghiacciante Il calciatore suicidato, è anche un’opera a modo suo solare, perché racconta velocemente, con sarcasmo e disillusa ironia, una serie di episodi ai limiti della fantascienza, su cui tutto sommato è molto meglio ridere che altro. Certo è che ci vuole veramente dello stomaco, un gran faccia da culo, o magari anche solo una passione smisurata, per volersi dedicare alla carriera giornalistica o a quella sportiva in Italia. E va sempre peggio.

Harry Potter e il principe mezzosangue


Harry Potter and the Half-Blood Prince (UK, 2005)
di
J.K. Rowling

A essere sincero ho trovato Harry Potter e l’ordine della fenice abbastanza deludente, farraginoso nello sviluppo, incapace di creare pathos e tensione nella sua scena madre e caratterizzato soprattutto da un protagonista totalmente insopportabile (ma forse ad essere davvero insopportabile era il fatto che nessuno lo prendesse a ceffoni). Per questo motivo non mi sono trovato ad attendere con particolare ardore l’uscita italiana del sesto episodio, che mi ha anzi colto abbastanza di sorpresa, e ho approcciato il libro quasi per inerzia. Forse anche per una questione di scarse aspettative, sono rimasto molto piacevolmente colpito.

Il principe mezzo sangue ritrova la migliore verve della Rowling, racconta la sua storia in maniera appassionante e tratteggia personaggi che, forse per il sempre più deciso abbandono dei loro tratti maggiormente infantili, convincono meglio rispetto al recente passato. Lo sviluppo e le soluzioni narrative non dicono molto di nuovo e tutto si svolge secondo i canoni cui l’autrice ci ha abituati, sfruttando i ritmi scolastici, la lenta progressione a compartimenti stagni e il sempre più pressante tema delle relazioni amorose.

Ad ogni modo qualche bella sorpresa c’è e si respira un’atmosfera da mistery molto riuscita. Ho trovato forse eccessivamente didascalico il voler a tutti i costi approfondire i trascorsi di Tom Riddle per sottolinearne i parallelismi con Harry, ma si tratta comunque di un mezzo per tratteggiare in maniera molto efficace l’interessante rapporto fra i due maghi e il preside di Hogwarts.

Clamorosamente riuscito l’ultimo centinaio di pagine, che mantiene i ritmi blandi del libro anche nel descrivere il pericoloso viaggio di Harry e Silente, ma subisce poi un’improvvisa impennata, che travolge il lettore come, ribadisco, il precedente libro non si sognava neanche lontanamente di riuscire a fare. E questa volta la voglia di sapere come andrà avanti la vicenda c’è eccome, anche perché, viste le premesse, il prossimo episodio potrebbe stravolgere parecchio le carte in tavola.

Match Point


Match Point (USA, 2005)
di Woody Allen
con Jonathan Rhys Meyers, Scarlett Johansson, Emily Mortimer, Matthew Goode, Brian Cox

Io odio il doppiaggio.
Odio il doppiaggio perché mi impedisce di scoprire che Nola è americana sentendola parlare, come del resto fa Chris, e mi costringe a sentirlo dire da lui. Odio il doppiaggio perché mi obbliga ad ascoltare l’insopportabile voce e la mediocre recitazione di Ilaria Stagni, privandomi nel frattempo dell’adorabile bofonchiare di Brian Cox. Odio il doppiaggio perché attutisce e smorza l’audio ambientale, il rumore di fondo, e in un film così basato sul dialogo produce un effetto esageratamente teatrale, con gente che parla mentre il mondo sembra fuori da una finestra chiusa. Odio il doppiaggio perché mi spinge a fare queste tirate inutili e snob, perdite di tempo evitavili, specie se c’è da parlare di un gran film come è Match Point.

Roba di questo livello Woody Allen non ne faceva da… boh… dieci… quindici anni, anche. Un film di un rigore incredibile, diretto in maniera eccellente, con un fantastico studio per la costruzione di ogni singola immagine e una grande attenzione per il montaggio. Uno sputo in faccia a chi ritiene Allen poco più che un mesteriante della macchina da presa, buono solo per scrivere grandi sceneggiature. Cosa che, oltretutto, in questo caso fa per davvero, con una lunga sequenza di dialoghi semplicemente perfetti e una costruzione dell’intreccio magistrale. E perfetta è la scelta dell’attore protagonista, un Jonathan Rhys Meyers splendido e che meriterebbe maggior fortuna.

Un film a tema, che racconta le squallide brutture dell’alta borghesia, iniziando come “romance” leggero e scivolando poi nel cinico noir. Lento e lancinante, coinvolge lo spettatore e se lo trascina dietro senza un attimo di stanca. La conferma del fatto che, nonostante qualche passo falso, Woody Allen può tranquillamente guardare con spocchia tanti altri vecchi (stronzi) del cinema ormai ridotti al livello di amebe rincoglionite.

Euro 2008 – Le qualificazioni


Sono stati estratti i gironi di qualificazione per la fase finale degli Europei di calcio, che si disputerà in Austria e Svizzera. I criteri con cui questi sorteggi vengono effettuati sono abbastanza chiari, al di là delle palline prese e poi rimesse giu da Matthaus: i campioni in carica sono teste di serie e il resto delle squadre viene ordinato in un ranking calcolato in base ai punti ottenuti nei match di qualificazione per gli ultimi Mondiali (2002) e per gli ultimi Europei (2004). Non contano, quindi, i risultati ottenuti nelle fasi finali (che invece fanno testo nel sorteggio dei gruppi per la fase finale della competizione) o nelle amichevoli. Il criterio è affidabile solo fino a un certo punto, perché a conti fatti fanno testo match disputati anche oltre quattro anni prima e non a caso regolarmente ci si ritrova ad avere gironi con una sola squadra veramente forte ed altri in cui ce ne sono anche tre che meriterebbero di disputare la fase finale. Non sembra esserci nessun criterio di tipo territoriale, anche se è curioso come spesisso determinate nazionali si ritrovino sempre accoppiate e fa sorridere che nelle ultime qualificazioni per i Mondiali si siano trovate assieme Grecia, Albania e Turchia, tre nazioni estremamente rivali da un punto di vista storico, territoriale, culturale, politico. Peraltro, quel girone è il simbolo dell’inadeguatezza del sistema: l’emergente Ucraina, i campioni d’Europa della Grecia, l’ottima Danimarca e la Turchia terza nell’ultimo Mondiale a contendersi un posto e mezzo mentre Arabia Saudita e Trinidad & Tobago si qualificano. Ad ogni modo, al termine della fase di qualificazione per gli Europei, saranno ammesse alla fase finale tutte le prime e seconde classificate dei sette gironi.

Analizziamo i gruppi uno per uno, chiaramente con ampio beneficio d’inventario, dato che fare pronostici su una competizione così protratta nel tempo ha già poco senso di suo, figuriamoci farli a otto mesi di distanza dall’avvio.


Gruppo A
Armenia, Azerbaijan, Belgio, Finlandia, Kazakhstan, Polonia, Portogallo, Serbia e Montenegro

Gruppo estremamente interessante. Le prime due e il Kazakhstan sono chiaramente squadre materasso, anche se quest’ultimo potrebbe togliersi qualche soddisfazione. Ma fra le altre cinque, sebbene portoghesi e slavi siano chiaramente favoriti, vedo grande lotta. Il Belgio è storicamente una squadra solida, di medio talento e che sa mettere in difficoltà le grandi (non dimentichiamo la fatica con cui i brasiliani li eliminarono agli ottavi di finale nel 2002, con anche il gol del vantaggio belga ingiustamente annullato a Verheyen). Finlandia e Polonia sono formazioni mediocri, ma con qualche buon giocatore e che in tempi recenti hanno spesso messo in difficoltà le grandi. Chiaro che, come detto, bisogna guardare a Portogallo e Serbia e Montenegro come le favorite, ma nessuna delle due ha mai mostrato estrema solidità nei momenti chiave e, oltretutto, entrambe le nazionali sono nel bel mezzo di un difficile “ricambio generazionale”.


Gruppo B
Francia, Georgia, Isole Faroe, Italia, Lituania, Scozia, Ucraina

Dopo aver dominato la fase conclusiva dello scorso decennio, (quando vinse Mondiale, Europeo e due Confederations Cup consecutive) la Francia ha accumulato una serie insostenibile di delusioni, convincendo solo contro squadre ridicole (nelle qualificazioni per gli ultimi Europei), racimolando figure barbine ai Mondiali del 2002 e ad Euro 2004 e faticando tantissimo per ottenere un posto nei prossimi Mondiali. Vero che alcuni grandissimi di quella fase stanno un po’ “morendo”, ma mi sembra innegabile il talento emerso nel frattempo e, francamente, i Bleus fallimentari del post-Euro 2000 ricordano molto l’inconcludente Italia trapattoniana. Detto che Lippi ha ancora molto da dimostrare, mi sembra innegabile la mentalità vincente e convincente che ha introdotto negli azzurri e, forse, ai Bleus manca solo questo: un C.T. in grado di far loro esprimere il notevole potenziale a disposizione. Per questo è dura capire, al di là dell’ovvio rispetto che meritano, quanto sapranno essere un avversario ostico. Fra le due potenze bluette potrebbe inserirsi un’Ucraina che non può più essere considerata solo la squadra di Shevchenko: al di là di eventuali valutazioni su infortuni e possibili momenti difficili degli avversari, vincere per manifesta superiorità un girone di qualificazione ai Mondiali che raggruppa Turchia, Danimarca e Grecia non è per niente facile. Difficile che le altre squadre possano recitare un ruolo diverso da quello di comparse: forse Georgia e Scozia si toglieranno qualche soddisfazione, ma questo gruppo mi sembra un discorso ridotto a due squadre e mezzo.


Gruppo C
Bosnia-Herzegovina, Grecia, Malta, Moldova, Norvegia, Turchia, Ungheria

Tolte Malta e Moldova, questo mi sembra un altro gruppo che potrebbe regalare molto spettacolo. L’Ungheria e, soprattutto, la Bosnia di Salihamidzic potrebbero fare da ago della bilancia, rubando punti a una delle prime squadre e, in sostanza, condannandola. Per la qualificazione, comunque, sembra essere una questione a tre, con sicuramente favorite Grecia e Turchia, entrambe con molto da dimostrare dopo il mancato approdo ai Mondiali, ma con una Norvegia da tenere d’occhio. Personalmente, fra le tre squadre vedo un pelo sotto i campioni in carica ellenici. La Turchia è davvero una bella squadra, che sta facendo emergere parecchi giocatori di talento in grado di sostituire i campioni in declino. I nordici arrivano sempre a un passo dalla qualificazione e crollano sul finale, in genere nei play-off. Ci vuole veramente poco per far loro fare il salto di qualità.


Gruppo D
Cipro, Galles, Germania, Repubblica Ceca, Repubblica d’Irlanda, San Marino, Slovacchia

Difficile immaginare una Germania e una Repubblica Ceca in reale difficoltà. Forse solo le due squadre britanniche potranno dire la loro, ma gli irlandesi, dopo un ottimo Mondiale disputato nel 2002, hanno visto i loro talenti perdersi per strada e i gallesi, francamente, il treno per dare una grandissima soddisfazione a Giggs l’hanno perso due anni fa nel play-off contro la Russia.


Gruppo E
Andorra, Croazia, Estonia, Inghilterra, Israele, Macedonia, Russia

Non dubito che gli inglesi riusciranno ancora una volta a mettere in piedi un teatrino divertente, ma faccio fatica a immaginarli faticare davvero in un girone del genere. Il secondo posto è una questione a due fra Croazia e Russia, con i primi neanche troppo favoriti. Potrebbero dare qualche soddisfazione Israele, che ha fatto del buono nelle recenti qualificazioni ai Mondiali, e la Macedonia di Pandev.


Gruppo F
Danimarca, Irlanda del Nord, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Spagna, Svezia

Altro gruppo che promette divertimento, con almeno tre squadre nettamente meritevoli di passare il turno e un paio in grado di creare qualche problema sulla singola partita. La mia estrema simpatia per danesi e svedesi mi impedisce di formulare un pronostico, ma la situazione sembra simile a quella di Euro 2004, con un girone che vedeva l’Italia favorita (perlomeno sulla carta) e le due nordiche a contendersi il secondo posto. Spero vada allo stesso modo, ma francamente ci credo poco e, visto il talento di gente come Kallstrom e Ibrahimovic, temo che i miei amati danesi rischino seriamente di saltare la seconda grande manifestazione consecutiva. Occhio, in ogni caso, a Islanda e Lettonia, vere mine vaganti del gruppo, soprattutto la seconda.


Gruppo G
Albania, Bielorussia, Bulgaria, Lussemburgo, Olanda, Romania, Slovenia

Olanda e Romania si sono trovate avversarie anche nelle qualificazioni per i prossimi Mondiali e la squadra di Mutu ha giocato benissimo, mettendo in seria difficoltà gli Orange e la Repubblica Ceca. Fra l’altro credo sia la prima volta da otto anni che Olanda e Repubblica Ceca non finiscono nello stesso girone di qualsiasi cosa cui partecipino entrambe. Comunque, penso che olandesi e romeni non faticheranno ad ottenere la qualificazione, anche se Bulgaria e, in misura minore, Slovenia potrebbero dire la loro.

Make You Happy Tonight

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Guardatevi questo filmato, è una roba meravigliosa.
Parte che sembra “quasi” una normale canzone d’amore, anche se le facce dei tre tizi fanno subodorare del marcio, ma poi diventa divertentissimo.
Peraltro viene da chiedersi quanto sia diventato ormai parte dell’immaginario collettivo il videogioco, se dei comici, a teatro, impostano tutto un numero su una conoscenza neanche troppo superficiale dei meccanismi che lo regolano. Insomma, io non so che tipo di pubblico abbia questo trio, ma la sala mi sembra bella piena e la gente si sganassa dal ridere. Prima dell’avvento di Sony nel settore una cosa del genere sarebbe stata possibile? O questi sarebbero stati solo dei nerd coglionazzi buoni giusto per qualche sito da appassionatissimi?

A margine, mi preme sottolineare quanto sia solo ottimo Google Video, che come tutte le beta di Google è solo e unicamente una meraviglia. Questo fatto che ti danno il codice da mettere sul sito, poi, è fantastico.

Perdinci, l’inverno


Stasera sono tornato dal lavoro divertendomi come un coglione a saltare fra i mucchi di neve nel tragitto dalla metropolitana a casa. Arrivato su, erano circa le otto, ho afferrato la macchina fotografica e sono tornato di sotto, armato dei soliti guanti e cappellazzo da pirla, a tentare di immortalare il mondo bianco attorno. La parola “tentare” non è scelta a caso, viste le difficoltà che ‘sto catorcio di macchinetta mi crea appena cala un po’ la luce. Comunque, qualcosa ho ottenuto. Il bello è che ero sceso solo per fare due foto e mi sono ritrovato a girare l’angolo, camminare, correre, saltellare, arrivare fino alla montagnetta di S.Siro e arrampicarmi come un cretino fino in cima, incrociando gente sugli sci e altri che si buttavano sdraiati su sacchi della spazzatura. E sono stato un po’ lì sopra a guardarmi intorno e tirare il fiato. Hahahaha, a un certo punto ho pure appoggiato la macchina digitale e mi sono filmato mentre scivolavo giu dalla cima della montagnetta, che con le scarpe da ginnastica si fila una meraviglia. Son tornato a casa fradicio, con i piedi totalmente inzuppati, assetato e affamato come una bestia, però con addosso quella sensazione meravigliosa di sudore “nevoso”, un po’ da pomeriggio passato a sciare. Cazzo, non lo faccio da troppi anni, bisogna provvedere.

Che poi, madonna, è allucinante, guardo fuori ed è, toh, tardo pomeriggio. L’una di notte, certo, ma col riverbero sulla neve la luce dei lampioni illumina quasi il quartiere a giorno. Il cielo è bianchissimo… tutto è bianchissimo. E sulla tv qui a sinistra sta iniziando la diretta di Cleveland Cavaliers @ Indiana Pacers. C’è già Stojakovic, ai Pacers? Mi sa di no.

Vabbé, comunque, questo è proprio il tipo di post che non vorrei fare sul blog, è un po’ troppo “inutili affari miei”. Però, se proprio devo farlo, facciamolo in maniera proprio fastidiosamente leziosa, sbattiamoci pure un po’ di foto, con tanto di descrizioni sotto, occupiamo senza ritegno tutta la pagina, facciamoci del male.

Questa me l’ha scattata stamattina Elena mentre andavamo verso la metropolitana. Un bimbo felice.

Questa è la Focus di Elena dopo una notte e un giorno di neve.

Ok, cominciano le foto “meno peggio” fra quelle prese in modalità notturna, quindi tutte rossicce e mosse. Da adesso in poi, tranne forse un paio, saranno tutte così. Questo è l’ingresso del palazzo, ricoperto di panna montata.

Ahahahah, appunto, eccone una scattata col normale flash. Un mini parchetto davanti casa, con il circolo di panchine dove stanno appollaiati i vecchi che guardano i bimbi giocare. Il coso sepolto in mezzo è una specie di cavallino a dondolo (anzi, a molla).

Qua diamo uno sguardo al solco scavato dai passanti. Non so perché, ma mi affascina il canyon fra le nevi, la trovo un’idea divertente.

Il grande albero nel cortile della scuola elementare, mogio e abbattuto dalla neve. Non sembra che sia tutto ricoperto di zabaione?

Questa fa molto Terminator 2.

Uno sguardo più approfondito a uno dei canyon citati prima.

Un po’ mossa, ma fa lo stesso: le auto sfrecciano sotto il ponte, sulla destra si intravede il Mazda Palace, poco a sinistra c’è la Montagnetta.

A proposito di Terminator 2, dai colori di ‘sta foto sembra che sia appena esplosa la bomba atomica.

Purtroppo, panchina a parte, le foto alla montagnetta, sia lungo la salita, sia una volta arrivato in cima, sono venute malino. Il filmato comunque è una meraviglia, ma me lo tengo per me. Vi lascio sul 67 a 61 per i Cavs, con l’immagine del cretino felice, tornato a casa ricoperto di neve, con tanto di pallotta in mano.

Cazzo, l’inverno


Eh, fa freddo, e ti si gelano le estremità quando sei allo stadio a vederti la partita, però è troppo bello il bianco totale, gli alberi ricoperti, le macchine scomparse. Tornare dal cinema a passo d’uomo, farti la tangenziale sfruttando il passaggio sotto i ponti per capire se stai tenendo la corsia o se la neve non ti fa capire un cazzo e stai tagliando la strada a tutti.

Poi scendi dalla macchina, ovviamente parcheggiata affanculo perché non c’è posto, e ti metti a tirare le palle di neve e a scivolare sul ghiacciato. E anche un po’ a rimpiangere di non avere dietro la macchina fotografica. Vabbé, ho fatto la foto dal davanzale della finestra, e fra l’altro avrebbe fatto cacare pure facendola da sotto, che ‘sta macchinetta è un cesso e col riverbero viene una merda per forza.
Pace.

Oh, Match Point è davvero bello, poi farò un post, ma ci tenevo a sottolinearlo subito. Già che ci siamo, sottolineo anche che ho aggiunto il blog di quel disperato del Toso fra i link consigliati e che il contatore di Bravenet che trovate qua a destra da adesso segna gli accessi effettivi e non più un numero a caso, che sennò la gente mi si spaventava a vedere roba a sei cifre.

Buonanotte a tutti.

FROGEvolution Soccer Tour


Qualche anno fa, probabilmente nel 2001, si disputò qui in Future il primo mega torneo interredazionale di Pro Evolution Soccer. Decidemmo di usare le squadre nazionali, pescandone ciascuno una diversa, e organizzamo il torneo con due gironi e poi eliminazione diretta a partire dai quarti di finale. In quel torneo scelsi di utilizzare l’Inghilterra e fui sconfitto in finale per 1 a 0 dalla Francia di Antonio Loglisci.

Poco dopo i Mondiali del 2002 organizzamo un secondo torneo, con la stessa formula del precedente. Quella volta usai la Danimarca e ne ripercorsi l’impresa reale eliminando la Francia di Antonio campione in carica con una netta vittoria nel girone preliminare. Andai poi a vincere il torneo, sconfiggendo ai quarti di finale l’Argentina Classica di Ualone, in semifinale alegalli (non ricordo che squadra usasse) e in finale l’Olanda di Patriarca. Patriarca, per inciso, penso sia (ovviamente assieme al sottoscritto) il più forte giocatore di PES che si trovi qua in Future. Forse anche il Duspa di TGM è sugli stessi livelli, ma su di lui il giudizio è per il momento sospeso.
Ah, in quel periodo organizzammo anche un torneo a coppie, due contro due, con le coppie estratte a sorteggio. Mi ritrovai in squadra con Antonio e dominammo la competizione.

Da circa due settimane è partito il FROGEvolution Soccer Tour, un torneo interredazionale che coinvole dodici persone e, ovviamente, altrettante squadre. La struttura è quella del campionato con gironi di andata e ritorno, cui si aggiungerà poi la coppa di lega. Si usano le squadre di club e si è deciso, tramite votazione, che più persone possono scegliere la stessa squadra (e infatti ci sono due Milan, tre Juventus e due Liverpool). Siccome questa cosa delle squadre doppie mi fa cacare, ho fatto il bambino e ho polemicamente scelto di usare la Fiorentina, cosa che mi mette in difficoltà non tanto per l’inferiore tasso tecnico, che bene o male compenso con la bravura (coff coff… ), ma perché ho una panchina scarsissima e giocatori che non riescono a riprendersi dalla fatica fra un match e l’altro. Per fortuna abbiamo deciso di aggiornare le squadre in corsa e l’attivissimo mercato della Fiorentina mi ha fatto guadagnare un ottimo Franco Baresi Kroldrup e un degno portiere di riserva con Lobont.

Ad ogni modo sto facendo il mio bravo torneo, giocandomela alla pari con tutti. Si è appena concluso il girone d’andata, in cui obiettivamente mi sono beccato sulla scoppola almeno due o tre pareggi che non meritavo, buttando via vittorie facili per sterilità offensiva. Adesso, però, ho una serie aperta di tre successi consecutivi (un 4 a 1 sul Chelsea di alegalli, che ha poi battuto tutti i primi in classifica e due vittorie risicate in apertura del girone di andata) e mi sto arrangiando a colpi di falli tattici e solidità, anche se davvero i miei giocatori sono cotti e non so come farò a correre dietro alle squadre più forti. In ogni caso, il mio obiettivo dichiarato di inizio stagione è la coppa di lega, che si dovrebbe affrontare al termine del torneo. Per il resto, mi piacerebbe riuscire a chiudere il campionato perlomeno fra i primi sei.

Di seguito vi regalo il messaggio di commento mandato nella mailing list del torneo al termine del girone di andata. Non è aggiornato agli ultimi risultati, ma fa lo stesso.

Questa la classifica, che conferma il Duspa come campione d’inverno:
Squadra-Punti-Vinte-Pareggiate-Perse-Gol fatti-Gol subiti
Roma (Duspa)-24-7-3-1-14-7
Juventus (Patriarca)-21-6-3-2-14-6
Middlesbrough (Grùspola)-21-6-3-2-10-3
Chelsea (alegalli)-19-5-4-2-15-10
Juventus (Ricky)-19-6-1-4-16-13
Milan (SS)-18-5-3-3-17-8
Fiorentina (giopep)-14-3-5-3-14-7
Liverpool (Toso)-14-3-5-3-6-11
Juventus (Zave)-13-3-4-4-7-9
Real Madrid (Ualone)-7-2-1-8-5-20
Liverpool (Vètova)-6-1-3-7-5-15
Milan (Alepolli)-4-1-1-9-4-18

Bellissima lotta scudetto, che vede sei squadre nettamente in gara, nonostante a nostro personalissimo parere le prime due in classifica siano le maggiormente accreditate. Da non sottovalutare il Middlesbrough, che sta prestando estremamente fede all’obiettivo stagionale di podio, e il Chelsea, che ha perso punti con le piccole, ma ha sconfitto entrambe le prime della classe e, in generale, ha conquistato 11 punti su 15 negli scontri diretti. In netto ritardo sul dichiarato obiettivo stagionale (arrivare fra le prime sei) la Juventus di Zave, che è incistata nel gorgo di mezza classifica assieme alla deludente Fiorentina e al Liverpool del Toso. Appassionante la lotta per il cucchiaio di legno, che vede il Milan di alepolli in netta difficoltà. Già abbondantemente superato, comunque, l’obiettivo stagionale del Real Madrid, che puntava alla conquista di almeno una vittoria. Infine, notiamo che il Middlesbrough ha la miglior difesa del torneo (solo 3 reti subite), mentre la peggiore (20 reti subite) è quella del Real Madrid. Miglior attacco in mano al Milan di SS (17 gol), mentre il peggiore è quello del Milan di Alepolli, fermo a 4. Interessante notare, poi, che le prime sette squadre in classifica hanno tutte un bilancio positivo in termini di differenza reti e che solo le ultime tre vanno pesantemente in negativo. Questo va a testimonianza del grande equilibrio offerto dal torneo nelle singole partite, a prescindere poi dall’esito di classifica.

Questa la classifica dei principali marcatori:
6 – Pazzini (Fiorentina)
5 – Lampard (Chelsea – 4 rigori), Shevchenko (Milan SS), Trezeguet (Juventus Ricky)
4 – Drogba (Chelsea), Gilardino (Milan SS) Ibrahimovic (Juventus Ricky), Nonda (Roma)

Questa, invece, la classifica degli assist:
3 – Mancini (Roma), Nedved (Juventus Patriarca)
2 – Ibrahimovic, Del Piero e Mutu (Juventus Ricky), Jorgensen (Fiorentina), Kakà (Milan SS), Lampard (Chelsea), Montella (Roma), Trezeguet (Juventus Patriarca)

Già iniziato il girone di ritorno.
Queste le prime dichiarazioni:

Toso “Ora inizio la rimonta”
Duspa “Col Toso perdo, ma gli altri li bastono”
Ualone “Si vedrà un grande Real Madrid”
giopep “Punto a rimanere nella prima schermata della classifica”

Ah, toh, i partecipanti, divisi per redazione:
PSM
giopep (Fiorentina)
Ualone (Real Madrid)
Vètova (Liverpool)

Nintendo la Rivista Ufficiale
Zave (Juventus)

Xbox la Rivista Ufficiale
Alepolli (Milan)

Giochi per il mio computer
Grùspola (Middlesbrough)
Patriarca (Juventus)

The Games Machine
Il Duspa (Roma)
Il Toso (Liverpool)
Ricky (Juventus)
Stefano Silvestri (Milan)

Collaboratori esterni
alegalli (Chelsea)