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La settimana a fumetti di giopep – 23/12/2007

Comincio a pensare che dovrei cambiare nome a questa rubrica, visto che ormai la cadenza è diventata più casuale, che settimanale. Ma d’altra parte non saprei come chiamarla e, oltretutto, “La settimana a fumetti di giopep” mi piace. Boh, qualcuno ha suggerimenti da darmi? Comunque, stavolta parlo di tutto quello che ho letto dall’ultimo appuntamento, anche se magari facendo qualche “riassuntone” di gruppo. Anche perché col Natale incipiente non so quanti aggiornamenti potrò fare nei prossimi giorni, e quindi vi lascio con un bel lasagnone. Auguri. 🙂

DC
52 #26/30 ***
Batman #7 ***
Catwoman #3 ***
Freccia Verde #4 ***
Giovani Titani #4 ***
JSA #1 ***
Nightwing #2 ***
Outsiders #4 ***
Superman #6/7 ***
Questa DC mensile mi sta mettendo addosso una fastidiosa sensazione di mediocre inutilità. Lascia perplessi, soprattutto, l’incostanza dei disegni, con continui cambi e una qualità davvero troppo altalenante. Ed è un peccato perché, sotto sotto, serie come Catwoman o Freccia Verde sembrano avere davvero qualcosa da dire e perfino Outsiders e Giovani Titani paiono potersi tirare fuori dal pantano mostrato col pessimo inizio. Interessante, comunque, il Superman (co)sceneggiato da Richard Donner, che fra figli illegittimi e kryptoniani a rimorchio sta inserendo un po’ tutti gli elementi topici dei film, senza che però la cosa risulti troppo forzata.

Marvel
Gli Eterni ****
Neil Gaiman prende in mano gli Eterni e li rielabora in chiave moderna e adulta. Olympia è una storia fresca e appassionante, che non inventa nulla di particolarmente nuovo ma riesce lo stesso a trovare soluzioni originali e che, soprattutto, vive delle splendide tavole di John Romita Jr. e della meravigliosa scrittura di Neil Gaiman. Insomma, uno spettacolo.

Thor & I Nuovi Vendicatori #104/105 ***
Capitan America: Morte di un eroe #1 ***
Sarà che l’avvenimento era ormai risaputo, ma la morte di Cap non mi ha colpito come pensavo avrebbe fatto. Non sono riuscito, insomma, a trovare nella storia il pathos e il coinvolgimento che mi sarei aspettato. Certo, in parte la cosa può essere dovuto al mio non aver mai amato fino in fondo il personaggio, eppure ci sono comunque molto affezionato e pensavo di “sentire” la storia un po’ di più. Forse qualche colpa ce l’ha Brubaker, forse no, ma complessivamente mi sembra che l’evento stia venendo un po’ sprecato, anche nella miniserie Morte di un eroe, che per il momento trovo più interessante per le intenzioni che realmente riuscita nei risultati.

Civil War: Epilogo ***/****
Già meglio. Quattro storie che provano a mettere un punto in fondo alla saga e ci riescono bene in maniere molto diverse. Toccante e riuscitissimo lo sfogo di Tony Stark e, all’estremo opposto, divertente e molto azzeccato il racconto di Howard il papero.

Civil War – L’iniziativa *
Mamma mia che invereconda puttanata e che clamoroso spreco di soldi. Ma che è ‘sta presa per il culo? Un albo confezionato con pezzetti pubblicitari di storie a caso. Ma uccidetevi.

Devil & Hulk #132 ****
Dopo tanti anni Devil & Hulk continua ad essere uno dei migliori appuntamenti mensili Marvel. Il Devil di Brubaker giunge a un bel giro di boa, chiudendo la spettacolare saga del Matt Murdock fuggitivo con un epilogo amaro e malinconico. Planet Hulk, invece, prosegue sui suoi binari, certo più ordinari e prevedibili negli sviluppi, ma sicuramente ben scritti e disegnati. A conti fatti Greg Pak sta offrendo qualche spunto interessante, in attesa di lasciare spazio – immagino – agli eventi che terrano banco nel mega-crossover in divenire, col ritorno del verdone sulla Terra.

Fantastici Quattro #278 ***
Gli Incredibili X-Men #209 ***
Wolverine #213/215 ***
X-Men Deluxe #150/152 ***
Un bel mucchietto di letture piacevoli, in mezzo alle quali mi sento di segnalare il sempre ottimo Wolverine: Origini, il ritorno degli X-Men di Joss Whedon (frizzanti e divertenti come sempre) e soprattutto X-Factor, che continua a mostrare un Peter David davvero tornato ai suoi migliori livelli, adulto e intrigante come solo lui sa essere.

L’Uomo Ragno #471/474 ***
Sinceramente questa saga del ritorno al costume nero non mi sta dicendo molto. Immagino l’idea arrivi dal traino del terzo film di Sam Raimi, ma non è che questo debba necessariamente darmi fastidio. Il problema è che per il momento mi sembra le storie manchino di mordente.

Ultimates #31: “Potere supremo #2” ***
Prosegue il filmone action Potere supremo e lo fa con un continuo susseguirsi di colpi di scena e un fantastico ritmo che scandisce inesorabile il crescendo d’emozioni. Una serie fantastica per il semplice piacere della lettura se ce n’è una.

Ultimate X-Men #42: “Conseguenze” ***
Gli X-Men dell’universo Ultimate affrontano le conseguenze della morte di Charles Xavier elaborando il lutto e gestendo tutte le (innumerevoli) menate burocratiche, legali, amministrative, morali e umorali che ne possano conseguire. Più passa il tempo e più Robert Kirkman mi sembra stare prendendo in mano le redini della serie, con personaggi che acquistano spessore e storie che vanno oltre la semplice scazzottata.

Manga
Boken Shonen *****
Il miglior Mitsuru Adachi, quello malinconico e realista, che si sofferma sui sentimenti dei suoi personaggi e che li fa parlare con gli sguardi, i piccoli gesti, i dettagli. Boken Shonen raccoglie una serie di sette racconti autoconclusivi, pubblicati in Giappone nell’arco di altrettanti anni, dal 1998 al 2006. Intensi, divertenti e toccanti, non hanno ovviamente la ricchezza delle storie a più ampio respiro di Adachi, ma mi hanno comunque ricordato i motivi per cui lo considero uno fra i miei autori di manga preferiti.

Cesare #1/2 ***
Un intrigante manga pseudo-storico, che gioca tutto sulle solite suggestioni dell’autrice Fuyumi Soryo. Complicate macchinazioni, toni oscuri, personaggi ultraromantici, sottotesti sessuali neanche troppo accennati. L’ambientazione è sicuramente particolare e ne viene fuori una storia perlomeno intrigante. Sono curioso di vedere come andrà avanti.

Worst #13 ***
Numero abbastanza interlocutorio per una serie che personalmente adoro, per qualità dei disegni e per intensità del racconto. Certo è che la cadenza “a cazzo” causa vicinanza alla produzione originale in questi casi diventa ancora più insopportabile.

Bonelli
Brad Barron #10/18 ***
Ho iniziato a leggere Brad Barron in ritardo, pescandone un albo a caso ogni tanto in fumetteria e incagliandomi verso metà per totale irreperibilità di alcuni numeri. L’impressione fu di una serie senza dubbio banalotta nelle premesse, ma abbastanza ben scritta e piacevole da leggere, nella spensierata ottica da albo Bonelli “usa e getta”. Sicuramente meglio di Demian, che ho trovato insopportabile fin da subito e ho abbandonato dopo un paio di albi. Circa un anno dopo, in quel di Lucca, ho recuperato la seconda metà della saga e me la sono letta tutta d’un fiato. Purtroppo ho ricominciato con un paio di storie tremende, retoriche e manieriste all’inverosimile, davvero dure da mandar giù. Assorbite quelle, ho proseguito fino in fondo e ho ritrovato il Brad Barron che – nella sua semplicità – mi divertiva e mi aveva convinto ad andare avanti, nonostante una serie di disegnatori deprimente. A bocce ferme, mi resta il ricordo di una lettura a tratti anche molto piacevole, ma tutto sommato abbastanza trascurabile. Non sono sicuro di aver letto altre opere scritte da Tito Faraci ma, se sono tutte di questo livello, mi chiedo sinceramente da cosa possa derivare la stima generale nei suoi confronti.

Magico Vento #112: “Alice nel buio” ***
Ormai le storie di Magico Vento si sono talmente adagiate su una sensazione di placida e rassicurante certezza che non so neanche bene come commentarle senza finire a ripetere sempre le stesse cose. Quindi facciamo che da adesso menzionerò solo quelle che mi colpiranno particolarmente, in positivo o in negativo.

Altro
B.P.R.D. #6: “La macchina universale” ****
Prosegue benissimo la saga “parallela” di Hellboy, con un altro avvincente volume dedicato ai suoi (ex) compagni di avventura. John Arcudi si conferma sceneggiatore di razza, capace di dare vita a storie che ricalcano molto bene le atmosfere morbose e l’umorismo tipici di Mike Mignola, senza per questo rinunciare all’impronta del proprio autore. Ottimi i disegni, appassionanti le vicende, molto ben costruito anche l’affresco generale, con le storie dei personaggi che tornano ad affacciarsi di volume in volume. Una lettura straconsigliata.

Concrete #3: “Fragile creatura” *****
Sono passati millenni dall’ultima volta che ho letto una storia di Concrete e sono felicissimo di aver finalmente messo le mani su qualcosa di nuovo e, soprattutto, di aver ritrovato la lettura splendida che ricordavo. Personaggi a tutto tondo, ricchi, vivi e affascinanti nella loro mediocre normalità, popolano storie che raccontano del vivere quotidiano, di drammi universali e di emozioni fresche e pulsanti. Concrete è un personaggio di fantascienza, ma è quanto di più vero e reale si possa leggere nel mondo del fumetto. E Paul Chadwick è un grandissimo.

Halo Graphic Novel ***
Compri il fumetto di Halo senza sapere bene il perché, temendo di ritrovarti fra le mani l’ennesima porcata su licenza, e invece scopri che quantomeno ci hanno provato, a fare le cose per bene. Che magari Bisley e Moebius non hanno realizzato le migliori opere della loro spettacolare carriera (anzi, soprattutto il primo appare un filo sottotono), ma è comunque sempre un piacere leggere e ammirare le loro tavole. Che questa raccolta di storielline brevi non cambierà la storia del fumetto, ma rappresenta di sicuro una piacevole sorpresa.

Hellboy #7: “La strega troll e altre storie” ****
Una bella raccolta di storie brevi che, nell’ormai classico stile di Hellboy, rielabora miti e leggende da tutto il mondo infilandoci dentro l’adorabile diavolazzo dalle corna spezzate. Un malato e morboso piacere per gli occhi e per la mente.

Strangers in Paradise #22 ****
Strangers in Paradise si avvia dichiaratamente alla conclusione e lo fa riavvicinandosi definitivamente alle atmosfere e ai toni che ne caratterizzarono gli esordi e che – prima della svolta pseudo/action/spy/supermelodramma da me poco gradita – me ne fecero innamorare. Un bel volume, che sembra preparare il terreno per una fase conclusiva da groppo in gola.

La settimana a fumetti di giopep – 25/09/2007

Novità
L’Uomo Ragno #469 ***
Gli incredibili X-Men #207 ***
Devil & Hulk #131 ***
Thor & I Nuovi Vendicatori #102 ***/****
Iron Man/Capitan America: Vittime di guerra ***/****
Civil War #7 ***
E finalmente siamo arrivati alla fine. Mi manca ancora da leggere qualche tie-in, ma insomma, ci siamo. E, in tutta franchezza, sebbene il giudizio complessivo sull’operazione Civil War sia buono, i dubbi rimangono. Sicuramente sono state molto ben costruite le premesse, si è lavorato bene nel far percepire le ramificazioni della saga un po’ dappertutto e in generale la storia è stata affascinante, potente nelle premesse e ben orchestrata nello sviluppo. Però, dopo un avvio davvero scoppiettante, arrivati al giro di boa ha un po’ cominciato ad affloscarsi tutto e, prevedibilmente, non si è arrivati a una vera conclusione. Marvel e DC, ormai, sono in modalità crossover perenne e se la cosa da un lato è piacevole, perché il senso di continuità e di appartenenza dell’universo narrativo ne guadagnano, dall’altra si finisce per far perdere di incisività alle singole saghe. Civil War, tanto quanto House of M e prima ancora Avengers Disassembled, è l’ennesimo prologo di qualcosa a venire, l’ennesimo coito interrotto che inizia alla grande e poi si affloscia nell’inconcludente nulla. Per quanto ancora potrà durare? Boh? Comunque, nel marasma, ci sono state singole storie molto belle. Nella manciata di albi elencata lì sopra, segnalo in particolare la storia dedicata a Bucky in Iron Man/Capitan America: Vittime di guerra.

Guyver #36 **
Ormai con Guyver si va avanti per sola forza d’inerzia, perché ne escono uno o due all’anno, la spesa è accettabile e mi spiace mollarlo lì. Certo è che siamo veramente al nulla narrativo. Voglio dire, il singolo numero è “pregno” più o meno come un albetto della prima edizione di Dragonball Star Comics. Solo che almeno quello usciva ogni quindici giorni…

La casa delle vacanze *****
Tratta da un romanzo di Clive Barker, La casa delle vacanze è una splendida favola horror, che si rivolge ai più giovani ma riesce ad essere digeribilissima anche da un pubblico adulto, grazie ai toni maturi, allo splendore grafico e alla solidità del racconto. Le si può al massimo imputare una certa prevedibilità nell’intreccio, ma la sua forza sta anche nella semplicità propria dei classici. E a questo punto voglio leggermi il romanzo.

Magico Vento #111: “Lo zoo di Kelly” ***
Un solido, banale, prevedibile, ma convincente e riuscito numero di Magico Vento. Si legge con piacere dall’inizio alla fine, non dice nulla di sconvolgente, ma fa il suo dovere. D’altra parte, purtroppo, ormai da questa serie sto imparando ad aspettarmi nulla più che una valida routine.

Shadowplay ****
Un doppio delirio horror, con due approcci diversi al mondo dei vampiri. Da una parte un tuffo morboso nelle perversioni sessuali dei succhiasangue, dall’altra l’innocente visione di un bambino che scappa di casa e si ritrova preda di un vecchio vampiro (e, a esser maligni, pure qui ci si potrebbero leggere allussioni). Bellissimi i disegni di Ashley Wood e Ben Templesmith, forse un po’ troppo contorto lo stile narrativo.

The Punisher: Barracuda ****
Un’altra bella saga del Punitore di Garth Ennis, fatta di crudo realismo, comicità sopra le righe e iperviolenza. Solida, divertente, in costante e riuscito equilibrio fra serioso e dissacrante e graziata dalle sempre ottime matite di Goran Parlov. Cosa chiedere di più?

Ultimates #30: “Potere supremo #1” ****
Inizia l’incrocio fra l’universo Ultimate e il nuovo Squadrone Supremo reinventato da Straczynski e inizia col botto. Ritmo, colpi di scena, azione e le evocative matite di Greg Land sono gli ingredienti. Il risultato, per il momento, non delude.

Ultimate X-Men #41: “Cable #2” ****
Si conclude la saga dedicata al Cable (e all’Alfiere) dell’universo Ultimate e non posso fare a meno di pensare che, nonostante il clamoroso avvenimento raccontato, continui a mancare reale pathos. Non so, a me sembra proprio che Kirkman non ce la faccia.

Antiquariato
Superman Family – Ottobre 2002/Ottobre 2003 (L.O.) ***/****
Superman: Ending Battle (L.O.) ****
Oh, finalmente stiamo crescendo, una bella annata di storie, certamente con alti e bassi, ma con davvero tanti passaggi convincenti. Su tutti, senza dubbio, Ending Battle, la classica saga tutta basata sul significato stesso dell’esistenza di Superman in quanto eroe. Il confronto fra Kal-El e Manchester Black è ben pensato e raccontato, davvero travolgente nel crescendo e spiazzante nel finale.

La settimana a fumetti di giopep – 15/09/2007

Novità
L’Uomo Ragno #467 ***
L’Uomo Ragno #468 ***
Wolverine #212 ***
Civil War Special #2 ***
Punisher War Journal ***
Vale quanto detto settimana scorsa: un mese di transizione e di passaggio per praticamente tutto l’universo Marvel, che si prepara al (presumibile) botto del finale di Civil War. Degne di menzione, comunque, le generalmente molto ben scritte storie “tangenti”, dei personaggi minori, secondari, che mostrano uno sguardo per certi versi esterno sulle vicende. Quello dei giornalisti, delle persone comuni, degli eroi di basso rango e di quel lucido psicopatico del Punitore. Tutto molto ben orchestrato, davvero. Però adesso voglio vedere come va a finire.

Annihilation #4 ***
In questi quattro volumi Annihilation si è presentata come una saga affascinante e di ampio respiro, del resto creata da un autore storicamente fissato con questo genere di storie come Keith Giffen. Eppure ho fatto un po’ fatica a farmi acchiappare, a farmi prendere fino in fondo dal racconto, forse perché l’ho trovato troppo dispersivo e sfilacciato. Qui, comunque, si tirano le fila e c’è davvero un gran bel crescendo, anche se poi si chiude col solito finalino inconcludente.

Capitan Atom: Armageddon Vol.2 ***
Termina col botto una storia obiettivamente un po’ forzata e la cui unica ragion d’essere sembra davvero il voler porre le basi per il “reboot” dell’universo Wildstorm. Comunque una lettura piacevole, grazie ai sempre frizzanti dialoghi di Will Pfeifer e alle matite dell’ottimo Giuseppe Camuncoli.

Fables Vol.9: Sons of Empire (L.O.) ****
Ma che è, il mese degli episodi di transizione? Pure con Fables, un bel volume che non porta avanti quasi per nulla il racconto della guerra fredda fra fiabe e avversario, ma sistema un sacco di pedine in giro e si dedica all’approfondimento e alla presentazione di vari personaggi (da Hansel a Raperonzolo, passando perfino per Babbo Natale). Oddio, avercene di episodi di transizione così belli, ben scritti e disegnati: fossero così in tutte le serie a fumetti, ci metterei la firma.

Giant Monster ****
Steve Niles è veramente un grande, per come riesce a trottolare in perfetto equilibrio fra la presa per il culo e il racconto serio, fra il ridicolo voluto e quello involontario. La butta sulla farsa e sulla satira, ma non perde praticamente mai il controllo della situazione. Qui racconta di un astronauta che torna sulla terra invaso da un organismo alieno e si trasforma in un bestione alto più di un palazzo e incazzato nero con la sua ex moglie. Il nulla narrativo, raccontato in maniera divertente e divertita.

Gli incredibili X-Men #206 ***
X-Men Deluxe #149 ***
Toh, due albi che con Civil War c’entrano poco o nulla. Peccato che continui a trovare poco interessante l’ennesima saga spaziale dei mutanti Marvel. Già meglio le varie serie infiliate su X-Men Deluxe, con una bella storiellina autoconclusiva sui drammi di Colosso e le sempre piacevoli (ma mai entusiasmanti) New X-Men ed Exiles. Purtroppo c’è anche un “What if?” basato sulla poco interessante saga spaziale di cui sopra, ma non si può avere tutto dalla vita.

Kin ***
La premessa dei Neanderthal che hanno vissuto per i cazzi loro e ancora esistono sul pianeta terra (e, ovviamente, sono tecnologicamente più avanzati di noi) è interessante, anche se puzza di Martin Mystère lontano un miglio. Lo sviluppo lascia un po’ a desiderare: Gary Frank si conferma ottimo disegnatore, ma come molti suoi colleghi non sembra in grado di scrivere nulla più che una storiella d’azione sì divertente, ma anche un po’ inconcludente e pervasa da un forte senso di vuoto.

L’immortale #20 ***
Si chiude finalmente il lunghissimo, apparentemente interminabile, francamente un po’ palloso arco narrativo che ha visto Manji rinchiuso nelle segrete e macellato a colpi di bisturi. Non escludo che sia la classica situazione di manga che guadagna assai da una lettura “tutta d’un fiato”, ma a cadenza mensile è stato quasi ammorbante. Dal prossimo numero, leggo in ultima pagina, parte la saga finale. Speriamo bene.

The Authority: Rivoluzione ***
Bella saga autoconclusiva, che indaga sulle motivazioni, i dubbi, le incertezze, i difetti, i successi e i fallimenti del supergruppo autoritario, fascistoide, ambientalista e perfino comunista più sboccato dell’universo. Torna un nemico storico di Hawksmoor e compagni e Jenny (Quantum) prende finalmente in mano la situazione. Ne esce fuori una saga lunga e appassionante, anche se forse c’è ormai un po’ di maniera nella caratterizzazione dei personaggi e, in generale, l’intreccio appare un po’ prevedibile.

Vagabond #37 ***
Anche qua (oh, ma basta) sembra stare avvicinandosi la zona cesarini, con la preparazione dell’atteso duello fra Musashi Miyamoto e Kojiro Sasaki. Anche qua le cose cominciano ad andare un po’ troppo per le lunghe, ma al momento la narrazione funziona ancora bene e il crescendo non è mica male.

Antiquariato
Superman Family – Return to Krypton II (L.O.) ***
Piccolo segnale di ripresa nelle mie letture supermaniane, con una saga un po’ sconclusionata ma che perlomeno butta nella mischia qualche elemento vagamente interessante e non ha troppo quella puzza di riempitivo che si respira normalmente. Si continua comunque a respirare mediocrità generale, per quanto stemperata dalla qualità dei disegni spesso molto alta. Bah…

La settimana a fumetti di giopep – 08/09/2007

Novità
L’invincibile Iron Man: Eseguire programma [2 di 2] ***
Civil War #6 ****
Thor & I Nuovi Vendicatori #101 ****
Fantastici Quattro #275 ***
Sesto mese abbastanza di transizione per Civil War, in cui ci si occupa di piazzare le pedine e preparare tutto per il botto finale. Sparsi in giro, comunque, soprattutto nelle storie più “periferiche”, svariati approfondimenti interessanti. In ogni caso, è sicuramente il momento di arrivarci, alla fine, perché l’insieme comincia a stancare un po’.

Devil & Hulk #130 ***
Dopo qualche mese di sostanziale indifferenza, sto cominciando a gradire Planet Hulk, anche se obiettivamente ha degli sviluppi di un prevedibile pazzesco. Trovo invece un po’ incolore, fino adesso, questo ciclo di Brubaker su Daredevil, anche se sicuramente c’è la curiosità di vedere dove andrà a parare, soprattutto per quanto riguarda Foggy. Nel complesso, però, ultimamente Devil & Hulk ha un po’ smesso di essere la mia lettura Marvel preferita.

Death Note #6 ****
Di mese in mese Death Note prosegue a stupirmi coi suoi sviluppi schizoidi e coi suoi continui colpi di scena. La caratterizzazione psicologica forzatissima di alcuni personaggi mi sta un po’ stancando, ma nel complesso l’intreccio è molto ben costruito, la voglia di capire come proseguirà è tantissima e in questo numero c’è davvero un bel crescendo.

Real #6 ****
Prosegue con la sua periodicità “a cazzo” Real, splendido viaggio nel mondo dello sport per diversamente abili (dai, facciamo i corretti). C’è poco sport vero e proprio e c’è molto approfondimento psicologico, molto lavoro sui personaggi e sui rapporti fra di loro. Il problema è che una storia del genere non può essere letta in questo modo, perché si perde davvero troppo in termini di coinvolgimento. Mi sa che lo mollo lì e aspetto il termine per leggermelo tutto in fila.

Ultimate Fantastic Four #19: “Le luci di un altro mondo” ***
Divertente storia autoconclusiva col ritorno dell’Uomo Talpa impegnato nell’ennesimo tentativo di rivalsa contro il mondo di superficie. Ben raccontato e disegnato, ma obiettivamente poco più che un riempitivo.

Ultimate Spider-Man #52: “La saga del clone #1” ***
Arriva anche nell’universo Ultimate la saga del clone e lo fa con un primo numero che getta tonnellate di carne sul fuoco quasi a caso, per accumulo, senza preoccuparsi troppo di raccontare una storia. Curiosità.

Antiquariato
Gogo Heaven ***
Il solito delirante, affascinante, divertente, straviolento e completamente folle fumetto di Sin-Ichi Hiromoto. C’è un po’ di maniera, e non ci sono idee particolarmente interessanti, ma la lettura è sempre piacevole (ed è divertente vedere un’interpretazione diversa di argomenti vicini a quelli trattati in Death Note).

Superman Family – Maggio/Agosto 2002 (L.O.) ***
Nel recupero di annate DC Comics realizzato (e quasi concluso) in questi mesi ho trovato storie splendide e orrende, appassionanti e noiose, felici e tristi. Ma è impressionante il muro di mediocrità su cui sto sbattendo la testa con Superman. Sorvolando sull’illeggibile Man of Steel, che per fortuna è finita in fretta, le varie storie non sono quasi mai davvero brutte, ma lasciano addosso una sensazione di inutilità, di pochezza, di “nulla” quasi insostenibile. Ed è fra l’altro un peccato, perché nel mucchio c’è anche qualche signor disegnatore come Carlos Meglia. Vabbé, vediamo come si prosegue…

La settimana a fumetti di giopep – 04/08/2007

Novità
Civil War #5 *****
Thor & I nuovi Vendicatori #100 ***
Fantastici Quattro 274 ***
L’Uomo Ragno #465 ****
L’Uomo Ragno #466 ****
Wolverine #211 ***
Gli incredibili X-Men #205 ***
Giunto ormai al quinto mese, il super crossover Civil War continua a colpirmi in positivo. Ben congegnato fin dalle premesse, ottimamente strutturato negli sviluppi, davvero scritto e disegnato alla grande nella miniserie principale e nella “figlioccia” Frontline. Come sempre le storie e storielline tratte dalle serie regolari che si intrecciano con l’evento vivono di alti e bassi, a volte aggiungendo davvero tanta sostanza, altre dando l’impressione di episodi un po’ tirati via e messi lì solo perché era necessario. Ma nel complesso l’evento è di quelli forti, si basa su un concetto potente e, in attesa di scoprire dove andrà a parare, sta offrendo tanti momenti drammatici e memorabili.

X-Men Deluxe #148 ***
Mentre Joss Whedon va avanti a raccontare un divertente – ma forse poco sentito – nulla, nelle altre storie si continua a respirare una sinistra e drammatica aria di Guerra Civile. Però i numeri senza l’X-Factor di Peter David sembrano davvero tanto più brutti.

Ultimates #29: “Il giorno dell’indipendenza” ****
Si chiude col botto il ciclo di Millar e Hitch su Ultimates. Tanta azione e tanto spettacolo per uno fra i fumetti più cinematografici che mi sia mai capitato di leggere. Ho un po’ l’impressione che si tenda a sopravvalutarlo, ma rimane una delle cose migliori lette in questi ultimi anni. E forse si merita di essere ripreso in mano e gustato tutto d’un fiato, magari per rendermi conto che sono io a sottovalutarlo.

Ultimates #28: “Se il passato non fosse morto” ***
Una bella, intensa e piacevole storia di passaggio, interlocutoria come solo gli annual sanno essere.

Ultimate X-Men #40: “Cable #1” ****
Ho un po’ paura a scriverlo prima di aver letto la seconda parte, ma Cable potrebbe essere la prima storia davvero convincente fra quelle scritte da Robert Kirkman per Ultimate X-Men. Un po’ mi spiace dirlo, perché The Walking Dead e Invincible sono fra le mie attuali letture preferite, ma fino adesso mi aveva davvero lasciato perplesso.

Antiquariato
Cable & Deadpool: If Looks Could Kill (L.O.) ***
La copertina di Rob Liefeld fa un po’ paura, ma per fortuna i suoi personaggi stitici e digrignanti non si manifestano ulteriormente. E all’interno c’è invece una storia piacevole e divertente, anche se non ai livelli del delirante Deadpool anni Novanta firmato Joe Kelly. Nulla di strepitoso, insomma, ma un minimo di curiosità per i numeri successivi mi è venuta.

Green Lantern: Wanted (L.O.) *
Una degna e illeggibile conclusione per il crimine contro l’umanità che è stato il ciclo di Ben Raab su Green Lantern.

Green Lantern: Homecoming? (L.O.) ***
Dovendo chiudere la serie, pare giusto affidare il compito al creatore di Kyler Rayner. E Ron Marz fa il suo solito onesto, pulito, lavoro da mestierante del fumetto. I nodi vengono al pettine e il colpo di spugna è bello che passato.

JLA: The Obsidian Age (L.O.) ***
JLA: Rules of Engagement (L.O.) ***
JLA #83: “American Nightmare” (L.O.) ***
Joe Kelly e Doug Mahnke sono secondo me una gran coppia. Ironia, ritmo, disegni spettacolari, tante intuizioni folli, soggetti geniali… ce n’è di che divertirsi assai. Il problema è che – immagino per l’impossibilità di stare dietro alla quindicinalità – non tutti questi numeri sono realizzati da loro. E il saliscendi è davvero insopportabile, anche perché i ricambi decisamente non sono all’altezza. Ed è un peccato, perché per esempio l’idea di affidare i due racconti paralleli di The Obsidian Age a due disegnatori diversi non sarebbe stata male, se l’altro non fosse stato una capra inguardabile.

JLA: Trial by Fire (L.O.) *****
Sei numeri di seguito realizzati interamente da Kelly e Mahnke generano, guarda un po’, un ciclo strepitoso. Inventarsi ogni volta un nemico in grado di mettere in difficoltà un team composto da gente come Superman, Wonder Woman, Lanterna Verde e compagnia bella non è facile, ma qui Joe Kelly se la cava con una trovata semplice, già vista, ma efficacissima. E attorno ci costruisce un intreccio appassionante e dai ritmi perfettamente calibrati. Se c’è un solo volume da consigliare nella marea di storie della JLA che ho letto in fila, è questo.

JLA #90: “Perchance…” (L.O.) ****
Bella, divertente e riuscita storia autoconclusiva che risolve in maniera molto simpatica la questione del flirtarello fra Diana e Bruce Wayne.

JLA: Extinction (L.O.) **
Una saga che puzza di anni Ottanta lontano un miglio, ma si lascia tutto sommato leggere senza problemi. Peccato per i disegni del fratello scemo di Ted McKeever.

JLA: The 10th Circle (L.O.) ***
Solo a leggere in copertina i nomi di John Byrne, Chris Claremont e Jerry Ordway ho cominciato a sbadigliare, ma invece ho poi trovato una storia solida, classica e ottimamente narrata. Certo, anche abbastanza superflua.

JLA #100: “Elitism” (L.O.) ****
Ottimo punto esclamativo per porre fine alla travagliata gestione Kelly/Mahnke. Quando sono riusciti a lavorare insieme con continuità hanno sempre generato ottimi frutti e questo ne è l’ultimo, limpido esempio. Una storia appassionante, con bei colpi di scena e trovate molto fantasiose. Ed è anche un bel prologo per l’interessante Justice League Elite.

JLA: Pain of the Gods (L.O.) ***
Banalotto nelle premesse e in parte anche nello sviluppo, Pain of the Gods si pone come intenso e drammatico studio sui dubbi, le incertezze, le sofferenze interiori che possono colpire anche delle divinità monolitiche come gli eroi DC. Che in fondo, sotto la maschera, sono pur sempre uomini. Purtroppo l’obiettivo non viene centrato fino in fondo, immagino per i limiti di Chuck Austen, che insomma, un genio non lo è mai stato. Le tavole di Ron Garney, però, si lasciano sempre guardare che è un piacere.

JLA: Syndicate Rules (L.O.) ***
Una lunga – forse troppo lunga – e divertente battaglia a tre fra la JLA, il Sindacato e una razza aliena. Tante belle idee, gli ottimi disegni di Ron Garney e la sensazione che con un minimo di sintesi sarebbe stata una grandissima storia.

JLA: Crisis of Conscience (L.O.) ***
Era inevitabile, lo dice anche la copertina, trovare su JLA le conseguenze di Identity Crisis. Certo, magari le si poteva raccontare con un filo di approfondimento psicologico in più e qualche scazzottata in meno, ma questo ci tocca. Bisogna anche ammettere che si sarebbe potuto fare ben di peggio, ma che occasione persa, però…

JLA: World Without a Justice League (L.O.) *
Madonna, che modo squallido di chiudere una serie per certi versi gloriosa come questa.

Robin/Batgirl: Fresh Blood (L.O.) **
Robin #134/147 **/***
Robin, come serie, mi ha sempre dato una forte sensazione di inutilità. Molto più di qualsiasi altro personaggio minore DC, il Ragazzo Meraviglia mi è sempre parso quello meno efficace se raccontato “per i fatti suoi”. Questo blocco di storie l’ho letto solo perché intrigato dalla partecipazione di Bill Willingham (autore dello strepitoso Fables) e devo dire di non essermi pentito. Nella prima metà fatica un po’ a ingranare, soprattutto per la mancanza di un disegnatore fisso (e per il fatto che su sette numeri se ne trova solo uno con delle matite decente, grazie al sempre ottimo Giuseppe Camuncoli), ma dal numero 139 Scott McDaniel porta stabilità e la serie decolla. Senza scrollarsi di dosso quel sentore di superfluo, ma regalando storie ben scritte e sottotrame ottimamente pianificate. Certo, Fables rimane davvero un’altra cosa.