Archivi tag: Jodie Foster

Money Monster

I pregi e difetti di Money Monster stanno tutti nella sua sostanziale mediocrità, intesa proprio come lo stare nel mezzo, senza eccellere in nulla e senza fare nulla di tremendamente sbagliato. È un thriller realizzato con mestiere e discreta padronanza, che intrattiene per tutta la sua durata senza particolari lungaggini e porta a casa il risultato minimo in maniera dignitosa. Ma è anche la solita storia d’ostaggi vista tante volte, che non inventa nulla e fa invece più o meno tutto quel che è lecito attendersi. È l’ennesimo film che affronta la crisi economica cercando di proporre un suo punto di vista, e nel farlo trova anche qualche idea intrigante, esprime qualche concetto azzeccato, ma li mette in scena in maniera goffa e sembra convinto di essere molto più intelligente e ficcante di quanto effettivamente non sia. Si lascia guardare, ma si lascia anche dimenticare.

Continua a leggere Money Monster

Annunci

Inside Man


Inside Man (USA, 2006)
di Spike Lee
con Denzel Washington, Clive Owen, Jodie Foster, Christopher Plummer, Willem Dafoe, Chiwetel Ejiofor

Dopo il deludente Lei mi odia, Spike Lee sceglie di realizzare il classico progetto su commissione (probabilmente stipendiato da una qualche lobby ebraica) e si getta nel fantastico mondo delle rapine in banca. Con in mano una stella emergente come Clive Owen e l’affezionato gigione Denzel Washington, dal regista newyorchese sarebbe lecito attendersi un efficace blockbuster. Il problema, però, è che Lee non affronta il progetto con la giusta umiltà e sembra quasi ostentare un certo disprezzo per ciò che sta facendo.

Inside Man funziona abbastanza bene grazie alla buona sceneggiatura e alle ottime prove dei due protagonisti, ma soffre un po’ la voglia di “firmare” a tutti i costi ostentata da Lee. Il monologhino verso la macchina da presa, la solita immagine del personaggio che si muove senza camminare, le battutine sul melting pot… tutti momenti un po’ fuori posto, fini a loro stessi, quasi buttati lì solo per far contenti i fan che si bevono qualsiasi cosa Spike Lee partorisca.

Più in generale il film paga una parte centrale in cui il racconto stenta un po’ e tende a girare su se stesso, con una regia e una colonna sonora troppo didascaliche, qualche trovata narrativa improbabile, facili moraline e inserti di pubblicità progresso che lasciano davvero il tempo che trovano. Un film piacevole, ma che non ha l’onestà intellettuale di limitarsi ad essere puro “entertainment”.