They Shall Not Grow Old – Per sempre giovani

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Inevitabilmente, vista la piega presa dalla sua carriera negli ultimi vent’anni, Peter Jackson ci è noto soprattutto come il regista degli adattamenti tolkeniani (con il suo logorroico King Kong nel mezzo) e magari, in seconda battuta, chi lo conosce in maniera più approfondita ne ricorda gli esordi splatter-demenziali e/o le divagazioni meno di genere (penso a Creature del cielo e Amabili resti). Forse meno noto è il suo immergere saltuariamente le mani nel mondo dei documentari, che si è concretizzato prima col mockumentary Forgotten Silver (che tecnicamente documentario non è, ma insomma), poi partecipando alla produzione di West of Memphis e adesso con questo They Shall Not Grow Old. Fedele a se stesso, il regista neozelandese non ha abbandonato le sue radici fantasiose e ha lavorato da sperimentatore anche quando si è dedicato a questo format così diverso dalle proprie abitudini, per l’appunto dirigendo prima un documentario finto su un uomo mai esistito, poi dedicandosi a questa operazione certamente più rigorosa ma applicandovi comunque la magia del cinema, che rende il reale ancora più vero distorcendolo.

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