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Quedex, uno che bisogna leggere


lo vedete quello pelato con l’orecchino?

è un pirata della tortuga, è venuto a bordo di un galeone battente bandiera teschiata. Ha una spada curva e consunta, un coltello nei denti e un vento fotissimo ed in evitabile alle spalle, il vento di chi vuole la coppa perchè sa che è sua.

dall’altra parte c’è Davidenko. Potrebbe sembrarvi leggermente diverso, potrebbe incuriosirvi il fatto che si chiami Medvedev, ma è Davidenko, nella sua versione 1999, come prima di lui fu Cerkasov e dopo di lui fu Nalbandian

ora, signori e signore, guardate il pirata. tira fortissimo ed angolato sin dai primi colpi, lo so, è difficile guardare altro, ma dovete fare uno sforzo, dovete andare oltre le risposte vincenti su servizi che, nella migliore delle ipotesi, dovrebbe essere già difficile mandare anche solo di là

andate oltre, andate verso il basso

i suoi piedi.

li vedete? vi sembra che si muovano come quelli degli altri esseri umani?

guardate meglio. ancora. ancora. ecco, avete visto?

sono sulla riga. sempre. non vanno indietro mai, M-A-I.

questa cosa non si può fare, chiedete al vostro maestro di Tennis, chiedete a Clerici: se la palla è vicino alla riga ti sposti all’indietro in modo da aprire e colpirla nel punto più consono alla sua parabola, un pò sotto la spalla

se siete fortissimi come Dogana la colpirete mentre sta ancora salendo, in modo che non abbia perso la sua forza cinetica, in modo da togliere tempo all’avversario.

ma è una cosa difficile che non si può fare su tutti i colpi. su tanti, se siete Dogana o Scozia. ma non su tutti.

guardate i piedi del corsaro: una linea retta a desta e a sinistra, eppure le sue aperture di diritto e rovescio sono immense, degli splendidi sbuffi ampi perfettamente curvilinei, come quelli che ti vengono usando qualche suite Adobe. apre le ali come una un’aquila e poco importa se la palla è appena rimbalzata a terra, se è in controbalzo pieno, di quelli che i Maldini bravissimi utilizzano spesso per tirare delle mine in porta su un rimpallo fortuito

due passi, parabola, spuff!

palla colpita piena, western di diritto e rovescio, top spin

questo ancor giovane pirata, signori, avrebbe colpito così anche le palle Maiorchine, quelle alte e pesanti che mandano in merda il mondo intero. Avrebbe sfruttato la loro potenza per mandarle di là velocemente, pesanti e angolate. In modo che dall’altra parte il suo avversario, a due metri dal fondo, avrebbe dovuto correre come un ossesso, sarebbe stato costretto a fare tutto in fretta.

e ne sarebbe stato felice. Avrebbe sentito un brivido inatteso nella schiena, un brivido magnifico e terribile: quello prodotto dallo scoprire che c’è tutto un mondo cattivo, là fuori.

impossibile dire come sarebbe finita. forse Maiorca avrebbe iniziato a tirare ancora più forte, più veloce. Forse i suoi capelli sarebbero diventati biondi e all’insù, e il suo cuore avrebbe iniziato a pompare elettroni e protoni invece di plasma e cellule.

in ogni caso sarebbe stata una partita da vedere con le lacrime agli occhi, le stesse che mi sono venute sulla palla break annullata dal pirata con risposta profonda e volèe angolata nel sette, seguita da smorzata successiva.

andò a finire nel libro di Gilbert, quella volèe, la Graf disse che saltò sugli spalti senza sapere ancora perchè, vedendola.

Andrè che va a rete su una palla break importantissima, spinto da un vento pirata. lui che ci andava poco e spesso male senti il vento, tirò su le ancore e si lasciò spingere.

io saltai in piedi urlando “SIIIII” a pugni stretti e con il battito cardiaco a livelli di guardia, nel 1999.

l’ho fatto ancora adesso, forse anche più forte.

Comunicazione di servizio

Per i distratti in ascolto che potrebbero essere interessati e perché faccio molto prima a dirlo qua che a cercarvi uno per uno: ho Holly (e un altro tizio oscuro) a casa fino a domenica, causa salone del mobile o qualcosa del genere. Io, in compenso, da domani a venerdì sono a Londra. Stasera, forse, li porto in giro per la Milano da bere. Nei prossimi giorni andate pure a trovarli e devastatemi casa. Nel fine settimana gradisco se qualcuno organizza cose, fatti & situazioni. A buon rendere.

Usenet Amarcord #12

Riprendo in mano una rubrica morta e sepolta da oltre un anno per chiudere una trilogia rimasta mestamente, ingiustamente, ingiustificabilmente aperta. La trilogia del curriculum, che nel mondo al di fuori di questo blog si era chiusa a giugno 2007 e che oggi trova compimento anche qui, per il piacere di chi l’aveva seguita su queste pagine e non nella sua sede originale. Per chi non sappia di cosa sto parlando, qui trovate la prima parte e qui la seconda. Senza averle lette, ve lo dico, non si capisce un cazzo di quanto segue. Leggerle, ve lo dico, è molto divertente.

Ah, ovviamente tutto questo non viene pubblicato oggi per caso: auguri, vecchio.

Quedex, 14 giugno 2007

teenage wasteland

Cane, io capisco che tu avevi una attività avviata.

un cospicuo numero di dipendenti, un datore di lavoro demente che adorava i tuoi servizi fotografici, una certa discrezionalità nel ricattaggio nei confronti delle giovani pulzelle

una inebriante sensazione di poter incutere sacro timore nei meschini scansafatiche che tu avresti certamente estirpato, guadagnandoti il giusto compenso.

perfino una macchina nuova

capisco che sia stato sgradevole il crollo con cui tutto è venuto giù, come neanche la torre di Sauron, tirandosi dietro dipendenti, fotoreportage, contratti pluriennali

il tutto per un rivolo di Glenlivet versato nel fiume fato

ma insomma, addirittura schiattare, mi pare una reazione eccessiva.

ora, se tu fossi morto un mercoledi mattina, di infarto, di overdose, di una delle tante cazzate disfunzionali che mettono fine alle peripezie della razza tutta, avrei accolto la notizia con distaccato disinteresse.

anzi, forse mi sarebbe dispiaciuto non essermi goduto i momenti della tua dipartita (contrattuale), che avrei certamente condito con un bel tot di prese per il culo

ma tu amico, sei morto la domenica pomeriggio, e ti ha trovato solo Grissom tre giorni dopo sfondando la porta, richiamato dal puzzo.

tu amico, sei morto durante la finale del Roland Garros.

è solo quando ho collegato il momento alla notizia, ho aggiunto il sale alle tequila, che sono scoppiato in un incontrollabile ROTFL, di fronte agli occhi un pò sdegnati dei colleghi.

ahahaha, amico, il Roland Garros.

ci ho pensato un pò prima di scrivere questo post. ci sono comprensibili motivi per cui non è granchè prendere per il culo lo schiattamento, anche quello di un solitario pezzo di merda come te.

poi però ho deciso di scriverlo. ho messo su Baba O’riley in loop e l’ho buttato giù perchè mi andava di farlo. mi andava di farlo prima di morire un qualsiasi mercoledi mattina.

comunque, se ti può essere di conforto, visti gli sviluppi vorrei poter cambiare qualcosa. tornare indietro quel tanto da poter modificare lievemente lo scorrere degli eventi.

la finale, insomma, la rigiocherei.

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Ok, questa volta per davvero

Un po’ più di dieci anni fa, il 6 marzo 1998, scrivevo il mio primo, impacciato, logorroico, illeggibile post su it.fan.studio-vit, dicendo scemenze su Starship Troopers e Alien Resurrection. Incidentalmente fu anche il mio primo post su Usenet in assoluto. Uhm, quindi direi il mio primo post in assoluto. Magari è la prima cosa che ho scritto in assoluto su Internet, vai a sapere. Mica me la ricordo, la prima e-mail che ho scritto.

Comunque, son passati dieci anni. E in questi dieci anni aver scritto quel post mi ha cambiato la vita. E penso, tutto sommato, che l’abbia cambiata anche a un po’ di altra gente. A qualcuno di più, a qualcuno di meno, ci mancherebbe. Ma insomma, son parecchie le cose che non sarebbero come sono e come sono state.

Un ricordino dei dieci anni sarebbe stato bello scriverlo il 6 marzo, perché la ricorrenza è la ricorrenza. Ma non l’ho fatto, e pazienza. Resta però il punto, quello vero, ed è che è tutto importante. Anche le virgole. Soprattutto le virgole.

Grifter, Stricchio, Holly, Nettuno, Sole, Luna, il Menne, il Della, il Dade, Dario, Nada, Zave, Marco Pisellonio, RuMiKa, Andrea Morsani, Cirillo, Mensola, Eva, Flx, Gizmo, Silenzi, Francesco Lauricella, Bakunin, Marco Calcaterra, la tessera del GOTTA (eat meat), Montag, Apecar, il Darko, Comi, Pingù, Miriam, Syb, Tigerlili, Skulz, il Maffo, Pisty, il Labbo, Quedex, Seppo, Roliffo, Paolone, Botto, Survia, ph, i patti Soros, Chinnico, Zx, AlbertOne, Zecca, Ciobby, alegalli, i quattro salti in padella e la gente che lavora seriamente, Spèrnova, Ualone, i siluri gli spari il gin lemon live e l’ultima notte a Gallipoli, Papero, Thespian, Tommasone, il Cardiologo Falconi, la sorella di Papero, il Radullennio e il vino rosso, hammer, le rom, stronzate, Antonella, (uno psicologo da) Nola, Schifilide, Toma, Grùspola, Brrr, Squillante, Sloppy Sue, The Bad, Tifa, Dan, Nightprowler, il fighetta pelato, Pelo, Ninotto, Arma-X, Cardo, Joshua, Cesare, Tex Willer, Nella, Eclisse, Tyl, Kevin, Silvietta, Alucard, l’Arcadia e il Sony Digital Disdick Sound, Candido Cannavò, Pero, Felina, Delu, Gazza e Suflo, Skalda, il Nonno, Francesco, Benedetta, (Vaffanculo) Branza, il WTT, Corfola, Zeit, Barbich, Torgano, Astromassi, il Dottore, Frig, il Ciara, il multitap e svariati pad, Paolo Vece, il perizoma leopardato e i mocassini di Luca Chichizola, Bovati, “Mi difendo con 1”, Beretta, Zurigo, l’Infermiere, Krapp, i due Batistuta, il Cobra, Savo e Biondo Inzaghi, Damon Albarn, Ramando (è ricchione), Babalot, Ghiwo, Pulmino, Coprofago, LZP, no_panic, Surgo, Jackie, Bob, Crush Override, Casta, Commando, sei al succo e hai vinto bene, Nadif, il gay pride e il G8, Viola, Avenger Dragon, la Fantafederazione e i Fantadrammi, Inki, il glenlivet, Wolverine, Chump, il Ciakka, Paolo Stinco, Viviana, Ronaldo Di Caprio, gli Arivo, Zapp, AlexBi, Luminal, Nimrod e tanta altra gente e tante altre cose che proprio non mi vengono in mente o con cui ho avuto a che fare grazie al fatto di aver scritto quel post ma per un qualche motivo non penso c’entrino con questo, di post. Che tanto poi è gente che non mi legge. E se mi legge comunque non si offende. E se si offende, beh, oh, vaffanculo, eh. E ho pure messo qualcuno e qualcosa che mi ero dimenticato, perché ero storto e in panne. E fate i bravi, su, che si fa quel che si può. Al limite, hahahah, mandatemi una protesta ufficiale, che vi aggiungo. 🙂

Che poi, diciamocelo, se dieci anni fa non avessi scritto quel post, ne avrei scritto un altro, e non sarebbe cambiato un cazzo. Però mi sembrava una puttanatina retorica carina.

E a proposito di retorica, se cliccate per “leggere tutto l’articolo”, potete ammirare un po’ di cose dalla variabile importanza, ordinate più o meno a cazzo di cane completo (e non è che qualcuno mi trova le foto dei raduni di capodanno e del secondo viaggio a Roma e di chissà che cazzo altro che non trovo più?).

Occhio, c’è roba che potreste non voler vedere.

Punto, a capo, lettera maiuscola.
E perché.

 

Usenet Amarcord #011


È dallo scorso aprile che non mi diletto nel recupero di materiale usenettaro da riciclare qua dentro. Salvo la rubrica da morte naturale con una roba che, oltretutto, proprio proprio “amarcord” non è, dato che risale a una settimana fa. Ma vale davvero la pena di condividerla con chi non segue it.fan.studio-vit. Prima di leggerla, però, fate un salto qui. È davvero necessario, e comunque si tratta di una breve, divertentissima e indispensabile premessa, prima di lasciare la parola a…

Quedex, 26 gennaio 2007

preparazione curriculum – Episodio II

si amico, lo so, nulla poteva andare storto.

non c’era proprio alcuna chance che tutto andasse a puttane. c’erano cose solide su cui tu, cazzo massimo, amico dei senatori, amministratore diddio, potevi contare.

perchè siamo qui a parlare allora? ma per celebrare quello che ne io, ne te, ne nessun altro poteva prevedere. per celebrare l’insondabile, l’inatteso, l’imprevedibile.

perchè certo io non arrivavo a immaginarlo. tu si, dici?

ahah, amico, almeno adesso, alla fine, evita di propormi questa sbobba del cazzo duro che controlla tutto. il manico del coltello, il legno del kalashnikov, ahahah, suvvia.

alla fine tutto è iniziato da una cazzata. una telefonata andata storta, uno scioperino di pezzenti che alzano la testa. il budget certo non se ne era accorto. non se ne era accorto nessuno, dai.

tu però l’hai presa male, malissimo. nei tuoi panni pure io. dico, sono cazzo massimo e questo barista dimmerda…

no, ma barista è formale, ci vorrebbe qualcosa di più alla mano. ecco, come al solito tu avevi trovato il nome giusto: ladro e scansafatiche.

certo ammettiamolo, che questa cosa fosse infestata da un pò di sfiga, dovevi capirlo un bel tot fa.

prima lo staff di avvocati che tira fuori questo cavillo di merda sui sindacalisti non trasferibili in culonia. poi la storia del cane.

ahah, si il cane serbo. buono quello. si appostava in mezzo alle siepi, dietro le colonne, armato di macchina fotografica, intento a sgamare l&s nel momento in cui ladrava e scansafaticava. solo questione di tempo, non c’era fretta.

cane d’altronde efficiente lo era. sgamava i receptionist che dimenticavano di registrare le zoccole, a tutto favore della pace interiore delle mogliettine. fotografava i lavapiatti che si facevano la partitina a carte nei tempi morti.

certo appena gli hai dato un pò di guinzaglio, cane si è allargato. i suggerimenti alle cameriere ventenni di essere carine con lui poteva evitarli. ma a te giustamente, cazzo te ne fotteva?

a ladro & scansafatiche il culo non poteva durare. lui e il suo amico cultura mongola (si dai, quello con “o bella ciao” come suoneria) avrebbero ripreso ad offrire la vodka alle hostess carine. avrebbero ingollato tequila e limone alzando a manetta il volume delle bang & olufsen, portando una vedova agli amici in occasione della finale.lo avrebbero fatto, e cane sarebbe stato li. anzi, hai comprato un’intera slitta a cane, che le ricostruzioni tridimensionali richiedono più macchine, più fotografi, più cani.

e certo non potevano preoccuparti gli scioperini. con cane che te ne segava due al mese, chi osava alzare la testa? nessuno ovviamente.

ed è qui, proprio mentre in cuffia parte l’attacco di knopfler, che è il momento di parlare di quello

di quello, quello da cui siamo partiti. l’imprevisto.

a trarti in inganno è stata la stanza dei bottoni. bella e efficiente, sembrava in cima al monte, ma in realtà controllava un pescetto scodazzante in una vasca più grande.

mettiamola così. la tua stanza controllava il pescetto alberghi. uno spunto nella vasca piena di pescioni tipo i giornali, le assicurazioni, le pubblicità. pescioni seri, insomma.

nel complesso, pescetto, era l’8% del vascone.

ora, modi di attirare l’attenzione dei pescioni non ce ne sono. ai pescioni da che mondo è mondo, non gli ne fotte un cazzo dei pescetti. hanno cose ben più importanti a cui pensare.

a meno che non bevano glenlivet.

eh si, mr 92%, chiamamolo così, beve glenlivet.

ahah, ma parliamone. quante erano le possibilità che mr 92% si sedesse davanti a ladro & scansafatiche? e che per caso rendesse nota la sua identità? minchia, neanche il superenalotto.

no aspetta, ahahah, aggiungiamo il fatto mr 92% si siede al banco nella settimana del macef, la più imbordellata dell’anno senza tema e che, inspiegabilmente, la hall sia vuota.

ora, l&s e il suo collega avrebbero potuto prendere la cosa dal lato sbagliato. mr 92% avrebbe ascoltato per un pò le acrobazie della slitta, e poi avrebbe inziato a dimenticarsi tutto. che da che mondo è mondo non c’è sguattero che non si lamenti del suo capo.

ma l&s e il collega la prendevano dal lato giusto. perchè insomma, il fatto che tu abbia segato le squadre degli ultimi due mesi perchè “non abbastanza chic” non è stata una furbata. e i prezzi delle camere decisi alla cazzo da te, che ci hanno resi vuoti durante la fiera più importante dell’anno, vogliamo dimenticarli?

ahah, le risate che ci siamo fatti parlando del rivestimento della fontana, fatto rifare da te tre volte perchè il colore, una volta messa l’acqua, non andava bene.

ora che ci penso, a ridere ero soprattutto io. mr 92% sembrava, come dire, crucciato.

ora, magari ai pescioni l’idea era già venuta da un pò, ma a me fa piacere pensare che l’ultima settimana, passata ad aspettarti sulla riva del fiume, sia anche un pò frutto del glenlivet.

e il fatto che tu non sia passato da solo, ma accompagnato dagli scatoloni ripieni delle ceramiche della fontana, del tek con cui avevi ricoperto la suite in cui vivevi da 15 anni, bè, ammetterai, rende il tutto più spassoso.

vogliamo parlare del fatto che in acqua non ci sei finito con classe? che alla sorgente del fiume ti hanno visto sbraitare tanto che hanno dovuto chiamare la sicurezza (si amico, quella da te assoldata per segarmi) per accompagnarti fuori?

(peraltro, cazzo massimo, la camera 420, la tua. quella con il plasma da 60″ e il quadro fatto da te, adesso la affittano come una camera qualsiasi. mi sa che a giorni la occupo io a prezzo pieno, giusto per lo sfizio di pisciarci, sul tuo quadro)

ahaha, amico, lo so. morto te ne arriverà un altro. il mondo è pieno di stronzi, e magari quello nuovo è pure peggio. chiuderà, venderà, mi sparerà, chissenefotte.

ammetto di avere già abbondantemente brindato al momento. tirando dentro un paio di hostess.

e si, la vodka era la tua.

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Usenet Amarcord #009


Mensola, 7 ottobre 2005

il nervoso, quello vero.

ore 19.45 scendo per andare in palestra.

avevo accomodato portafoglio + chiavi della macchina su una sedia in salone (per chi è stato qui a bulciago, quella prima della cucina)
non ci sono.

boh, avrò lasciato tutto in macchina, penso.
scendo, la macchina è chiusa.

porco

risalgo, faccio il giro della casa, sopra e sotto.
niente.

ok, riepilogo mentalmente il contenuto del portafoglio:
– 500 € e spiccioli abbondanti, che dovevo rinnovare l’abbonamento in palestra e piscina (http://www.wetlife.net/ fico)
– un’altra settantina di € in marche da bollo
– patente
– carta d’identità
– codice fiscale
– tesserino dell’ordine
– tesserino associazione ex alpini ricordo del mio vecchio, valore affettivo inestimabile
– un paio di cedolini di raccomandate spedite stamante
– bancomat
– postepay
– tessera magnetica della palestra e piscina di cui sopra

la convinzione è che qualcuno sia salito e senza farsi sgamare mi abbia sottratto il tutto.
già successe nella casa vecchia, rubarono il mio portafoglio e un orologio a mio pa’, quindi ci può stare

chiamo mamma, la quale conferma che il portafoglio era sulla sedia.
lei non l’ha toccato.

il fegato.
cioè, alla fine i soldi vabbè ti spiace e ti girano assai, ma son fungibili
ma la sbatta per tutte le carte e le patenti e i tesserini e tutto quanto si può solo definire ingestibile

sto giro non si gestisce
non si può, proprio fuori portata.

e le chiavi della macchina.
qualche figlio di puttana ha le chiavi della mia macchina.
già vaneggio di non andare mai più a dormire, perchè lo stronzo ritornerà a finire il suo lavoro.

ritornerà, si.
e io sarò li ad aspettarlo, con in mano il fucile più grosso della brianza (lo sparanegri di cui si legge in rumble tumble di lansdale), e alle mie spalle una squadra di picchiatori albanesi che conosco per taluni motivi e saprei come contattare alla bisogna (e non sto scherzando)
scendo subito a togliere il telecomando del cancello dalla macchina, e penso veramente di organizzare la vendetta.

la follia mi abbandona per un momento: il tutto manca di logica.
razionalizzo

in zona portafoglio c’erano delle cose di argento di mia mamma.
sul tavolino due banconote da 50, che sono ancora lì.
sulla mensola di fianco alla tele una trentina fra giochi e dvd.
console e cuffie.

non può essere.

nel pomeriggio è passata mia sorella.
col bimbo, di tre anni e rotti.
l’altra bimbetta è stata qui tutto il giorno, lei ha caricato l’altro all’asilo e si è fermata qui a prenderla, è appena andata via.

la chiamo e non risponde

porco

riprovo dopo 10 minuti
risponde
sta facendo il bagno alle creature

– uè nat, scusa, hai per caso toccato il mio portafoglio?
– no, figurati, perchè?
– (perchè il cazzo) perchè non lo trovo

………………….

pausa

senza dirmi nulla, ha già capito

“davide, hai preso le chaivi dello zio?”
“si”
“anche il portafoglio”
“si”
“e dove li hai messi”
“li ho messi nella macchinina”

razionalizzo

ora

lo stronzetto ha una macchinetta tipo pedali con il sedile che si alza e rivela un vano oggetti, solo senza pedali, alimentata a spinta.

è qui dai suoi nonni da sempre.

e per sempre, intendo che non un solo fottuto minuto di un fottuto giorno mandato in terra da dio, da quando è nelle sue disponibilità, quella macchinetta non è stata qui.

quella macchinetta è mia, perdio.
è un elemento di arredamento.
non so quante volte ci ho inciampato di notte.

stasera, quel piccolo rottinculo ha voluto portarla a casa.

il bastardo ha messo il portafoglio e le chiavi nel vano, coprendoli con una qualche cazzata delle sue.

non l’ha mai portata a casa sua.

MAI

stasera ha piantato un circo che nemmeno il medrano la notte di capodanno, e alla fine mamma e nonna hanno ceduto.

il sacchetto di merda se l’è portata a casa.

a casa sua, a monza, senza fiatare, il negro.

facendo lo gnorri.

ma lui sapeva di avermi fottuto.

faccia di cazzo.

ho passato tre quarti d’ora a consumarmi il fegato.

se mi prendono i 5 minuti gli faccio causa per danni morali, al nano.
nono, non ai genitori, a lui, cazzo.

gli pignoro un 5° della paghetta.

in collegio, perdio.

anzi, accademia militare, lo stronzo.

ma no, che dico.
giustizia medievale, è opportuna in tali casi

ora scendo e gli faccio sparire un po’ della cazzate che ha in giro.

ma perchè solo un po’?

tutto, amico, ti butto via t u t t o.

la soddisfazione maggiore sarà buttari per strada le cose che ti ho regalato io.

la moto di valentino
il cazzo di arepoporto da 26 euro.
la fattoria degli animali. oh, si, quella ti piace vero?

e che mi dici del libro di pinocchio.
del MIO libro di pinocchio.

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Usenet Amarcord #008


Il 21 febbraio 2000 un simpatico camionista decide di non rispettare una precedenza. Un simpatico diciottenne di nome Marco “Chump” Bosio ne paga le conseguenze. Con questo messaggio comunico la cosa su it.fan.studio-vit, comunità di cui Chump faceva un po’ parte. Passa circa una settimana e, dopo il funerale, butto fuori una cofana di pensieri sconnessi, sempre sul vit. Roba che a rileggerla oggi mette un po’ di tenerezza, oltre che di tristezza. Due anni dopo, un altro ricordo. Adesso, di anni, ne son passati sei, e ogni tanto, nonostante comunque fosse una persona che conoscevo poco, mi viene in mente. E quindi ciao, zarretto.

Usenet Amarcord #007


Appuntamento anomalo con la rubrica Usenet Amarcord.
Questa volta non propongo post o discussioni particolari, ma stralci da anni di post di un certo barista. Notizie e spettegules dal fantastico mondo del calcio parcheggiato in albergo.
Così, a caso, senza un filo logico e sicuramente con una cronologia del tutto sballata. Da prendere come vengono, nella speranza di non essermi dimenticato cose fondamentali.
(Ah, le parti in corsivo sono pezzi di messaggi a cui il nostro eroe rispondeva)

dato che la Juve ha perso il campionato il campionato è regolare
se invece l’avesse vinto sarebbe stato irregolare e lo scudetto rubato
ciò è la palese dimostrazione che un campionato è regolare solo quando la juve non lo vince

davvero?
ok, ecco perchè i giocatori della lazio, insieme a quelli della samp e della fiorentina, si fanno SISTEMATICAMENTE delle belle trasfusioni di sangue il giorno prima della partita
il loro stesso sangue, per inciso
è una forma di doping vietata, se non erro

come mi pare sia vietato corrompere gli arbitri, ma da noi si regalano lettori dvd portatili e l’inter fc invia delle belle troie russe nella notte del sabato (voto alle troie 9)

un pò di anni fa Zenga venne omaggiato di una porsche gialla da parte della squadra avversaria

ah, per non parlare di qulla volta che Moggi si mise ad urlare al telefono ad un cronista della gazzetta che dare voti bassi a tal giocatore della juve, in fase di vendita, voleva dire autolimitarsi a scrivere per il corriere dell’oratorio di biella

oddio, perfino il fantacalcio è sballato…sigh

Moggi: “La juve non ha mai preso contatto con l’inter per Vieri”
due sere prima stava urlando al telefono perchè la trattativa era lunga ed il prezzo troppo alto

Su Moggi:
“cioè, io ti trovo un posto alla gazzetta e tu mi dai 4 ad un giocatore che ho appena messo sul mercato? vedi di far diventare quel 4 un 6 prima di andare in stampa o tu non scriverai più nemmeno per il giornale della parrocchia”

“sig. Collina come sta? è sempre un piacere avere lei come arbitro. per lei e i suoi collaboratori ho lasciato un piccolo omaggio alla reception, e buon lavoro!”
(il piccolo omaggio erano tre videocamere digitali della sharp)

ma non dite che lo fa solo lui, vogliamo parlare dell’hi fi verticale b&o lasciato dalla roma?

tutto di fronte a tutti?

senza preoccuparsi eccessivamente, diciamo

lascia i pacchetti ai portieri da consegnare, spesso dettando cosa scrivere sul biglietto
più frequentemente parla direttamente con i vari personaggi, al bar, comodo e rilassato.

in realtà gira talmente tanta roba (intendo regali, donne) intorno a giocatori, organizzatori, arbitri, procuratori che è difficile capire cosa è un regalo lecito e cosa non lo è

tra sponsor, squadre che cercano contratti e fan arriva un pò di tutto. vieri ad esempio riceveva abitudinalmente dei pacchi immensi dalla virgin con dentro qualche centinanio di cd. Vieri cazzo aveva a che fare con la Virgin? magari c’era andato due volte, e questi per una foto da esporre lo sommergevano di musica, talmente tanta che dopo un pò la lasciava a noi, finchè quelli della virgin hanno capito che si era rotto

e poi i procuratori si siedono davanti ad un tavolo, snocciolano milioni al telefonino, fanno dei “regaloni” (roba hi tec, ma anche auto!) per ingraziarsi il giocatore di turno. nessuno chiede “ma tu hai regalato della roba ad un arbitro” perchè tutti quelli coinvolti nel giro lo fanno, gli arbitri dovrebbero rifiutare un regalo dallo sponsor della juve? non credo, dato che tanto l’inter farà lo stesso.

cmq è gente molto bella. arbitri e giocatori sono quelli che producono, intorno a loro c’è un mondo di parassiti che vive di percentuale o di briciole

questi si scannano, esattamente come i malavitosi intorno al bottino

detto questo non credo che il campionato sia “deciso” a tavolino. ma solo perchè questa gente sa che è meglio non rompere il giocattolino.

Oggi ho servito cappuccino o caffé a:

Pelè
Altobelli
J. M. Pfaff (Heineken alle 10.20 AM)
Platini
Tardelli
Oriali
Beckembauer
Matthaus con una bruna le cui forme sono prova palese dell’esistenza di Dio
Il terzino tedesco che ha fatto gol in finale con l’argentina

di minore levatura:
Bierhoff
Maldini jr
Simone
Vieri + velina
Ronaldo
Albertini
Portiere francese di colore che non so il nome
Frey

fauna varia di assoluta levatura morale:
M. Mosca
Moggi, che ha gentilmente fatto trovare il conto strappato sul tavolo e se ne è andato senza pagare come sempre
Callendo
Skleranikova
Biscardi
Cantante dei Simply Red
Quarantenne ricciolo che fa le interviste su italia 1, simpatico come il virus dell’hiv

Curiosità: alle ore 14.50 uno dei tedeschi ha puntato verso il bar trascinandosi 200-250 tifosi assetati
alle 15.50 erano state finite
8 casse Heineken
6 casse Becks
6 casse Bud
6 casse Peroni
si continuava vendendo nastro azzurro in lattine calde, che i tedeschi bevevano con nonchalance

Curiosità2: nella camera 616 american express e ford hanno impilato nr. 50 PS2 e 50 copie FIFA 2001 PSOne da consegnare come gentile omaggio ai dirigenti invitati a vedere la partita

per gli altri una maglietta con su scritto “welcome to the final”

Curiosità3: Matthaus è indubbiamente il più simpatico ed educato dei VIP insieme ad un ragazzo che oggi allo stadio si veste da orsetto facendo “wheee wheee”

Curiosità4: verso le 11 AM una signora bionda lamentava la scomparsa della figlioletta, quindi non posso escludere la presenza di Gizmo in incognito

è tutto, grazie per l’ascolto

ieri ho avuto il piacere di vedere la partita della juve a fianco di Cosmi e combriccola varia

vedere le partite di calcio vicino a chi lo gioca ad altissimo livello è istruttivo, si possono raccogliere le perle di saggezza di chi ha l’occhio tecnico e conosce le dinamiche dell’azione in ogni particolare

thuram (si scrive così?) si ritrova una palla appena decente davanti alla porta, la stoppa alla grande ma fa una roba sbilenca a metà tra un cross e un tiro in tribuna

Serse “ma tu guarda che puttanata che ha fatto sto coglione, questo sotto rete è veramente un africano”

(nella combriccola ci sono dei tizi moretti, ma a occhio sembrano brasiliani)

ad un certo punto arriva una palla alta vicino all’area piccola che del piero appoggia in maniera poco decisa verso un compagno, anticipato tranquillamente dal portiere, mi pare

io dico al mio collega “ma era un tiro o un passaggio?”

mi risponde direttamente Serse: “ci fosse stato un qualsiasi altro giocatore la metteva in porta, ma che cazzo vuoi che faccia quel frocetto di testa, salta due centimetri e un cazzo”

non che la settimana prima quell’altro, malesani, fosse meglio eh. lui faceva i commenti tipo bar sport “‘sti juventini fanno i falli e poi protestano, solo capaci di rubare”

tornate a casa e vi trovate ronaldo in salotto.
cosa fate e perché.

gli chiedo cosa ne pensa la sua giovane mogliettina di tutte le troie russe e bionde che si porta in hotel

mi ricordo del caso Ronaldo che andò con una da 100 milioni a colpo.

ma per favore, se stiamo parlando della tipa brasiliana che Ronaldo “non conosceva perchè era un bravo marito” era sì oscenamente figa, ma veniva intorno ai due milioni a botta, non di più
peraltro la tipa se ne fotteva e girava per la camera spesso totalmente ignuda. bei tempi.

l’allenatore del messina guardando la partita della juve con i giocatori ha detto che ibrahimovic con il destro fa le acrobazie, ma con il sinistro non è proprio capace, e non ci prova nemmeno

“quindi se vi fate saltare siete doppiamente stronzi. avete solo un piede da curare”

zio, che dici, sono cazzate?

ieri ho portato la colazione alla ragazza (moglie?) di morfeo

scopabile assai

assomiglia alla salerno, ma magra e giovane

giusto oggi parlavo con un collega di quanto sia diversissima la gestione dei giocatori tra le varie squadre.

palermo, ascoli, messina, lazio, lecce: i giocatori fanno un pò quello che cazzo gli pare. sono in piedi tardi il giorno prima del match, bevono i crodini e gli amari, magnano patatine e robaccia

udinese e chievo: i giocatori stanno abbastanza schisci, magari una nocciolina o un tostino di nascosto, ma se li sgama cosmi partono gli urlacci

juve: nessuno si azzarda a fiatare, se sulle direttive c’è scritto di non fiatare. e tutti in camera alle 10.30

Tizio sconosciuto con completino cravatta-giacca-lazio: “mi raccomando, anche se ve lo chiedono non servite nulla ai giocatori”

Quedex: “certamente”

ore 8.30

Mancini: “mi raccomando, ai giocatori potete dare solo il caffe dopo pranzo”

Quedex: “certamente”

ore 12.30

Mihajlovic: “vorrei un bottiglia di champagne”

Quedex: “ma…”

Mihajlovic: “voglio una bottiglia di champagne”

Quedex “certamente”

non la vuole servita nella sua camera, la 328, ma alla 623. spingo il carrello con il sois glas e vedo, dalle porte aperte delle 621-622 che sono le camere dei massaggi.

entro e Sinisa solleva lo schienale della panca in modo da stare seduto.
apro lo champagne e gli passo un flute, lui sorseggia lentamente. il massaggiatore continua alacre.

“aaahhh. metti sul conto della squadra”

quest’uomo titolare a fantacalcio per sempre 🙂

immagine del giorno: Altobelli in completo di chic che usa un palmare tocchettando con il pennino.

La tormenta di neve.

è ancora fresca dai, anche se ti circonda la macchina riuscirai ad uscire

o meglio ci riuscirai se hai una macchina decente. la mia 106 è uscita subito, la matis del mio collega facchino anche

se hai il ferrari no. il ferrari si impantana con 10 cm di neve. se sei un’extracomunitario brasiliano con il ferrari sei veramente nella merda, anzi nella neve.

meno male che ci sono i civili baristi italiani a darti una mano a spingere. certo, visto che tu non fai altro che far slittare le ruote (larghe un fottio, aggiungerei) ad un certo punto ti ritroverai anche tu a spingere la macchina lasciando in folle.

peraltro, non vorrei dirlo, ma tra me e l’extracomunitario cristone quello che spingeva di più ero CERTAMENTE io.

ah, rotfl, i giocatori dell’ascoli che dalle finestre ti prendono per il culo “dai che dormi in macchina stanotte!”

Usenet Amarcord #006


Quedex, 15 giugno 2005

preparazione curriculum

ahahahahahahahah! (per inciso, probabilmente di tutto ciò non ve ne fregherà un cazzo, siete avvisati)

vi stanno sul cazzo le autorità di destra in genere? fate i sindacalisti, ci si tolgono delle soddisfasiòn

qualche giorno fa hanno trasferito un mio collega di peso in un altro hotel della catena, in culonia.

ora, solitemente sono un sindacalista pessimo. invece di difendere a spada tratta sfanculo i lavoratori a cui vengono contestati fatti sostanzialmente motivati. i premi di produzione poi…bè io li darei solo a chi produce.

in questo caso però il barista trasferito era un gran lavoratore. pure simpatico. l’azienda ha scelto lui a casaccio.

la cosa mi irrita per cui, oltre a spedire l’interessato dal giusto avvocato, scrivo un comunicatino dai toni banfosi stile ifsv. “il rispetto verso le persone, bla bla”

il comunicatino piace, fin troppo. mi informano al telefono che dopo averlo letto 90 dei 100 dipendenti hanno fatto 8 ore di sciopero “per solidarietà”. capi barman inclusi. rotfl.

oggi, mentre sto producendo dei vaporosi caffe shakerati, arriva il direttore con aria un pò preoccupata e mi passa il cordless.

dall’altra parte c’è il proprietario della catena nonchè di tre quotidiani nazionali, finanziatore massimo di forza italia in toscana. passato alle cronache per avere stretto accordi diretti con il berlusca, per avere litigato con beppe grillo durante il meeting sulla comunicazione (di cui era organizzatore) e per avere insultato albertini di recente per qualche pucciacca riguardante la Scala.

egli mi chiede se sono io ad avere scritto il comunicato.

rispondo, cercando di fare il simpatico “si sono, io, piace anche a lei la mia prosa?”

l’esimio (mai conosciuto di persona) non la prende bene ed inizia ad insultarmi dicendomi che, se faccio il sindacalista, sono certamente uno scansafatiche ed un ladro.

la cosa mi coglie così di sopresa che scoppio clamorosamente a ridere. ora, di solito sono io quello che alza la voce troppo nelle discussioni, ma qui il tizio è così incazzato e la situazioni così surreale che non riesco a fare altro che ridere.

dall’altra parte il tizio inzia ad urlare che io devo stare zitto zitto zitto, non devo permettermi di ridere mai, che se parla lui la gente deve tacere.

mi rendo conto mentre urla che la schiuma dei miei caffè si sta assotigliando. vedo le due ragazze che aspettano al tavolo e mollo la cornetta sul banco senza staccare. il vassoio oscilla un pò perchè sto ancora ridazzando un pò sguaiatamente. le ragazze mi guardano perplesse.

sento la voce del tizio forte e stridula mentre urla “torni qui!” anche quando sono a 6-7 metri.

ritorno al banco e chiudo la comunicazione, ormai dall’altra parte si stanno raggiungendo gli ultrasuoni.

rotfl, anvedi che spasso, ‘sti uomini forti di destra.

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Usenet Amarcord #005


Quedex, 11 marzo 2001

si sposa

eh si, lunedi si sposa

ma è una cosa bella no?

e poi domani abbraccio Silvietta e la tristezza passa subito

ma vuoi mettere? adesso conosco lo spirito di Vegeta, e in primavera avrò finito la casa

e allora bovati verrà a fraggare, e dopo aver fraggato andremo al Saloon e troveremo il Della, il Gran Visir e Dario ed io offrirò tequila a tutti

e se sull’apple cinema da 22″ ci piazzo anche qualche bel platform non è improbabile che pure il Maderna, Chinnico ed un botto di altra gente passi di lì

e come quando avevo vent’anni prenderò la bici alle 6 del mattino e andrò al lavoro con il freddo

e se anche nulla di tutto questo avverrà ci sarà qualcosa di altrettanto meraviglioso

magari la canzone che sto ascoltando adesso

magari una cosa che nemmeno immagino

a Place Vendome, mentre correvo sotto la pioggia tenendole la mano giravamo come in un valzer
tutto ci faceva da orchestra
c’era tutta quella materia che rende magnifiche le poesie
c’era tutta la felicità della vita, in un solo punto

bisogna fare soltanto una cosa importante
se fallisci quella non serve a nulla farne altre nel modo giusto

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