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Kong: Skull Island

 

Kong: Skull Island è una risposta a tutti quelli che si lamentavano perché in Godzilla e/o Pacific Rim la trama faceva cagare e/o non si vedevano abbastanza mostri impegnati a pestarsi duro. Intendiamoci, io quei due film li ho amati e non ho mai concordato con quelle lamentele, ma le lamentele c’erano e Kong: Skull Island vi risponde nella maniera più cafona e arrogante possibile, quasi a livello di trollata. Abbiamo infatti qui un film in cui ci sono più mostri che si menano di più ma la trama fa ancora più cagare. Così vediamo se quando vi lamentavate della trama eravate seri o tanto alla fine il punto erano i mostri. E il risultato è un film brutto, stupido, secondo me pure abbastanza noioso, con dei personaggi “scritti” in una maniera tale che è meglio metterci le virgolette. Però è anche un film che si fa prendere in simpatia perché è pieno di mostri enormi che si menano, perché almeno un paio delle sequenze coi mostri enormi che fan casino sono proprio belle e perché tutto quell’omaggiare Apocalypse Now è talmente impacciato da fare tenerezza e meritarsi una carezza. Bisogna accontentarsi, insomma.

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The Spectacular Now

The Spectacular Now è il terzo film di James Ponsoldt ed è il terzo film in cui questo giovane (oddio, giovane, ha un anno meno di me, ma insomma, appunto, giovane) e bravissimo regista americano affronta il tema dell’alcolismo, ogni volta secondo un punto di vista differente. Dopo la terza età del Nick Nolte di Off the Black e l’adulta Mary Elizabeth Winstead del bellissimo Smashed, tocca all’adolescente Miles Teller, in uno splendido, piccolo, divertente, commovente film, che ha strappato al fotofinish il titolo di “mio film preferito del 2013 fra quelli che nel 2013 non sono usciti in Italia” a Snowpiercer e merita tutta l’attenzione di questo mondo e di quell’altro. Non so quando arriverà dalle vostre parti ma ci penso io a ricordarvelo.

I pregi di The Spectacular Now stanno quasi tutti nella naturalezza del racconto, dei dialoghi, dei personaggi, degli attori. Sembra di essere lì, accanto a loro, al fianco di persone che si limitano a vivere il momento finale di quella bolla di sapone che sono gli anni della scuola superiore. Non ci sono le carinerie e i bizzarri virtuosismi pop che ci si aspetta da un certo cinema indipendente americano, non c’è l’approccio un po’ comico, sopra le righe, con personaggi dalla battuta sempre pronta, di (deliziosi, eh!) film come Mean Girls o Easy A, non ci sono avvenimenti iper melodrammatici o tragiche rivoluzioni. C’è solo la delicata, ammirevole leggerezza con cui vengono raccontate le vicende di due persone normali e di chi vive loro attorno, in una maniera semplice, naturale, che mi ha un po’ ricordato una certa narrativa dagli occhi a mandorla, i fumetti più riusciti di Mitsuru Adachi, quel film coi ragazzini giapponesi che andavano in bicicletta che ho visto a una qualche rassegna di tanti anni fa e mai mi ricorderò come s’intitolava.

In The Spectacular Now c’è semplicemente uno spaccato di vita adolescenziale, fra due ragazzi che si incontrano, si divertono, iniziano a conoscersi e vedono nascere una fortissima amicizia, o forse qualcosa di più. C’è magari qualche cliché, ma raccontato in quella maniera – ancora – così naturale che ti ricorda come in fondo la maggior parte dei cliché siano figli della realtà. C’è anche qualche fuga dal cliché, perché la ex di turno non è la solita stronza invidiosa e insopportabile, ma semplicemente una ragazza con cui le cose, oltre un certo punto, non hanno funzionato. C’è soprattutto un ritratto adorabile del rapporto fra due persone, che si evolve in maniera credibile, parte dal nulla, diventa “qualcosa” e lascia poi spazio agli inevitabili problemi, tirando fuori una svolta per molti versi annunciata ma, anche qui, messa in piedi con grande bravura e delicatezza. Per un bel po’ non si capisce neanche troppo bene dove il film voglia andare a parare, ma lo si guarda comunque rapiti, perché troppo riuscita è la rappresentazione di quello spaccato di vita. Poi la svolta arriva, anche abbastanza annunciata, ma pure lei perfetta per tempi, semplicità e soprattutto interpretazioni.

Miles Teller e ancora di più Shailene Woodley sono semplicemente pazzeschi. Non c’è altro modo di descriverli. La naturalezza (sempre lei) con cui vivono sullo schermo e rappresentano due persone normali alle prese con faccende normali in una normale cittadina di provincia americana è ipnotica. Loro due da soli prendono in mano il film e ci fanno quello che vogliono. E tu sei lì che guardi e non te ne capaciti. L’unico momento in cui riesci a staccarti brevemente dai loro occhi, dai loro gesti, dalla loro voce, è quello in cui si presenta sullo schermo Kyle Chandler, in un ruolo una volta tanto diverso da quelli che interpreta di solito (sostanzialmente opposto), efficacissimo per quella manciata di minuti che gli vengono dedicati. E poi si torna a osservare quelle due persone che ci raccontano la loro vita.

N.B.
Uno che non sapeva nulla di questo film, tipicamente, dopo aver letto questo post, va a vedersi il trailer. Non fatelo, è brutto e antipatico, non rende l’idea. Se mi fossi basato solo sul trailer, e non anche su qualche recensione letta in giro, probabilmente non sarei andato a vederlo.

Fra l’altro è uno degli ultimi film recensiti da Roger Ebert, fa parte della manciata di recensioni uscite postume, cosa che m’ha messo addosso un po’ di magone, quando me ne sono reso conto. Comunque, per The Spectacular Now non sembra essere ancora prevista una distribuzione italiana. I due precedenti film di Ponsoldt sono entrambi usciti dalle nostre parti, direttamente in DVD, quindi c’è speranza. Sottolineo, però, che tanto, ma veramente tanto delle interpretazioni, della loro forza e della loro naturalezza, con un doppiaggio, per quanto ben fatto, si perderà per forza.