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Soldado

L’idea di realizzare un seguito per Sicario è allo stesso tempo surreale e perfetta. Surreale perché, onestamente, nel campionato dei sequel di cui non si sentiva il bisogno, sta parecchio in alto. Perfetta perché l’immaginario tratteggiato da Sheridan e Villeneuve era talmente potente e suggestivo che è comprensibile il desiderio di sfruttarlo per farci altro. E infatti, “altro” è proprio quello che Soldado fa, rinunciando al punto di vista “umano” di Emily Blunt per concentrarsi sulle figure di Josh Brolin e Benicio Del Toro, che nel primo film erano allo stesso tempo fondamentali ma sfuggenti, appena accennate. Più che un vero seguito, insomma, Soldado è quasi forse uno spin-off, che del resto cambia molti nomi fondamentali (oltre ad Emily Blunt, via anche Denis Villeneuve, Roger Deakins e Johann Johannsson), conservando però il word processor di Taylor Sheridan e la sua passione per il western contemporaneo camuffato da thriller.

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Arrival

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Arrival è, assieme a Manchester by the Sea, il mio film preferito del 2016. Forse, pistola alla tempia, devo ammettere che ho preferito Manchester by the Sea, ma insomma, sono sfumature, e comunque preferirei non arrivarci, alla pistola alla tempia. In Italia escono entrambi nel 2017, quindi saranno probabilmente anche i miei film preferiti del 2017, magari assieme a La La Land, l’ultimo del trio per cui avevo aspettative completamente ingestibili, quello che, se le soddisfa pure lui, mi farà probabilmente dare di matto, perché a quel punto cosa potrò chiedere, ancora, al 2017? Ma intanto Arrival arriva questa settimana ed è un film meraviglioso, scritto, diretto e interpretato da gente fuori dalla grazia di Dio, che affronta un tema fantascientifico in maniera tanto rigorosa quanto profondamente umana, affascina con il suo incredibile matrimonio di suoni e immagini, strazia con le sue svolte narrative e, casomai uno fosse preoccupato per Blade Runner 2049, ti lascia addosso una placida serenità sull’argomento. Poi, certo, può comunque venir fuori una schifezza ma, per dire, se fosse bello anche solo la metà di Arrival, sarebbe comunque un ottimo seguito. Sì, Arrival mi è piaciuto così tanto. E siccome (tanto quanto Manchester by the Sea, vedi la coincidenza) fa parte del club “Madonna quanto è stato bello andare a vederlo senza saperne una fava, al di là degli ottimi nomi coinvolti e del fatto che se ne parlava benissimo”, chiuderò in questa maniera il più lungo del solito paragrafo iniziale. In Arrival ci sono gli alieni e il film si incentra su Amy Adams e compagni che provano a capire come comunicare con loro. È bellissimo, è bellissima, sono tutti bravissimi, volate al cinema.

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Sicario

Sicario (USA, 2015)
di Denis Villeneuve
con Emily Blunt, Josh Brolin, Benicio Del Toro

Quest’anno, per qualche motivo, è scattato il momento della guerra alla droga in tutte le forme. Prima Don Winslow ha tirato fuori The Cartel, discreta bombetta seguito di quella bombona che fu dieci anni fa Il potere del cane, poi è arrivato Narcos su Netflix e quindi Sicario al cinema. Come mai capitano queste convergenze? Vai a sapere, ma di certo non ci si lamenta, vista la qualità media (alta) e visto che l’argomento è parecchio interessante, oltre che meno frequentato di quanto si potrebbe pensare. Sicario, poi, ha dalla sua diversi aspetti notevoli, al di là del fatto di essere un film girato benissimo, con un lavoro pazzesco sulla fotografia e degli attori tutti uno meglio dell’altro. Che son tutte cose che non si buttano.

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