I magnifici 7

Progetto inseguito a lungo e finalmente centrato da parte del fanatico di western Antoine Fuqua, il suo I magnifici 7 è un remake che sulla carta poteva mirare più alto di numerosi altri: c’è un cast senza dubbio molto azzeccato e, per una volta, con un minimo di star power; c’è un regista solido, anche se con solo un grande film alle spalle; ci sono temi interessanti e che risultano particolarmente attuali. C’erano, insomma, le basi per tirare fuori perlomeno qualcosa di buono, se non di veramente grosso. E almeno in parte Fuqua ci riesce, perché il suo è un film divertente, ben confezionato, con un immaginario visivo che omaggia i classici, dei personaggi accattivanti e delle scene d’azione efficaci. Il che è ben più di quel che si può dire per tanti altri tentativi paragonabili, ma gli manca comunque quella scintilla in più e di certo gli sfuggono la carica del classico omonimo di John Sturges e la profondità dell’originale I sette samurai di Akira Kurosawa.

Continua a leggere I magnifici 7

Annunci

Ben-Hur

Lo sapete, vero, qual è il problema di tutti ‘sti remake moderni mediocri? È che non hanno senso! Ma non perché non abbia senso rifare un vecchio film: quella, di suo, non è un’operazione necessariamente sbagliata e ci ha regalato alcuni capolavori che conoscete benissimo e non starò a menzionare, oltre a qualche filmetto piuttosto riuscito. Non hanno senso perché giocano al ribasso. Prendono film che hanno fatto la storia (anche) grazie a cast eccellenti, ad attori dal carisma fuori misura, a registi dalla personalità infinita, e li mettono in mano a mestieranti senz’arte né parte, li affidano ad attori di poco conto, li condannano alla mediocrità. E poi, sì, certo, nei rari casi in cui prendono registi teoricamente promettenti, li seppelliscono tagliando loro le gambe a livello creativo. È soprattutto questo che fa incazzare, specie poi se pensi a quei due o tre capolavori di remake a cui accennavo prima e che no, non ho intenzione di menzionare.

Continua a leggere Ben-Hur

The Infiltrator

outcast-cover-blank-copy

The Infiltrator racconta una storia che abbiamo visto al cinema mille volte, lo fa in maniera dignitosa ma senza appiccicarci nulla di nuovo o particolarmente riuscito. È un film medio sull’impresa di un agente federale che arriva ad infiltrarsi nei rami più periferici del cartello di Medellin, piazzando una retata non indifferente, e sopravvive per raccontare la sua storia nel canonico libro di memorie, poi per l’appunto diventato un film. Uno dei tanti. La solita roba, insomma, con una manciata di qualità che che potrebbero farlo emergere dalle nebbie del suo essere medio ma riescono al massimo a renderlo simpatico, degno di una visione in quelle settimane che non offrono altro d’interessante in sala, in TV, in streaming o dove caspita vi capiterà di beccarlo.

Continua a leggere The Infiltrator

L’ultimo (quasi) anno a fumetti di giopep

Ammazza, oh, uno si distrae un attimo e quasi passa un anno. L’ultima volta che ho pubblicato un post di questa pseudo serie era il 7 ottobre del 2015. E il bello è che in tutto questo tempo non ho mica smesso di appuntarmi le cose che leggevo e dimenticarmi poi completamente come fossero. Ad ogni modo, ho smaltito il cumulo di roba che stava sul comodino, mi sono fatto una lunga sessione di letture su Marvel Unlimited (più o meno un anno di produzione in zona 2010, con dentro Siege, The Heroic Age, Second Coming, Death of Spider-Man, Curse of the Mutants, The Thanos Imperative, Chaos War e, boh, magari altre saghe che non mi vengono in mente), a breve ho intenzione di andare a brasare la carta di credito in fumetteria: direi che è il momento giusto per riordinare questo post e pubblicarlo. Tanto interessa solo a me.

Continua a leggere L’ultimo (quasi) anno a fumetti di giopep

Blair Witch

Io suppongo che Adam Wingard e Simon Barrett siano dei grossi, grossissimi fan di The Blair Witch Project, altrimenti non si spiega. Come fai, arrivando da due gioielli di creatività, due espressioni di gran talento o comunque – banalmente – due robe dalla forte personalità come You’re NextThe Guest, a volerti infilare nel remake/seguito/reboot di quel film lì? Diciassette anni dopo? Con almeno dieci anni di ritardo rispetto a quando avrebbe forse davvero avuto senso farlo? Lo fai perché sei un fan e l’occasione di divertirti con quel materiale ti sembra troppo grossa, suppongo. Magari anche perché vuoi misurarti con il filone del found footage, anche se, ehi, pure per fare quello che vuole misurarsi col filone del found footage il tempo mi sembra onestamente essere scaduto. Insomma, io voglio crederci, che ci fossero davvero dell’estro creativo e un senso, dietro a questa decisione. Però si fa fatica. Specie quando poi vai a vedere che i loro prossimi due film sono l’adattamento di Death Note (già in postproduzione) e il remake di I Saw the Devil. Oh, magari saranno bellissimi, però, che ci posso fare, a me un po’ dispiace. Ma sto divagando.

Continua a leggere Blair Witch

Elvis & Nixon

Il 21 dicembre del 1970, un Elvis Presley a carriera sostanzialmente finita ma ancora all’apice del suo star power si presentò nello studio ovale per farsi una chiacchierata col presidente Richard Nixon e chiedere che gli venisse concesso un distintivo da agente federale speciale. Aveva deciso, o forse era convinto di aver deciso, di volersi dedicare all’attività sotto copertura per difendere la torta di mele dalla droga, dal comunismo e dalla deriva più becera della musica rock. O qualcosa del genere. La foto che i due scattarono assieme è una tra le più famose d’America e le vicende che condussero il Re alla Casa Bianca, assieme ovviamente a quell’incontro chiuso agli occhi e alle orecchie di tutti, compongono la storia raccontata da Elvis & Nixon.

Continua a leggere Elvis & Nixon

Hell or High Water

Hell or High Water è il nuovo film di David Mackenzie, regista inglese in attività da oltre due decenni e che un paio d’anni fa ha sostanzialmente lanciato la carriera internazionale di Jack O’Connell con l’ottimo Starred Up. Ma è anche il secondo lavoro da sceneggiatore di Taylor Sheridan, attore pure lui attivo da metà anni Novanta che si è improvvisamente rilanciato come autore firmando Sicario, ha già scritto e diretto il suo esordio da regista (Wind River, arriva l’anno prossimo) e ha in produzione Soldado, pseudo seguito di Sicario che farà esordire il nostro Stefano Sollima a Hollywood. Aggiungiamoci Jeff Bridges versione texas ranger ruvido e polveroso che si mastica le parole mentre battibecca col suo partner Gil Birmingham e un Chris Pine e un Ben Foster in formissima come protagonisti e ci sono tutti gli ingredienti per aspettarsi la bomba che in effetti questa specie di western/poliziesco/noir/heist movie è.

Continua a leggere Hell or High Water

Vi presento Toni Erdmann

Toni Erdmann è un film delizioso, delicato, divertente e toccante in quella maniera tutta asciutta, ma insistita, un po’ lurida e sbracata che è propria del cinema europeo. È un film ambizioso, che riesce nell’impresa di far ridere, riflettere e (quasi) commuovere senza stancare un attimo per centosessantadue minuti che volano via come se fossero novanta. E non ti spieghi neanche come sia possibile che siano volati via così in fretta, perché non è che hai passato quelle tre ore scarse ridendo tutto il tempo, lasciandoti trascinare da una storia appassionante, facendoti travolgere da un ritmo serrato. No, anzi, si tratta di un film pacatissimo, che non usa mezza nota musicale per cercare di spingere il sentimento e che racconta la sua storia in maniera asciutta e lineare.

Continua a leggere Vi presento Toni Erdmann

Trafficanti

Trafficanti si ispira a un articolo (The Stoner Arms Dealers: How Two American Kids Became Big-Time Weapons Traders, firmato da Guy Lawson per Rolling Stone nel 2011), che racconta la storia di David Packouz ed Efraim Diveroli, improvvisatisi trafficanti d’armi e capaci, sgomitando in maniera non del tutto legale, di conquistare uno fra gli appalti più ambiti offerti dal governo statunitense. Questa storia viene raccontata da Todd Phillips, che tutti noi conosciamo come il cantore dei rincoglioniti a stelle e strisce (Road Trip, Old School, Starsky & Hutch, Parto col folle, la trilogia di Una notte da leoni) ma che, e in questo lo conosciamo probabilmente molto meno, a inizio carriera era un documentarista underground molto apprezzato. Questa sua doppia anima d’autore, sulla carta, lo rende adatto ad inserirsi nel filone sempre più popolare dei film di denuncia che la buttano anche sul ridere.

Continua a leggere Trafficanti