Archivi tag: Netflix

Castlevania – Stagione 1

Più passano gli anni e più, in questo triste mondo dell’entertainment tarato su misura dei fan scassamaroni, si fa largo l’idea che nell’adattare un’opera conti solo ed esclusivamente un presunto “rispetto dell’originale”. È quel modo di pensare secondo cui avere un Uomo-Ragno fedele al personaggio dei fumetti sia più importante di avere un Uomo-Ragno protagonista di un bel film (non è una frecciata a Spider-Man: Homecoming, che non ho ancora visto ma pare essere delizioso). È, se lo chiedete a me, un modo di pensare cancerogeno, che fa solo danni, ed è, sempre se lo chiedete a me, l’unico modo in cui è possibile ritenere che il Castlevania di Netflix sia per il momento molto più che mediocre, nonostante un paio di elementi azzeccati e l’impressione che possa solo migliorare. E se non lo chiedete a me, beh, che ci fate qua?

Continua a leggere Castlevania – Stagione 1

Annunci

Love – Stagione 2

Tradizionalmente, le commedie televisive incentrate su una storia d’amore tendono a giocare per settimane, mesi, anni, sul “Si metteranno assieme o no?”, con un tira e molla infinito che fa da meccanismo di base per lo sviluppo (esile) del racconto e per molti dei tormentoni umoristici. E in fondo è quello che, in una certa misura, fa anche Lovesick, una serie abbastanza fuori dagli schemi sotto alcuni aspetti ma di certo non in questo. Ultimamente, però, si sono viste diverse serie TV che hanno scelto una strada diversa, facendo accoppiare fin da subito, o quasi, i loro protagonisti e dedicandosi poi a raccontare l’evoluzione del rapporto. È quel che fanno due gioielli come You’re the WorstCatastrophe ed è veramente il cuore di quel che Love voleva essere fin dall’inizio.

Continua a leggere Love – Stagione 2

Poi non dite che non vi ho avvisati: The Infiltrator

L’altro giorno è spuntato sul Netflix italiano The Infiltrator, un film su gente che si infiltra nel cartello della droga e ne esce profondamente segnata nel cuore, nella mente, nello spirito e nelle palle. Io l’ho visto al cinema qua a Parigi qualche tempo fa e ne ho scritto a questo indirizzo qui. Long story short: caruccio, stragiavistissimo, Bryan Cranston bravo da far paura. A tal proposito, mi raccomando la lingua originale, fate i bravi!

Esplosione di logorrea fin dal titolo nello scrivere di alcune cose fumettare che ho visto quest’anno e di cui non ho mai scritto ma sulle quali mi esprimo ora, sicuramente fuori tempo massimo, perché, insomma, qua sul blog è abbastanza una tradizione e quindi perché no?

Il 2016 è forse l’anno in cui non arrivo a dire di essermi rotto i coglioni dei film e telefilm di supereroi, ma ho comunque affrontato quel giro di boa dopo il quale non sempre l’amore per i fumetti riesce a farmi concentrare sul bicchiere mezzo pieno. Ci riesco ancora, eh, contro tutto e tutti, e non mi è chiarissimo in base a cosa ci riesca o meno (a naso: mi sa che inizio a non tollerare più chi si piglia troppo sul serio quando va in giro in mutandoni), ma mamma mia che rottura di coglioni che è stata la seconda stagione di Daredevil e quanto, a qualche mese di distanza, fatico ad averne un buon ricordo. Poi, per carità, già la prima, pur trovandola molto bella, non mi ha fatto impazzire e strappare i capelli come è accaduto a tanti altri, ma insomma, era comunque su tutt’altro livello. Qua, invece, un rotolare di maroni quasi ininterrotto, con qualche momento di reale bellezza a mettere un freno qui e lì.

Continua a leggere Esplosione di logorrea fin dal titolo nello scrivere di alcune cose fumettare che ho visto quest’anno e di cui non ho mai scritto ma sulle quali mi esprimo ora, sicuramente fuori tempo massimo, perché, insomma, qua sul blog è abbastanza una tradizione e quindi perché no?

Poi non dite che non vi ho avvisati: Hell or High Water

E insomma, Hell or High Water è arrivato in Italia senza passare dal via, per direttissima su Netflix. È un po’ un peccato, perché quei bei paesaggi sparati verso l’infinito texano, in sala, fanno la loro porca figura, ma insomma, meglio che niente. Io l’ho visto al cinema, qua a Parigi, un paio di mesi fa e ne ho scritto a questo indirizzo qui.

Poi non dite che non vi ho avvisati: The Spectacular Now

Dunque, nei giorni scorsi si è manifestata su Netflix (fronte italiano) una valanga e mezzo di roba. In mezzo a quella valanga e mezzo di roba, ci sono anche un po’ di film che non mi pare fossero mai arrivati prima in Italia. Tipo Laggies, che hanno ribattezzato Dimmi quando ed è carino, anche se non al livello di alcuni precedenti di Lynn Shelton (tipo Your Sister’s Sister). Ma la cosa importante è che ci hanno messo pure The Spectacular Now, un film bellissimo, il mio film preferitissimo del 2013 e, a questo punto, direi anche il mio film preferitissimo del 2016. Lo vidi, per l’appunto, nel 2013 e ne scrissi a questo indirizzo qui. Guardatevelo. È un ordine.

Lovesick (Scrotal Recall) – Serie 1

Scrotal Recall è una piccola sitcom britannica, creata da tale Tom Edge, girata in quel di Glasgow e trasmessa in origine da Channel 4. Racconta di Dylan (Johnny Flynn), a cui viene diagnosticata la clamidia e che decide di andare a contattare tutte le donne con cui ha fatto sesso per avvisarle che potrebbero essere state contagiate. Attorno a lui ruotano Luke (Daniel Ings), suo migliore amico e uomo dalle doti di sciupafemmine non indifferenti, ed Evie (Antonia Thomas, la Alisha di Misfits), amica di lunga data che ha sempre avuto una cotta per Dylan ma non l’ha mai confessato. Una struttura semplice e tradizionale, insomma, basata su una bizzarra idea di partenza, che da un certo punto di vista potrebbe ricordare quella bomba comica che fu il mai troppo lodato My Name is Earl.

Continua a leggere Lovesick (Scrotal Recall) – Serie 1

Deathgasm

Ve li ricordate i bei tempi in cui Peter Jackson non si era ancora perso nei suoi deliri fantasy digitali ma era un pazzo furioso, esordiente o poco più, che divertiva il mondo con i suoi piccoli, deliranti film horror demenziali? Dai, se siete dei vecchietti come me (e avete un minimo di amore per il cinema horror, toh)  non potete esservene dimenticati, anche considerando che ogni volta che esce un horror neozelandese che la butta sul ridere non si può proprio fare a meno di ricordare i bei tempi in cui Peter Jackson faceva lo scemo. E chi sono io per sforzarmi di non citarlo? Nessuno. Quindi, diciamolo chiaro: Deathgasm è il nuovo esponente nella grande tradizione degli horror comici tutti scemi neozelandesi, fatti di matte risate, storie assurde, gag cretinissime, zero spaventi, sangue e budella come se piovessero. Ed è uno spacco.

Continua a leggere Deathgasm

Flaked – Stagione 1

Flaked è un po’ il riassunto di quello che per me è ormai diventato lo stereotipo delle serie prodotte da Netflix: interessanti, di personalità, con aspetti riusciti, ma spesso goffe a livello strutturale, incapaci di gestire a dovere la libertà di tempi e modi concessa dal contesto produttivo, prede di una logorrea che fa loro solo male. Poi, certo, è una visione un po’ forzata e parziale, fosse anche solo perché sono ben lungi dall’aver visto tutto quel che è stato prodotto dal servizio di streaming americano, ma che ci posso fare, tende a valere per tutto quel che seguo. Anche nelle serie più riuscite, anche in quelle che più mi convincono, ci trovo sempre questo problema di gestione sbagliata dei tempi, tanto nelle singole puntate quanto nella visione d’insieme delle stagioni. No, non è vero, mi sa che in Love questo problema non ce l’ho trovato. Il che tra l’altro è paradossale, considerando che di solito Judd Apatow è sinonimo di logorrea. Ma insomma, non sottilizziamo, altrimenti devo cancellare tutto ‘sto paragrafo e non so da dove cominciare.
Continua a leggere Flaked – Stagione 1

Penny Dreadful – Stagione 3

La terza stagione di Penny Dreadful, tanto vale dirlo subito, non è complessivamente all’altezza delle prime due. Intendiamoci, ha dei momenti altissimi, Un filo d’erba è fra le migliori puntate della serie in assoluto (come del resto lo sono state anche negli anni scorsi quelle dedicate al passato di Vanessa Ives), nonché il momento in cui la stagione finalmente decolla per non fermarsi più, e la serie si conclude in maniera coerente e azzeccata. Però manca quella pazzesca costanza qualitativa forse irripetibile dei primi due anni. Per dirne una, la puntata iniziale è davvero goffa nello svolgere il suo lavoro di “Dove eravamo rimasti?” e anche le due successive, prima appunto del decollo segnato dalla quarta, sono lente, fumose, affaticate nello stare dietro ai vari personaggi. Inoltre, l’impressione è che quell’equilibrio così delicato, e così perfetto nei primi due anni, fra melodramma, natura macchiettistica della premessa e strizzatine d’occhio, non venga qui sempre raggiunto, con momenti davvero poco riusciti. È proprio il tirare di gomito che, secondo me, diventa troppo forte e sottolineato, si fa un po’ prendere la mano e perde la sorprendente eleganza degli anni passati. Però, ehi, sto anche un po’ cercando il pelo nell’uovo.

Continua a leggere Penny Dreadful – Stagione 3