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Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick

In the Heart of the Sea (USA, 2015)
di Ron Howard
con Chris Hemsworth, Benjamin Walker, Cillian Murphy

Heart of the Sea è un adattamento del libro omonimo che racconta la storia della baleniera Essex, attaccata e affondata da un capodoglio in pieno Oceano Pacifico nel 1820. Sono le vicende che hanno ispirato Herman Melvillle nella scrittura di Moby Dick e infatti la storia viene messa in scena inserita in una cornice, nella quale un sopravvissuto al disastro racconta i fatti al giovane scrittore. Proprio la cornice è forse la zavorra più invadente nel limitare la piena riuscita del film, appiccicata lì solo per esplicitare l’aggancio alla balena più famosa della storia, impacciata nel modo in cui prova ad aumentare le aspettative e dannosa nella scrittura quando finisce per raccontare troppo a parole, senza lasciare che siano le immagini a farlo (un esempio su tutti: l’evoluzione nel rapporto fra i due protagonisti). All’interno della cornice, però, si trova un film d’avventura non particolarmente originale, senza dubbio con dei problemi, ma abbastanza riuscito, godibile e non poi così distante dal celebratissimo Rush.

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Il codice Da Vinci


The Da Vinci Code (USA, 2006)
di
Ron Howard
con
Tom Hanks, Audrey Tatou, Ian McKellen, Jean Reno, Paul Bettany, Alfred Molina, Jurgen Prochnow

Se prendi un sacco per la pattumiera, lo riempi di frutta marcia, latte scaduto e cibo avariato, lo chiudi non troppo bene e lo appoggi sul balcone esposto al sole, dopo un po’ di giorni è molto probabile che puzzi parecchio e sia pieno di vermi. Se a quel punto lo apri, togli un po’ di scatolette e barattoli vuoti per far posto e prima di richiuderlo ci caghi dentro, beh, difficilmente smetterà di puzzare. Ed è probabile che i vermi non si infastidiscano troppo per la merda.

Il codice Da Vinci cinematografico è un ottimo adattamento del mediocre libro da cui è tratto. La sceneggiatura di Akiva Goldsman tralascia (soprattutto nella prima parte) qualche episodio e ne modifica (soprattutto nella seconda parte) qualcun altro, ma nel complesso riassume molto bene il “quid” del libro.

E infatti i difetti sono gli stessi, a partire dal colossale turbine di cazzate su cui si fonda l’intreccio, proseguendo con una scrittura piatta, didascalica, logorroica e prevedibile e giungendo infine alla massacrante assenza di ritmo della seconda metà di film. Ron Howard ci prova anche, a metterci del suo, ma il materiale è indifendibile e non concede scampo.

Di buono nel film c’è che si è scelto di sorvolare su alcune fra le fesserie più impresentabili del libro e che anche per questo la sua struttura ripetitiva e monocorde emerge meno. Di non altrettanto buono c’è un’impressione di tirato via nell’adattamento delle sequenze iniziali e una pesantezza se possibile ancora più marcata del segmento centrale, quello più “divulgativo”. Di pessimo c’è il fatto di dover vedere un attore delizioso come Ian McKellen sprecato in roba del genere.

Dan Brown, devi bruciare all’inferno, e con te tutti gli stronzi – me compreso – che ti hanno dato dei soldi per questa merdata.