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Justice League

Le cose inaspettate. Justice League è riuscito, per brevi attimi, a titillarmi quello spirito da bimbo nerd che si gasa davanti ai supereroi che fanno cose sul grande schermo. È una sensazione che ho menzionato varie volte nelle mie chiacchierate per iscritto, durante questi anni di gente che si mena in pigiama al cinema, ma che negli ultimi tempi di overdose, assuefazione e placida abitudine, si era persa come lacrime nella pioggia. E invece, chissà come mai, su quell’ingresso in scena di Wonder Woman che sgomina i terroristi, con Gal Gadot che si muove potente, divina, velocissima, parando proiettili coi polsini come neanche Lynda Carter poteva sognarsi di fare, m’ha colto il brividino. Mi sono proprio gasato. Certo, è stato l’unico momento capace di colpirmi in questa maniera, nonostante – vado a spanne – un’oretta delle due che compongono il film sia dedicata alle scazzottate superpotenti, ma insomma, meglio che niente. E, in questo senso, quello del gasamento “basso”, sensoriale, stupido e incontrollabile, tocca dedicare una menzione d’onore a Danny Elfman, che non butta completamente nel cesso il lavoro fatto da Hans Zimmer e Rupert Gregson-Williams nei film precedenti ma firma coi guanti da forno (campane in ogni dove!) e infila il suo vecchio tema di Batman ogni volta che può (e omaggia anche il Superman di John Williams, seppur in maniera molto timida). Che cicci.

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La settimana a fumetti di giopep – 26/08/2007

Novità
Tezuka secondo me *****
Questo si merita un post a parte, in arrivo a breve.

Y: The Last Man #9: “Motherland” (L.O.) *****
Giunte ormai al nono volume, le vicende dell’ultimo (o quasi) uomo rimasto sulla Terra continuano a non mostrare evidenti segni di cedimento e rimangono anzi una fra le letture più piacevoli sulla piazza. Si respira forse solo quella tipica aria da “ci siamo quasi”, ed è proprio evidente, se penso che quando ho letto il paperback ancora non sapevo di avere fra le mani il penultimo ciclo narrativo (o terzultimo, insomma, del resto mancan dodici numeri). Brian K. Vaughn getta sul tavolo le sue ultime carte e prepara le pedine per il ciclo finale, che si preannuncia esplosivo, vuoi per i tanti misteri da risolvere (ma avremo davvero tutte le risposte?), vuoi perché in ogni caso la curiosità di scoprire dove si voglia andare a parare è ormai quasi insopprimibile.

Antiquariato
Aquaman #13/14 (L.O.) ***
Due episodi di transizione, a fare da raccordo fra Rick Veitch e John Ostrander. Molto, davvero molto riuscito e ben scritto il primo, sulle vicende di una famiglia in pericolo di vita nel bel mezzo di una furiosa tempesta, decisamente meno gustoso il secondo, impacciato riassunto delle puntate precedenti.

Aquaman: American Tidal (L.O.) *****
Impressionante quanto una manciata di episodi scritti da Will Pfeifer riescano a cancellare per intensità, ritmo, potenza dei temi trattati l’intero ciclo di Rick Veitch. American Tidal è una gran bella storia, che inizia col botto e prosegue in un gran crescendo, senza aver bisogno di supercattivi da combattere o di colpi di scena stravolgenti. Racconta semplicemente di bei personaggi messi in una situazione di estrema crisi e di temi importanti trattati con gusto. E si concede anche il lusso di buttare lì un buon punto di partenza per sviluppi futuri. Complimenti a Pfeifer e complimenti a Patrick Gleason, che sembra un po’ un clone di Doug Mahnke, ma funziona molto bene.

Aquaman #21/31 (L.O.) ****
Cambiano gli sceneggiatori (da Pfeifer a Ostrander e poi Arcudi), ma non l’eccellente modo in cui i semi gettati da Pfeifer in American Tidal vengono fatti germogliare. San Diego si è ritrovata improvvisamente sepolta sotto tonnellate d’acqua oceanica e gli abitanti stanno affrontando la loro nuova condizione di vita. Con fra le palle Aquaman, una lunga serie di loschi personaggi che vogliono inzupparcisi e l’ovvia degenerazione a cui la natura umana ci costringe sempre (o perlomeno questo sembrano pensare gli sceneggiatori del mondo intero: mai che vada tutto liscio, in un ambiente ristretto popolato da uomini!)

Steampunk #6/12 (L.O.) ***
Con questo secondo atto di una trilogia poi rimasta incompiuta, Steampunk continua a non convincermi fino in fondo. E francamente fatico a cogliere davvero il motivo: i disegni di Chris Bachalo sono come sempre splendidi, la narrazione non ingrana subito, ma quando parte ha un gran bel ritmo, il mondo fantastico c’è ed è ben caratterizzato e i misteri sono intriganti. Forse mancano un po’ di carisma i personaggi, o forse non è proprio il mio genere di storia, effettivamente troppo contorta nello stile narrativo. Di certo, sono in buona compagnia.

The Flash: Rogue War (L.O.) ****
Geoff Johns e Howard Porter chiudono la loro gestione col botto, tirando le fila di tutti i discorsi lasciati in sospeso e regalando una storia avvincente, tiratissima, ricca di colpi di scena, affascinante nel modo in cui sviluppa la psiche dei vari personaggi e soprattutto strapiena di cattivissimi che si prendono a ceffoni e vogliono fare il culo a Flash. Spettacolare, tesa, ricca d’azione e divertente per gli sviluppi dei paradossi temporali. Promossa.

The Flash #226/230 (L.O.) **
Una chiusura indecente per una serie gloriosa. Meno male che poi han cambiato idea.

Wonder Woman: The Bronze Doors (L.O.) ***
Ultima saga “indipendente” di Rucka prima del definitivo tuffo nel turbine di crossover legati a Infinite Crisis, The Bronze Doors mi ha lasciato un po’ addosso un’impressione di tirato via, di “chiudiamo tutto come si riesce che poi bisogna pensare ad altro”. Ma del resto è un po’ tutta la gestione Rucka che, pur valida, piacevolissima da leggere, con momenti davvero riusciti, mi sembra non riuscire mai a sbocciare davvero, a sfruttare fino in fondo il grosso potenziale che mostra.

La settimana a fumetti di giopep – 18/08/2007

Novità
Invincible: My Favorite Martian (L.O.) *****
Da poco meno di quattro anni il miglior fumetto di supereroi sulla piazza (e, incidentalmente, uno dei migliori fumetti seriali punto e basta) non è Marvel e non è DC. Fresco, divertente, appassionante sulla singola storia e nell’intreccio a lungo respiro, Invincible è un vero gioiello. Robert Kirkman, a parer mio, continua a dare il meglio sulle sue creazioni e la coppia Invincible/The Walking Dead è davvero qualcosa che tutti dovrebbero leggere.

Sakura Wars #1/3 ***
Questa roba non fa più per me.

Antiquariato
Aquaman: The Waterbearer (L.O.) ***
Aquaman #6/12 (L.O.) ***
L’anno di Rick Veitch su Aquaman, pur basato su un paio di idee interessanti e su un immaginario fantastico affascinante, mi è parso un po’ poco incisivo. Il ritmo è altalenante, il cattivo non è male, ma è decisamente sottosfruttato e i colpi di scena sono abbastanza telefonati, per quanto ben raccontati. Insomma, un prodotto decoroso, ma tutt’altro che entusiasmante.

The Flash: Ignition (L.O.) ****
The Flash: The Secret of Barry Allen (L.O.) ****
Continua alla grande il notevole ciclo di Geoff Johns su Flash. Lunghe trame ad ampio respiro, intense e drammatiche, raccontate con gusto, passione e un senso del ritmo strepitoso. E The Secret of Barry Allen è forse una delle poche cose davvero buone generate da Identity Crisis.

X-Men – Gli anni d’oro #10/13 ***
Mettendo a posto nel caos mi son ritrovato fra le mani gli ultimi quattro volumi delle ristampe pre seconda genesi, ancora intonsi dai tempi dell’acquisto. Li ho letti e mi sono gustato una serie di storie arcaice e incartapecorite, fascinose nella loro ingenua lentezza, ancora capaci di stupire con quei toni assurdamente esasperati e quei disegni evocativi. E in più c’è un giovanissimo Barry Windsor-Smith che fa spudoratamente il verso a Jack Kirby!

La settimana a fumetti di giopep – 11/08/2007

Novità
Bestia #3/4 **
Non ho più l’età per le tette al vento di Ikegami.

Buffy The Vampire Slayer Season 8 #1/4 – “The Long Way Home” (L.O.) ***
Perché i fumetti basati su film o telefilm devono essere, nella maggior parte dei casi, disegnati di merda? Perché, anche quando non sono disegnati completamente di merda, le facce dei personaggi “ricalcate” su quelle degli attori riescono ad essere comunque inguardabili? La risposta non la so, ma questa ottava stagione di Buffy fatica a uscire dallo stereotipo: George Jeantys fa un lavoro complessivamente decoroso, ma mostra evidente imbarazzo nel tratteggiare i volti dei personaggi “noti”. Per fortuna la storia si lascia leggere e fa il suo dovere nel gettare carne sul fuoco per avviare l’intreccio, anche se in tutta franchezza non mi ha entusiasmato. Vedremo come si evolveranno le cose.

Buffy The Vampire Slayer Season 8 #5 – “The Chain” (L.O.) **
Maldestro tentativo di realizzare un intenso episodio autoconclusivo, fallito probabilmente per i limiti imposti delle ventidue pagine. Bah, dal prossimo numero arriva l’ottimo Brian K.Vaughan, speriamo che la serie ingrani per davvero.

Getter Saga #8 ***
Mazzate, robottoni, mostri giganti, melodramma spinto e azione a getto continuo. La solita lettura prevedibilmente appassionante.

Ghost Rider: Circolo vizioso **
Daniel Way eredita il nuovo Ghost Rider da Garth Ennis e prova a portarlo avanti sugli stessi binari di sarcastico e autoironico melodrammone demoniaco. La mia impressione è che funzioni poco e il rimpianto per il caro vecchio Danny Ketch degli anni Novanta è ulteriormente acuito dalle matite di Mark Texeira.

Nuove storie della vecchia Palomar #1 ***
Torna la cara vecchia Palomar e tornano le sue malinconiche, divertenti, appassionanti e commoventi storie di vita vissuta. Gustandomi questa come al solito gradevolissima manciata di pagine, mi è un po’ mancata quella bella sensazione di ampio respiro dei migliori volumi di Love & Rockets, ma l’atmosfera rimane quella dei bei tempi. Ne voglio ancora.

Punisher/Bullseye: Tiro al bersaglio ***
A quanto pare Daniel Way è diventato il supplente ufficiale di Garth Ennis. Beh, sul Punitore – magari anche per i soliti deliziosi disegni di Steve Dillon – funziona decisamente meglio. Entrambe le storie (nella seconda delle quali, comunque, il Punitore fa giusto un’apparizione) sono divertenti e riuscite. Forse un po’ troppo cazzara la prima, davvero gustosa e appassionante la seconda. Nel complesso un volume decisamente piacevole.

Antiquariato
Cable & Deadpool #1/34 (L.O.) ***/****
Non siamo, lo ribadisco, ai livelli del delirante serial anni Novanta di Joe Kelly e Ed McGuinnes, ma questo Cable & Deadpool a tratti riesce davvero a tirare fuori l’esilarante spirito iconoclasta e dissacrante dei bei tempi. Il mix fra i due personaggi funziona abbastanza, ma il serial regala i suoi momenti migliori quando tralascia l’improbabile crociata di Cable e si concentra sulle cazzate sparate a raffica da Deadpool. Peccato per la mancanza di un disegnatore fisso, e per una qualità generale molto altalenante, ma gli archi narrativi più riusciti (per esempio “A Murder in Paradise”) sono davvero un piacere da leggere.

The Flash: Blitz (L.O.) ****
Splendida saga dedicata alla rinascita del nemico per eccellenza di Flash. Appassionante, drammatica, ricca di azione e colpi di scena. Geoff Johns al suo meglio.