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Gli episodi pilota Amazon di marzo 2017

Una decina di giorni fa, Amazon ha buttato fuori un’altra manciata di episodi pilota, adottando un mix che vede tre possibili serie con puntate da mezz’ora e due da un’oretta. Il metodo di gestione della cosa è il solito, di cui riciclo spiegazione dai post dedicati in passato all’argomento: gli episodi pilota vengono resi disponibili per la visione e chiunque può andare a votare sul sito secondo una serie di parametri. In linea teorica, Amazon decide se mettere in produzione questa o quella serie anche in base ai voti. Il criterio di lettura del feedback, però, non è solo di natura quantitativa e possono per esempio decidere di produrre una serie se sono particolarmente interessati alla fascia di pubblico che sembra averla apprezzata maggiormente (dovrebbe essere andata bene o male così con Transparent).

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Poi non dite che non vi ho avvisati: Crisis in Six Scenes

Se non ho capito male, oggi dovrebbe manifestarsi sull’Amazon Prime Video italiano Crisis in Six Scenes, la serie TV di Woody Allen che inizia con Woody Allen che afferma una cosa tipo “Ma sai che me ne frega a me, l’ho fatto perché pagavano bene” e in effetti ti dà poi l’impressione che sia proprio così. Ne ho scritto mesi fa, a questo indirizzo qua.

One Mississippi

 

Io di come funzioni con Amazon Prime Video in Italia non ho ancora un’idea molto chiara, ma mi pare di capire che venerdì scorso si sia manifestata  anche lì la prima stagione di quella robetta deliziosa che è One Mississippi, e quindi perché non scrivere due righe al riguardo? Scriviamole! One Mississippi è una creatura di Tig Notaro, che per quanto mi riguarda è “Quella che in Transparent era l’ex moglie di quell’altra” e “Toh, vedo su Wikipedia che era in In a World… ma non me la ricordo”, ma ha soprattutto alle spalle una lunga carriera da comedian di qua e di là. Questa, però, è la prima serie televisiva realmente sua, co-creata assieme a Diablo Cody dopo essere passata per la prova dell’Amazon Pilot Season e già rinnovata per una seconda stagione. Ed è un oggetto bellissimo, incluso nel gruppone di quelle serie TV che si spacciano per commedie ma poi, fra un sorrisone e l’altro, ti fanno passare quasi tutto il tempo con la fronte corrucciata e la pupilla umida.

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Crisis in Six Scenes

Woody Allen si è avvicinato al mondo delle serie TV perché Amazon gli ha offerto un sacco di soldi per saltare la procedura tradizionale dell’episodio pilota e fare un po’ quel che voleva. Non sapeva in cosa stava andando a infilarsi, non aveva particolare dimestichezza col mezzo e non era neanche mosso da voglia smodata di cimentarcisi in maniera aperta e onesta, anzi, l’impresa non gli ha donato alcuna gioia, al punto che non glie ne frega nulla di sapere se la gente apprezza il risultato. Sono parole sue, eh: Amazon gli ha fatto un’offerta che non poteva rifiutare. E, per sicurezza, Allen lo ripete a chiare lettere anche in una delle prime scene di Crisis in Six Scenes, quando il suo personaggio, uno scrittore e sceneggiatore frustrato, ammette di aver accettato un incarico in televisione solo perché lo pagavano bene. Insomma, è tutto un mettere le mani avanti.

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Fleabag

Se cerchi la parola fleabag su Urban Dictionary, trovi un sacco di definizioni non proprio lusinghiere, talvolta accompagnate da aggettivi vagamente scurrili, che potremmo riassumere con uno slancio di generosità in “Persona dal comportamento discutibile”. Ma Fleabag è anche il titolo di un altro bellissimo tassello nel mosaico di serie televisive recenti da mezz’ora o giù di lì, commedie che sotto lo strato di risate piazzano dei contenuti tosti, intensi, profondamente umani, che sanno lasciarti lì di sasso mentre stai ridendo come un coglione.  È una sorta di adattamento televisivo che Phoebe Waller-Bridge ha tratto dal suo monologo teatrale, a sua volta nato da uno sketch di dieci minuti partorito per scommessa. Ed è una delizia esilarante e lancinante, adorabile, imperdibile.

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Gli episodi pilota Amazon di agosto 2016

La scorsa settimana Amazon ha gettato in pasto al mondo un nuovo tris di episodi pilota, secondo una formula lievemente diversa dal solito: questa volta si tratta solo di (possibili) serie comiche, mentre le nuove serie “drama” verranno messe alla prova a settembre. Per il resto, il metodo è sempre quello, e infatti mi riciclo buona parte di quanto segue dall’ultima volta: gli iscritti (tedeschi, britannici e statunitensi) al servizio Amazon Instant Video, sezione Amazon Prime, possono guardarsi gli episodi pilota, ma tutti possono andare poi a votare sul sito secondo una serie di parametri. In linea teorica, Amazon decide se mettere in produzione questa o quella serie anche in base ai voti. Il criterio di lettura del feedback, però, non è solo di natura quantitativa e possono per esempio decidere di produrre una serie se sono particolarmente interessati alla fascia di pubblico che sembra averla apprezzata maggiormente (dovrebbe essere andata bene o male così con Transparent).

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Gli episodi pilota Amazon di giugno 2016

È in corso in questi giorni l’ennesima edizione della Amazon Pilot Season. Come funziona? Amazon rende disponibili per gli iscritti (tedeschi, britannici e statunitensi) al suo servizio Amazon Instant Video, sezione Amazon Prime, una manciata di episodi pilota per possibili future serie TV. Puoi guardarteli (o non guardarteli) e andare poi a votare sul sito secondo una serie di parametri. In linea teorica, Amazon decide se mettere in produzione questa o quella serie anche in base ai voti. Il criterio di lettura del feedback, però, non è solo di natura quantitativa e possono per esempio decidere di produrre una serie se sono particolarmente interessati alla fascia di pubblico che sembra averla apprezzata maggiormente (dovrebbe essere andata bene o male così con Transparent).

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Transparent – Stagione 2

Nel 2014, Transparent si è manifestato su Amazon Instant Video e ha subito fatto da spartiacque fra un prima e un dopo ben netti per il servizio di streaming della grande A, purtroppo a oggi ancora disponibile solo in USA, Gran Bretagna e Germania. Svariati riconoscimenti di critica e pubblico dopo, con in saccoccia anche la conquista di premi prestigiosi, la serie di Jill Soloway si è presentata all’appuntamento del secondo anno forte di altri dieci episodi coraggiosi, ricchi, profondi, delicati e molto poco intenzionati ad adagiarsi sui trionfi passati. La seconda stagione di Transparent, che Sky inizia a trasmettere questa sera, due puntate alla volta, su Sky Mario HD, è infatti decisamente ambiziosa, e magari proprio per questo non c’entra il bersaglio con la stessa precisione della prima, ma rimane una fra le cose più imperdibili e forti della televisione recente.

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Gli episodi pilota Amazon di novembre 2015

E rieccoci qua, di nuovo a parlare di quella sana (?) abitudine maturata in casa Amazon che vede il colosso americano produrre scarriolate di episodi pilota, proporli al pubblico, permettere di votare secondo gradimento e poi (fare finta di) decidere cosa portare avanti e cosa no anche sulla base del parere espresso dalla gente. Come e quanto il feedback venga ascoltato, a oggi, non è dato saperlo con certezza, ma tant’è, quel gioiello di Transparent, nettamente la miglior serie Amazon a oggi, è stato messo in produzione certo non perché avesse mosso chissà quali numeri, piuttosto perché c’era l’impressione che avrebbe potuto servire un target molto specifico.

Ad ogni modo, le cose procedono spedite, abbiamo visto anche un’altra serie piuttosto apprezzata, Bosch, di recente si sono manifestate altre due o tre cosette e The Man in the High Castle, l’adattamento di La svastica sul sole, arriverà il 20 di novembre. Che guarda caso è anche il giorno in cui si manifesterà Jessica Jones su Netflix. Siamo già allo spararsi addosso con la concorrenza diretta su serie che in qualche maniera potrebbero interessare allo stesso target? Probabilmente, e giustamente, sì. Comunque, la scorsa settimana è spuntata su Amazon Instant Video una bella infornata di episodi pilota, che mi sono guardato (schivando quelli dedicati ai più piccini) e dei quali vado qui a chiacchierare.

edge

Che cos’è?
Un western ruvidissimo e assolutamente pulp che racconta la classica storia di un uomo in cerca di vendetta alle prese col peggio dell’umanità (e con una sempre gradita Yvonne Strahovski nel ruolo della prostituta che nasconde un segreto). L’episodio pilota è scritto a quattro mani dagli eroi dell’action anni Ottanta Fred Dekker e Shane Black, con quest’ultimo impegnato anche alla regia.

Come mi è sembrato?
Sono partito quasi sperando in un nuovo Deadwood, che resterà per sempre nel mio cuore, ma si va in direzioni lontane anni luce e la cosa mi ha inizialmente spiazzato. Edge è genere in pieno stile anni Ottanta, dalla scrittura costantemente sopra le righe, carico di violenza e che quando scatta l’azione non le manda a dire. Considerando la gente coinvolta, se devo essere onesto, ho trovato i dialoghi un po’ meno divertenti di quanto mi sarei aspettato e in generale l’episodio m’è parso un po’ moscio, però la sparatoria finale è una bomba e in generale l’impressione è che possa crescere molto.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Abbastanza.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Above average

goodgirls

Che cos’è?
Una specie di Mad Men decisamente più leggero, che racconta temi in parte simili, concentrandosi però sul punto di vista femminile. Si parla dell’ambiente del giornalismo alla fine degli anni Sessanta e del brutale maschilismo che dominava il posto di lavoro. Probabilmente, visto l’argomento giornalistico, l’idea è di allacciarsi continuamente a fatti storici. Nel pilota, per esempio, si parla dell’Altamont Free Concert famigerato per la morte di Meredith Hunter, e viene pure inserito un personaggio reale, la Nora Ephron (all’epoca giornalista) interpretata da Grace Gummer.

Come mi è sembrato
Il tema è sempre interessante, così come l’ambientazione storica che sa regalare grandi gioie. A livello visivo il pilota è molto curato e le protagoniste femminili sono ben approfondite e interpretate in maniera azzeccata. La scrittura è forse un po’ troppo didascalica e l’episodio funziona più quando mostra i temi di cui vuole parlare, rispetto a quando si sofferma a farne chiacchierare i personaggi. Nel complesso, una visione gradevole.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Sono moderatamente curioso.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Average: I wouldn’t go out of my way to watch it

highston

Che cos’è?
Poteva esimersi Amazon dal tentare una serie dedicata a un protagonista dalla personalità dissociata? No, ci mancherebbe. In questo caso abbiamo Highston, un ragazzo che già di base ha il problema di ritrovarsi il dottor Spaceman e l’hacker di Jack Bauer come genitori, e in più come amici immaginari ha uno stuolo di celebrità. Vive convinto di stare chiacchierando con Stephen Hawking, Oprah, Meryl Streep e via di questo passo. Alla regia c’è la coppia di Little Miss Sunshine, la sceneggiatura è di Bob Nelson (Nebraska) e in produzione troviamo Sacha Baron Cohen.

Come mi è sembrato?
Sostanzialmente lo spunto di partenza sembra una scusa per infilare senza alcuna vergogna due guest star a puntata, come di solito avviene nelle serie comiche di successo dopo un paio di stagioni e qui invece capita già nel pilota (con Flea e Shaquille O’Neal). Però  l’atmosfera surreale è intrigante, qualche gag funziona (ma molte no) e il cast è sicuramente di spessore.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Mah, uno sguardo glie lo darei. In fondo, alle serie comiche dagli episodi brevi, una chance la dai sempre.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Average: I wouldn’t go out of my way to watch it

mississipi

Che cos’è?
Il Louie di Amazon, perché ormai tutto è il qualcosa di Amazon. Una serie parzialmente autobiografica incentrata sull’attrice comica Tig Notaro,  scritta da lei assieme a Diablo Cody e con, per l’appunto, Louis CK alla produzione. Il pilota è una mezz’ora di dramma e commedia nerissima, intensa, toccante e con una personalità già brutalmente distinta.

Come mi è sembrato?
È il miglior pilota di Amazon che si vede dai tempi di Transparent. E hai detto niente.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Sto sbavando.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Excellent: I can see this becoming one of my favorite shows

patriot

Che cos’è?
È l’Homeland di Amazon (OK, la smetto), filtrato però da una visione che sembra uscita per direttissima dal filone delle “dramedy” indipendenti buone per il Sundance. Il protagonista è una spia in piena sindrome da stress post traumatico, inviata in missioni in giro per il mondo da suo padre (che incidentalmente è anche il suo capo). Solo che il nostro passa tutto il tempo fra un’uccisione e l’altra esprimendo un intenso sguardo perso nel vuoto e mettendosi a svelare segreti di stato canticchiando armato di chitarra. Il tutto è percorso da improvvise esplosioni di humour nerissimo e di violenza.

Come mi è sembrato?
Se avessero optato per una durata da mezz’ora, avrebbe rischiato di essere fenomenale. Così com’è, invece, è affetto da una cronica mancanza di ritmo che si trascina fra una scena riuscita e l’altra. C’è del potenziale e c’è Locke di Lost, ma insomma.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Mah.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Above average

zeta

Che cos’è?
La storia di Zelda Sayre, che un giorno diventerà Zelda Fitzgerald, ma è un personaggio ben più interessante, complesso e affascinante di una semplice “moglie di”. In pratica è un biopic trasformato in serie TV, con episodi da mezz’ora e un tono che fa l’altalena tra il dramma e la commedia, in un’ambientazione d’epoca abbastanza ben ricreata e con un’ottima Christina Ricci nel ruolo di protagonista.

Come mi è sembrato?
L’argomento è interessante, la Ricci è brava e credibile nonostante la differenza d’età col personaggio, David Strathairn nel ruolo del padre è ottimo e meno risaputo di quanto possa sembrare sulle prime, la scelta di non far nemmeno intravedere Fitzgerald fino agli ultimi minuti è intelligente. La scrittura è un po’ altalenante, ma il materiale per tirarne fuori qualcosa di buono c’è.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Sono molto curioso.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Above Average

Magari è solo un’impressione, ma continua a sembrarmi che la qualità media di questi episodi pilota si alzi sempre più.

La robbaccia del sabato mattina: Deadpool!

Allora, facciamo un’ultima rassegnina di trailer e video buffi subito prima di levarci dalle palle per un po’ di relax nella terra dei cachi.

By the Sea, il nuovo film diretto da Angelina Jolie su Angelina Jolie che si fa le paranoie d’amore con Brad Pitt al mare in Francia. Mi attira come un dito in un occhio, anche se c’è Mélanie Laurent. Boh.

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