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Sventagliata a caso di fumetti letti nelle ultime settimane, fra panettoni, pandori e tortellini

È lunedì. Ieri sera sono andato a dormire tardi perché mi ero preso bene con l’inizio della terza stagione di The Strain. Per fortuna, quando ho chiesto l’aiuto della regia sulla chat di Facebook, la giuria popolare mi ha detto che non era il caso di guardare un’altra puntata ed era meglio andare a dormire.  Quindi non sono andato a letto troppo tardi, ma insomma. In più, il nuovo coinquilino felino fatica a quagliare con la preesistente coinquilina felina e le loro discussioni notturne mi hanno svegliato a più riprese. “E sticazzi?” No, certo, per carità, ma insomma, avevo voglia di buttare fuori qualcosa nel blog, ho la testa vuota e gli occhi spenti, mi sembrava il momento buono per il periodico post di aggiornamento ossessivo compulsivo sui fumetti letti di recente, per la precisione fra dicembre e questo pezzo di gennaio. Non sono molti, non c’è neanche molto di particolarmente bello, non so quanto potrei avere da dire di interessante anche su ciò che è bello e i miei ricordi sono come al solito ormai fumosi ma, oh, insomma, il punto è proprio di tirar fuori una roba facile tanto per.

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L’estate a fumetti di giopep

Ed eccoci qua, con l’immancabile e attesissimo (?) appuntamento in cui scrivo due righe, ma proprio due righe, sulla roba che mi sono letto durante i mesi estivi. Che poi in realtà non è neanche vero, dato che su molte cose non le scrivo neanche, le due righe, ma insomma, si fa per dire. Credo. Forse. Non lo so. Seguirà post in cui parlo della roba ammerigana che ho letto di recente e/o sto leggendo in questi giorni. Forse. Vai a sapere.

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La settimana a fumetti di giopep – 19/11/2007

La settimana a fumetti è finita nel vortice d’inedia che ha colpito il blog di recente e putacaso questo è avvenuto proprio quando sono passato in fumetteria e ho portato a casa un paio di quintali di carta. Il risultato è che ho una marea di cose da raccontare. Pensavo di limitarmi solo ad alcune, ma alla fine mi sono fatto prendere dalla logorrea e ne ho segate giusto un paio per sfinimento o per manifesta inutilità. A voi.

52 #8/13 ***
Ok, lo ammetto, andando avanti il meccansimo che sta dietro a 52 mi sta prendendo. La curiosità di scoprire nei dettagli cosa si sono inventati per questo anno “mancante” di universo DC non poteva che fare breccia nel mio cuoricino di amante del seriale e della continuity. Ma è una buona storia? Sinceramente non credo. E, ribadisco, non è esattamente quello che mi aspetterei da Geoff Johns, Grant Morrison, Greg Rucka e Mark Waid messi assieme. E poi, diciamocelo, non è un po’ stancante questa svolta iperdrammatica, forzatamente tragica, sempre volta al peggio che ha preso l’universo DC?

Aquaman – La spada di Atlantide ***
Un prodotto onesto, poco più che mediocre, che – come spesso accade – prova a rilanciare un personaggio storico facendone vestire i panni da una nuova identità. Non stravolge e non colpisce, ma non si può certo dire che sia realizzato male. E poi, diciamocelo, al confronto di porcate come il nuovo Flash, sembra quasi un capolavoro.

Batman #3/6 ****
Catwoman #2 ****
Nightwing #1 **
Robin #1/2 ****
Davvero notevole, la “Batman Family” del dopo Infinite Crisis. Interessante l’idea del figlio di Bruce Wayne, del rapporto conlittuale col padre e dell’ovvia rivalità con Robin. Intensa e appassionante la serie del ragazzo meraviglia, come raramente era stata in passato, e piacevole come al solito Catwoman, anche lei alle prese con le gioie e i problemi dell’avere un poppante in casa. Delude solo Nightwing, abbastanza stucchevole e “vecchio”. Marv Wolfman e Dan Jurgens son due nomi storici, ma a legger questa serie sembra davvero che non abbiano più nulla da dire.

Checkmate #1 ***
Giovani Titani #2/3 ***
Cospirazioni, tragedie, personaggi scivolati nel lato oscuro, drammi dietro ogni angolo. L’ho detto e lo ripeto: a me questa nuova DC super dark non è che faccia impazzire.

Dampyr #91: “I cacciatori del sogno” ***
L’ennesimo discreto Dampyr, che si lascia leggere senza travolgerti e che ti incuriosisce con il suo affondare le mani in miti locali oscuri e poco noti (stavolta si parla di stregonerie assortite in Corsica).

Death Note #7 ****
Sempre più appassionante e sorprendente, col settimo volumetto Death Note compie ancora una manciata di svolte a sorpresa, ammazza un altro paio di personaggi, cambia di nuovo le carte in tavola (anzi, cambia proprio mazzo). Tsugumi Ohba non ha proprio paura di niente e non si ferma davanti a nulla. Complimenti, davvero.

Fantastici Quattro #276 ***
L’Uomo-Ragno #470 ***
Gli ultimi scampoli di Guerra Civile si segnalano per una simpatica rissa fra Ercole e “Thor” nelle storie di Pantera Nera e un’apparente svolta nella vita di Peter Parker, personaggio stravolto se ce n’è uno dagli eventi dell’ultimo mega crossover. Non so come le cose siano andate avanti, perché in fumetteria mi han saltato un numero e son fermo a prima di Back in Black. 😀

Jenny Sparks ****
Una bella miniserie, che racconta la graffiante “carriera” di Jenny Sparks e la sua vita nell’arco di tutto il secolo, tappando i buchi e facendo luce sui punti oscuri. Ha forse il solo limite di essere espressamente dedicata a chi ne ha seguito le avventure su Authority: per chiunque altro dubito abbia molto senso.

Justice #1 ****
Suggestivo e affascinante come tutti i fumetti disegnati da Alex Ross, Justice spinge ovviamente il pedale sul senso di meraviglia e sulla potenza grafica che i giganti del fumetto supereroistico sono in grado di scatenare. La storia si incentra su un tema abbastanza ricorrente nelle serie DC recenti, mostrando i suoi eroi in preda alle tragiche conseguenze di un possibile fallimento su scala globale. A raccogliere i cocci, anzi, a impedire che ci siano cocci da raccogliere, ci pensano i supercriminali, ovviamente capeggiati da Lex Luthor. L’inizio è promettente, vediamo come va avanti.

Manhunter #8/10 ****
Dopo un momento di calo, Manhunter chiude (per scarse vendite) tornando sui livelli piacevoli del pre-Crisi. Una serie tutt’altro che perfetta, soprattutto rivedibile nei disegni, ma che mi ha rapito con la sua voglia di pescare nel torbido e affascinato coi suoi protagonisti dalla dubbia moralità. Non ho capito se alla fine la pubblicazione in America è stata ripresa, ma sinceramente spero di sì.

Naruto #33 ***
Un po’ Dragonball, un po’ Ushio & Tora, un po’ qualsiasi altra roba per ragazzi pubblicata in Giappone negli ultimi vent’anni, Naruto sta un po’ esaurendo il credito conquistatosi grazie al bello stile pulito e alla simpatia dei personaggi. Ho voglia di vedere come si chiuderanno le vicende, ma comincio anche a stancarmi un po’.

Outsiders #2/3 **
Sinceramente mi sembra che le intenzioni di Outsiders vadano un po’ oltre le capacità di chi tiene le redini della serie. Sembra la versione scema di Authority.

S. *****
Al secondo tentativo, finalmente mi faccio convincere da Gipi. Rispetto ad Appunti per una storia di guerra, qui latitano i poetismi forzati e c’è invece gran scrittura, voglia di raccontare un’intensa storia di rapporti famigliari con uno stile intenso e particolare. Splendidamente narrato, toccante, meraviglioso anche solo da sfogliare per immergersi nelle bellissime tavole di Gipi. Ora sì che ne voglio un altro.

Squadron Supreme: Hyperion vs. Nighthawk ****
Una riflessione sul potere assoluto e sui modi più o meno leciti di metterlo in pratica. Bello, bello per davvero, ma ultimamente nei fumetti di supereroi non si parla quasi d’altro. E che palle!

Supergirl e La Legione dei Supereroi #2/4 ***
Continuo a non capire se e quanto questa serie mi piaccia. I toni stralunati e sognanti sono quasi adorabili, ma c’è qualcosa – saranno i disegni, sarà la sovrabbondanza di personaggi – che non me la fa amare fino in fondo. Comunque, voglio andare avanti.

Thor & I Nuovi Vendicatori #103 ****
Bella davvero, questa serie dedicata agli Illuminati, che rilegge sotto una luce diversa gli avvenimenti più importanti della storia Marvel. Belle storie, bei dialoghi, bei disegni. Detto questo, tocca notare come anche l’universo di Spidey e compagni stia vacillando sempre più pericolosamente sull’orlo del baratro iperdarkeggiante. Ma per il momento non siamo ancora oltre il livello di guardia, via.

Tribeca Sunset *****
Una bella, intensa e toccante storia, che parla con due approcci diversi della New York del prima, durante e dopo 11 settembre 2001. Un racconto autobiografico su quel folle giorno, narrato da un autore che ha vissuto il crollo delle Twin Towers da non troppo lontano, e un episodio su quattro amici che s’incontrano a New York pochi mesi dopo. Semplice e commovente, senza doverti schiantare in faccia la poesia a tutti i costi. Questo è il fumetto d’autore che piace a me.

Ultimate Spider-Man #53: “La saga del clone #2” ****
Ma che bella, questa saga del clone in versione Ultimate! Piena di spunti interessanti, con ancora una volta tanti temi bene o male storici dell’Uomo Ragno classico rielaborati e riarrangiati in maniera intrigante e nuova. E poi che ritmo, che capacità di tenere incollati alla pagina! Bendis, su questo genere di storie, sbaglia davvero poco.

La settimana a fumetti di giopep – 21/07/2007

Da quando ho avviato questo blog, mi sono sforzato di scrivere anche solo due cazzate su qualsiasi film, libro, serie TV o videogioco passasse per le mie mani. Fuori dal circolo vizioso ho lasciato i fumetti, perché ne leggo davero troppi, per poter pensare di commentarli approfonditamente tutti. Ci vorrebbe una vita supplementare, probabilmente. E infatti ho perso tempo giusto a decantare le lodi di qualche solitario esemplare. Epperò, su gentile (e insistente) richiesta di un affezionato lettore (siete pochi, ma fedeli), oggi inauguro una rubrica che ovviamente non avrò la forza di rendere fissa. Ma è bello provare a crederci. In teoria dovrebbe essere un riepiloghino veloce, fatto di brevi pillole, frammentarie, imprecise e un po’ a cazzo (insomma, tipo i reportage dai festival del cinema) sui fumetti letti in settimana. In pratica questo potrebbe serenamente essere il primo e l’ultimo appuntamento della rubrica. Ma, come dicevo, è bello crederci.

Novità
20th Century Boys #22 ***
Naoki Urasawa a me piace, davvero tanto. Mi piace il suo stile di disegno, mi piace la sua capacità di tirar fuori idee a raffica, mi piace il suo notevole senso del ritmo. Non mi piacciono, però, la sua incapacità di chiudere e il caos di personaggi e situazioni che spuntano fuori dietro ogni angolo. Può essere che i suoi fumetti paghino davvero tanto la lettura a episodi, ma a me, i due che ho letto, hanno entrambi dato una gran sensazione d’incompiuto. E in generale mi sembra che il trasporto emotivo si sia un po’ disperso, nell’arco dei tanti numeri. Son curioso di rileggermeli in una soluzione unica.

City of Tomorrow ****
Azione, fantascienza, donne di plastica dalle tette spropositate e un adorabile gusto retrò. Howard Chaykin è così, prendere o lasciare. Io prendo molto volentieri.

Dampyr #87 **
Il momento in cui cominci a chiederti perché continui a comprare una serie Bonelli, in genere, indica che è già passato da un po’ il momento in cui cominciare a chiederti se vale la pena continuare a comprarla. Dampyr ormai è un’abitudine, senza guizzi e picchi, familiare e ripetitiva. Difficile considerare quest’episodio una porcata, ma certo è una mezzora superflua nella mia vita.

Death Note #5 ****
Uno dei manga che leggo più volentieri in questo periodo, se non altro perché esce abbastanza dal solito schema dei fumetti giapponesi per ragazzi. Il soggetto è originale ed efficacissimo e l’autore ha la saggezza di non adagiarvisi per nulla: nel giro di cinque numeri saran cambiate totalmente le carte in tavola almeno tre volte. L’idea della cospirazione aziendale non è affatto male e son proprio curioso di vedere dove stiamo andando a infilarci.

Gea #17 **
Pare incredibile, ma perfino Enoch, con le sue tette al vento, i suoi gay tutti bravibellibuoniecomunistiecologisti, i suoi nazisti travolti dai tir e le sue storie anticonformiste si sta bonelizzando, con storie totalmente prevedibili e innocue. Che il penultimo numero di una miniserie semestrale da diciotto episodi mi dia una simile sensazione di vuoto e transitorio è abbastanza deprimente.

Hawkgirl #64/65 (Lingua originale) *
Walter Simonson mi ha rotto i coglioni dieci anni fa e qui non è che faccia molto per farmi cambiare idea, anche se i siparietti comici con Superman son sempre piacevoli.

Lone Wolf & Cub #24 *****
Qualsiasi fumetto giapponese, a parte rarissimi casi, commette l’insopportabile errore di costruire un clamoroso climax narrativo, portarlo all’apice, prepararti agli eventi conclusivi… e poi andare a parare da tutt’altra parte per tirare avanti ancora un po’ le vendite prima di chiudere. Da un paio di volumi Lone Wolf & Cub sembrerebbe stare facendo proprio questa cosa, se non fosse che l’intensità della narrazione continua a rimanere su livelli stratosferici e che gli sviluppi dell’intreccio rimangono coerenti con tutto ciò che si è visto prima. Capolavoro.

One Piece #44 **
Dopo l’interminabile saga di Alabasta e un successivo viaggio fra le nuvole che ho trovato davvero privo di mordente, One Piece è tornato a convincermi, con un capitolo che dura il giusto e termina prima di arrivare scassare la minchia per davvero. Certo, ormai siamo definitivamente entrati nel regno dell’insostenibile ripetitività, ma lo stile rimane sempre molto particolare e certe tavole, con il loro pacchiano e lacrimoso melodramma, hanno ancora il potere di emozionare un po’.

Naruto #32 **
A proposito di circoli viziosi, ci stiamo pericolosamente avvicinando al momento in cui lo stile pulito e accattivante di Kishimoto e la simpatia dei vari comprimari non mi basteranno più per andare avanti a leggere l’ennesima saga di gruppetti di amici che si menano tutto il tempo. Se salta fuori un altro torneo di arti marziali lo mollo, giuro.

Sette soldati della vittoria ****
Chiude col botto la maxisaga di Grant Morrison, in cui l’autore scozzese ha dato libero sfogo alla sua verve delirante e alle sue trovate senza senso apparente. Se l’episodio più normale e lineare di una saga è quello che vede protagonista una maga che parla al contrario, beh, ci dev’essere davvero qualcosa di forte, sotto.

Antiquariato
Batman: Under the Hood Vol.1 (L.O.) ***
Eccola, è lei, la saga del grande ritorno. Qualcuno mi dice se è tornato prima Bucky Barnes o Jason Todd, che questa cosa mi affascina? Comunque, il grande ritorno, ampiamente preannunciato nelle saghe precedenti, è una bella storia. Non so quanto possa meritare l’acquisto come volume per i fatti suoi, perché è davvero troppo poco autoconclusiva e troppo inserita in un contesto più ampio, ma funziona, coinvolge, si riallaccia bene a quanto accaduto prima e pone interessanti premesse per cose a venire. E Doug Mahnke mi piace sempre di più.

Batman #642 (L.O.) *
Chiaramente un fill-in, dalla totale inutilità.

Wonder Woman: The Game of the Gods (L.O.) *
Walter Simonson, dicevo, mi ha rotto i coglioni dieci anni fa e qui manco ci prova, a far finta di non avermeli rotti. Sei, interminabili numeri, la cui unica utilità sta nell’eliminare un personaggio che obiettivamente cominciava a diventare scomodo e superfluo.

Wonder Woman #195 (L.O.) **
L’esordio di Rucka al timone di Wonder Woman non stupisce per originalità, ma fa presagire ottime cose. Mette le cose in chiaro fin da subito e lascia addosso l’idea che stiano arrivando tempi interessanti.

Wonder Woman: Down to Earth (L.O.) ***
Una saga che, francamente, sembra non andare a parare da nessuna parte, ma forse anche per questo mette decisamente bene in mostra le doti di sceneggiatore di Rucka, capace di appassionare anche quando racconta il nulla. E in ogni caso c’è almeno una scena memorabile, la “pedata” di Hera alle isole, che oltretutto pianta semi promettenti.

Wonder Woman #201(L.O.) ***
Un bell’episodio autoconclusivo che affronta le conseguenze di Down to Earth e sembra soprattutto stare preparando le pedine sulla scacchiera.