Archivi tag: Allison Janney

Tonya

Quando di biopic ne hai visti tanti (o anche se ne hai visti pochi ma hai scarsa fiducia nel prossimo), è difficile non approcciarne un altro con un po’ di scetticismo. Per carità, ogni tanto ci scappa il filmone, se non il capolavoro, ma in media ti ci avvicini convinto che, nel migliore dei casi, ti ritroverai davanti una storia interessante, delle ottime interpretazioni, dei valori di produzione lussuosi ma una scrittura e una regia al massimo anonime. E sai anche che, se butta male, andrà molto peggio. Ogni tanto, però, va meglio. E non so se Tonya sia un filmone (probabilmente no), ma oltre a raccontare le sue vicende ha qualcosa da dire, trova un modo azzeccato per dirlo, butta sul piatto qualche idea e si permette di giocare coi punti di vista, i narratori inaffidabili e la rottura del quarto muro, pasticciando fra intervista, documentario, film, ipotesi, chiacchiere, balle. E, sì, ha un ottimo cast, una ricostruzione storica adorabile, un’attrice molto brava ma forse un po’ sopravvalutata, un’attrice qui clamorosa ma forse un po’ sottovalutata. Poteva andare peggio.

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La ragazza del treno

La ragazza del treno è il libro che nell’estate del 2015 tutti leggevano sul treno, in metropolitana, in spiaggia (io) o, insomma, dove capitava. Il “caso letterario”, l’ennesimo. Chiaramente, non poteva mancare l’adattamento cinematografico, che prende il testo ambientato nei dintorni di Londra e lo sposta nei dintorni di Manhattan, conservando però un paio di attori con l’accento inglese per darsi un tono. Al di là di questa mossa territoriale, che per altro, ci dicono le vittime del Brexit, rende forse più credibile l’idea di qualcuno che da un treno riesce a spiare quel che fa la gente in casa sua, la chiave di volta del passaggio da cellulosa a celluloide stava nel riuscire ad adattare ciò che più funzionava nel libro: il montare del mistero giocando con la percezione del lettore, saltellando fra diversi momenti temporali e tre punti di vista appartenenti ad altrettanti personaggi femminili. Anche perché il resto, onestamente, era piuttosto piatto e prevedibile.

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Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali

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Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali è il film che risponde alla grande domanda che ci siamo sempre posti (?): “Come sarebbe un film sugli X-Men diretto da Tim Burton?” Poi, certo, Burton, nelle interviste, sostiene che durante la lavorazione i mutanti Marvel non gli siano mai passati per la testa e poi, per spiegarne il motivo, descrive i personaggi dei suoi film con parole che si adatterebbero alla perfezione, ehm, ai mutanti Marvel. Insomma, l’idea di giovani dotati di abilità e/o deformità assurde che rendono per loro difficile, se non impossibile, condurre una vita normale e che si ritrovano tutti insieme appassionatamente in una scuola gestita da una figura adulta, anch’essa dotata di poteri particolari. Anzi, peculiari. E alcune di queste persone dotate sbroccano, diventano cattive e mettono in pericolo tanto i loro simili, quanto gli esseri umani normali che capitano per la loro strada. Insomma, ci siamo capiti.

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