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Due cose che mi preme comunicare al mondo


Questo simpatico ottobre 2006 si apre su una nota estremamente positiva: Einaudi ha pubblicato l’edizione italiana di Savage Season, con il titolo Una stagione selvaggia. Questo significa che finalmente tutti e sei i volumi della serie di Hap Collins e Leonard Pine godono di una traduzione nella nostra lingua. Bisogna comunque dire che il secondo, Mucho Mojo, è stato pubblicato da Bompiani nel 1994 ed è praticamente introvabile, ma a quanto ne so dovrebbe essere prima o poi ristampato sempre da Einaudi. I successivi quattro, comunque, sono Il mambo degli orsi, Bad Chili, Rumble Tumble e Capitani oltraggiosi. Inoltre segnalo un racconto breve pubblicato online, sempre con protagonisti Hap e Leo. Killer Chili, questo il titolo, è sicuramente ambientato prima di Capitani Oltraggiosi, ma non saprei “piazzarlo” maggiormente. Fra l’altro non è neanche particolarmente bello e mi sembra pure tradotto maluccio. Insomma, lasciate perdere.

L’altra cosa importante è questa. Il primo trailer ufficiale di 300, film tratto dallo spettacolare omonimo fumetto di Frank Miller, che racconta alla sua maniera la battaglia delle Termopili. Ed è una roba bellissima. Il film, che dovrebbe essere in piena fase di postproduzione, è diretto da Zack Snyder, un uomo che sta velocemente diventando un nuovo idolo. Lungi dal considerarlo un gran regista, intendiamoci, ma come pellicola d’esordio ha firmato uno splendido remake di Dawn of the Dead e adesso se ne esce con questa roba. In più, pare stia iniziando a lavorare su Watchmen. Devo dire che un po’ lo invidio.

Ah, partorito da gente che sta male, per il piacere di gente che sta male, qui trovate un confronto fra i fotogrammi del trailer e le vignette del fumetto.

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Una stagione selvaggia


Savage Season (USA, 1990)
di Joe R. Lansdale

Nel 1990 Joe R. Lansdale pubblica, con Savage Season, il primo capitolo delle avventure di Hap Collins e Leonard Pine. Quel libro in Italia non ha mai visto la luce e ho dovuto recuperarlo su play.com. Nel 1994 esce Mucho Mojo, secondo episodio di quella che diventa quasi ufficialmente una saga. Mucho Mojo è stato pubblicato in Italia da Bompiani, in un’edizione economica che mi sono accaparrato, credo, nel 98. Quel volume, a oggi, risulta esaurito e il sito ufficiale di Bompiani non ne fa proprio menzione. Insomma, anche Mucho Mojo va recuperato su play.com. I successivi quattro episodi (Il mambo degli orsi, Bad Chili, Rumble Tumble e Capitani oltraggiosi) sono stati tutti pubblicati da Einaudi che, sull’onda del recente successo riscosso in Italia da Lansdale, ha dichiarato di voler pubblicare tutta la saga in ordine cronologico. Certo, cosa ci sia di cronologico nel partire dal terzo episodio mi sfugge, ma speriamo significhi che presto vedremo uscire anche i primi due.

Ma di che parla, Savage Season? Hap è un ultraquarantenne ex hippie, si è fatto parecchi anni di galera per aver ostentato il suo rifiuto di andare in Vietnam e ha ottenuto di perdere la donna (evidentemente molto meno idealista di lui) e ritrovarsi in mezzo a una strada. Leo è un gay di colore, alleva cani da caccia, la guerra in Vietnam l’ha fatta e non perde occasione per farlo pesare al suo migliore amico Hap. In Savage Season i due scorrazzano fra le regole e gli stereotipi del noir, vivendo un’avventura fatta di atmosfere cupe, disilluso cinismo, cattivissima autoironia e situazioni davvero brutte brutte brutte. C’è la dark lady affascinante e pronta a sbattertela al culo, ci sono dei cattivi squallidi e insopportabili, c’è il fine tutt’altro che lieto. Non manca nulla ed è tutto scritto a regola d’arte. Con questa, è ufficiale: sono definitivamente innamorato di Lasndale, anche se come uomo lo trovo un po’ brutto.

Colpo di scena: otto mesi dopo la pubblicazione di questo post, Savage Season ha finalmente goduto di un’edizione italiana, curata da Einaudi, intitolata Una stagione selvaggia.