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Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali

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Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali è il film che risponde alla grande domanda che ci siamo sempre posti (?): “Come sarebbe un film sugli X-Men diretto da Tim Burton?” Poi, certo, Burton, nelle interviste, sostiene che durante la lavorazione i mutanti Marvel non gli siano mai passati per la testa e poi, per spiegarne il motivo, descrive i personaggi dei suoi film con parole che si adatterebbero alla perfezione, ehm, ai mutanti Marvel. Insomma, l’idea di giovani dotati di abilità e/o deformità assurde che rendono per loro difficile, se non impossibile, condurre una vita normale e che si ritrovano tutti insieme appassionatamente in una scuola gestita da una figura adulta, anch’essa dotata di poteri particolari. Anzi, peculiari. E alcune di queste persone dotate sbroccano, diventano cattive e mettono in pericolo tanto i loro simili, quanto gli esseri umani normali che capitano per la loro strada. Insomma, ci siamo capiti.

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Casino Royale


Casino Royale (USA, 2006)
di Martin Campbell
con Daniel Craig, Mads Mikkelsen, Eva Green, Judi Dench

Quattro anni dopo La morte può attendere, James Bond torna in pista, con un nuovo attore a vestirne i panni e un forte tentativo di ritorno alle origini. Casino Royale racconta le vicende del primissimo romanzo di Ian Fleming, in una sorta di Bond Begins che aggiorna le origini del personaggio ai tempi moderni, smorzandone i tormentoni e adattandone gli stereotipi al fantastico mondo del post 11 settembre. Il risultato è, finalmente, un James Bond guardabile. Roba che non si vedeva da un po’ troppo tempo.

Considerando che Martin Campbell ha diretto l’ultimo 007 di mio gradimento e che ero quantomeno intrigato dalla scelta di Daniel Craig come nuovo Bond, mi sono presentato in sala con tutta la fiducia possibile e, devo dirlo, non sono rimasto deluso. Casino Royale racconta la nascita del personaggio e lo fa con un senso del ritmo, un gusto e un divertimento che davvero erano sconosciuti agli ultimi episodi. E Craig è un fantastico Bond, rozzo, rude e di grande presenza scenica. Non ho letto un singolo romanzo di Fleming, ma non faccio altro che sentir parlare di grande aderenza al testo originale (pur con tanti “se” e “ma”). Non che sia necessario, ma insomma, fa anche piacere.

Operazione perfettamente riuscita, quindi? Più o meno. Certo, nonostante le iniziali proteste dei fan, alla fine Craig ha convinto tutti, anche se resta da vedere quanto vorranno portare avanti questo Bond scaricatore di porto e quanto lui sarà in grado di adattarsi nel momento in cui decideranno di ritirar fuori lo 007 super lusso. E si potrebbe anche mettere in discussione l’atto finale del film, che sembra francamente un po’ attaccato con lo sputo, messo lì in maniera impacciata e faticosa. Ma rimane comunque un gran bel film d’azione e intrigo, appassionante e tutto sommato anche abbastanza atipico, perché non è che si veda tutti i giorni, un duello finale affrontato al tavolo da gioco.