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In giro per Helsinki


Il cinque di aprile, lo scrivevo qui, sono zompato su un aereo per Helsinki, con breve scalo a Praga. Partito da Milano in maglietta e giacchetta, atterro in un posto che richiede felpa e giaccone. In realtà non è che si muoia dal freddo ma, insomma, è proprio un’altra temperatura, bella fresca e pungente come piace a me. Il problema più che altro è il vento, fortissimo e freddissimo: scatta inevitabile il cappellazzo. Dopo un viaggio più che decente (notevoli i panini forniti da Czech Airlines) e dopo aver gestito l’installazione in albergo, la compagnia (il sottoscritto, Rosaria di Atari, il Gere di Nextgame e Stefano di Alice) si getta sulla strada per fare un giretto nei dintorni. La via dell’albergo è una traversina di questo vialone alberato, che seguiamo verso destra fino alla baia. Da qui risaliamo verso l’interno e ci soffermiamo a dare un’occhiata al duomo. E qui rimaniamo allibiti di fronte a un tizio in tenuta da body builder (seminudo, quindi) che si spara le pose davanti alla statua e si fa fotografare dai turisti.

Alle nostre spalle si trova questa simpatica vietta, sulla quale si affaccia un negozio di souvenir che espone all’ingresso una rennazza impagliata. Dopo esserci gustati un altro po’ la piazza, torniamo sulla baia, dominata da questo aquilozzo e da un simpatico trio di tartarughe. Il resto del pomeriggio lo trascorriamo passeggiando lì intorno e scrutando, fra le altre cose, la bella cattedrale di Uspenski. Dopodiché ci infiliamo in una specie di grossa caffetteria, nella quale mi scofano una spettacolare fetta di torta e una cioccolata calda. Ovviamente nel tragitto realizzo anche un mini-reportage fotografico.






La prima serata viene dedicata a una visitina ai ragazzi di Bugbear (sviluppatori di Flatout, la cui edizione 360 sono per l’appunto venuto a vedere). I loro uffici si trovano all’ultimo piano di una palazzina di periferia. Ma questa sera li becchiamo nel sotterraneo, dove si trova una specie di enorme area da ricreazione. Sulla sinistra, un gigantesco tavolo da poker, dove una decina di persone giocano a Texas Hold’em (Stefano si unirà poi per qualche mano). Di fronte, un proiettore con schermo gigante: due uomini ignudi, coperti solo da asciugamano, stanno giocando a Guitar Hero II. Nella stanza a fianco, cucinino, con frigo ovviamente strabordante di birre. E, subito dietro, sauna (ecco perché gli uomini sono ignudi). Mentre Jussi, il nostro simpatico “conducente”, ci illustra la situazione e si prepara a mostrarci un po’ il gioco, non posso fare a meno di immaginarmi una simile “area relax” negli uffici Sprea. Dopo un’oretta di pseudolavoro, mi rilasso un po’ chiacchierando, sbevazzando, smangiucchiando e facendo a fette Jussi a Guitar Hero II (e se lo faccio a fette io, non dev’essere proprio un campioncino).

La serata prosegue in un ristorante specializzato in cucina finlandese. Il posto è molto turistico, con arredamento da cacciatori selvaggi e piatti tipici, ma alla fine è abbastanza divertente e, soprattutto, si mangia da Dio. Io, in particolare, mi gusto un delizioso stufato di renna, bello asciutto e saporitissimo. Fra bicchieri e tazzoni di alcolici, antipastini e robette deliziose, la serata scorre in totale piacevolezza. Mangio come una fogna, chiacchiero e mi gusto l’inarrestabile parlantina di Jussi. Dopodiché si torna in albergo e si collassa per la lunga e faticosa giornata, non prima di aver comunque dato uno sguardo alla TV del posto, che offre, fra le altre cose, La passione di Cristo con sottotitoli in svedese e finlandese, RAI 1 (con Lino Banfi) e una specie di Amici finnico.


Venerdì 6 aprile comincia con un’abbondante colazione (non mi faccio mancare nulla, dai dolcetti alla pancetta, passando per uova, the e succo d’arancia) e prosegue con la visita agli uffici veri e propri di Bugbear. E qui trascorriamo tutta la mattinata e la prima parte del pomeriggio. Scatto anche delle belle foto, ma non sono troppo sicuro di poterle mettere qui, quindi non lo faccio. Sottolineo comunque lo sfizioso arredamento, la notevole collezione di giochi di guida (c’è veramente di tutto e per tutti i formati, compreso un Beverly Hills Cop per PS2 che manco sapevo esistesse) e l’allucinante – ma tutto sommato gustoso – the al cocco che mi viene offerto da Jussi.

Una volta fuggiti dagli uffici di Bugbear, decidiamo di farci un bel tour della città a piedi. Purtroppo (o per fortuna) è venerdì di Pasqua, quindi praticamente tutti i negozi sono chiusi e l’intera popolazione di Helsinki è via a trovare i parenti o, al massimo, chiusa in casa. Comunque, ci facciamo una bella (e lunghissima) passeggiata. Prima tappa, il piazzone della stazione dei treni, immortalato nelle foto che seguono (notare le folli statue-lampioni all’ingresso della stazione).






La gitarella prosegue e, sprezzanti del pericolo e del rischio di una serata da morti viventi, ci inerpichiamo fra i colli e continuiamo a vagare. Visitando fra gli altri posti il palazzo del parlamento e la sfiziosissima chiesa di Temppeliaukio, interamente scavata dentro un’enorme roccia che le fa da “muro”. Non faccio foto all’interno per evitare di rompere le palle alla gente in preghiera, ma lo spettacolo è davvero bello. Proseguiamo il giro un po’ a caso e un po’ con l’intenzione di tornare verso il punto di partenza e finiamo per andare a infilarci in una caffetteria davanti al duomo che avevo avvistato il giorno prima. Qui, oltre alla cioccolata calda d’ordinanza, inglobo un’enorme fetta di una deliziosa torta alla banana. E si torna poi in albergo, pronti a ripartire verso il ristorante russo (segue altra sventagliata di foto scattate durante la passeggiata).







Il ristorante è, se possibile, ancora più pacchiano e turistico di quello finlandese. Con noi c’è anche il simpaticissimo producer del gioco, del quale ahimé non ricordo il nome. La cena è deliziosa e iperabbondante. Si comincia con una serie interminabile di antipasti a base di verdure e affettati vari, fra i quali spicca un adorabile e gustosissimo salame d’orso. Si prosegue poi con la carne: io testo la bistecca d’alce (una goduria), altri si fanno portare uno spiedone di carne infilzata da un’enorme spada. Il tutto è ovviamente innaffiato da champagne (bottiglia stappata da Rosaria con un colpo di sciabola, senza parole) e vino rosso. Burp. La serata prosegue in un bar dalla cui balconata si gode di una bella vista sulla città (ovviamente la foto viene una merda) e nel quale assaggiamo la bevanda alcolica più gggiovane della Finlandia (una roba assurda, dal sapore di liquirizia salata). Infine ci accasciamo sui divanetti di un localino nel quale si sbevazza un po’ di birra e si chiacchiera. Ma la morte è ormai imminente e non si va avanti a lungo: saluti, baci e buon viaggio.


L’ultima giornata, con partenza prevista nel primo pomeriggio, inizia con un’altra colazione da fegato a pezzi e con il check out. E poi via a spendere un po’ di soldi a caso. Si comincia col mercato coperto. Al suo interno, una lunga serie di bancarelle di alimentari (fra cui si fa notare quella con infilate bandiere italiane e sciarpe del Catania). Qui scatta la gola e raccatto, da portarmi a casa, un salame d’alce, una bresaolina di renna e un barattolo di paté d’orso. Sbrigata la pratica “alimentare”, ci infiliamo nel mercato all’aperto (salmoni come se piovessero, ma anche bambole, magliette, calamite e altro) e ci facciamo abbindolare dai venditori, tirando fuori fior di quattrini per una manciata di souvenir.

Dopo una passeggiata lunga e dispendiosa, decidiamo di zompare su un tram che fa un ampio giro della città e gustarci quindi un veloce sguardo su posti che il giorno prima abbiamo solo sfiorato. Al termine del piacevole e rilassante giro, ci infiliamo nella via dei negozi (aperti e strapopolati), lungo la quale incrociamo pure un simpatico suonatore di strada (foto e filmato). Come ultimo sfizio ci concediamo un vizioso pasto al mercato coperto visitato prima, gustando deliziose tartine a base di prodotti marini. Ma il tempo è tiranno, l’ora di saltare sul taxi si avvicina e la bella Helsinki è già pronta a salutarci. Un altro viaggio è finito, un altro è già in programma.

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Helsinki


Parto domattina presto, torno sabato sera. L’aria fresca del nord mi porterà lucidità, consiglio e voglia di fare, ne sono certo. Il che non implica necessariamente avere tempo per rimettere in piedi questo agonizzante blog, ma bisogna essere fiduciosi.

P.S.
35.830 caratteri (spazi inclusi). Roba da matti.