Ant-Man è arrivato in Italia!

Qual è il senso dello spostare un film da metà luglio a metà agosto? Non lo so. Immagino ci sia, e che sia un senso fuori dalla portata della mia comprensione ma sicuramente accessibile per chi ha sottomano i dati sulle vendite dei biglietti, le statistiche, tutto ciò su cui si basano le considerazioni e le decisioni dei distributori italiani. Voglio dire, così, senza saperne nulla, il rinvio di Guardiani della galassia da agosto a ottobre mi sembrava più comprensibile. Ma da metà luglio a metà agosto? Boh? Comunque, quale che sia il motivo, oggi Ant-Man esce nei cinema italiani. Io l’ho visto un mese fa, quando è uscito in quelli francesi, è ne ho scritto a questo indirizzo qui. Riassunto: una bella sorpresa.

Non è invece una bella sorpresa quell’altro film di supereroi estivo pure lui rinviato di un mese in Italia.

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Stop!

Se non ci sono stati inconvenienti di sorta fra quando ho preparato questo post (giovedì) e oggi, in questo momento dovrei essere in macchina che guido verso l’Abruzzo. L’obiettivo è di stare una decina di giorni immerso nel timballo e completamente scollegato dal lavoro, dalla rete, dai videogiochi, dalla qualunque, per poi risalire in Liguria e trascorrere lì il resto del mese con un accesso moderato a quelle stesse cose. Ne consegue che il blog va un po’ ad incagliarsi per tre settimane, anche se pure lui con moderazione, dato che, a meno di imprevisti, tre o quattro post dovrebbero saltare fuori. Buon agosto a tutti e quattro voi che mi seguite.

Adesso c’ho l’ansia che mi levino Tommasino dal cinema prima del rientro. No, dai, non può essere.

Lo spam della domenica mattina: Trailer in ogni dove

All’inizio di questa settimana è uscita su IGN la mia anteprima di The Long Dark, graziata dalla botta di culo dell’essermi messo a provare il gioco proprio quando stava arrivando un grosso aggiornamento, che ho quindi commentato nell’articolo. Eh! Ma abbiamo anche circa centododici Rewind Theater sui trailer della Gamescom: Mafia III, Quantum Break, Halo Wars 2, Crackdown 3, Final Fantasy XVStar Wars Battlefront. E per abbondanza ho registrato anche quello sul trailer del film di Deadpool. Ah, c’è pure il nuovo Indiegram, nel quale ho scritto di Kholat e The Music Machine. Non garantisco che tutta questa roba sia già stata pubblicata, ma insomma, sono appena partito per le ferie, fa lo stesso. Su Outcast, invece, abbiamo l’Outcast Popcorn al microonde in cui si parla di serie TV piene di gente che muore male, l’Outcast Popcorn dedicato alle uscite di luglio, un articolo sui fumetti di Valve e l’Old! sull’agosto del 1985.

Nei prossimi giorni arrivano altri due podcast che abbiamo registrato in anticipo. Ci si porta avanti, qua, mica si scherza!

La robbaccia del sabato mattina: Deadpool!

Allora, facciamo un’ultima rassegnina di trailer e video buffi subito prima di levarci dalle palle per un po’ di relax nella terra dei cachi.

By the Sea, il nuovo film diretto da Angelina Jolie su Angelina Jolie che si fa le paranoie d’amore con Brad Pitt al mare in Francia. Mi attira come un dito in un occhio, anche se c’è Mélanie Laurent. Boh.

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Gli episodi pilota Amazon di agosto 2015

Oggi si sono manifestati su Amazon Instant Video due nuovi episodi pilota: Sneaky Pete e Casanova. Il meccanismo è sempre il solito: gli utenti del servizio di streaming possono guardarsi quel che c’è e poi andare a votare, sentenziando il loro apprezzamento, dopodiché la dirigenza di Amazon deciderà, in teoria anche sulla base del parere espresso dalla gente, se mettere in produzione le varie serie o no (ho spiegato la cosa in maniera più approfondita a questo indirizzo quando sono usciti un po’ di episodi pilota tutti assieme a gennaio). Comunque, me li sono guardati entrambi e qua sotto c’è quel che ne penso, secondo lo stesso schemino che ho usato le altre volte.

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Il ribelle – Starred Up

Starred Up (GB, 2013)
di David Mackenzie
con Jack O’Connell, Ben Mendelsohn, Rupert Friend

Quello dei drammi carcerari è un filone parecchio consolidato (e che siede in vetta alla Top 250 di IMDB), con i suoi punti fermi e i suoi cliché che non possono mai mancare e che è giusto utilizzare, anche se ovviamente ci vuole la misura adeguata per far girare il tutto come si deve. Aiuta se a scrivere il film ci pensa uno psicoterapista, tale Jonathan Asser, qui alla sua prima sceneggiatura, in grado di attingere alla propria esperienza di lavoro con i violenti galeotti del carcere di Wandsworth. E infatti, se Starred Up è un film che funziona, colpendo in maniera intensa ed emozionante, ma riuscendo per lo più ad evitare le trappole del macchiettismo e del patetismo, è anche grazie alla sua solida scrittura, alla maniera ruvida e credibile in cui si racconta.

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I fantastici quattro

Fantastic 4 (USA, 2015)
di Josh Trank
con Miles Teller, Jamie Bell, Kate Mara, Michael B. Jordan, Tobey Kebbell, Reg E. Cathey, Tim Blake Nelson

Ed eccolo, è lui, l’altro disastro annunciato di quest’anno a tema supereroi, quello che ha fatto uscire di senno i fan per le scelte di casting “etnicamente discutibili”, quello che ci è stato nascosto a lungo generando il timore che ci fosse qualcosa da nascondere, quello dalla produzione travagliata e il cui regista avrebbe piantato talmente tanti casini (compresa la distruzione di una villa ad opera dei suoi cani) da spingere la Disney a levargli dalle mani lo spin-off di Star Wars che sarebbe dovuto essere il suo progetto successivo. Quello. Beh, nonostante tutto, con Ant-Man ci è andata bene, quindi magari uno poteva anche essere ottimista, ma no, “quello” non ce l’ha fatta. Il tentativo di rilanciare al cinema il super gruppo originale Marvel ha i suoi aspetti positivi e qualche bella intuizione che ti lascia addosso un fastidioso senso di occasione sprecata, ma è nel complesso un film bruttarello, pasticciato e soprattutto affossato da una pessima parte conclusiva. È andata proprio male.

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L’uomo di Marte

The Martian (USA, 2014)
di Andy Weir

Sono capitato su The Martian solo e unicamente perché m’è passato davanti il trailer del film che Ridley Scott ne ha tirato fuori, in arrivo a fine anno. Prima di vedere quel trailer e di leggerne su I 400 Calci, non ne sapevo nulla. Beh, ci sono modi peggiori per ritrovarsi a leggere un libro (tipo, che so, perché ti ci costringono) e in ogni caso, se il risultato è che leggi una roba spettacolare come questa, non puoi certo lamentarti. E che cos’è? Dunque è il racconto dell’odissea di un astronauta che, a causa di un incidente, si ritrova abbandonato su Marte, con la prospettiva di rimanerci secco se non trova il modo di sopravvivere abbastanza a lungo perché tornino a recuperarlo. Tutto qui. Si fa per dire.

Penny Dreadful – Stagioni 1 e 2

Penny Dreadful – Season 1 & 2 (GB/USA, 2014/2015)
creato da John Logan

con Eva Green, Josh Hartnett, Timothy Dalton, Reeve Carney, Rory Kinnear, Billie Piper, Danny Sapani, Harry Treadaway, Simon Russell Beale, Helen McCrory

Penny Dreadful è la prima creazione televisiva di John Logan, sceneggiatore cinematografico tutt’altro che infallibile ma dalla carriera lunga e ricca di successi, che negli ultimi anni l’ha visto diventare amichetto del cuore di Sam Mendes. E non a caso il nostro amico Sam è coproduttore per la serie e avrebbe pure diretto qualche episodio, se non si fossero messi di mezzo impegni fastidiosi legati a una certa spia britannica. La sua mano, però, si vede in maniera abbastanza evidente nel taglio visivo e nel livello pazzesco della produzione alle spalle della serie, cui mi sono avvicinato pensando di provare una cosetta simpatica, buffa, scemotta e un po’ trash ma della quale sono ora innamorato perso, in languida e devastante attesa della terza stagione. Cose che capitano.

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