Le mie altre robe del 2020

Siccome ogni tanto ci tengo a ribadire la mia condizione di disagio mentale, mi sono ricordato di non aver mai pubblicato questo post e, quasi otto mesi dopo, quasi otto mesi durante i quali ho scritto qua dentro solo una volta per parlare della miglior serie TV giunta in Italia nel 2021, ho deciso che bisognava sistemare e pubblicare ‘sta roba. Così, perché ne sentivo il bisogno. Magari anche per convincermi che voglio tornare a scrivere ogni tanto qua dentro, giusto per ritrovare il piacere di farlo. E quindi, concludiamo la (scassatissima) tripletta di elenconi brutti sulla roba consumata (e appuntata e/o che non mi sono dimenticato) nel corso dell’anno precedente con il mischione di quel che resta. Il mischione include i libri, i fumetti e le robe varie viste in TV che non siano film, quindi serie TV, documentari, cortometraggi e pucchiaccherelle assortite. Ah, per le serie TV, non sono incluse quelle di cui ho iniziato a guardare una stagione nel 2020 senza arrivare a finirla ma ci ho messo dentro robe per bambini che guarda mia figlia e di cui ho guardato assieme a lei puntate a sufficienza da ritenere di poter assegnare le stelline gli asterischi con un minimo di cognizione di causa. Come quasi otto mesi fa e qualche giorno prima, ho piazzato il link apposito per i casi in cui ne ho scritto da qualche parte. Casomai c’aveste proprio ansia di ascoltarmi, vi linko gli Outcast Popcorn. Come al solito, questo testo introduttivo è largamente copincollato da quello degli anni scorsi.

Continua a leggere Le mie altre robe del 2020

I miei videogiochi del 2020

Secondo elencone brutto tardivo: oggi tocca ai videogiochi su cui ho messo mano nel 2020 e ai quali ho giocato fino a completamento, o perlomeno fino al punto di decidere che potevo assegnare le stelline gli asterischi con un minimo di cognizione di causa. Non è quindi inclusa eventuale roba a cui ho fatto una o due partite e, in generale, che ho iniziato l’anno scorso ma a cui ho giocato davvero (forse, vai a sapere) o che comunque ho finito quest’anno, così come non conta la roba a cui non gioco regolarmente ma che continua ad essere installata sul telefono perché ogni tanto ricasco nel tunnel della droga, tipo Drop7 e Twofoldcosì come non conta il party game che esci una volta ogni due anni, tipo Singstar. Del discorso farebbe parte anche RingFit, ma è stato troppo una presenza fissa della mia vita nel 2020 (e sta continuando ad esserlo nel 2021) per non infilarlo qua dentro. Ah, chiaramente mancano eventuali cose che mi sono dimenticato di segnarmi. Ce ne faremo una ragione, così come ci faremo una ragione del fatto che questo paragrafo è quasi interamente riciclato da quello degli anni scorsi.

Continua a leggere I miei videogiochi del 2020

I miei film del 2020

Ho voglia di scrivere qualcosa sul blog, l’ho in realtà miracolosamente fatto ieri, vediamo se riesco a riprendere le buone (?) abitudini giocandomela facile e recuperando gli elenconi di fine/inizio anno a marzo, ché so che Bovati ci tiene e che è comunque meglio di quando l’anno scorso li ho recuperati a luglio per poi non pubblicare più nulla sul blog fino a ieri. Ah, la crisi di mezz’età!

Continua a leggere I miei film del 2020

The Rental

Se volete leggere questa recensione impaginata meglio e con un voto in fondo, la trovate su IGN Italia. Se preferite ascoltarmi parlare del film in podcast, lo trovate su Outcast.

Un tema che ha percorso in maniera abbastanza ricorrente l’ultimo anno di uscite cinematografiche è quello relativo a film concepiti in un mondo che oggi appare lontano anni luce e che, guardati oggi, assumono connotazioni imprevedibili. Al di là di quel momento in cui è capitato più o meno a tutti di rabbrividire istintivamente perché nessuno sullo schermo indossava la mascherina, abbiamo visto film i cui protagonisti girano col volto coperto, film ambientati in apocalissi post-pandemiche, film che parlano d’isolamento, distanza dai propri cari, rapporti forzati, gente che infrange quarantene… Tutte opere concepite senza avere idea di quel che sarebbe accaduto nel 2020 ma che hanno finito per cogliere il momento in maniera implicita, trasversale, involontaria.

Continua a leggere The Rental

Le mie altre robe del 2019

E anche quest’anno concludiamo la (ritardatarissima) tripletta di elenconi brutti sulla roba consumata (e appuntata e/o che non mi sono dimenticato) nel corso dell’anno precedente con il mischione di quel che resta. Il mischione include i libri, i fumetti e le robe varie viste in TV che non siano film, quindi serie TV, documentari, cortometraggi e pucchiaccherelle assortite. Ah, per le serie TV, non sono incluse quelle di cui ho iniziato a guardare una stagione nel 2019 senza arrivare a finirla ma ci ho messo dentro robe per bambini che guarda mia figlia e di cui ho guardato assieme a lei puntate a sufficienza da ritenere di poter assegnare le stelline gli asterischi con un minimo di cognizione di causa. Come giovedì e venerdì, ho piazzato il link apposito per i casi in cui ne ho scritto da qualche parte. Casomai c’aveste proprio ansia di ascoltarmi, vi linko gli Outcast Popcorn al microonde e le Pillole TV, ad alcuni ho messo mano io. Come giovedì e venerdì, questo testo introduttivo è largamente copincollato da quello degli anni scorsi.

Continua a leggere Le mie altre robe del 2019

I miei videogiochi del 2019

Secondo giorno di elenconi brutti postumi fuori tempo massimo pubblicati a metà 2020 perché boh mi spiaceva non pubblicarli: oggi tocca ai videogiochi su cui ho messo mano nel 2019 e ai quali ho giocato fino a completamento, o perlomeno fino al punto di decidere che potevo assegnare le stelline gli asterischi con un minimo di cognizione di causa. Non è quindi inclusa eventuale roba a cui ho fatto una o due partite e, in generale, che ho iniziato l’anno scorso ma a cui ho giocato davvero (forse, vai a sapere) quest’anno, così come non conta la roba a cui non gioco regolarmente ma che continua ad essere installata sul telefono perché ogni tanto ricasco nel tunnel della droga, tipo Drop7così come non conta il party game che esci una volta ogni dieci mesi, tipo Singstar. E chiaramente mancano eventuali cose che mi sono dimenticato di segnarmi. Ce ne faremo una ragione, così come ci faremo una ragione del fatto che questo paragrafo è quasi interamente riciclato da quello degli anni scorsi.

Continua a leggere I miei videogiochi del 2019

I miei film del 2019

Oggi inauguro un inno alla procrastinazione e all’ossessione che andrà avanti per tre post, nei quali pubblicherò i miei canonici elenconi di fine/inizio anno ma lo farò a luglio, quindi addirittura oltre la metà dell’anno. Come mai? Boh, perché è successo, perché il blog è fermo e comatoso, perché comunque i post erano qui quasi pronti nelle bozze e perché sono pazzo e mi dà fastidio non pubblicarli. Poi, insomma, so che Bovati ci tiene e magari c’è qualcun altro a cui interessa, nonostante tutto, che questi elenchi appaiano qui.

Continua a leggere I miei film del 2019

Gli ultimi sei mesi abbondanti a fumetti di giopep

In questo contesto da blog sostanzialmente morto, comunque immobile, la mia indole ossessivo-compulsiva mi impedisce di smettere di annotarmi nelle bozze tutte le cose di cui vorrei scrivere e ogni tanto torna a pungolarmi dicendo “Ehi, ehi, dai, trova una chiave per tornare a pubblicare cose, non dico quotidianamente come ai tempi migliori, ma insomma, eh, su”. E ovviamente io gli rispondo “Ma certo” e poi mi dimentico. Oggi me ne sono ricordato e ci provo con la cosa più facile, ovvero l’aggiornamento sui fumetti che ho letto dall’ultima volta.

Nota: cerco di leggere in italiano la roba italiana, in inglese la roba in lingua inglese, in francese la roba in lingua francese. La roba di altra provenienza, la leggo comunque in una di quelle tre lingue, tipicamente italiano o francese, a seconda di dove mi capita di comprare cose. Nell’elenco, dove possibile e/o dove mi sono ricordato di farlo, ho cercato comunque di mettere i titoli italiani, per comodità di chi eventualmente leggendomi volesse recuperare qualcosa. Sai mai.

Continua a leggere Gli ultimi sei mesi abbondanti a fumetti di giopep

Tornare a vincere

Se volete leggere questa recensione impaginata meglio e con un voto in fondo, la trovate su IGN Italia. Se preferite ascoltarmi parlare del film in podcast, lo trovate su Outcast.

Gavin O’Connor è un regista solido, di buon mestiere, che non firmerà probabilmente mai un capolavoro ma porta quasi sempre a casa il risultato con professionalità, sa gestire l’azione e il racconto, riesce a spingere sulle emozioni in maniera sincera, mai cinica o posticcia, credendo davvero nella magia di ciò che racconta ma fermandosi sempre quell’attimo prima di scivolare troppo nello stucchevole. La sua opera più riuscita rimane forse quella specie di splendido “due Rocky in uno” che fu Warrior, nel quale due film sportivi si incontravano sul ring, raccontando altrettante storie che potevano funzionare da sole e che regalavano una spettacolare esplosione di emozioni proprio perché poste l’una contro l’altra. Ma se si apprezzano i generi fra i quali ama saltare, anche i vari MiraclePride and GloryJane Got a Gun The Accountant sanno regalare del solido intrattenimento, chi più, chi meno. La musica non cambia con Tornare a vincere, che intreccia fra loro due filoni abbastanza consolidati, quello dei film sulla dipendenza e quello del cinema sportivo, tirandone fuori una storia semplice, accattivante, tutta caricata sulle spalle di un Ben Affleck in gran forma.

Continua a leggere Tornare a vincere

Bombshell – La voce dello scandalo

Se volete leggere questa recensione impaginata meglio e con un voto in fondo, la trovate su IGN Italia. Se preferite ascoltarmi parlare del film in podcast, lo trovate su Outcast.

Nell’estate del 2016, Roger Ailes, amministratore delegato di Fox News, Fox Television Stations e 20th Television, abbandonò la sua posizione (e ricevette quaranta milioni di dollari di liquidazione, perché che fai, non glie li dai?) a seguito di uno scandalo esploso nel luglio dello stesso anno, quando la giornalista Gretchen Carlson gli aveva intentato causa con l’accusa di molestie sessuali. Non fu la prima a far presente le sue abitudini ma fu la prima a muoversi in maniera così aggressiva ed efficace, dando coraggio ad altre vittime: nel giro di pochi giorni, arrivarono accuse da ventitré donne, compreso un nome di punta come Megyn Kelly, e Ailes fu costretto a capitolare, con Rupert Murdoch che ne rilevò la posizione. Bombshell – La voce dello scandalo propone John Lithgow nel ruolo di Ailes e racconta quegli eventi seguendo soprattutto il percorso di tre giornaliste: Megyn Kelly (Charlize Theron), Gretchen Carlson (Nicole Kidman) e Kayla Pospisil (Margot Robbie), un personaggio fittizio che unisce le esperienze raccontate da diverse donne coinvolte. E come spesso accade in questo genere di film “basati su una storia vera”, a spiccare è innanzitutto il lavoro degli attori.

Continua a leggere Bombshell – La voce dello scandalo

Cose a caso