Archivi tag: Vertigo

Preacher

Poco più di una settimana fa, si è conclusa la seconda stagione di (quella bomba clamorosa di) Preacher, che ho trovato anche superiore a (quella bomba clamorosa che già era) la prima stagione di Preacher. C’è un aspetto in particolare ad avermi convinto, esaltato, fatto ridere come un scemo e fatto venire voglia di scriverne qua dentro per spingere chi fosse indeciso a darle una chance: Preacher ha dimostrato definitivamente di essere una serie che fa quello che le pare. In maniera proprio netta. Certo, aveva iniziato a farlo fin dall’inizio, nelle scelte di casting che scatenano il fastidio di chi ci tiene al pigmento e nella decisione di stravolgere tanto, tantissimo, in termini di adattamento della storia. Ma a far quello, ormai, son bravi tutti. No, il bello di Preacher e, ripeto, soprattutto della seconda stagione di Preacher, è che riesce a riproporre alla sua maniera, che è una maniera tutta nuova e personale, quello spirito deflagrante che di fondo costituiva l’anima più profonda del fumetto. Quello spirito di chi si sta divertendo come uno scemo, non ha rispetto per nessuno e fa, appunto, quello che le pare. Ed è una serie fantastica.

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La settimana a base di fumetti comprati da giopep durante il suo ultimo raid in Rue Dante

A Parigi le fumetterie escono dalle fottute pareti, ma se vai in Rue Dante ci sono più fumetterie che pareti. E soprattutto ci sono fumetterie un po’ più specializzate, fra quella che tratta solo manga, quella dedicata ai classici, quella per stracollezionisti e quelle ben fornite anche di fumetti americani in lingua originale. Quindi, ogni tanto (si parla di mesi), faccio un salto, stupro la carta di credito e poi sono a posto per altri mesi, tutti belli messi in fila. L’ultima volta si è verificata qualche settimana fa, poco dopo il rientro dall’Italia, e mi sono portato a casa ciò di cui vado a parlare qua sotto. Ovviamente, andando a scriverne settimane dopo, non mi ricordo più una fava, ma insomma, le stelline (gli asterischi) le (li) ho messe (messi) subito dopo la lettura, quindi, male che vada, si possono prendere quelli come consigli per l’acquisto.

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L’estate a fumetti (americani) di giopep

Un paio di settimane fa, ho scritto qua dentro dei fumetti (italiani, francesi e giapponesi) che mi sono letto durante le vacanze estive, rotolandomi fra un ombrellone e l’altro. Oggi, invece, scribacchio dei fumetti (americani) che mi sono letto quando l’estate stava finendo, un anno se ne andava e io ero tornato a Parigi. Ah, ci metto dentro anche un paio di cose Marvel, con una puntualizzazione: c’ho l’abbonamento a Marvel Unlimited, quindi leggo o scorro velocemente un po’ tutto, come se fossi ancora ai bei tempi in cui seguivo con attenzione l’intero universo. Solo che sono indietro. Ma di anni, eh. Sto leggendo la roba degli ultimi mesi del 2009, pensa te. E non mi metto qui ad elencare tutto quel che leggo, non avrebbe senso. Segnalo piuttosto quelle due o tre cose che mi sembrano particolarmente riuscite.

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Constantine

Constantine (USA, 2015)
creato da Daniel Cerone e David S. Goyer
con Matt Ryan, Angélica Celaya, Charles Halford, Harold Perrineau
 

Constantine, la serie TV, nasce sostanzialmente come tentativo di rendere giustizia a uno fra i personaggi fondamentali per l’esplosione iniziale dell’etichetta Vertigo, portatrice sana di fumetti maturi e di proprietà degli autori all’interno del colosso DC. Il contesto televisivo, senza dubbio, si presta bene per mettere in scena la serialità fumettistica e a questo si è accompagnato un certo sforzo per conservare l’iconografia, lo spirito, l’atmosfera e in molti casi le storie vere e proprie di Hellblazer. Insomma, la serie curata da Daniel Cerone era la grande speranza di tutti quelli che hanno odiato il film omonimo del 2005. E qui mi tocca aprire una parentesi che mi farà odiare da metà dei lettori.

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WE3 – Nuovo Organismo Ibrido


We3 (USA, 2004/2005)
di Grant Morrison e Frank Quitely
Edizione italiana a cura di Magic Press

Un Grant Morrison lontano dai toni schizoidi che è solito usare nella sua versione Vertigo racconta della crudeltà umana e del male che siamo soliti fare a chi non è in grado di difendersi. Mostruosamente lucido nel tratteggiare le “psicologie” dei suoi pelosi protagonisti, con WE3 lo sceneggiatore scozzese realizza un’opera straordinaria nella sua semplicità.

Straordinaria non solo per quegli struggenti dialoghi che mette in bocca ai suoi tre improbabili protagonisti, non solo per la caratterizzazione pulsante di quei piccoli e (non tanto) indifesi animali, ma anche per la capacità di trattare con eleganza ed efficacia un tema francamente trito e ritrito. Morrison gioca sporco e colpisce basso, aggrappandosi alle budella di chiunque, in vita sua, abbia provato affetto per una qualche creaturina pelosa.

E il tutto è immerso in una vibrante storia d’azione, un blockbusterone degno dell’hollywood migliore, che travolge con i suoi ritmi cinematografici e la sua regia innovativa. Uno splendido Frank Quitely punta l’obiettivo sui dettagli, su un ghigno insopportabile, una mano che si agita nervosa, un occhio terrorizzato, e trasmette emozioni che bucano le pagine, scavalcano i confini delle vignette e viaggiano negli spazi che non sarebbero loro concessi.

E si va anche oltre, in una vera e propria palestra di sperimentazioni visive, che spezzano le regole e viaggiano sul confine fra fumetto e cinema, dando vita alle pagine, facendole respirare fra le mani del lettore. Insomma, WE3 è un capolavoro e francamente non c’è un cazzo d’altro da aggiungere.