Cafarnao – Caos e miracoli

Se l’è presa comoda, ma finalmente, questa settimana, Cafarnao – Caos e miracoli è giunto in Italia, forte del premio della giuria conquistato a Cannes, uscito sconfitto dalla cinquina dei migliori film stranieri agli ultimi Oscar (ma la sfida a Roma era obiettivamente impossibile), passeggiando con calma dopo aver girato per i cinema di mezzo mondo. Ed è un film che vale la pena di recuperare, se avete voglia di passare un paio d’ore deprimendovi di fronte alla vita agghiacciante condotta dai bambini di scarsi mezzi in Libano, se non vi lasciate indispettire troppo da qualche scivolone di stucchevolezza nella messa in scena ma, soprattutto, se volete gustarvi delle interpretazioni pazzesche, una fotografia stellare e dei lampi di fantastica umanità.

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Noi

Con Noi, Jordan Peele prosegue un discorso se vogliamo romeriano e/o carpenteriano, fatto di horror/thriller che mirano ad essere efficacissimo cinema d’intrattenimento viscerale (riuscendoci), ma non rinunciano ad inseguire un gusto per la messa in scena stratificata, giocata su simbolismi, rimandi, citazioni, sottotesti (riuscendoci) e finiscono a provare a parlare di società, a fare satira, a rappresentare timori, orrori, paure, disgusti del mondo contemporaneo attraverso la lente deformante ed enfatizzante del genere puro (riuscendoci). Rispetto a Scappa: Get Out, il gioco d’equilibri risulta qui forse meno preciso e puntuale, meno rifinito al millimetro, ma anche perché figlio di un’ambizione ben maggiore, che travalica i confini e punta a discorsi più ampi e spudorati, tanto sul piano del linguaggio cinematografico, quanto su quello tematico.

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