Archivi tag: Batman: Under the Hood

La settimana a fumetti di giopep – 28/07/2007

Novità
Abara #1 ***
Dopo aver raccontato un affascinante, opprimente, inquietante, bellissimo nulla per dieci volumi di Blame, Tsutomu Nihei prova a stupire tutti mostrando di possedere il magico dono della sintesi e realizzando un’opera ben più breve. Pare impossibile, ma l’intreccio mi sembra ancora meno importante e interessante. In compenso rimane comunque un bel viaggio nel delirio malinconico della sua testaccia.

Antiquariato
Batman: Hush Returns (L.O.) *
In tutta franchezza, ho trovato Hush abbastanza inconcludente e, pur apprezzandone molto gli spunti di partenza e gli ottimi disegni di Jim Lee, ne sono rimasto abbastanza deluso. Ma certo, al confronto di questa porcheria, la prima apparizione del supercriminale bendato ne esce fuori come un capolavoro. Impresentabile.

Batman: War Crimes (L.O.) ****
Gran bel ciclo narrativo, che chiude degnamente la lunghissima saga dedicata alla guerriglia urbana di Gotham City. Se ne sono viste di tutti i colori e ci sono stati parecchi avvenimenti drammatici e decisivi nello stabilire il nuovo status quo di Batman e compagni. Il tutto, poi, è stato scritto e disegnato molto bene, sfruttando alla grande personaggi e situazioni. E Maschera Nera si conferma per l’ennesima volta come un gran bel personaggio. Altro che quel coglione di Hush.

Batman: Under the Hood Vol.2 (L.O.) **
La saga del grande ritorno di Jason Todd si chiude un po’ nello sfacelo, con un finalino tirato via in fretta e furia e una pessima alternanza alle matite fra l’ottimo Doug Mahnke e un incapace di cui non voglio nemmeno ricordarmi il nome. Peccato, perché – pur nella discutibilità dell’operazione – la cosa non era iniziata male. Magari, dopo Infinite Crisis

Batman: Victims (L.O.) ***
Una bella storia in due parti dedicata a Zsasz. Efficace, innocua e divertente. Niente di più, niente di meno.

Green Lantern V3 #159/170 (L.O.) **
Madonna che palle ‘sto Ben Raab. Che logorrea, che mancanza di ritmo, che capacità di far sembrare interminabili degli smilzi albetti da venti pagine. Un’annata di impressionante noia, pur con qualche momento piacevole, più fatto di lampi, brevi momenti, che di interi numeri (fatico a ricordarne uno davvero valido fino in fondo). Ma in effetti, adesso che ci penso, i momenti buoni risalgono probabilmente tutti ai primi albi di questo blocco, quelli su cui ancora Raab non metteva mano. Bah…

Wonder Woman V2 #202/213 (L.O.) ***
Un anno secco di storie dell’amazzone nelle mani di Greg Rucka, che si conferma ottimo autore di stampo seriale, capace di convincere con trame ad ampio respiro e buone caratterizzazioni dei personaggi. Mancano forse episodi davvero memorabili, nonostante ci siano anche eventi dal grosso peso narrativo, e si paga un po’ troppo l’incostanza ai disegni, con alti e bassi francamente quasi insopportabili. Ma di sicuro Wonder Woman ha vissuto periodi ben peggiori.

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La settimana a fumetti di giopep – 21/07/2007

Da quando ho avviato questo blog, mi sono sforzato di scrivere anche solo due cazzate su qualsiasi film, libro, serie TV o videogioco passasse per le mie mani. Fuori dal circolo vizioso ho lasciato i fumetti, perché ne leggo davero troppi, per poter pensare di commentarli approfonditamente tutti. Ci vorrebbe una vita supplementare, probabilmente. E infatti ho perso tempo giusto a decantare le lodi di qualche solitario esemplare. Epperò, su gentile (e insistente) richiesta di un affezionato lettore (siete pochi, ma fedeli), oggi inauguro una rubrica che ovviamente non avrò la forza di rendere fissa. Ma è bello provare a crederci. In teoria dovrebbe essere un riepiloghino veloce, fatto di brevi pillole, frammentarie, imprecise e un po’ a cazzo (insomma, tipo i reportage dai festival del cinema) sui fumetti letti in settimana. In pratica questo potrebbe serenamente essere il primo e l’ultimo appuntamento della rubrica. Ma, come dicevo, è bello crederci.

Novità
20th Century Boys #22 ***
Naoki Urasawa a me piace, davvero tanto. Mi piace il suo stile di disegno, mi piace la sua capacità di tirar fuori idee a raffica, mi piace il suo notevole senso del ritmo. Non mi piacciono, però, la sua incapacità di chiudere e il caos di personaggi e situazioni che spuntano fuori dietro ogni angolo. Può essere che i suoi fumetti paghino davvero tanto la lettura a episodi, ma a me, i due che ho letto, hanno entrambi dato una gran sensazione d’incompiuto. E in generale mi sembra che il trasporto emotivo si sia un po’ disperso, nell’arco dei tanti numeri. Son curioso di rileggermeli in una soluzione unica.

City of Tomorrow ****
Azione, fantascienza, donne di plastica dalle tette spropositate e un adorabile gusto retrò. Howard Chaykin è così, prendere o lasciare. Io prendo molto volentieri.

Dampyr #87 **
Il momento in cui cominci a chiederti perché continui a comprare una serie Bonelli, in genere, indica che è già passato da un po’ il momento in cui cominciare a chiederti se vale la pena continuare a comprarla. Dampyr ormai è un’abitudine, senza guizzi e picchi, familiare e ripetitiva. Difficile considerare quest’episodio una porcata, ma certo è una mezzora superflua nella mia vita.

Death Note #5 ****
Uno dei manga che leggo più volentieri in questo periodo, se non altro perché esce abbastanza dal solito schema dei fumetti giapponesi per ragazzi. Il soggetto è originale ed efficacissimo e l’autore ha la saggezza di non adagiarvisi per nulla: nel giro di cinque numeri saran cambiate totalmente le carte in tavola almeno tre volte. L’idea della cospirazione aziendale non è affatto male e son proprio curioso di vedere dove stiamo andando a infilarci.

Gea #17 **
Pare incredibile, ma perfino Enoch, con le sue tette al vento, i suoi gay tutti bravibellibuoniecomunistiecologisti, i suoi nazisti travolti dai tir e le sue storie anticonformiste si sta bonelizzando, con storie totalmente prevedibili e innocue. Che il penultimo numero di una miniserie semestrale da diciotto episodi mi dia una simile sensazione di vuoto e transitorio è abbastanza deprimente.

Hawkgirl #64/65 (Lingua originale) *
Walter Simonson mi ha rotto i coglioni dieci anni fa e qui non è che faccia molto per farmi cambiare idea, anche se i siparietti comici con Superman son sempre piacevoli.

Lone Wolf & Cub #24 *****
Qualsiasi fumetto giapponese, a parte rarissimi casi, commette l’insopportabile errore di costruire un clamoroso climax narrativo, portarlo all’apice, prepararti agli eventi conclusivi… e poi andare a parare da tutt’altra parte per tirare avanti ancora un po’ le vendite prima di chiudere. Da un paio di volumi Lone Wolf & Cub sembrerebbe stare facendo proprio questa cosa, se non fosse che l’intensità della narrazione continua a rimanere su livelli stratosferici e che gli sviluppi dell’intreccio rimangono coerenti con tutto ciò che si è visto prima. Capolavoro.

One Piece #44 **
Dopo l’interminabile saga di Alabasta e un successivo viaggio fra le nuvole che ho trovato davvero privo di mordente, One Piece è tornato a convincermi, con un capitolo che dura il giusto e termina prima di arrivare scassare la minchia per davvero. Certo, ormai siamo definitivamente entrati nel regno dell’insostenibile ripetitività, ma lo stile rimane sempre molto particolare e certe tavole, con il loro pacchiano e lacrimoso melodramma, hanno ancora il potere di emozionare un po’.

Naruto #32 **
A proposito di circoli viziosi, ci stiamo pericolosamente avvicinando al momento in cui lo stile pulito e accattivante di Kishimoto e la simpatia dei vari comprimari non mi basteranno più per andare avanti a leggere l’ennesima saga di gruppetti di amici che si menano tutto il tempo. Se salta fuori un altro torneo di arti marziali lo mollo, giuro.

Sette soldati della vittoria ****
Chiude col botto la maxisaga di Grant Morrison, in cui l’autore scozzese ha dato libero sfogo alla sua verve delirante e alle sue trovate senza senso apparente. Se l’episodio più normale e lineare di una saga è quello che vede protagonista una maga che parla al contrario, beh, ci dev’essere davvero qualcosa di forte, sotto.

Antiquariato
Batman: Under the Hood Vol.1 (L.O.) ***
Eccola, è lei, la saga del grande ritorno. Qualcuno mi dice se è tornato prima Bucky Barnes o Jason Todd, che questa cosa mi affascina? Comunque, il grande ritorno, ampiamente preannunciato nelle saghe precedenti, è una bella storia. Non so quanto possa meritare l’acquisto come volume per i fatti suoi, perché è davvero troppo poco autoconclusiva e troppo inserita in un contesto più ampio, ma funziona, coinvolge, si riallaccia bene a quanto accaduto prima e pone interessanti premesse per cose a venire. E Doug Mahnke mi piace sempre di più.

Batman #642 (L.O.) *
Chiaramente un fill-in, dalla totale inutilità.

Wonder Woman: The Game of the Gods (L.O.) *
Walter Simonson, dicevo, mi ha rotto i coglioni dieci anni fa e qui manco ci prova, a far finta di non avermeli rotti. Sei, interminabili numeri, la cui unica utilità sta nell’eliminare un personaggio che obiettivamente cominciava a diventare scomodo e superfluo.

Wonder Woman #195 (L.O.) **
L’esordio di Rucka al timone di Wonder Woman non stupisce per originalità, ma fa presagire ottime cose. Mette le cose in chiaro fin da subito e lascia addosso l’idea che stiano arrivando tempi interessanti.

Wonder Woman: Down to Earth (L.O.) ***
Una saga che, francamente, sembra non andare a parare da nessuna parte, ma forse anche per questo mette decisamente bene in mostra le doti di sceneggiatore di Rucka, capace di appassionare anche quando racconta il nulla. E in ogni caso c’è almeno una scena memorabile, la “pedata” di Hera alle isole, che oltretutto pianta semi promettenti.

Wonder Woman #201(L.O.) ***
Un bell’episodio autoconclusivo che affronta le conseguenze di Down to Earth e sembra soprattutto stare preparando le pedine sulla scacchiera.