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LEGO Batman – Il film

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LEGO Batman – Il film esiste, o quantomeno esiste in questa forma, probabilmente solo grazie al successo riscosso da The LEGO Movie un paio d’anni fa, senza il quale il Batman a mattoncini avrebbe continuato a frequentare i lidi direct to video in cui le produzioni animate targate LEGO vivono da anni. E non ci sarebbe stato nulla di male. Invece, fiutato l’affare, si è deciso di alzare il tiro e, a meno di improbabili flop, siamo forse all’inizio di una nuova invasione delle sale. Il problema è che questo LEGO Batman non è un film all’altezza di quello targato dalla coppia Lord/Miller. Ma non è neanche una sottoproduzione da home video buona solo per tenere calmi i bambini un sabato pomeriggio, eh! È una via di mezzo, il classico filmetto d’animazione di seconda fascia che non s’inventa molto, fa il suo dovere (tenere calmi i bambini per novanta minuti), strappa qualche sana risata e butta lì ammiccamenti a sufficienza per non far addormentare i genitori in maniera troppo brutale. È Minions. E va bene, eh. Però è anche un po’ un peccato.

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I Griffin – Stagione 2

Family Guy – Season 2 (USA, 1999/2000)
Creato da Seth MacFarlane
Con le voci di Seth MacFarlane, Alex Borstein, Seth Green, Mila Kunis

Con questo secondo gruppo di episodi, Family Guy prende decisamente il largo, si libera di ogni freno e percorre senza pietà la strada del citazionismo spinto e del nonsense. Abbandona anche la minima pretesa di buon gusto e sputa in faccia a tutto e tutti, al punto di vedersi bloccata la trasmissione di un episodio, When You Wish Upon a Weinstein, ovviamente incluso in questo cofanetto. E che francamente appare tutt’altro che esagerato, ma insulta argomenti – facilmente intuibili – troppo delicati.

La comicità dell’assurdo portata avanti dalla famiglia Griffin si manifesta in gag totalmente slegate dal tessuto narrativo, che arrivano talvolta ad occupare quasi metà episodio e che sono talmente caratterizzanti da esser non a caso diventate bersaglio preferito dei critici. In questo gruppo di puntate si toccano un po’ tutti i temi, si prendono per il culo un po’ tutti gli show e i personaggi televisivi che possano venire in mente (meravigliosi, pescando a caso, i riferimenti a Dallas e a Luke Perry) e si approfondiscono un po’ tutti i personaggi, con Stewie e Brian ancora una volta dominatori assoluti, ma ogni singolo membro della famiglia in grado di conquistarsi il suo momento di gloria. E la novità forse più piacevole è il continuo ricorso ai numeri cantati, divertentissime pariodie di musical famosi, che si inseriscono ancora una volta all’insegna del più totale nonsense.

Decisamente una visione consigliata, da provare, magari non per tutti i palati, ma senza dubbio, tocca ribadirlo, capace di crearsi una sua identità molto slegata da quelli che, per questioni di canovaccio e di stile grafico, sono i più facili e ovvi termini di paragone.

I Griffin – Stagione 1


Family Guy – Season 1 (USA, 1999)
Creato da Seth MacFarlane
Con le voci di Seth MacFarlane, Alex Borstein, Seth Green, Mila Kunis

Il primo impatto con I Griffin, inevitabilmente, fa pensare a una brutta copia de I Simpson. Forse anche per questo, in origine, si è scelto un titolo tanto diverso come Family Guy. Di sicuro, proprio nel tentativo di cavalcare l’onda, in Italia si è deciso di puntare tutto sul nome della famiglia di protagonisti. Certo è che, un po’ per lo stile grafico, un per la comicità satirica e citazionista, un po’ per la composizione medio-mediocre – ma allo stesso tempo peculiare e fuori dagli schemi – del nucleo famigliare raccontato, il dubbio di trovarsi davanti a un pallida imitazione viene per forza. Basta dare un po’ di fiducia ed esplorare un po’ più a fondo quel che si ha davanti, però, per trovarsi fra le mani un serial non solo divertentissimo e intelligente, ma anche dotato di una sua bella identità personale, tutto sommato distante dalla creatura di Matt Groening.

Family Guy pigia tremendamente di più il pedale dell’acceleratore sulla comicità dell’assurdo e su interminabili raffiche di freddure. Infila citazioni senza tregua, navigando nella mente malata dei suoi protagonisti, con un meccanismo narrativo che per certi versi ricorda il fantastico Dream On. E soprattutto regala forse il suo meglio nella caratterizzazione del piccolo, geniale e crudele Stewie e dell’elegante, austero, alcolizzato Brian. Due esseri costretti e limitati dalla loro stessa natura di poppante e animale, che incolla un genio del male in erba davanti ai per lui irresistibili episodi dei Teletubbies e costringe un orgoglioso e sfrontato cane parlante a sciogliersi come il più debole dei cuccioli di fronte a un semplice grattino.

Dove comincia e dove finisce la prima stagione di Family Guy? Ho fatto qualche ricerca, ma mica l’ho capito. Per me che non l’ho mai seguito in televisione, se non in maniera abbastanza occasionale, non ha comunque molta importanza. La prima stagione è quella contenuta nel primo cofanetto, e tanti saluti. Anche perché, comunque, basta anche solo ascoltare la Morte (sì, lei, quella con la emme maiuscola) dire “Hi, I’m Calista Flockhart”, per dare un senso a tutto quanto e svilire qualsiasi pretesa filologica. E intanto play.com già mi ha spedito il secondo cofanetto…