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Un anno da serial killer

Ultimamente mia figlia ha iniziato a trascinarsi in giro per casa. Non gattona, si è adagiata sul minimo indispensabile per ottenere quello che le serve (dev’essere una questione di DNA): rimane sdraiata con la panza per terra, tira delle fortissime manate sul pavimento e poi si trascina in avanti, dando giusto una spintarella col piede sinistro, mentre il destro rimane alzato. Il tutto, fra l’altro, viene eseguito stile remata in barca, con l’alternanza di manate a destra e a sinistra per mantenere la direzione e delle varianti per decidere dove spingere. Oh, magari è tutto normalissimo, non ne ho idea, e fra l’altro negli ultimi giorni sembra stare provando la tecnica della spinta centrale con sollevamento, più vicina alla gattonata classica, quindi magari adesso cambia stile. Ma lo stile attuale mi piace. Mi fa molto ridere. E la trovo adorabile. Non che ci sia da stupirsi, essendo mia figlia, but still.

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Stop!

Se non ci sono stati inconvenienti di sorta fra quando ho preparato questo post (giovedì) e oggi, in questo momento dovrei essere in macchina che guido verso l’Abruzzo. L’obiettivo è di stare una decina di giorni immerso nel timballo e completamente scollegato dal lavoro, dalla rete, dai videogiochi, dalla qualunque, per poi risalire in Liguria e trascorrere lì il resto del mese con un accesso moderato a quelle stesse cose. Ne consegue che il blog va un po’ ad incagliarsi per tre settimane, anche se pure lui con moderazione, dato che, a meno di imprevisti, tre o quattro post dovrebbero saltare fuori. Buon agosto a tutti e quattro voi che mi seguite.

Adesso c’ho l’ansia che mi levino Tommasino dal cinema prima del rientro. No, dai, non può essere.

Considerazioni dopo la prima fase

Per motivi vari ho visto solo la seconda metà di Italia Francia, partendo all’intervallo con gli azzurri sopra 36 a 31. Leggo di un Bargnani ottimo in attacco e di un match equilibrato, in cui l’una o l’altra squadra va avanti in base agli strappi del momento, ai parziali e controparziali. E di Tony Parker già oltre quota venti punti. Il terzo periodo si apre con i francesi che recuperano lo svantaggio e, grazie anche a un gesto di stizza di Crosariol che vale un tecnico, vanno sopra. Ma la storia della partita non cambia, si prosegue sull’equilibrio, sui sorpassi e sui controsorpassi.

L’impressione è che gli azzurri continuino a crescere e stiano entrando sempre più in forma, di partita in partita, come gli infortuni non hanno permesso loro di fare in preparazione. La difesa cresce d’intensità e l’attacco a tratti gira, ma ancora manca la continuità, manca la capacità di giocare al massimo per quaranta minuti e non a caso il parziale decisivo, nei minuti finali, invece che piazzarlo lo subiamo. Vero anche che a metterlo è l’MVP delle ultime finali NBA, con un paio di tiri senza senso e che oltretutto qualche anno fa non è che avesse troppo in faretra. Del resto, la differenza fra chi schiera un giocatore che l’NBA la vince da anni e chi dei ragazzini ancora da svezzare sta anche lì.

Eppure, nonostante tutto, nonostante, come dice Bargnani, sia finito il tempo di guardare il bicchiere mezzo pieno, la partita offre segnali positivi, per esempio in un Bulleri e un Soragna che stanno continuando a giocare alla grande o nei due bimbetti in crescita. Segnali che vengono confermati poi nella terza partita, contro una Polonia che prevedibilmente non si rivela una passeggiata di salute (del resto avevano fatto soffrire anche i galletti) ma che battiamo in maniera tutto sommato abbastanza convincente. Di questa terza partita vale la pena sottolineare un Bargnani efficace e misurato e un Belinelli in giornata. Certo, resta il dubbio che sia soprattutto frutto della pochezza difensiva avversaria, ma immagino che appureremo contro la Lituania.

Per il resto, si registra il fatto che contro la Polonia Recalcati riduce la rotazione da undici a otto uomini. Da Tome non giocava neanche prima, quindi non ci si stupisce, ma vedere Di Bella, Mancinelli e Crosariol mettere assieme solo 10 minuti in tre fa un po’ impressione. Scelte tattiche dovute agli avversari e al fatto che gli uomini in campo stavano funzionando? Probabile, ma spero non si tratti di un punto di non ritorno, perché contro una frontline come quella Lituana il quarto di bue serve di brutto e perché Mancinelli, che pure fino a qui ha fatto male, va sempre provato. Su Di Bella poco da dire: per quel che ha fatto vedere fino adesso, potevamo portarci anche Hackett (ma pure Vitali).

E del resto se Bulleri continua a giocare così, Di Bella serve a poco, anche se bisogna pure vedere come reggeremo giocando altre tre partite in pochi giorni, tutte prevedibilmente a un’intensità pazzesca. A margine, mi piace sottolineare la bella prova di Basile: vero che anche per lui vale il discorso fatto sulla pochezza difensiva dell’avversario, ma è l’atteggiamento a convincermi. Difende, si sbatte e non forza, prende i tiri che gli arrivano e solo quando ne mette un paio e si comincia a sentire in ritmo inizia a prendersi anche responsabilità più serie, andando a centro. Poco da dire sugli altri: Gigli continua ad essere uno dei più positivi, Mordente ci mette tantissima grinta ed efficacia, anche se ogni tanto pare poco lucido, Marconato è il solito fantasma, parzialmente resuscitato solo contro la pochezza polacca.

Uscendo un attimo dal cupolone campanilistico, c’è da prender nota di un paio di sorpresine. Della Serbia che, dopo aver perso coi greci solo al supplementare (e con tanto di sbroccata in diretta di quel pirla di Milicic), si fa abbattere da Israele ed esce nella vergogna, per l’ennesima volta, non dico altro perché poi mi danno del prevenuto. Onore comunque agli israeliani, che fra l’altro mentre scrivo ne hanno combinato un’altra, e onore pure alla Russia, che gioca alla grandissima e vince il girone dei campioni uscenti.

Anche i campioni del mondo in carica e padroni di casa della Spagna passano da secondi, sorpresi da una Croazia che li batte in extremis e fra l’altro, così facendo, condanna la Lettonia e promuove al secondo turno il Portogallo. Nel gruppo C non sorprende il dominio dei lituani, che stanno giocando il basket più spettacolare ed efficace del torneo, mentre delude un po’ la Turchia di Okur e Turkoglu, passata sostanzialmente allo stesso modo degli azzurri.

Si passa quindi alla seconda fase, ancora a gironi (questa volta due): il gruppo E sembrava avere una storia già scritta, con Russia, Croazia, Spagna e Grecia a giocarsi i piazzamenti alle spese dei materassi Israele e Portogallo, e invece gli israeliani hanno appena vinto la seconda partita della vita consecutiva e adesso, per passare il turno, devono battere il Portogallo e sperare che Russia e Grecia sconfiggano la Croazia. Il che, tutto sommato, non è neanche poi tanto impossibile. Diciamo che che gli italiani hanno qualcuno da prendere come esempio. Per quanto riguarda le altre tre, comunque, difficilmente vedremo sorprese e io butto un euro sulla Russia al primo posto anche in questo secondo girone.

Gli azzurri possono ancora qualificarsi, anche se è ovviamente durissima. Nel nostro girone la Lituania è sostanzialmente già a posto: perdendole tutte e tre potrebbe rimanere fuori, ma fatico a immaginare una simile ecatombe. Potrebbero già esserne più in grado gli sloveni, che tutto sommato, sulla singola partita, sono battibilissimi, ma ci credo poco. Fra le ultime quattro si dovrebbe vedere il sangue, detto che ovviamente Francia e Germania partono avvantaggiate (ci si porta dietro i punti della prima fase, meno quelli fatti con le squadre eliminate, e ovviamente per la classifica avulsa contano anche gli scontri diretti già affrontati).

Noi dobbiamo giocare sui tedeschi: possiamo sorpassare la Francia solo se loro perdono tre partite e noi ne vinciamo almeno due. Niente è impossibile, ma non farei troppo affidamento sulla cosa. I tedeschi sono invece la chiave, perché quella con loro, all’ultima giornata, è la partita che non possiamo perdere: se Dirkone ci batte, siamo fuori (a meno di un’improbabile situazione di pari punti con Turchia e Germania, in cui si pareggi a scontri diretti e si vinca a differenza canestri). Di base, comunque, vincendo tre partite passiamo il turno, alle spese di chi dipende dagli altri, mentre dalle due vittorie in giù tutto è possibile.

In caso di due vittorie (e a meno di autodistruzione della Francia), ci tocca sperare che i crucchi non vincano più di una partita. C’è anche la possibilità di passare il turno vincendo solo coi tedeschi, ma a patto che loro le perdano tutte e che i turchi vincano solo con noi: si andrebbe a parità di punti e scontri diretti fra le tre squadre e conterebbe la differenza canestri. Insomma, un gran casino, reso ancora peggiore dal fatto che i turchi sono nella nostra stessa situazione, solo che hanno nel mirino i francesi invece dei tedeschi e che devono affrontare una Slovenia obiettivamente più abbordabile della nostra Lituania.

Cosa succederà? Non lo so, ovviamente. Penso che possiamo giocarcela con tutte e tre le avversarie, ma penso anche che perderemo con i lituani e che buona parte del nostro destino si deciderà nella seconda giornata: se battiamo la Turchia e i tedeschi non vincono le prime due, ci giochiamo il passaggio del turno in una specie di finalissima. Sono possibilista, penso che ce la possiamo fare, a patto di tirare fuori palle, orgoglio e talento. E di farlo fin da subito, anche nella sfida impossibile coi lituani. Se poi dovesse arrivare una di quelle partite in cui ci entra qualsiasi cosa, proprio come nel 2004 coi lituani, beh, non mi lamenterei. Di solito almeno una a torneo la tiriamo fuori.

P.S.
Raisport Sat ha trasmesso in diretta la prima partita e non le altre due. Così mercoledì sono arrivato a casa e ho trovato registrati su MySky beach volley e atletica. Al che sono andato qui e, fanculo, mi sono comprato gli europei. Purtroppo, siccome la Rai ha i diritti, non si possono vedere le partite in diretta (vagli a spiegare che la Rai trasmette solo l’Italia), ma per quello ci sono i programmi cinesi. Qua, invece, scarico le partite in differita e mi guardo quel cazzo che voglio, quando voglio e senza Lauro e Bonamico a massacrarmi le orecchie. Vittoria del bene.

Italia vs Slovenia – 68 a 69

Partita orrenda sotto tanti punti di vista, ma splendida per le emozioni che riesce a regalare, e del resto il risultato dice molto, e nemmeno tutto, visto lo svolgimento dei minuti finali. L’Italia gioca male fin da subito, non va sotto pesantemente perché difende con aggressività e convinzione, ma sulla distanza paga la sterilità offensiva e il solito troppo appoggiarsi sul tiro dalla lunga distanza (1/10 da tre all’intervallo, 4/22 al termine, per di più con due triple a segno negli ultimi trenta secondi). Al contrario gli sloveni si fanno valere in attacco e sfruttano uno Smodis a tratti ingestibile per i nostri lunghi.

L’Italia gioca a strappi, va e viene, ogni tanto trova un paio di canestri in fila perché entra qualche tiro, ma non riesce a tenere alta l’intensità per lunghi periodi e finisce sempre per sprecare i parzialini commettendo errori stupidi. Arriva anche qualche botta di sfortuna (il tre secondi a Mordente sulla tripla di Bargnani, le schiacciate sbagliate, qualche scivolone sotto canestro), ma sarebbe ingiusto incolpare troppo il destino. Il problema è che dopo l’inizio promettente l’attacco smette di girare e la difesa – pur superiore a quella inguardabile delle ultime amichevoli – da sola non può bastare: se la Slovenia non fosse la solita Slovenia, probabilmente non saremmo in grado di rimettere in piedi la partita. E invece, un po’ per demeriti degli avversari, un po’ perché alcuni azzurri recuperano i coglioni dimenticati chissà dove, il match non sembra finire mai.

Dopo essere andata negli spogliatoi sotto di 13 punti, l’Italia apre il terzo periodo con un parziale di 11 a 0 che sembra rimettere tutto in gioco, ma ricomincia poi a commettere errori marchiani, subisce un controparziale e si ritrova nuovamente sotto di 14 punti e a quattro minuti dalla fine è ancora sotto di 12. Eppure gli azzurri non mollano e nel finale di partita ritrovano il bandolo della matassa, un po’ perché sono maestri nel buttarla sulla caciara, un po’ perché Bulleri è in serata e mette praticamente dieci punti in fila, un po’ perché gli avversari si fanno anche prendere un pochino dal panico.

Quale che sia il motivo, a quaranta secondi dalla fine ci ritroviamo sotto di due, continuamo a difendere come ossessi e recuperare palloni e, attorno a due liberi segnati da Lakovic, Soragna ci porta due volte in vantaggio, con altrettante triple dall’angolo. La seconda arriva a quattro secondi dalla fine e sembra fatta, ma ovviamente, nel più classico stile da Italietta vintage, ci facciamo infilare da una tripla di Lakovic allo scadere, sulla quale probabilmente si poteva e si doveva difendere meglio. E arriva così una sconfitta che ci sta per mille motivi, ma che giunta in questo modo fa davvero malissimo.

A bocce ferme, lode a Soragna, Mordente e Bulleri, che tengono sostanzialmente in piedi la squadra da soli, difendendo, inventando canestri importanti e guidando una rimonta che ha comunque quasi del miracoloso. Basile non la mette neanche per sbaglio, però tira poco (anche se un paio di triple forzate poteva risparmiarsele) e fa altre cose importanti, difendendo e prendendo sette rimbalzi (certo fa un po’ ridere il pensiero che sia il nostro miglior rimbalzista, oltretutto seguito dai quattro di Di Bella).

Bene anche Gigli, che conferma gli ottimi segnali visti nelle scorse settimane e a conti fatti, con praticamente lo stesso minutaggio, fa molto più di Bargnani. Di Bella, rimbalzi a parte, non pervenuto: praticamente è come se non ci fosse, ed è grave, considerando che dovrebbe essere quello che con le sue penetrazioni ti cambia un po’ la partita. Vale putroppo lo stesso per Mancinelli, che entra, fa subito un paio di errori, si autocancella e viene poi tolto da Recalcati. In particolare da lui sarebbe lecito attendersi qualcosa di più, anche e soprattutto quando Belinelli e Bargnani non ingranano.

Di Crosariol ormai sono un fan: vero che perde un paio di palle banali, ma lotta con grinta, recupera palloni, stoppa, difende, e quando c’è lui sotto canestro gli avversari fanno improvvisamente una fatica boia ad attaccare il ferro. Fa insomma il suo dovere da quarto di bue, anche se deve migliorare a rimbalzo e trovare un po’ di gioco offensivo, ma secondo me servirebbe anche più dei soli dieci minuti che gioca. Se non altro perché Bargnani in mezzo va bene solo per smuovere le carte un po’ di minuti e l’alternativa Marconato, francamente, non vedo come possa essere considerata superiore, dato che nonostante l’esperienza di cazzate ne fa perlomeno altrettante, e su praticamente tutto il resto vale meno.

E si arriva poi ai due che dovrebbero farci vincere le partite, le stelline dell’NBA. Sarà che sentono la pressione, sarà l’inesperienza, saranno gli acciacchi fisici, ma siamo a livelli impresentabili. Bargnani qualcosa combina, ma davvero troppo poco per uno che in teoria dovrebbe essere il nostro giocatore più forte. Poi su un paio di azioni è anche sfortunato, ma davvero così non va. Ancora peggio, comunque, Belinelli, che continua a buttare per aria qualsiasi cosa gli passi per le mani senza dare un senso al suo gioco. Entrambi ogni tanto gettano sul piatto il guizzo del campione, ma non serve a niente se per il resto della partita fanno solo danni.

Tanto più che l’atteggiamento di Belinelli genera panchinamenti punitivi che di sicuro non aiutano e, oltretutto, spero di sbagliarmi ma ho l’impressione che l’atteggiamento di Marco stia cominciando a stare sulle palle ad alcuni. Qualche sguardo storto, qualche pallone non passato e pure una dichiarazione di Bulleri a fine partita che, sbaglierò, a me sembrava stare parlando proprio di lui. Spero di sbagliarmi, perché se crolla il gruppo è davvero finita.

E insomma, in conclusione? In conclusione la sostanza è che si apprezzano lo sforzo e il carattere, ma se non la metti dentro non vai da nessuna parte, anche perché una rimonta del genere, riuscita o meno, può essere un’eccezione, non certo la chiave per impostare qualsiasi partita. Inoltre, ormai è la filastrocca inevitabile, bisogna togliersi un po’ dalla testa la fissazione di cercare sempre la tripla, perché un 4 su 22 da dietro l’arco non si può davvero guardare (e a trenta secondi dalla fine stavamo a 2 su 20). La rimonta è arrivata attaccando il ferro e andando sotto, le triple hanno fatto da ciliegina: vorrà pur dire qualcosa, no? O riusciamo a creare un attacco decente e a far funzionare Bargnani e Belinelli (ma anche Mancinelli), o Pechino ce la scordiamo. Perché magari il primo turno lo si passa anche, ma poi ci si schianta fragorosamente.

Ora tocca alla Francia, che quattro anni fa ce ne diede trenta all’esordio, ma poi sconfiggemmo di due punti nella partita che valeva l’Olimpiade. Avranno ancora il dente avvelenato? Probabile, ma chi se ne fotte, anche. Con la Slovenia si è rientrati in partita a colpi di testate, ora bisogna continuare a darne, senza fermarsi più. Purtroppo io sono in partenza e tornerò mercoledì sera, pronto a vedere le partite con Francia e Polonia registrate. Sorvolando sull’angoscia dell’attesa, e sulla speranza di non conoscere i risultati in anteprima, se mi tocca vedere di nuovo due finali di partita del genere, di seguito, e magari con lo stesso esito, non ne esco vivo. No, perché io stasera son stato male, eh. Che cazzo.

Colpo di scena

Dal solito www.fip.it:

“Carlo Recalcati in mattinata aveva sciolto l’ultimo dubbio sulla formazione: ha assegnato le ultime due maglie disponibili ad Andrea Crosariol e Luigi Datome, convocato solo lo scorso 28 agosto al raduno di Roma, dopo le rinunce per infortunio di Richard Mason Rocca, Danilo Gallinari e Giacomo Galanda. Luca Garri, invece, salito sul pullman azzurra per i tornei in Grecia e in Germania, è tornato a casa”

Caspita, proprio quello che speravo. La ciliegina sulla torta sarebbe vedere in campo Crosariol con del minutaggio pesante, magari da titolare. Ma ci credo poco. Comunque, è finito il tempo delle parole, domani si comincia. Frenesia.

Italia vs Grecia – 52 a 73

Cosa si può dire, dopo una partita del genere? Che considerazioni si possono trarre, da una simile serie di schiaffoni rifilati a un cadavere che di tanto in tanto s’imbizzarrisce per una semplice reazione nervosa? Che gli azzurri sono fatti così, si svegliano solo quando c’è qualcosa in palio (ma tipo l’onore non conta nulla?), magari, oppure che i veterani si stanno risparmiando per quando dovranno giocare tre partite in tre giorni in avvio di Eurobasket. Certo, si può dire. E si può dire anche che alcuni (Garri, Belinelli, Bargnani e probabilmente non solo loro) pagano un po’ la preparazione frettolosa per tarda convocazione o a singhiozzo per acciacchi vari. Però, allora, che si fa, non si dice niente, su ‘sto spettacolo indecoroso?

Non lo si dice, che in mezzo all’apatia generale, fra un Bargnani spaesato, un Belinelli che spara a caso sulla folla, un Bulleri alla ricerca di un cecchino che faccia smetterlo di soffrire e un Marconato ectoplasmatico si è visto anche qualcosina di buono? Perché se non si possono criticare i cattivi, allora, non è giusto nemmeno sottolineare la voglia, l’impegno e l’efficacia di Gigli, Mancinelli e Di Bella. E non bisognerebbe neppure dire che Basile (toh, un veterano) gioca la sua prima partita decente da un paio di settimane e, anzi, addirittura gioca proprio bene, mettendo ordine, difendendo, tirando con percentuali accettabili.

E che facciamo, non lo diciamo, che si deve davvero sperare che Recalcati voglia “nascondere” Crosariol per poi tirarlo fuori di potenza all’Europeo? Perché sennò non si spiega, davvero non si spiega, il modo in cui lo sta utilizzando. Caspita, questo entra con l’Italia che perde tantissimo a zero e comincia a tirare testate da tutte le parti. In una manciata di minuti conquista rimbalzi, si fa schiantare addosso qualsiasi tentativo avversario di attaccare il ferro, abbozza un minimo di gioco in post (l’unico dei nostri a farlo, ma non solo ieri, per tutto il mese) ruba palloni, serve assist, va a tirare (male, ok) un paio di liberi e segna oltretutto il primo canestro degli azzurri.

E Recalcati che fa? Lo toglie e non lo fa più entrare fino alla fine della partita. Continua a giocare con i lunghetti atipici che non prendono nemmeno un rimbalzo e stazionano dietro la linea da tre, rimette piuttosto dentro il fantasma morto di Marconato. A questo punto comincio a temere che abbia il coraggio di lasciarlo a casa. Beh, scusa Carlo, io di basket magari (ma anzi, sicuramente) non ne capisco quanto te, di certo non ho le tue conoscenze, la tua esperienza, la tua carriera alle spalle. Ma sottovalutare l’impatto che ha Crosariol quasi ogni volta che entra in campo, soprattutto contro squadre potenti sotto canestro come la Grecia, beh, mi sembra delirante.

Ma cazzo, ma sfruttalo, mica dico che debba toccare ogni pallone in attacco, ma con la presenza che ha in difesa, con quella la capacità di far valere il fisico, con l’opportunità che ti offre di variare l’attacco e aprire spazi per gli altri, ma come cazzo fai a lasciarlo ad ammuffire in panca per tenere dentro l’ammuffito (quello per davvero, parrebbe) Marconato o per far giocare Gigli in centro e Mancinelli in ala grande?

Io ti stimo e ti voglio pure un po’ bene, perché hai vinto un bronzo europeo e un argento olimpico, e perché quando hai vinto quest’ultimo c’ero pure io, ad Atene. Però, porca puttana, se mi lasci a casa Crosariol io ti odio. Sì sì, non è che non sono d’accordo, mi stai sulle balle, o che. TI ODIO. Perché Crosariol, è ovvio, non è e non sarà mai il giocatore simbolo della nazionale, il più importante, il salvatore della patria. Ma è per molti versi il simbolo del modo in cui stai gestendo la situazione. E quindi voglio proprio vedere cosa ci combini. E, sappilo, ti odio pure se te lo porti per farlo giocare tre minuti a partita. Hai capito? Ecco. Oh, poi magari vinci l’Europeo mentre Crosariol se ne sta a casa a guardare le partite in TV. Ecco, a quel punto non ti odio più, al massimo mi stai un po’ sulle palle.

Comunque, fra tre giorni si comincia, e io ti aspetto al varco.
Stai attento.

P.S.
Per favore, qualcuno dica a Lauro che il primo turno dei playoff raggiunto dai Raptors con Bargnani non è il miglior risultato della loro storia, e che nel 2001 sono andati a un tiro sbagliato sulla sirena dal vincere gara 7 del secondo turno contro i Sixers. Oppure fatelo direttamente stare zitto, via, che ci godiamo le partite senza la sua logorroica e insostenibile telecronaca.

Italia vs Lituania – 70 a 86

E alla fine sono arrivati anche i coppini di scherno, belli energici e convinti. Contro la Lituania gli azzurri hanno retto venti minuti perché Bulleri ci teneva a riscattare la prestazione oscena di ieri, ma nel terzo periodo non ci hanno davvero capito niente e al primo segnale di crollo, ancora una volta, si sono miseramente lasciati andare. E poco conta se poi, nell’ultima frazione di gioco, con gli avversari che si rilassavano e facevan giocare i bimbi, c’è stato l’ennesimo abbozzo di rimonta. Anche perché questa volta manco ci è stato concesso e siamo stati ricacciati indietro a calci in culo. Ma pure se fossimo arrivati a meno tre, davvero qualcuno avrebbe avuto il coraggio di celebrare il carattere di una squadra che per tre giorni di fila si fa prendere a ceffoni e rimonta quando gli altri si rilassano?

Direi di no. E direi anche che davvero c’è poco da salvare, sul fronte azzurro, in questo torneo dell’Acropoli. Fa piacere la conferma di Gigli che sta giocando con un’aggressività e una voglia che probabilmente non ha mai avuto in vita sua. Ed è bello vedere che Soragna sa ancora tirare le testate che ci servono. Buona prova anche di Hackett, ordinato e solido: continuo a preferirgli Di Bella, se non altro perché è il nostro unico piccolo in grado di saltare regolarmente l’uomo e attaccare il canestro, e me lo ricordo bene quanto Pozzecco servì ad Atene per questo motivo. Ma in ogni caso Hackett ottimo e positivo per il futuro e santo subito per la faccia di cazzo con cui ha tenuto testa alle provocazioni dei greci nella seconda partita (che io, di fronte a un Papadopoulos che si avvicina così, scapperei a gambe levate).

A proposito di tenere testa a Papadopoulos, qualcuno spieghi a Recalcati che Crosariol va confermato e va cavalcato un pochino di più. Non dico che debba diventare il perno dell’attacco, sarebbe assurdo con Belinelli, Bargnani e Gallinari (speriamo) sani, ma non capisco perché non provare a sfruttare un po’ la sua potenza sotto canestro, che ci darebbe una dimensione diversa in attacco e libererebbe un po’ di spazio per i tiratori. Non è Olajuwon, non è Shaq, ma lì sotto, quando gli han dato palla, ha tenuto botta contro i lunghi greci e lituani, trovando punti e falli subiti. Non abbiamo NESSUN altro che faccia questo, in quella marea di mezzaliforsecentri che tiran solo da fuori e se ricevono spalle a canestro oscillano fra la palla persa, il mattone sul ferro e lo scarico.

E in più è una presenza fisica difensiva devastante. Certo, commette errori di inesperienza, certo, tende a caricarsi di falli, ma porca puttana, chi altro abbiamo in grado di far rimbalzare Papadopoulos contro un MURO DI CEMENTO in quel modo? Nessuno. E invece ci dobbiamo tenere Galanda, con le sue sparacchiate da tre, i suoi continui falli in difesa, la sua monodimensionalità, e Marconato che sembrava vivo contro le squadrette, ma in Grecia si è fatto stoppare dai piccoli e non ha preso un rimbalzo neanche quando gli cascava la palla in mano. E per non rinunciare a tutti i veterani bisogna segarne due fra Crosariol, Mancinelli, Di Bella e Hackett. Bah!

Comunque, queste tre partite han ribadito, casomai ce ne fosse bisogno, che i veterani tanto belli e tanto bravi non stanno in piedi, se li costringi a un minutaggio pesante e a tirare la carretta. Il Basile che entra pochi minuti e porta ordine, esperienza e qualche tiro piazzato va benissimo. Quello che gioca troppo e passa il tempo buttando per aria qualsiasi cosa gli passi fra le mani non serve a un cazzo, perché semplicemente non ce la fa più, come non ce la faceva un anno fa in Giappone.

Ma in ogni caso, in generale, è l’atteggiamento che non va bene. Manca la coesione, manca il gruppo, manca la difesa, e non ce ne facciamo niente di Bulleri che gioca quindici minuti di fuoco perché vuole far vedere che non è bollito come sembrava contro la Grecia. Io spero davvero, a questo punto, che i vecchietti si stiano risparmiando per quando le cose diventeranno serie, ma così, a naso, ho davvero l’impressione che la tanto sperata fusione fra veterani e ragazzini stia faticando a cementarsi. E sarebbe un bel problema.

Comunque, è chiaro che senza Gallinari e Bargnani non si poteva sperare di battere le corazzate. Fa male vedere quell’atteggiamento e non mi convincono certe scelte di Recalcati (ma chi sono io per giudicarle?), però non è ancora troppo il caso di fasciarsi la testa. In Germania dovrebbero tornare gli assenti, speriamo in buone condizioni e speriamo in grado di integrarsi a dovere nel poco tempo rimasto. Oltretutto le palle è importante che vengano tirate fuori a settembre, non adesso. E poi vediamo che decide Recalcati: comunque vada, secondo me ci smeniamo. Che il taglio sia Mancinelli, Crosariol o il play di riserva. O che non sia tagliato nessuno dei tre perché Bargnani è inutilizzabile e si libera un posto. Ma chi sono io per giudicare?

Italia vs Grecia – 62 a 72

Seconda giornata di torneo dell’Acropoli, secondo schiaffone, prevedibile e bello corposo, con la mano aperta e il segno delle cinque dita ben stampato in faccia. La Grecia è impressionantemente forte, per il talento e la fisicità dei singoli, ma ancor di più per la sua essenza di squadra. Sono uniti e compatti, abituati a giocare assieme, funzionano come meglio è difficile fare e sono obiettivamente fuori portata per l’Italia attuale, ben lungi dall’essere amalgamata a dovere e difficilmente in grado di diventarlo fino a che non saranno risolti i problemi fisici delle due stelline Bargnani e Gallinari. Fa comunque piacere vedere che ci si sia limitati allo schiaffone e non si sia arrivati ai coppini di scherno.

Non che i simpaticoni non ci abbiano provato, a far cinema coi numeri d’avanspettacolo, ma gli è stato fatto capire in fretta che non era il caso e, anzi, gli azzurri ci hanno provato fino in fondo, giocando un’onesta partita e limitando il passivo in maniera decorosa. Dopo lo squallore visto contro la Slovenia, la reazione di carattere era prevedibile, dovuta, e non va quindi sopravvalutata. Fa piacere che ci sia stata ma, insomma, ci mancherebbe altro. Più interessante invece valutare la buona prova di Hackett, cui Recalcati ha regalato alto minutaggio, perché sa che non potrà averlo a disposizione nel prossimo torneino in Germania. Il ragazzetto mette in campo ordine, palle e solidità mentale, assieme a tutti i limiti di un talento non proprio strabordante e dell’evidente inesperienza a questi livelli.

Buono anche Crosariol, che pure lui paga con troppi falli ingenui l’inesperienza, ma butta sul piatto un paio di gran bei canestri in rovesciata e soprattutto ci regala un minimo di gioco in post e una presenza fisica in difesa che nessun altro azzurro può vantare. Io resto dell’idea che sia un delitto rinunciare al suo corpaccione là sotto, fermo restando che vorrei anche vederlo un po’ più attivo a rimbalzo. Ma d’altra parte i rimbalzi sembrano essere completamente assenti nel nostro DNA, se è vero che quel mollaccione di Gigli è l’unico che ne piglia e soprattutto è l’unico che sembra davvero essere interessato a farlo. Così però non funziona e non si va lontano, specie nelle serate in cui non entra il bombardamento da tre.

Pessimo Belinelli, che a quanto pare senza Gallinari e Bargnani in campo si convince di dover fare tutto da solo e sparacchia a caso da qualsiasi posizione, in maniera totalmente inutile e dannosa. Certo, capita la sera in cui quei tiri gli entrano e mette 30 punti. Ma ne capita una su quante? Il recupero degli altri due, probabilmente, farebbe molto bene anche a lui. Ottimo, invece, Soragna, che per la seconda partita consecutiva mostra la carica, la solidità mentale e l’efficacia dei bei tempi. Alla fine ha probabilmente ragione Recalcati a fare tanto affidamento su di lui, vista anche l’estrema versatilità.

Il problema, però, è che tolto lui e tolto un discreto Galanda, ieri sera i veterani hanno fatto un po’ tutti ridere. Evanescenti Basile e Marconato, addirittura fastidiosi Bulleri e Mordente. L’impressione mia è che siano sempre meno in grado di portarsi la squadra sulle spalle e che non possano andare molto oltre l’ovvio ruolo di chiocce per i ragazzini. Che nella serata giusta Basile sia in grado di buttare dentro quindici pesantissimi punti non lo metto in dubbio, ma non può essere l’ancora di salvezza per un intero torneo e certo non mi aspetto più da lui partite come quelle del 2004 contro USA e Lituania.

Ma del resto va bene così, questa è una nazionale giustamente costruita attorno a Gallinari, Belinelli e Bargnani, che non può fare ovviamente a meno dei veterani, ma che deve puntare sul talento di questi tre giovani e avere come obiettivo l’inserimento degli altri (non solo Hackett e Crosariol, ma anche i “futuri” come Datome). Ovvio che senza due del trio si faccia fatica e non si possa pensare di giocarsela ad armi pari con una superpotenza come la Grecia. Specie perché, come si diceva, la squadra sembra far fatica a trovare la giusta “chimica”. Manca di compatezza, non lavora assieme come si deve, non riesce a difendere se non sulla base di guizzi momentanei del singolo. E certo non sarà facile trovare l’intesa giusta, con tutti i problemi e le assenze forzate che stanno capitando.

Stasera, dopo i due salutari e sonori schiaffoni, servirebbe magari una vittoria, contro la Lituania che un anno fa ci aveva buttati fuori dai Mondiali. Non sarà facile, anche perché gli assenti non smetteranno di essere tali, ma darebbe una bella iniezione di fiducia e aiuterebbe a cementare la solidità di gruppo che è stata alla base dei successi ottenuti dalla nazionale in questo decennio. Poi vediamo cosa succede in Germania, dove dovrebbero tornare Gallinari e Bargnani e dove Recalcati suppongo prenderà le sue decisioni finali sulla rosa.

Italia vs Slovenia – 81 a 84

Dopo otto vittorie consecutive, arriva finalmente la prima sconfitta. Sconfitta vera, nonostante l’assenza di Gallinari e i problemi fisici di Bargnani, un po’ perché pure la Slovenia non era a pieni ranghi, un po’ perché non è che si debbano per forza cercare scuse. Ma soprattutto perché si tratta di una sconfitta figlia non di una netta inferiorità tecnica, ma di un atteggiamento insopportabile, da italietta vintage, tenuto per quasi tutto il match. Detto questo, che dopo essere stati sotto di 19 e aver iniziato l’ultimo quarto a meno 15 si sia arrivati al tiro del pareggio sulla sirena fa paura, così come avrebbe fatto paura una nazionale in grado di vincere una partita giocata tanto di merda. Ma forse è più importante essersi beccati la sconfitta, lo schiaffone, a maggior ragione perché subito da parte di una squadra che femmina lo è stata per anni e finalmente pare aver trovato l’identità operaia che gli azzurri sembrano stare perdendo per strada.

E allora ben venga Soragna, che non avrà la freschezza e la continuità di Atene, ma ieri sera ha guidato la rimonta e ha spiegato a tutti quanti il motivo per cui questa squadra non può fare a meno di lui. Per il resto, c’è davvero poco da salvare: Bargnani si carica subito di falli e praticamente non si vede, Basile sembra improvvisamente tornato quello inesistente dell’anno scorso, Bulleri è in una delle sue insostenibili giornate no, Hackett mi fa davvero pensare che sia troppo presto e che le penetrazioni di Di Bella ci servano tantissimo e i lunghi si fanno tutti mangiare in testa a rimbalzo, a parte Gigli che – chi l’avrebbe detto – conferma anche in un match difficile quanto di buono fatto vedere nelle ultime partite e mostra carica, aggressività e voglia di fare anche il lavoro sporco. Per il resto, solita buona prova di Belinelli e bella partita di Galanda, che si è fatto sentire più con la sostanza che nelle cifre.

Comunque, meglio perderci adesso che il 3 settembre, con la Slovenia, ma ancor più importante è che lo schiaffone non si trasformi, stasera, in una sventola di coppini. Perdere anche con la Grecia ci potrebbe tranquillamente stare, stiamo comunque parlando di una delle due principali favorite per gli Europei, ma il punto è che ci vuole una reazione. Io non voglio vedere questa banda di fighe che passeggiano per il campo e si svegliano gli ultimi cinque minuti perché tanto si rimonta a colpi di anticipi difensivi e triple in contropiede. Io voglio gli assatanati che quattro anni fa hanno conquistato il podio europeo a testate sulla fronte, sputando sangue, combattendo nel fango e calpestando i cadaveri dei nemici. Poi ben vengano i tanti punti nelle mani del trio delle meraviglie (sperando che ora di settembre Bargnani e Gallinari stiano bene), ma la base devono essere le testate.

A margine, non invidio Recalcati, perché davvero non saprei come scegliere i due che ancora deve lasciare a casa. Oddio, fra Di Bella e Hackett, tutto sommato, penso che si possa segare tranquillamente il secondo, forse non ancora pronto e soprattutto non in grado di dare quello che il primo fornisce in abbondanza e che francamente penso serva, per cambiare ritmo alle partite, per avere un attacco diverso e più grintoso. Ma per l’altro taglio… Gigli, in questo momento, sta giocando benissimo e lasciarlo a casa sarebbe un delitto. Ma d’altra parte, un centro puro come Crosariol, per quanto anche lui non sembri forse ancora prontissimo, potrebbe servire davvero tanto a una nazionale che va troppo sotto a rimbalzo e che tolto Marconato ha solo una serie di lunghi a metà fra un ruolo e l’altro. E allora che fai, li tieni entrambi e rinunci al playmaker supplementare? Ci può stare, perché di gente che sappia portar palla per qualche minuto ne abbiamo tanta, ma poi, quando capita l’inevitabile giornata storta di Bulleri, il rimpianto per un Di Bella lasciato a casa potrebbe essere fortissimo. Insomma, scelta durissima.