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Esplosione di logorrea fin dal titolo nello scrivere di alcune cose fumettare che ho visto quest’anno e di cui non ho mai scritto ma sulle quali mi esprimo ora, sicuramente fuori tempo massimo, perché, insomma, qua sul blog è abbastanza una tradizione e quindi perché no?

Il 2016 è forse l’anno in cui non arrivo a dire di essermi rotto i coglioni dei film e telefilm di supereroi, ma ho comunque affrontato quel giro di boa dopo il quale non sempre l’amore per i fumetti riesce a farmi concentrare sul bicchiere mezzo pieno. Ci riesco ancora, eh, contro tutto e tutti, e non mi è chiarissimo in base a cosa ci riesca o meno (a naso: mi sa che inizio a non tollerare più chi si piglia troppo sul serio quando va in giro in mutandoni), ma mamma mia che rottura di coglioni che è stata la seconda stagione di Daredevil e quanto, a qualche mese di distanza, fatico ad averne un buon ricordo. Poi, per carità, già la prima, pur trovandola molto bella, non mi ha fatto impazzire e strappare i capelli come è accaduto a tanti altri, ma insomma, era comunque su tutt’altro livello. Qua, invece, un rotolare di maroni quasi ininterrotto, con qualche momento di reale bellezza a mettere un freno qui e lì.

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Lo spam della domenica mattina: Tripletta di podcast

Questa settimana, su IGN, ho prodotto più che altro traduzioni e doppiaggi di video, però mi sento di segnalare il tripudio di seghe mentali sul trailer di Captain America: Civil War, via. Su Outcast, invece, abbiamo il The Walking Podcast su Fear the Walking Dead, il nuovo Outcast Popcorn, il nuovo Outcast Magazine e l’Old! sul novembre del 2005.

E anche novembre l’abbiamo sfangato. Domani.

 

Captain America: League War

Mi autoriciclo da Facebook, così, giusto per infilare qualcosa nel blog che, poverino, mi fa un po’ pena vederlo morto abbandonato in un fosso tra le lamiere. Stanotte  si è manifestato il trailer di Captain America: Civil War, il primo film della fase tre dell’universo cinematografico Marvel. Ma tra l’altro, nel frattempo, la terza stagione di Agents of S.H.I.E.L.D., la prima di Jessica Jones e la seconda di Agent Carter come dobbiamo considerarle? Fase due e mezzo? Vai a sapere. Comunque, eccolo:

Questo, invece, è quel che ho scritto su Facebook:

Quindi, se ho capito bene, Matteo Salvini è triste perché non trova più Hulk e decide di sfogarsi sugli amici dell’omone verde, che tanto sono quasi tutti di colore e/o immigrati clandestini che non pagano le tasse e vengono a rubarci il lavoro. Crea quindi il club obbligatorio dei piccoli fascisti in pigiama, mettendo l’indulto come benefit. Tony Stark, con tutto quel che ha combinato, non ci pensa due volte e si iscrive subito. Tanto più che nel club c’è il suo amichetto Spalla Comica di Colore 1. La Vedova Nera, pure, c’ha due o tre cose da farsi perdonare e si iscrive. Capitan America, invece, è troppo affezionato al suo amico d’infanzia Adam Kadmon e si iscrive ai terroristi. Lo segue il suo amichetto Spalla Comica di Colore 2. Gli altri vengono scelti dai capitani come le squadre al campetto. Poi corrono tutti ad abbracciarsi. O forse a menarsi, questo non l’ho capito.

(A scanso di equivoci: mi sono gasato. Sempre a scanso di equivoci, se lo chiedete a me, il Civil War a fumetti è come il 70% di quelle mega saghe crossover: ha un’idea di partenza azzeccatissima, un bel setup e qualche momento molto riuscito fra la miniserie e i tie-in, ma complessivamente è una cagata. Il restante 30% di quelle mega saghe fa cagare e basta).

E niente, me la gioco così. Domani, però, attenzione, dovrei scrivere di un film che ho visto qualche tempo fa. E forse, FORSE, FFFORSE dopodomani scrivo di un film che vedo in questi giorni. Vai a sapere. Sapete com’è, ho ridotto un po’ il ritmo delle sortite cinematografiche.

In compenso sto guardando serie TV a strafottere. Però non ne scrivo.