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Comunicazione di servizio


Ormai quasi due mesi fa, per la precisione qui, ho segnalato l’arrivo di Firefly su Canal Jimmy e ho consigliato di seguirlo. Oggi, vagando su it.arti.cinema, ho trovato queste tristi considerazioni di Antonio toto Fanelli: “Per quanto ami il telefilm, non consiglio di seguirlo su Jimmy: il doppiaggio fa schifo, i personaggi parlano un italiano corretto invece dell’inglese bastardo, hanno tagliato l’immagine, originariamente in 16:9, così spesso gli attori parlano con nessuno, ed hanno eliminato TUTTE le imprecazioni in cinese :(((((“.

A chi consiglia di sfruttare il doppio audio per seguire la serie in originale, Fanelli risponde puntualizzando: “Purtroppo per Firefly Jimmy non ha i diritti per l’edizione originale, quindi dovete beccarvi solo quella doppiata :(“.

Gioia e tripudio, insomma.

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Arriva Firefly


Mi sono appena accorto che sta per iniziare su Canal Jimmy la programmazione di Firefly. Oddio, in realtà lo sapevo da un po’, perché hanno fatto pubblicità a tutta randa, ma, non so perché, oggi me ne sono reso conto. Di che si tratta? Semplice: di una fra le migliori serie TV di fantascienza che si siano mai viste. Anzi, Firefly è allo stesso tempo fantascienza e western. Creato dal sempre più idolo Joss Whedon, Firefly è un capolavoro di concezione, di realizzazione “visiva” e, sopra ogni altra cosa, di sceneggiatura. Del resto, chi ha avuto l’ardore di calarsi nelle atmosfere trash che caratterizzavano Buffy l’ammazzavampiri e Angel saprà fin troppo bene che razza di maestro sia Whedon nello scrivere dialoghi ricchi, vivi e soprattutto esilaranti. Per non parlare poi della bravura con cui gestisce i personaggi e i rapporti fra di loro, facendoli crescere di episodio in episodio come veramente di rado ho visto fare.

Firefly, purtroppo, è una serie nata morta. Ricca di idee interessanti, per certi versi innovative, non ha forse mai convinto chi sganciava il grano e ha probabilmente visto la luce solo per il credito che Whedon si era guadagnato col successo – in quel periodo ancora notevole – delle sue precedenti creazioni. Tant’è che i casini sono iniziati fin da subito, coi produttori che hanno bocciato l’ottimo episodio pilota perché troppo poco “action” e scelto di non mandarlo in onda. Le trasmissioni furono avviate con The Train Job, paradossalmente l’episodio più debole di tutta la serie (e tale forse anche perché realizzato di fretta, proprio per riuscire a trasmetterlo in tempo). Non solo: arrivati a metà stagione circa, mentre erano ancora in corso le riprese di alcuni episodi, è giunta la chiusura. Le ultime tre puntate non sono mai state trasmesse e per concludere la serie si è utilizzato proprio l’episodio pilota.

Poi, però, Firefly, che per la cronaca aveva riscosso – come anche le altre serie di Whedon – uno strabordante successo di critica, è arrivato nei negozi, sotto forma di cofanetto DVD che racchiudeva, in ordine cronologico, tutta la serie (inclusi anche gli episodi mai trasmessi). Fu successo epocale, frutto del classico tam-tam fra appassionati, tale da convincere Universal alla realizzazione di un film tratto dalla serie. Serenity, uscito nelle sale italiane un paio di mesi fa e durato la bellezza di due settimane, è un bel punto alla fine del discorso. Chiude un po’ di cose lasciate in sospeso, racconta un ulteriore bell’episodio nella storia di quei personaggi irresistibili e lascia aperta la possibile via a un seguito. Lo si potrebbe considerare, toh, come l’episodio conclusivo della seconda stagione. La classica saga in due/tre puntate. Peccato solo che ci manchino una stagione e mezza.

Comunque, come detto, il 17 febbraio si avvia su Canal Jimmy la programmazione di Firefly. Saranno trasmessi tutti gli episodi, nel corretto ordine cronologico. Spero che sia disponibile anche l’audio originale. In genere c’è. Ad ogni modo, guardatevelo, guardatevelo come vi pare, in italiano o in lingua originale. Ma guardatevelo. Personalmente credo che le creazioni di Whedon vadano viste nella lingua per cui sono state pensate, perché utilizzano un linguaggio e un modo di esprimersi estremamente comprensibile, ma davvero troppo complicato da rendere con una traduzione. Va anche detto che l’incredibilmente ottimo adattamento di Serenity ha dimostrato come l’inascoltabile massacro operato ai danni di Buffy non sia stato un obbligo, ma una scelta, oppure semplice inadeguatezza di chi se ne occupava. In ogni caso, conta solo una cosa: guardatevelo.

E se vi innamorerete di quelle storie, quell’atmosfera, quei personaggi, quelle musiche, se inizierete a soffrire intorno alla decima puntata, quando ormai sarete completamente rapiti e vi renderete conto che sta per finire tutto, se sarete dilaniati dal dolore al termine dell’ultimo episodio, di fronte alla certezza che non ce ne saranno altri, che non saprete mai cosa, come, chi… beh, mi spiacerà un sacco per voi. Ma del resto, penso che ne sarà comunque valsa la pena.
Buona visione.