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Fumettame

Dai, sono passati solo tre mesi dall’ultima volta, stiamo migliorando. In cosa? Nella mia (recuperata) abitudine di elencare qua dentro tutti i fumetti che leggo, scrivendo quasi sempre anche due o tre righe al riguardo. Di seguito, c’è tutta la roba a fumetti che ho letto fra le vacanze di Natale, il cazzeggio successivo e la settimana di ferie pasquali, in cui ho recuperato un po’ di roba Marvel perché si prestava alla lettura compulsiva in digitale da relax. Il tutto è in ordine quasi casuale, nel senso che ho raggruppato i fumetti per categorie ma poi li ho sbattuti dentro a caso. Parlo di tutto molto velocemente, di alcune cose ancora più velocemente, magari perché non mi hanno lasciato molto, magari perché le ho lette da un po’ e chi se le ricorda. Fine.

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Sabrina

Sabrina (USA, 1954)
di Billy Wilder
con Audrey Hepburn, Humphrey Bogart, William Holden

Sabrina è la giovane figlia di Thomas Fairchild, il chauffeur della benestante famiglia Larrabee. Ingenua, impacciata, maldestra e sognatrice, trascorre la giovinezza fantasticando sul suo impossibile amore per David, il minore dei fratelli Larrabee. David, però, è un donnaiolo perditempo, che non si accorge nemmeno dell’esistenza di Sabrina, perlomeno fino a quando non se la vede apparire davanti rimessa a nuovo, nelle vesti di donna sofisticata e affascinante. Finalmente fra i due scocca la scintilla, ma in mezzo si mettono i piani della famiglia Larrabee e l’imprevisto interesse per lei da parte di Linus, fratello maggiore di David…

Ogni tanto ci vuole un tuffo nei classici lontani, specie quando poi si va a botta sicura con un nome come quello di Billy Wilder. Sabrina è un film delizioso, una commedia semplice semplice, che non va oltre la rielaborazione della fiaba di Cenerentola, ma che lo fa appoggiandosi su un cast di attori scintillante. E del resto la ragion d’essere del film era probabilmente il mettere assieme due attori freschi d’Oscar e uno che il massimo premio del cinema americano l’aveva vinto pochi anni prima.

Beh, il trio funziona alla grande, Audrey Hepburn è adorabile, Bogart è un meraviglioso orso rubacuori e William Holden gigioneggia dall’inizio alla fine. Si ride poco, ma di gusto, soprattutto grazie all’esilarante Walter Hampden, e la piacevole atmosfera da favoletta ti lascia addosso un bel sorriso dall’inizio alla fine. Un film elegante e delicato, attuale e capace d’indossare con leggerezza e nonchalance tutto il peso degli anni che si porta sulle spalle.