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Justice League

Le cose inaspettate. Justice League è riuscito, per brevi attimi, a titillarmi quello spirito da bimbo nerd che si gasa davanti ai supereroi che fanno cose sul grande schermo. È una sensazione che ho menzionato varie volte nelle mie chiacchierate per iscritto, durante questi anni di gente che si mena in pigiama al cinema, ma che negli ultimi tempi di overdose, assuefazione e placida abitudine, si era persa come lacrime nella pioggia. E invece, chissà come mai, su quell’ingresso in scena di Wonder Woman che sgomina i terroristi, con Gal Gadot che si muove potente, divina, velocissima, parando proiettili coi polsini come neanche Lynda Carter poteva sognarsi di fare, m’ha colto il brividino. Mi sono proprio gasato. Certo, è stato l’unico momento capace di colpirmi in questa maniera, nonostante – vado a spanne – un’oretta delle due che compongono il film sia dedicata alle scazzottate superpotenti, ma insomma, meglio che niente. E, in questo senso, quello del gasamento “basso”, sensoriale, stupido e incontrollabile, tocca dedicare una menzione d’onore a Danny Elfman, che non butta completamente nel cesso il lavoro fatto da Hans Zimmer e Rupert Gregson-Williams nei film precedenti ma firma coi guanti da forno (campane in ogni dove!) e infila il suo vecchio tema di Batman ogni volta che può (e omaggia anche il Superman di John Williams, seppur in maniera molto timida). Che cicci.

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La settimana a fumetti di giopep – 19/11/2007

La settimana a fumetti è finita nel vortice d’inedia che ha colpito il blog di recente e putacaso questo è avvenuto proprio quando sono passato in fumetteria e ho portato a casa un paio di quintali di carta. Il risultato è che ho una marea di cose da raccontare. Pensavo di limitarmi solo ad alcune, ma alla fine mi sono fatto prendere dalla logorrea e ne ho segate giusto un paio per sfinimento o per manifesta inutilità. A voi.

52 #8/13 ***
Ok, lo ammetto, andando avanti il meccansimo che sta dietro a 52 mi sta prendendo. La curiosità di scoprire nei dettagli cosa si sono inventati per questo anno “mancante” di universo DC non poteva che fare breccia nel mio cuoricino di amante del seriale e della continuity. Ma è una buona storia? Sinceramente non credo. E, ribadisco, non è esattamente quello che mi aspetterei da Geoff Johns, Grant Morrison, Greg Rucka e Mark Waid messi assieme. E poi, diciamocelo, non è un po’ stancante questa svolta iperdrammatica, forzatamente tragica, sempre volta al peggio che ha preso l’universo DC?

Aquaman – La spada di Atlantide ***
Un prodotto onesto, poco più che mediocre, che – come spesso accade – prova a rilanciare un personaggio storico facendone vestire i panni da una nuova identità. Non stravolge e non colpisce, ma non si può certo dire che sia realizzato male. E poi, diciamocelo, al confronto di porcate come il nuovo Flash, sembra quasi un capolavoro.

Batman #3/6 ****
Catwoman #2 ****
Nightwing #1 **
Robin #1/2 ****
Davvero notevole, la “Batman Family” del dopo Infinite Crisis. Interessante l’idea del figlio di Bruce Wayne, del rapporto conlittuale col padre e dell’ovvia rivalità con Robin. Intensa e appassionante la serie del ragazzo meraviglia, come raramente era stata in passato, e piacevole come al solito Catwoman, anche lei alle prese con le gioie e i problemi dell’avere un poppante in casa. Delude solo Nightwing, abbastanza stucchevole e “vecchio”. Marv Wolfman e Dan Jurgens son due nomi storici, ma a legger questa serie sembra davvero che non abbiano più nulla da dire.

Checkmate #1 ***
Giovani Titani #2/3 ***
Cospirazioni, tragedie, personaggi scivolati nel lato oscuro, drammi dietro ogni angolo. L’ho detto e lo ripeto: a me questa nuova DC super dark non è che faccia impazzire.

Dampyr #91: “I cacciatori del sogno” ***
L’ennesimo discreto Dampyr, che si lascia leggere senza travolgerti e che ti incuriosisce con il suo affondare le mani in miti locali oscuri e poco noti (stavolta si parla di stregonerie assortite in Corsica).

Death Note #7 ****
Sempre più appassionante e sorprendente, col settimo volumetto Death Note compie ancora una manciata di svolte a sorpresa, ammazza un altro paio di personaggi, cambia di nuovo le carte in tavola (anzi, cambia proprio mazzo). Tsugumi Ohba non ha proprio paura di niente e non si ferma davanti a nulla. Complimenti, davvero.

Fantastici Quattro #276 ***
L’Uomo-Ragno #470 ***
Gli ultimi scampoli di Guerra Civile si segnalano per una simpatica rissa fra Ercole e “Thor” nelle storie di Pantera Nera e un’apparente svolta nella vita di Peter Parker, personaggio stravolto se ce n’è uno dagli eventi dell’ultimo mega crossover. Non so come le cose siano andate avanti, perché in fumetteria mi han saltato un numero e son fermo a prima di Back in Black. 😀

Jenny Sparks ****
Una bella miniserie, che racconta la graffiante “carriera” di Jenny Sparks e la sua vita nell’arco di tutto il secolo, tappando i buchi e facendo luce sui punti oscuri. Ha forse il solo limite di essere espressamente dedicata a chi ne ha seguito le avventure su Authority: per chiunque altro dubito abbia molto senso.

Justice #1 ****
Suggestivo e affascinante come tutti i fumetti disegnati da Alex Ross, Justice spinge ovviamente il pedale sul senso di meraviglia e sulla potenza grafica che i giganti del fumetto supereroistico sono in grado di scatenare. La storia si incentra su un tema abbastanza ricorrente nelle serie DC recenti, mostrando i suoi eroi in preda alle tragiche conseguenze di un possibile fallimento su scala globale. A raccogliere i cocci, anzi, a impedire che ci siano cocci da raccogliere, ci pensano i supercriminali, ovviamente capeggiati da Lex Luthor. L’inizio è promettente, vediamo come va avanti.

Manhunter #8/10 ****
Dopo un momento di calo, Manhunter chiude (per scarse vendite) tornando sui livelli piacevoli del pre-Crisi. Una serie tutt’altro che perfetta, soprattutto rivedibile nei disegni, ma che mi ha rapito con la sua voglia di pescare nel torbido e affascinato coi suoi protagonisti dalla dubbia moralità. Non ho capito se alla fine la pubblicazione in America è stata ripresa, ma sinceramente spero di sì.

Naruto #33 ***
Un po’ Dragonball, un po’ Ushio & Tora, un po’ qualsiasi altra roba per ragazzi pubblicata in Giappone negli ultimi vent’anni, Naruto sta un po’ esaurendo il credito conquistatosi grazie al bello stile pulito e alla simpatia dei personaggi. Ho voglia di vedere come si chiuderanno le vicende, ma comincio anche a stancarmi un po’.

Outsiders #2/3 **
Sinceramente mi sembra che le intenzioni di Outsiders vadano un po’ oltre le capacità di chi tiene le redini della serie. Sembra la versione scema di Authority.

S. *****
Al secondo tentativo, finalmente mi faccio convincere da Gipi. Rispetto ad Appunti per una storia di guerra, qui latitano i poetismi forzati e c’è invece gran scrittura, voglia di raccontare un’intensa storia di rapporti famigliari con uno stile intenso e particolare. Splendidamente narrato, toccante, meraviglioso anche solo da sfogliare per immergersi nelle bellissime tavole di Gipi. Ora sì che ne voglio un altro.

Squadron Supreme: Hyperion vs. Nighthawk ****
Una riflessione sul potere assoluto e sui modi più o meno leciti di metterlo in pratica. Bello, bello per davvero, ma ultimamente nei fumetti di supereroi non si parla quasi d’altro. E che palle!

Supergirl e La Legione dei Supereroi #2/4 ***
Continuo a non capire se e quanto questa serie mi piaccia. I toni stralunati e sognanti sono quasi adorabili, ma c’è qualcosa – saranno i disegni, sarà la sovrabbondanza di personaggi – che non me la fa amare fino in fondo. Comunque, voglio andare avanti.

Thor & I Nuovi Vendicatori #103 ****
Bella davvero, questa serie dedicata agli Illuminati, che rilegge sotto una luce diversa gli avvenimenti più importanti della storia Marvel. Belle storie, bei dialoghi, bei disegni. Detto questo, tocca notare come anche l’universo di Spidey e compagni stia vacillando sempre più pericolosamente sull’orlo del baratro iperdarkeggiante. Ma per il momento non siamo ancora oltre il livello di guardia, via.

Tribeca Sunset *****
Una bella, intensa e toccante storia, che parla con due approcci diversi della New York del prima, durante e dopo 11 settembre 2001. Un racconto autobiografico su quel folle giorno, narrato da un autore che ha vissuto il crollo delle Twin Towers da non troppo lontano, e un episodio su quattro amici che s’incontrano a New York pochi mesi dopo. Semplice e commovente, senza doverti schiantare in faccia la poesia a tutti i costi. Questo è il fumetto d’autore che piace a me.

Ultimate Spider-Man #53: “La saga del clone #2” ****
Ma che bella, questa saga del clone in versione Ultimate! Piena di spunti interessanti, con ancora una volta tanti temi bene o male storici dell’Uomo Ragno classico rielaborati e riarrangiati in maniera intrigante e nuova. E poi che ritmo, che capacità di tenere incollati alla pagina! Bendis, su questo genere di storie, sbaglia davvero poco.

La settimana a fumetti di giopep – 01/09/2007


Antiquariato
Aquaman #32/39 (L.O.) ***/****
E anche per Aquaman sono arrivato a leggere le storie in zona Infinite Crisis, provando per l’ormai ennesima volta una fastidiosa sensazione di “fretta e furia”, con trame concluse un po’ troppo velocemente ed eventi forse risolti più in fretta di quanto sarebbe stato lecito. John Arcudi, comunque, rende il coinvolgimento di Aquaman nel supercrossover importante e incisivo, ponendo buone basi per ciò che verrà “un anno dopo”. Peccato per l’alternanza alle matite, davvero fastidiosa.

Catwoman: When in Rome (L.O.) **
Jeph Loeb, in coppia con Tim Sale, dà sempre il meglio di sé, al punto da far pensare che il secondo influisca non poco sulla scrittura delle sceneggiature del primo. Ciononostante, questo When in Rome è ben lontano dai livelli di un Long Halloween. Poco più di un divertissement, una storiellina ironica e ricca d’azione, che non annoia mai ma, insomma, lascia abbastanza il tempo che trova. A margine, è sempre bello notare con quale superficialità molti autori americani infarciscano le loro opere di dialoghi in italiano scritti completamente a caso. Certo, un conto son due battute buttate lì da un italoamericano a New York, un conto ben diverso sono svariati personaggi italiani, che in una storia ambientata a Roma parlano peggio dell’ultimo degli immigrati clandestini. Bah…

Gen di Hiroshima ****
Gen di Hiroshima racconta l’esperienza di un bambino e della sua famiglia prima, durante e dopo l’esplosione della bomba su Hiroshima. Scritto e disegnato da un autore che quei tragici eventi li ha vissuti in prima persona, ricorda per realismo, cruda violenza ed estremi toni drammatici il film Una tomba per le lucciole. La rappresentazione, anche grafica, degli avvenimenti è molto forte, drammatica, ed efficacissima nel mettere addosso uno sconforto devastante. Allo stesso tempo, però, non manca una luce di speranza, la voglia di credere che in fondo, oltre a tutto lo squallore messo in mostra in quelle pagine, gli esseri umani siano in grado di fare e dare anche altro.

Superman Family – Febbraio/Aprile 2002 (L.O.) ***
Ovviamente il recupero delle storie DC in cui mi sono impegnato di recente doveva prima o poi portarmi anche dalle parti di Superman: si comincia con una manciata di storie poco più che riempitive. Fra le varie, però, c’è anche Adventures of Superman 600, disegnata da Mike Wieringo. Poi dici le coincidenze…

La settimana a fumetti di giopep – 26/08/2007

Novità
Tezuka secondo me *****
Questo si merita un post a parte, in arrivo a breve.

Y: The Last Man #9: “Motherland” (L.O.) *****
Giunte ormai al nono volume, le vicende dell’ultimo (o quasi) uomo rimasto sulla Terra continuano a non mostrare evidenti segni di cedimento e rimangono anzi una fra le letture più piacevoli sulla piazza. Si respira forse solo quella tipica aria da “ci siamo quasi”, ed è proprio evidente, se penso che quando ho letto il paperback ancora non sapevo di avere fra le mani il penultimo ciclo narrativo (o terzultimo, insomma, del resto mancan dodici numeri). Brian K. Vaughn getta sul tavolo le sue ultime carte e prepara le pedine per il ciclo finale, che si preannuncia esplosivo, vuoi per i tanti misteri da risolvere (ma avremo davvero tutte le risposte?), vuoi perché in ogni caso la curiosità di scoprire dove si voglia andare a parare è ormai quasi insopprimibile.

Antiquariato
Aquaman #13/14 (L.O.) ***
Due episodi di transizione, a fare da raccordo fra Rick Veitch e John Ostrander. Molto, davvero molto riuscito e ben scritto il primo, sulle vicende di una famiglia in pericolo di vita nel bel mezzo di una furiosa tempesta, decisamente meno gustoso il secondo, impacciato riassunto delle puntate precedenti.

Aquaman: American Tidal (L.O.) *****
Impressionante quanto una manciata di episodi scritti da Will Pfeifer riescano a cancellare per intensità, ritmo, potenza dei temi trattati l’intero ciclo di Rick Veitch. American Tidal è una gran bella storia, che inizia col botto e prosegue in un gran crescendo, senza aver bisogno di supercattivi da combattere o di colpi di scena stravolgenti. Racconta semplicemente di bei personaggi messi in una situazione di estrema crisi e di temi importanti trattati con gusto. E si concede anche il lusso di buttare lì un buon punto di partenza per sviluppi futuri. Complimenti a Pfeifer e complimenti a Patrick Gleason, che sembra un po’ un clone di Doug Mahnke, ma funziona molto bene.

Aquaman #21/31 (L.O.) ****
Cambiano gli sceneggiatori (da Pfeifer a Ostrander e poi Arcudi), ma non l’eccellente modo in cui i semi gettati da Pfeifer in American Tidal vengono fatti germogliare. San Diego si è ritrovata improvvisamente sepolta sotto tonnellate d’acqua oceanica e gli abitanti stanno affrontando la loro nuova condizione di vita. Con fra le palle Aquaman, una lunga serie di loschi personaggi che vogliono inzupparcisi e l’ovvia degenerazione a cui la natura umana ci costringe sempre (o perlomeno questo sembrano pensare gli sceneggiatori del mondo intero: mai che vada tutto liscio, in un ambiente ristretto popolato da uomini!)

Steampunk #6/12 (L.O.) ***
Con questo secondo atto di una trilogia poi rimasta incompiuta, Steampunk continua a non convincermi fino in fondo. E francamente fatico a cogliere davvero il motivo: i disegni di Chris Bachalo sono come sempre splendidi, la narrazione non ingrana subito, ma quando parte ha un gran bel ritmo, il mondo fantastico c’è ed è ben caratterizzato e i misteri sono intriganti. Forse mancano un po’ di carisma i personaggi, o forse non è proprio il mio genere di storia, effettivamente troppo contorta nello stile narrativo. Di certo, sono in buona compagnia.

The Flash: Rogue War (L.O.) ****
Geoff Johns e Howard Porter chiudono la loro gestione col botto, tirando le fila di tutti i discorsi lasciati in sospeso e regalando una storia avvincente, tiratissima, ricca di colpi di scena, affascinante nel modo in cui sviluppa la psiche dei vari personaggi e soprattutto strapiena di cattivissimi che si prendono a ceffoni e vogliono fare il culo a Flash. Spettacolare, tesa, ricca d’azione e divertente per gli sviluppi dei paradossi temporali. Promossa.

The Flash #226/230 (L.O.) **
Una chiusura indecente per una serie gloriosa. Meno male che poi han cambiato idea.

Wonder Woman: The Bronze Doors (L.O.) ***
Ultima saga “indipendente” di Rucka prima del definitivo tuffo nel turbine di crossover legati a Infinite Crisis, The Bronze Doors mi ha lasciato un po’ addosso un’impressione di tirato via, di “chiudiamo tutto come si riesce che poi bisogna pensare ad altro”. Ma del resto è un po’ tutta la gestione Rucka che, pur valida, piacevolissima da leggere, con momenti davvero riusciti, mi sembra non riuscire mai a sbocciare davvero, a sfruttare fino in fondo il grosso potenziale che mostra.

La settimana a fumetti di giopep – 18/08/2007

Novità
Invincible: My Favorite Martian (L.O.) *****
Da poco meno di quattro anni il miglior fumetto di supereroi sulla piazza (e, incidentalmente, uno dei migliori fumetti seriali punto e basta) non è Marvel e non è DC. Fresco, divertente, appassionante sulla singola storia e nell’intreccio a lungo respiro, Invincible è un vero gioiello. Robert Kirkman, a parer mio, continua a dare il meglio sulle sue creazioni e la coppia Invincible/The Walking Dead è davvero qualcosa che tutti dovrebbero leggere.

Sakura Wars #1/3 ***
Questa roba non fa più per me.

Antiquariato
Aquaman: The Waterbearer (L.O.) ***
Aquaman #6/12 (L.O.) ***
L’anno di Rick Veitch su Aquaman, pur basato su un paio di idee interessanti e su un immaginario fantastico affascinante, mi è parso un po’ poco incisivo. Il ritmo è altalenante, il cattivo non è male, ma è decisamente sottosfruttato e i colpi di scena sono abbastanza telefonati, per quanto ben raccontati. Insomma, un prodotto decoroso, ma tutt’altro che entusiasmante.

The Flash: Ignition (L.O.) ****
The Flash: The Secret of Barry Allen (L.O.) ****
Continua alla grande il notevole ciclo di Geoff Johns su Flash. Lunghe trame ad ampio respiro, intense e drammatiche, raccontate con gusto, passione e un senso del ritmo strepitoso. E The Secret of Barry Allen è forse una delle poche cose davvero buone generate da Identity Crisis.

X-Men – Gli anni d’oro #10/13 ***
Mettendo a posto nel caos mi son ritrovato fra le mani gli ultimi quattro volumi delle ristampe pre seconda genesi, ancora intonsi dai tempi dell’acquisto. Li ho letti e mi sono gustato una serie di storie arcaice e incartapecorite, fascinose nella loro ingenua lentezza, ancora capaci di stupire con quei toni assurdamente esasperati e quei disegni evocativi. E in più c’è un giovanissimo Barry Windsor-Smith che fa spudoratamente il verso a Jack Kirby!