Ghost in the Shell

Ghost in the Shell è il blockbuster americano recente dal taglio visivo più fresco, particolare e affascinante che si sia visto negli ultimi anni. Sì, anche più di Doctor Strange, che limitava il suo delirio estetico a determinate sequenze ma per il resto si inseriva placido nel solito immaginario Marvel. La cosa buffa, anche se in fondo c’è poco da sorprendersi, sta nel fatto che questo risultato arriva senza inventarsi nulla di particolare, perché di fatto Rupert Sanders e compagni si sono limitati a recuperare un certo tipo di estetica da film d’animazione, a mescolarla con suggestioni prese in giro dal cinema di fantascienza occidentale e a utilizzare il risultato come filtro visivo mentre si lavorava di fotocopiatrice su svariate scene prese in prestito dai diversi Ghost in the Shell passati. Quel che ne è venuto fuori è patinatuccio, ovviamente già visto e per ampi tratti privo della carica espressiva e dinamica che magari altri registi avrebbero (e hanno) saputo dare al cinema di fantascienza, ma allo stesso tempo ha un sapore fresco, bizzarramente nuovo e diverso dal solito.

Continua a leggere Ghost in the Shell

Annunci

iZombie – Stagione 2

La prima stagione di iZombie era un gioiellino sorprendente e convincente oltre ogni più rosea aspettativa. Ispirata al bel fumetto di Chris Roberson e Mike Allred, la serie curata da Rob Thomas e Diane Ruggiero lo adattava in maniera eccellente, perlomeno secondo quelli che dovrebbero essere sempre i termini in cui si giudica un’operazione di quel tipo. Prendeva lo spunto iniziale e qualche personaggio, coglieva lo spirito più essenziale dell’opera originale, nella sua natura assolutamente pop, spigliata, giovanile, buffa, autoironica, e procedeva poi col farsi gli affari suoi. Via le divagazioni ultraterrene di vario tipo, presenti al massimo come simpatici omaggi, spazio a un racconto tutto incentrato sulla rilettura assurda e dissacrante del mito degli zombi, con l’idea della protagonista che “assimila” i ricordi di chi mangia a fare da perfetto punto di partenza per una struttura procedurale azzeccata e sempre varia, con tredici episodi divertentissimi e una narrazione orizzontale comunque presente e solida. Insomma,  una gran bella prima annata, dalla qualità costante e convincente come capita di rado.

Continua a leggere iZombie – Stagione 2

Gli episodi pilota Amazon di marzo 2017

Una decina di giorni fa, Amazon ha buttato fuori un’altra manciata di episodi pilota, adottando un mix che vede tre possibili serie con puntate da mezz’ora e due da un’oretta. Il metodo di gestione della cosa è il solito, di cui riciclo spiegazione dai post dedicati in passato all’argomento: gli episodi pilota vengono resi disponibili per la visione e chiunque può andare a votare sul sito secondo una serie di parametri. In linea teorica, Amazon decide se mettere in produzione questa o quella serie anche in base ai voti. Il criterio di lettura del feedback, però, non è solo di natura quantitativa e possono per esempio decidere di produrre una serie se sono particolarmente interessati alla fascia di pubblico che sembra averla apprezzata maggiormente (dovrebbe essere andata bene o male così con Transparent).

Continua a leggere Gli episodi pilota Amazon di marzo 2017

La tartaruga rossa

La tartaruga rossa nasce da una coproduzione fra circa centododicimila loghi, tutti belli elencati nei titoli di coda del film. Quelli più importanti, forse, appartengono a Studio Ghibli e Wild Bunch, considerando che il progetto è partito quando i primi hanno chiesto ai secondi di recuperare il regista di Father and Daughter (cortometraggio premio Oscar nel 2001) perché volevano produrgli un film. Era il 2008, c’è voluto un po’ di tempo, ma alla fine l’olandese Michaël Dudok de Wit ha tirato fuori il suo primo lungometraggio, una bomba dalla forza incredibile che davvero unisce i puntini sulla mappa artistica tra oriente e occidente, trovando una sintesi fra scuole diverse ed esprimendo tanto la personalità del suo autore quanto quella di chi gli ha dato una mano (in particolare Toshio Suzuki e Isao Takahata, hai detto niente). Esce al cinema in Italia oggi e ci rimane per tre giorni. Se non lo sapevate, ora lo sapete. Se si manifesta da qualche parte vicino a casa vostra, andateci di corsa. Fra l’altro è interamente privo di dialoghi, quindi non ci si può neanche lamentare per l’adattamento italiano.

Continua a leggere La tartaruga rossa

Poi non dite che non vi ho avvisati: Crisis in Six Scenes

Se non ho capito male, oggi dovrebbe manifestarsi sull’Amazon Prime Video italiano Crisis in Six Scenes, la serie TV di Woody Allen che inizia con Woody Allen che afferma una cosa tipo “Ma sai che me ne frega a me, l’ho fatto perché pagavano bene” e in effetti ti dà poi l’impressione che sia proprio così. Ne ho scritto mesi fa, a questo indirizzo qua.

La cura dal benessere

La cura dal benessere è una roba strana, un film che non è andato nemmeno vicino al convincermi fino in fondo ma la cui esistenza mi fa comunque piacere, perché vedere qualcosa di così bizzarro, sconclusionato e surreale partorito da un grosso studio hollywoodiano non è esattamente roba da tutti i giorni. Perlomeno non di questi tempi. È una specie di horror, o forse thriller, dai toni placidi ma inquietanti, che prova a lavorare su una lenta costruzione della tensione, a dipingersi addosso uno specchio di suggestioni eleganti, ma allo stesso tempo non si fa il minimo problema a sbracare nel macello quando scatta la mezz’ora finale. È un tripudio di sedute dentistiche sanguinarie, immersioni in acque popolate d’anguille, strani liquidi che ti infettano con creature ancora più strane, gente matta dalle abbronzature perfette e dai denti scintillanti, prigionia da incubo senza possibilità di fuga nonostante non si veda una catena lontana un miglio. È strano, incasinato e pieno di cose che non funzionano, ma mi sta simpatico.

Continua a leggere La cura dal benessere

Victoria

Che cos’è Victoria? È una fava in piano sequenza (vera, senza stacchi) lunga centoquaranta minuti e servita su un vassoio d’argento a fini di puppaggio sul tavolo di eventuali ipotetici registi celebrati per film altrettanto vuoti ma molto più pretenziosi e che c’hanno pure gli stacchi di montaggio. Girato a Berlino fra le quattro e le sette del mattino in una placida notte di aprile del 2014, al terzo tentativo dopo una prima volta andata male perché gli attori facevano troppo i trattenuti e una seconda fallita per motivi opposti, il film racconta una storiella esile esile, basata su una sceneggiatura scritta su dieci tovaglioli o giù di lì e con gran parte dei dialoghi improvvisata sul momento. È soprattutto un ambizioso esperimento e poco più, costruito attorno a una nottata che parte bene e finisce malissimo, di cui fra l’altro esiste anche una versione “tradizionale”, girata con varie riprese da dieci minuti l’una, come rete di sicurezza nel caso non si fosse riusciti a centrare il piano sequenza unico. Ci sono riusciti.

Continua a leggere Victoria

One Mississippi

 

Io di come funzioni con Amazon Prime Video in Italia non ho ancora un’idea molto chiara, ma mi pare di capire che venerdì scorso si sia manifestata  anche lì la prima stagione di quella robetta deliziosa che è One Mississippi, e quindi perché non scrivere due righe al riguardo? Scriviamole! One Mississippi è una creatura di Tig Notaro, che per quanto mi riguarda è “Quella che in Transparent era l’ex moglie di quell’altra” e “Toh, vedo su Wikipedia che era in In a World… ma non me la ricordo”, ma ha soprattutto alle spalle una lunga carriera da comedian di qua e di là. Questa, però, è la prima serie televisiva realmente sua, co-creata assieme a Diablo Cody dopo essere passata per la prova dell’Amazon Pilot Season e già rinnovata per una seconda stagione. Ed è un oggetto bellissimo, incluso nel gruppone di quelle serie TV che si spacciano per commedie ma poi, fra un sorrisone e l’altro, ti fanno passare quasi tutto il tempo con la fronte corrucciata e la pupilla umida.

Continua a leggere One Mississippi

The Ring 3

Finalmente, dodici anni dopo The Ring 2, è arrivato il film che ci spiega la vera storia di Samara o, meglio della mamma di  Samara (inserire coro da stadio). Erano dodici anni che aspettavo di scoprire questi torbidi segreti. Anzi, quindici anni, dai tempi del primo The Ring! Forse anche di più, se tiriamo in mezzo l’originale giapponese. O forse no. The Ring 3 (in originale Rings, con riferimento all’unico vago accenno di idea buttata nel mucchio) è l’ennesimo in una serie di seguiti/reboot/remake/whatever horror fuori tempo massimo arrivati negli ultimi tempi e segue il modello tutti i suoi colleghi: è brutto, stupido, superfluo, privo di idee, pigro, ridicolo e butta nel cesso i pochi spunti degni e nuovi che avrebbe perché troppo impegnato a fare il mezzo remake. È perfino peggio di Blair Witch, che con tutti i suoi problemi e la sua mancanza d’interesse è perlomeno un film girato bene e con un paio di sequenze riuscitissime. È, semplicemente, una merda.

Continua a leggere The Ring 3

John Wick – Capitolo 2

Il primo John Wick era una bomba di film che per qualche motivo al cinema mi era piaciuto, ma con moderato disappunto su alcuni aspetti, ma oggi a ripensarci mi piglio a schiaffi, soprattutto alla luce del fatto che quando me lo sono rivisto in aereo durante il viaggio verso la GDC l’ho adorato, mi sono gasato a livello di bava alla bocca e volevo alzarmi e mettermi a fare “pum pum” con le dita saltando tra le file e i carrellini del pranzo. Magari è anche una questione di aspettative e di riguardarlo a mente serena anni dopo, vai a sapere. Al di là del mio rapporto conflittuale con il film, comunque, John Wick è una roba a cui è corretto e necessario voler bene per un motivo specifico: è diventato un successo di culto, ha scatenato la fotta in un sacco di gente per cui “film d’azione” = “film d’azione occidentale” e ha fatto capire a tanti quanto possa essere bello vedere dell’azione girata in maniera chiara, ampia, comprensibile, con piani sequenza e attori/stuntman che si sbattono a fare cose senza l’ausilio del montaggio frenetico e magari anche con litri di sangue lanciati in ogni direzione. Pare poco, ma intanto la coppia di registi, oltre a proseguire il lavoro da seconde unità/stunt (tipo su Captain America: Civil War) si è scissa, con Chad Stahelski che ha diretto il secondo John Wick e pare che ora debba occuparsi di Highlander e David Leitch che ha fatto tirar ceffoni in piano sequenza a Charlize Theron in Atomica Bionda e ha ora per le mani Deadpool 2. Insomma, l’azione girata in maniera cristiana potrebbe essere in procinto di uscire dal circoletto di amici e fare la voce grossa anche quando sullo schermo non c’è necessariamente gente che sa fare tripli calci volanti. Non sarebbe bellissimo? Sarebbe bellissimo, o quantomeno sarebbe più bello rispetto a una situazione in cui la principale stella dell’action mondiale è un sessantenne che magari sarebbe anche in grado di fare cose, ma non lo sappiamo perché tanto è tutto montaggio e macchina da presa traballante. OK, ho finito con lo sproloquio, ci vediamo dopo il trailer della bionda che mena e spara.

Continua a leggere John Wick – Capitolo 2