Archivi tag: Virginia Madsen

Safe Neighborhood

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Un festival del fantastico è sempre bene chiuderlo con un “crowd pleaser”, quel tipo di film che scatena l’applauso, la risata, il divertimento, il coinvolgimento. Già solo a scrivere queste righe mi torna in mente quella volta in cui a Monaco si chiuse con quella meraviglia di You’re Next e fu tripudio intestinale. Qua non siamo a quei livelli, ma Safe Neighborhood è un film adorabile ed è sicuramente un ottima scelta per la serata di chiusura del Paris International Fantastic Film Festival. È però anche un film di cui è bene non raccontare molto, così come del resto lo era You’re Next, ed è per questo che, casomai non si fosse capito, sto cazzeggiando sulla fascia per chiudere il primo paragrafo senza aver detto troppo. Mi limito a dire che è divertente, è natalizio, è un po’ retrò nel suo taglio giovanile, non è particolarmente horror, anche se c’è gente che muore malissimo, e la butta parecchio sul ridere, anche se poi quel che succede è abbastanza inquietante. È una specie di Mamma ho perso l’aereo con le coltellate, se vogliamo.

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Joy

Joy racconta la storia di Joy Mangano, una donna dalle origini umili e dalla vita apparentemente già scritta, fatta di lavoro, casa, cucina e lavoro a maglia, sogni riposti nel cassetto per badare a figli e parentame, che un giorno decide di prendere in mano la situazione e costruire qualcosa. Nello specifico, finirà per brevettare oltre cento invenzioni e costruire un impero commerciale partendo dal Miracle Mop, una specie di mocio/spazzolone autostrizzante e schiaffabile in lavatrice. O qualcosa del genere. Abbiate pazienza, non sono esperto di moci. Si dice moci? O si chiama mocio anche al plurale? Fra l’altro, non so per voi, ma per me il mocio è il classico esempio di aggeggio identificato col nome della sua versione più famosa. Per me il mocio è il Mocio Vileda. E basta. Siamo quasi al livello che lo scriverei tutto attaccato. Anche se ne uso uno non di quella marca, per me si chiama così. E cosa c’entra tutto questo con il film? Non molto, o forse moltissimo, perché questo modo di divagare un po’ a caso, infilare pantomime e scenette assurde, perdersi per strada borbottando, alla fin fine, è il modo in cui David O. Russell scrive le sue sceneggiature.

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Dead Rising: Watchtower

Dead Rising: Watchtower (USA, 2015)
di Zach Lipovsky
con Jesse Metcalfe, Meghan Ory, Virginia Madsen, Dennis Haysbert, Rob Riggle
Crackle è una piattaforma per lo streaming di film, telefilm, programmi TV e chissà che altro messa in piedi da Sony ormai parecchi anni fa e dal successo non esattamente paragonabile a quello di Netflix. È disponibile solo in America e Australia – la versione britannica ha chiuso dopo quattro anni di attività – ed è totalmente gratuita. I guadagni, infatti, arrivano dalle interruzioni pubblicitarie, un po’ come su Hulu Plus, con la differenza che Hulu Plus ti permette (dietro abbonamento) di guardare gli episodi più recenti di tante serie TV, mentre Crackle ha un catalogo che, tolta qualche piacevole sorpresa, fa venire la depressione. Quindi, insomma, è gratis, ma non c’è poi così tanto di interessante (e, soprattutto, di recente) e la visione viene interrotta piuttosto spesso dalla pubblicità. In pratica è come guardare la TV italiana la domenica pomeriggio.

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