Frozen

Frozen (USA, 2013)
di Chris Buck, Jennifer Lee
con le voci di Kristen Bell, Idina Menzel

La scorsa settimana ho scritto di Rapunzel e mi sono un po’ perso a chiacchierare della solita menata di cui è obbligatorio chiacchierare se si scrive di film d’animazione Disney recenti: nel 2008 John Lasseter ha preso il controllo dell’impero, s’è impegnato a provare a rilanciare l’animazione tradizionale con un paio di film (e, mi dicono, ha intenzione di insistere con un mix di disegni e computer che mi immagino simile a quello di Paperman) e ha in generale lavorato per rimettere in sesto i film del “canone” Disney. Il risultato è che, negli ultimi tre anni, improvvisamente, i film di ‘sto canone han ricominciato a convincere più o meno tutti, mentre quelli Pixar hanno iniziato a deludere. Nel 2010 è riuscito il colpo doppio, con Rapunzel da una parte e Toy Story 3 dall’altra, anche se comunque già si poteva, volendo, storcere il naso, visto l’arrivo nei cinema di un terzo episodio dopo una tripletta del calibro di Ratatouille/Wall-E/Up. Nel 2011 non va proprio altrettanto bene: da un lato l’animazione tradizionale di Winnie The Pooh, che non distrugge esattamente il box office e pare già concludere il tentativo avviato dall’ottimo La principessa e il ranocchio, dall’altra Cars 2, che immagino abbia fatto dei bei soldoni ma è stato preso a pomodori in faccia da chiunque.

Nel 2012 abbiamo avuto da una parte il film Pixar che sembrava Disney (e che comunque a me non è dispiaciuto) e dall’altra il film Disney che sembrava il fratello scemo di Toy Story (e che a me non ha fatto impazzire). L’anno scorso un altro seguito (anzi, un prequel) da una parte e il film d’animazione che ha fatto impazzire tutti dall’altra, quello di cui in teoria dovrei scrivere qua, se non mi stessi facendo prendere dalle divagazioni come al solito. E quest’anno, mentre Warner se n’è uscita con un meraviglioso film più Pixar dei Pixar, è in arrivo una roba Disney sui supereroi che non mi ispira per niente e non ci sono tracce di film Pixar. Che però, fra i progetti futuri, ha in cantiere una specie di Siamo fatti così, una roba intrigante sui dinosauri e, sigh, il seguito di Alla ricerca di Nemo. E il successivo film Disney è il promettentissimo Zootopia. Uhm, in effetti, più che un’inversione di tendenza, sembra solo un gran casino e non ci sto capendo più nulla. Facciamo che parlo di Frozen.

L’altra settimana, Frozen ha vinto gli Oscar per il miglior film d’animazione e per la miglior canzone originale. Ora, se proprio proprio dovessi decidere, probabilmente direi che mi è piaciuto di più Si alza il vento, ma insomma, sarebbe comunque una bella lotta e, soprattutto, il problema è che si tratta di due film molto diversi, messi in competizione per ovvi motivi, ma che non ha veramente senso confrontare. In compenso Let it go – che qua sopra si può ammirare in un fantastico filmato che mescola le varie lingue in cui è stata tradotta – è una gran bella canzone e Bono Vox suca. Più in generale, tutta la colonna sonora del film è notevole e, soprattutto, lo è anche nella misura in cui riesce a proporre pezzi non solo riusciti e trascinanti, ma anche fondamentali nel portare avanti la narrazione e i temi del film. Il duetto fra le due sorelle nel palazzo del ghiaccio, per dire, è un altro gioiello e anche la canzone del pupazzo di neve è un momento completamente surreale infilato in maniera eccellente. Quindi, insomma, già che oggi scrivo in maniera sconclusionata, proseguiamo così, dicendo che la colonna sonora di Frozen m’è piaciuta un sacco, anche se forse non ha la stessa immediatezza totale di quelle firmate Menken.

E poi c’è il resto del film, che sul lato della comicità spicciola, forse, se la gioca più facile rispetto a Rapunzel, proponendo la classica spalla comica preda di logorrea e una renna che, pur molto diversa per caratterizzazione, è fondamentalmente un riciclo del cavallo visto tre anni prima. Allo stesso tempo, però, porta avanti il riuscitissimo tentativo di rinnovamento dell’animazione tradizionale Disney, raccontando una fiaba classica attraverso un filtro moderno e interessante, sia in cose magari marginali, ma azzeccate, come la natura folle del pupazzo di neve preda di tendenza suicida, sia in aspetti ben più importanti come la natura delle protagoniste e lo sviluppo della trama. Di nuovo, in questo rilancio dell’animazione Disney, abbiamo una storia totalmente ben poco maschia, nella quale addirittura le protagoniste sono due sorelle che fanno tutto da sole e si palleggiano gli uomini di turno, dai ruoli sì importanti nello sviluppo della storia, ma in maniere molto diverse dal solito. Un altro film al femminile, quindi, che del resto, per la prima volta nella storia del canone, vede alla regia qualcuno del gentil sesso.

La cosa interessante, poi, sta nella doppia natura di Frozen. Da un lato, è un film disneyano molto classico, con la sua storia fiabesca, il lieto fine, l’amore, le gag, le canzoni, i balletti e i momenti inevitabili, dall’altro riesce a portare una carica tutta nuova e a sovvertire certi stereotipi, prendendo addirittura palesemente a schiaffi, fra il colpo di scena che apre la parte conclusiva e il modo in cui si risolve il dramma finale, la classica convenzione dell’amore fulminante nato all’improvviso e destinato a durare per sempre, tutti felici e contenti. E ne viene fuori una creatura bizzarra, un film Disney senza alcun dubbio, ma che allo stesso tempo riesce a staccarsi dalla tradizione e risultare davvero moderno. Che poi questa strana creatura abbia sfondato al punto di diventare il maggior incasso d’animazione “non sequel” di sempre dopo Nemo, e questo nonostante Disney per prima non sapesse come provare a venderlo (a guardare trailer e manifesti, sembra che stiano promuovendo tutt’altro film), fa solo e unicamente piacere.

E Idina Menzel in lingua originale spacca tutto e si mangia tutti.

4 pensieri riguardo “Frozen”

  1. Non ho ancora visto Si alza il vento, purtroppo, ma questo Frozen mi è piaciuto tantissimo, sia per la trama affatto scontata che per le animazioni superbe. E sì, anche per la colonna sonora che ha fatto storcere il naso a tanti..

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