Safety Not Guaranteed

Safety Not Guaranteed (USA, 2012)
di Colin Trevorrow
con Aubrey Plaza, Jake Johnson, Mark Duplass, Karan Soni

Safety Not Guaranteed è un bizzarro film indie, con dei bizzarri personaggi da film indie, una bizzarra colonna sonora indie, una bizzarra storia da film indie, che frequenta bizzarri festival indie, ostenta il sigillo di bizzarra qualità indie del Sundance sul manifesto ed è “dai produttori di Little Miss Sunshine“. Son cose che è meglio specificare, perché c’è un sacco di gente che di fronte a questi bizzarri film indie si fa prendere dal disgusto e non riesce proprio a divertirsi. Ma in questo caso sarebbe un peccato, e quindi tutto sommato mi verrebbe da consigliare la visione anche a questa bizzarra gente, perché il bizzarro spunto di partenza è davvero adorabile e molto ben sviluppato. E alla fine conta questo, no?

Comincia tutto con un annuncio sul giornale, quello riprodotto nel poster qua sopra, in cui un tizio (Mark “Delu” Duplass) sostiene di poter e voler viaggiare nel tempo e cerca qualcuno che lo accompagni. Una rivista invia un reporter e due stagisti a indagare sulla faccenda e da lì parte una storia fuori di cozza interamente giocata sul non svelare quale possa essere la verità. Non starò qui a dire se il finale del film regali certezze, perché poi la gente urla allo spoiler, ma tutta la sceneggiatura ruota attorno all’idea di mantenere il dubbio: Kenneth ci fa o ci è? All’inizio sembra evidente: ci è, e pure di brutto. Poi, però, la faccenda si evolve e praticamente ogni singola cosa che accade sembra spingere in entrambe le direzioni. Simbolo massimo di questa cosa i due tizi incravattati che lo pedinano. Magari è solo perché stanno investigando sui suoi furti in laboratorio, o magari sono davvero uomini in nero che vogliono impedire il suo viaggio e rubare le sue invenzioni.

Ne viene fuori una commedia gradevolissima e davvero ben scritta, che si prende il disturbo di raccontare personaggi interessanti e capaci di andare oltre le macchiette di pura funzione che, visto il soggetto, altri avrebbero considerato sufficienti. Tutto è trattato in maniera intelligente e degna: si ride senza scadere nella farsa, si seguono vicende perfino umane e toccanti e ci si interroga sulla questione del viaggio nel tempo sfiorando i cliché dei paradossi con un intreccio che davvero funziona e porta fino in fondo idee anche piuttosto ambiziose e non semplici da gestire. Bello.

È l’ultimo film che ho visto al Filmfest München, qua a Monaco (ma va?) e in lingua originale. Per il momento sta facendo il giro dei festival e, secondo IMDB, è prevista l’uscita solo in Nuova Zelanda. A ottobre. Attendiamo fiduciosi per il resto del pianeta.

1 commento su “Safety Not Guaranteed”

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