Iron Man 3

Iron Man 3 (USA, 2013)
di Shane Black
con Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Don Cheadle, Guy Pearce, Rebecca Hall, Ben Kingsley

Per una ragione o per l’altra, gli Iron Man li guardo sempre in ritardo. Mi è successo col primo, visto dopo averne letto meraviglie e “sì, bello, molto divertente, però, boh“, mi è successo col secondo, visto dopo averne letto peste e corna e “ma sai che in fondo guarda mi piace“, mi è successo col terzo, visto dopo averne letto tutto e il contrario di tutto e “mi è piaciuto un sacco, oserei dire nettamente più degli altri due”. Di sicuro, la differenza al timone si vede e si sente tutta. Shane Black ha co-scritto (non si sa quanto) e ha diretto, tirando fuori una roba divertentissima e che sta lì in cima in quel microcosmo dei cine-fumetti Marvel, realizzando un film che si incastra tranquillamente nel suo bell’universone ma riesce anche ad avere netta la firma del proprio autore. Perché di Shane Black, lì dentro, ce n’è a valanga. C’è la voce narrante che fa tanto noir, c’è il Tony Stark figlio di Kiss Kiss Bang Bang, c’è l’affiancare al protagonista una spalla con cui scambiare battute ganze a getto continuo, c’è un bambino che se risulta insopportabile lo fa consapevolmente, e non per incapacità di chi lo scrive, c’è la comicità dissacrante e continua, anche nell’auto citazione e nell’auto presa in giro, oltre che nel fare totalmente a pezzi l’eroe e il suo afflato mitologico, c’è il maggior numero di scene d’azione della trilogia e soprattutto ci sono, per la prima volta nella trilogia, delle scene d’azione girate come si deve e inserite nel tessuto narrativo, non buttate lì a caso da un regista che non sa bene come gestirsele. E c’è pure un sacco di altra roba.

Per dire, c’è una bella voglia di realizzare il primo film post-The Avengers mantenendo la coerenza dell’universo narrativo, non facendo finta di niente, ma sfruttando la cosa a livello tematico e per qualche bella battuta, senza infilarla a forza e in maniera pesante come accadeva nel secondo film. C’è un cattivo, Guy Pearce, sorprendente ganzo e di personalità, anche se dalle motivazioni un po’ fumose. C’è una rilettura deliziosa del Mandarino, con quei promo che sembrano usciti da un film di Paul Verhoeven degli anni Ottanta (e guarda caso ad accompagnare Iron Robocop Patriot c’è Miguel Ferrer), e che mi sembra un modo intelligente di trattare un personaggio “complicato” e che, se fedele alla linea, sarebbe stato tremendamente fuori posto in qualsiasi film privo di divinità nordiche bionde con martello e armatura. Onestamente, se ci si deve lamentare di stravolgimenti nei personaggi, per quanto mi faccia molto ridere, trovo ben più fastidioso l’Happy Hogan pagliaccio che ci sorbiamo da tre film.

Poi, certo, non è un film perfetto, ha anzi un paio di svolte narrative ai limiti dell’indifendibile*, e tutto sommato spreca l’occasione di recuperare il tema dell’alcolismo, liquidando di fondo il lato umano e tormentato del personaggio con un paio di crisi di panico. Ma d’altra parte tutti e tre i film della serie mi han dato l’impressione di voler proporre tematiche ricche senza avere la forza di dar loro realmente corpo, quindi, se vogliamo, anche in questo si tratta di un terzo episodio coerente. Ed è comunque un terzo episodio che chiude la serie (di quattro, The Avengers è stato chiaramente fondamentale nello sviluppo del personaggio) molto bene, portando a compimento la definizione di Iron Man come strumento, oggetto intercambiabile, sostituibile, costruito in serie, privo di personalità e l’esaltamento di Tony Stark come figura umana, piena di bug, che se la cava grazie all’ingegno e a ciò che è in grado di costruire. E alla fine si torna al punto di partenza, pronti a proseguire o magari ad azzerare se per caso Robertino volesse far ciao ciao con la manina, al termine di un film divertente, ricco d’azione, lontanissimo dalle Nolanate per spirito e tono ma allo stesso tempo molto vicino per il modo in cui tratta il lato supereroistico della faccenda. Bene così.

L’ho visto qua a Monaco, in lingua originale (e diverse battute smartass sono probabilmente intraducibili) e in 3D. Un 3D che, onestamente, non mi sembra aggiungere molto, ma non fa nemmeno particolari danni. 



SPOILER




*Ma sul serio una trentina di armature non è in grado di liberarsi dalle macerie a testate e deve aspettare che ci pensino le gru? Questa cosa, in assoluto, mi pare la meno difendibile. Sbaglio?

8 pensieri riguardo “Iron Man 3”

  1. Io ho un leggerissimo problema: dopo The Avengers non riesco a farmi piacere nessun film di supereroi. Anche quelli che mi piacevano, quasi non mi piacciono più.
    Vabbe', questo film, con tutte le sue inattese evoluzioni, non m'è dispiaciuto. È un buon film d'azione, e mi ha fatto anche ridere.
    Ci sono rimasto un po' male per la sorpresona nemico a un certo punto, ma più che per la fedeltà, per quei video superseri che mi avevano montato una gran voglia di vedere quel nemico in azione. Capisco la difficoltà che dicevi a proposito della realizzazione fedele.

    Mi è rimasto un po' l'amaro in bocca comunque. Non riesco a vederlo come un film di supereroi, forse mi manca quel tipo di ganzezza supereroistica dove invece troviamo la ganzezza del Tony di questo film.

    ** e io ingenuo che sono stato a pensarci tre ore a quel fatto e a questa spiegazione molto semplice comunque non ero riuscito ad arrivarci.

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  2. SPOILER

    SPOILER

    Ma davvero “super seri”? A me sembravano talmente assurdi e sopra le righe da risultare ridicoli e del resto, col senno di poi, sono perfetti: concepiti da uno scienziato/affarista che non ha bene idea di come fare un video decente e recitati da un attore fallito. 😀

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  3. SPOILER

    SPOILER

    SPOILER

    Eh, e che ti devo dire? Ci ho creduto!

    Tra l'altro a dire il vero all'inizio mi hanno dato un po' fastidio. Ho pensato: eccalà, un altro film pieno di moralismi sul terrorismo mediorientale che mi farà le palle. Poi forse è subentrato l'effetto sopra le righe che dicevi, perché è vero che stanno proprio FUORI dal film che stai vedendo, e ci ho ripensato: “Ua', sarà fighissimo 'sto scontro”.
    Alla fine mi sono dovuto ricredere tre volte, lol, sarà per quello che ci sono rimasto male.

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  4. Visto e tutto sommato non mi è neanche dispiaciuto però è un filmetto, diciamolo. Ben sotto gli standard del secondo film e con molte parti da presa in giro…pure per lo stesso attore che mi ha reso grande il personaggio di Stark, qui è tutto sul banalotto, una continua presa in giro a tutti…la parte per i GGGiovani con il bambinetto che aiuto Iron Man e poi viene ricompensato. Triste. Vedibile, ripeto ma un filmetto. Il 2 rimane insuperabile per adesso.

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  5. Il 2 insuperabile non saprei, però onestamente la comicità è il tratto distintivo di tutti i film Marvel fino a oggi, fatico a vederla come elemento negativo di questo nello specifico.

    Fra l'altro la parte del bambinetto a me è piaciuta, perché il bambinetto è scritto bene e ci sono due o tre battute molto cattive.

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