The Prestige

The Prestige (USA, 2006)
di Christopher Nolan
con Hugh Jackman, Christian Bale, Michael Caine, Piper Perabo, Scarlett Johansson, David Bowie, Andy Serkis

Basato sull’omonimo romanzo di Christopher Priest, The Prestige mette in scena la rivalità ossessiva fra due uomini, avversari nella carriera di prestigiatori e nella vita, impegnati nello scontro fino al punto di vacillare sull’orlo del baratro e tuffarsi anche oltre. Dal romanzo mutua il racconto basato sugli scritti dei protagonisti, che svelano gli eventi appuntando la loro vita sulle pagine dei propri diari personali, portando quindi lo spettatore a credere – o non credere – alle parole di chi forse non è interessato a dire tutta la verità. Ne nasce una storia fatta di bugie e raggiri, nella quale si manifesta fin dall’inizio la voglia di giocare con chi guarda, raggirandolo e perculandolo proprio come in uno spettacolo di magia.

The Prestige si scopre fin da subito, spiega le tre fasi in cui si articola uno spettacolo e poi le abbraccia apertamente. Il vero show è il film, costruito come un numero che si sviluppa su più livelli, distraendo, rimescolando, creando dubbi e illusioni, aggiungendo elementi fuori dall’ordinario e preparando un gran finale scoppiettante. Nolan gioca sul tema del doppio, su quanto in là possa essere disposto a spingersi l’animo umano per ottenere ciò che cerca, e sugli abissi a cui il desiderio di rivalsa, la rivalità, la brama di successo possano spingere.

A far da spartiacque fra i suoi due Batman, insomma, Nolan gira un film più personale, per quanto comunque basato su un’opera altrui. Un film che va contro gli stereotipi hollywoodiani nel mostrarci due protagonisti dalla moralità sfumata, che difficilmente possono essere inquadrati come positivi o negativi e che si muovono spinti dalla rivalità, dal desiderio di successo, arrivando a compiere atti inaccettabili e a danneggiare chiunque stia loro attorno, oltre che se stessi. Due bei personaggi, insomma, interpretati da degli ottimi Bale e Jackman, che certo sfigurano di fianco al sempre impressionante Michael Caine, ma quantomeno tengono la scena meglio del barilotto dal cognome svedesoide.

E attorno a questi due personaggi Nolan costruisce un gioco a incastri, un film moderno e splendidamente raccontato, che si trastulla con il suo pubblico dall’inizio alla fine e propone un intreccio complesso e articolato. Quello di Nolan non è cinema didascalico, non offre la pappa pronta, sciorina invece misteri e ombre, sui quali lo spettatore è portato a riflettere e interrogarsi. È insomma un cinema intelligente e raffinato, che ha forse l’unico limite di essere un po’ asettico e poco propenso al melodramma.

Nolan pare interessato alla sola costruzione del racconto, realizza un film di genere che non propone riflessioni di peso e non impone “messaggi” d’autore. E se questo non deve per forza essere considerato limitante, è già più difficile non dare importanza a una certa mancanza di “stomaco”. The Prestige, pur mettendo in scena tragedie e drammi terrificanti, non colpisce nelle budella e scorre via distante, forse proprio per il suo non voler concedere neanche un po’ di fascino eroico ai dannatissimi Borden e Angier. Visto chi è il regista, era difficile immaginare il contrario, eppure un pizzico di insoddisfazione rimane lo stesso.

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