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American Horror Story: Hotel

Il problema principale di American Horror Story, per come la vedo io, è in una fra le sue caratteristiche migliori, vale a dire la natura da serie antologica. Il fatto di raccontare ogni anno storie diverse, mentre allo stesso tempo si gioca con i ritorni e la ciclicità, determina gran parte del suo fascino e del suo divertimento, ma va anche a sottolineare in maniera brutale quanto, mano a mano, la formula abbia iniziato a diventare stanca e, forse, eccessivamente riciclata nella sua struttura. Mi pare di capire che con l’ultima Roanoke si sia provato a cambiare un po’ le carte in tavola, ma io seguo la faccenda con estrema calma e quindi sto ancora a chiacchierare della stagione precedente. Una stagione che mi ha abbastanza divertito, che ha come al solito due o tre episodi fenomenali (su tutti, ancora una volta, spicca quello di Halloween) e in cui molti degli attori hanno dato spettacolo. Ma anche una stagione in cui, appunto, la formula ha ormai il sapore dello stantio, il tema di turno (il vampirismo) è trattato in maniera non poi così interessante e abbiamo perso Jessicona Lange in favore di una Lady Gaga che, boh, non è un disastro, ma il Golden Globe se non bestemmio guarda.

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Ghost Rider – Extended Cut

Ghost Rider – Extended Cut (USA, 2007)
di Mark Steven Johnson
con Nicolas Cage, Eva Mendes, Peter Fonda, Wes Bentley, Sam Elliott

Mark Steven Johnson è un tamarro, un truzzo, uno zarro, un burino. Un grezzo colossale, la cui principale cifra stilistica sta nel riprendere il protagonista in posa plastica mentre gli fa recitare battute banali e prevedibili, zuccherose e patetiche. L’uomo perfetto, insomma, per dirigere il film dedicato a Ghost Rider.

Sul fatto che dall’adattamento cinematografico del curioso personaggio Marvel non potesse venir fuori qualcosa di accostabile all’intrigante e cupo Ghost Rider fumettistico degli anni Novanta, quello morbosamente dark e dallo stile pittorico di Mark Texeira, beh, ci avevo messo una pietra sopra fin dall’inizio. Un po’ perché, insomma, non è facile immaginarsi un modo per non rendere ridicolo su pellicola uno scheletro motociclista fiammeggiante. Un po’, ovviamente, proprio per il coinvolgimento del signor Johnson.

Quello che non mi aspettavo, però, era di ritrovarmi a guardare un film talmente stupidino e scemotto, talmente bravo a non prendersi sul serio, talmente pupazzoso e divertito da finire per piacermi. Una minchiatona, ma una minchiatona consapevole, che si spara le pose dall’inizio alla fine in una maniera tanto esagerata da non poter esserne convinta, che fa cavalcare nella notte le versioni demoniache di Sam Elliott e Nic Cage sulle note della quasi omonima canzone country (non che ci volesse molto, però, insomma, intanto lo fa), che va via leggera e futile senza pretendere di prendersi sul serio come il precedente Daredevil – gigioneggiate di Colin Farrell a parte – purtroppo faceva.

Insomma, poteva andare molto peggio e, tutto sommato, non so quanto si potesse fare di realmente meglio con questo materiale. Così com’è, Ghost Rider è un filmetto idiota, ma coi suoi bei momenti, oltre che un Blu-Ray di qualità impressionante. Sulle aggiunte della Extended Cut, però, non so che dire, dato che al cinema non ci sono andato a vederlo (anche perché, insomma, a che serve guardare un film con Sam Elliott, se devi perderti la sua meravigliosa voce?).