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Pacific Rim: La rivolta

Allora, mettiamo le cose in chiaro dalla prima riga: a me Pacific Rim piacque senza molti se o ma. Non è che non riconosca il senso (di almeno parte) delle critiche che gli vennero rivolte, è che le condividevo solo in parte e, soprattutto, trovavo troppo forte tutto quello che funzionava. Ne ho scritto in abbondanza a suo tempo e, fra l’altro, mi sono appena riletto quel vecchio post, ritrovandoci le sensazioni che ricordavo, ricordandomi di cose bellissime che mi ero dimenticato e confermando il problema che ho avuto con Pacific Rim: La rivolta. Ovvero che non è Pacific Rim. E alla fin fine sta tutto lì: del resto, mi pare che chi lo apprezza molto più di me lo faccia proprio per come in certe cose si distacca dal predecessore, pur ovviamente concordando sul fatto che in certi aspetti ci abbiamo perso. Solo che, per chi apprezza, quegli aspetti pesano, evidentemente, molto meno che per me. Insomma, Pacific Rim: La rivolta piace, se piace, perché non è Pacific Rim. Ci sta.

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Fast & Furious 8

Allora, metto subito le mani avanti riguardo a Fast & Furious 7: me lo ricordo bello, divertente, con delle scene d’azione enormi (quella del mio cuore rimane Stath vs l’ospedale in piano sequenza, fosse anche solo perché ti colpisce subito sui denti, però pure l’inseguimento in montagna e i salti a Dubai, oh!) ma anche sconclusionato e farraginoso nella scrittura, poco efficace sul piano emotivo, poco equilibrato e anche per questo eccessivamente lungo, al punto che verso la fine del macello conclusivo mi aveva un po’ stancato. Però, ehi, quei momenti là, due anni dopo, ancora mi fanno spalancare la bocca solo a ripensarci. Ecco, Fast & Furious 8 non ha quella cosa della bocca spalancata, non riesce ad essere altrettanto enorme e, soprattutto, fatica a inventarsi davvero qualcosa, accontentandosi invece di recuperare, omaggiare e riciclare in chiave cafona. Ma i lati “negativi” (virgolette d’obbligo) finiscono lì, perché ha comunque delle scene d’azione grosse e divertenti e soprattutto questa volta le inserisce in un film che ha senso dall’inizio alla fine (nei limiti concessi da roba di questo tipo, s’intende), non perde mai il ritmo, funziona a tutti i livelli ed è complessivamente migliore. Forse il migliore della serie dopo il quinto. Meglio così? Non so, per sicurezza nei prossimi giorni torno a vederlo.

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