Archivi tag: Riz Ahmed

The Night Of

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The Night Of nasce nel 2012 come produzione fortemente voluta da James Gandolfini, che vi partecipa nelle vesti di attore e produttore. Dopo qualche tentennamento, la serie, che è ispirata alla britannica Criminal Justice, scritta dal crime novelist Richard Price e diretta da Steve Zaillian, riceve luce verde da parte di HBO. Nel frattempo, però, con pronto solo l’episodio pilota, Gandolfini ci lascia. Ma il progetto non si incarta del tutto, anzi, viene portato avanti anche con lo spirito di omaggio all’attore scomparso. Inizialmente, per rimpiazzarlo davanti alla macchina da presa, viene scelto Robert De Niro, che però poi rinuncia per conflitti con altri lavori, e subentra infine John Turturro. Fast forward di un paio d’anni e ci ritroviamo per le mani una fra le migliori serie del 2016, un John Turturro che si mangia tutto in una delle sue interpretazioni migliori, un Riz Ahmed rivelazionissima, il pensiero di chissà come sarebbe stata con Gandolfini e il dubbio che De Niro abbia rinunciato in favore di Lo stagista inaspettato o Nonno scatenato e veramente meriti solo gli schiaffi.

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Rogue One: A Star Wars Story

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Quest’immagine che ho messo qua sopra* fa un po’ schifo ma ci sta bene, perché riassume quel che Rogue One doveva essere, ci avevano promesso che sarebbe stato e tutto sommato è, seppur nei limiti di quel che si può fare con il film di Guerre Stellari gestito dal comitatone Disney. È un film cupo e con protagonisti dalla moralità sfumata, nei limiti di cui sopra ma comunque tale, soprattutto per quelli che sono gli standard della serie. È il primo Star Wars che racconta e mette effettivamente in scena una “war”, proponendosi quindi come film di guerra, anche piuttosto tradizionale nelle sue svolte e nei suoi cliché, seppur sempre all’interno di quei limiti sul piano della violenza, dei temi, dell’approccio. È il primo Star Wars che dà l’idea di stare raccontando una vicenda di guerra in cui la posta in palio è qualcosa di enorme, di ben più grosso rispetto alle vite dei personaggi, senza avere fra le palle le solite fregnacce della famiglia Skywalker. Ed è un film di Gareth Edwards, che esprime chiaramente il suo stile, la sua capacità folle di imprimere su schermo il senso di scala, di ometti piccoli di fronte all’immenso, ma anche il suo dono per la composizione di immagini stupende, quasi pittoriche, seppur sempre all’interno dei limiti bla bla bla. Insomma, è effettivamente lo spin-off che si distacca in una certa misura dai canoni della serie, anche se ovviamente non lo fa fino in fondo e in tanti aspetti rimane costretto e inquadrato. Un po’ come i film dei Marvel Studios ma un po’ di meno costretto e inquadrato rispetto ai film dei Marvel Studios.

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