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Crackdown

Crackdown (Microsoft Game Studios, 2007)
sviluppato da Realtime Worlds – David Jones, Billy Thomson

Super Mario Bros, in città, col lanciarazzi, in versione nigga free roaming. Questo è Crackdown. Ed è uno spettacolo. Un gioco a propulsione assolutamente diesel, che in partenza non ti fa capire fino in fondo quanto possa essere divertente, un po’ per i limiti di crescita del personaggio, un po’ per lo stile grafico intrigante ma forse non compiuto fino in fondo. Ma anche un gioco che cresce in maniera esponenziale e clamorosa, che svela col tempo tutta la ricchezza e la libertà delle sue meccaniche.

Appena appena si potenziano due o tre abilità, ci si ritrova a saltare in giro come dei cretini, a sparare missili da tutte le parti, a sollevare automobili e lanciarle per aria, a divertirsi come pazzi. E lì si scopre un gioco estremamente libero, che ti permette di affrontarlo come meglio credi, nell’ordine che preferisci, dedicandoti a questo o a quel compito, impuntandoti sulle minchiatine da trovare o sugli achievement, piuttosto che sulle diciottomila missioncine alternative o, ovviamente, su quelle principali.

Un gioco che lo finisci, perché fai fuori tutti, e poi ti svela il gioco vero, quello che sta sotto, quello fatto di questo ambiente in cui te ne vai in giro come un supereroe, svolazzando e saltellando in preda a un delirio di onnipotenza. Un gioco che quando t’arrampichi in cima a quella torre ti fa davvero stringere il culo per le vertigini come nessun altro. Un gioco in cui bene o male, all’interno dei suoi confini, puoi fare davvero quel che ti pare, divertendoti qualsiasi cosa tu faccia. Insomma, un gioco vero e proprio.

Che ce li ha, i suoi limiti, eh, anche perché le missioncine-ine-ine alla fin fine sono un po’ una rottura di palle tutta uguale, perché per metterti a cercare ogni singola minchiata devi averne proprio tanta, di voglia di achievement, perché quel sistema di puntamento delle armi lascia un po’ a desiderare e perché, inutile negarlo, sotto sotto c’è un po’ di ripetitività. Ma avercene, cazzo, di roba del genere, che se ne frega di accodarsi al trend, che sceglie una sua via ben precisa e la percorre tanto bene, che s’interessa del solo, puro e semplice divertimento. Che convince uno come me, che del free roaming s’è rotto i coglioni più o meno a metà di Grand Theft Auto III.

E adesso, che faccio? Voglio dire, dopo questo e Dead Rising, come faccio a giocare a un’altra roba di quel tipo, che la si voglia chiamare “free roaming”, “sandbox”, “cazzeggio” o quel che è? Un’altra di quelle produzioni con quella faccia di merda che hanno quelle produzioni? Ma soprattutto, un gioco del genere in cui non ci siano gli zombi e non si possa saltare fra i tetti dei palazzi sparando colpi di bazooka in faccia alla gente?