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Ma che gli ha fatto, Pozzo, al Palazzo?


Non voglio mettermi a disquisire sulla legittimità della vittoria juventina contro l’Udinese. Hanno preso due pali, hanno avuto numerose occasioni sprecate da Ibrahimovic, può tranquillamente essere che, a prescindere da tutto, la vittoria ci stia e sia meritata. Il punto, però, è un altro: per l’ennesima volta, come accade da qualche anno, lo scontro fra le due compagini “bianconere”, soprattutto quando si svolge al Delle Alpi, è una roba vergognosa. Che l’Udinese sia in assoluto la squadra più sfavorita dagli errori arbitrali nel campionato italiano e che la Juventus sia dall’altro lato della classifica (assieme ad altre grandi, per carità) non lo dico io, lo dicono le statistiche. Statistiche che, magari, al termine di questa stagione mi smentiranno, ma che certo non lo fanno in relazione alle due precedenti. Poi si può discutere sul peso di determinati errori rispetto ad altri, ma da un punto di vista strettamente numerico, nel conteggio dei singoli episodi, l’Udinese è la squadra che più di tutte la piglia in quel posto e la Juventus, beh, che te lo dico a fare?

Ovviamente, essendo questo il punto di partenza, quando le due squadre si incontrano succede il patatrac. Ricordo il confronto a Torino di due anni fa, quando l’arbitro si esibì in una serie di capolavori impressionanti, culminati con quella galoppata di Jorgensen con Pessotto letteralmente aggrappato ai suoi calzoncini e trascinato per metri nel tentativo di fermarlo. Ovviamente (e giustamente) l’arbitro concede il vantaggio. Ovviamente l’arbitro, terminata l’azione, non ci pensa manco per sbaglio ad ammonire Pessotto. Addirittura, beffa, Jorgensen si becca un’ammonizione per proteste. Jorgensen, uno che se prende due ammonizioni in un anno ha fatto il record, eh!

E oggi, beh, se perfino Moggi ammette che l’arbitraggio è stato rivedibile, c’è da fare festa. Un gol giustamente annullato all’Udinese, e un gol ingiustamente convalidato alla Juventus. Su entrambi, fuorigioco abbastanza netto. Un’espulsione estremamente fiscale in senso assoluto, figuriamoci in un contesto in cui ad Emerson è stato risparmiato il cartellino giallo ben più di una volta. Perché poi, intendiamoci, io sono il massimo sostenitore dell’applicare il regolamento alla lettera, ma lo devi fare nei due sensi, non solo in una direzione. E poi l’azione da gol di Vidigal, con Cannavaro che piglia e lo sposta col gomito per impedirgli di prendere il pallone a un metro dalla porta vuota. Francamente non trovo sia un intervento poi così scandaloso, però, ecco, sarò malizioso io, ma, visto il trend dell’arbitraggio nella partita, mi vien da pensare che a parti invertite sarebbe stato fischiato. Un arbitraggio a senso unico, via, c’è poco da discutere, al limite si può chiacchierare sul motivo, sia esso la famosa sudditanza psicologica, il rincoglionimento di Dattilo o vai a sapere cosa d’altro.

E allora mi chiedo che caspita abbia fatto Pozzo per subire tutto questo ogni anno, sempre, puntualmente. E penso, peraltro, che se l’anno scorso l’Udinese è arrivata in Champions League è solo perché aveva come diretta avversaria una Sampdoria che, se possibile, conta pure meno, nelle “grandi manovre” del calcio italiano.

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