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La settimana a fumetti di giopep – 08/11/2008

Dopo tanti mesi di silenzio, riesumo la rubrica dedicata alle mie letture a fumetti per tentare il risveglio del blog dal torpore recente. Vediamo se funziona.

Manga
Cross Game #1 *****
Fra le cose belle dell’andare a una fiera come quella di Lucca c’è ovviamente lo scoprire volumi, serie, albi, sarcazzi che normalmente, per un motivo o per l’altro, mi sfuggono, ma che in un contesto diverso trovano maggior esposizione. Ultimamente sono tanto aggiornato sul mercato del fumetto che neanche sapevo dell’esistenza di questa Flashbook Editore. Ora lo so, e so che già li stimo, perché hanno ristampato 2001 Nights, perché hanno ripreso la pubblicazione di Katsu! e perché hanno pure lanciato questo Cross Game, che fra l’altro noto essere già al quarto volume. Cross Game, da quanto vedo, probabilmente si svilupperà nel tempo come il classico manga “adachiano” a base di sport e relazioni amorose fra sbarbatelli. Cosa che già di suo sarebbe ottima, visto che in fondo Touch e H2 son fra le opere migliori di Adachi. Ma in più Cross Game ha pure un primo volumetto splendido, tutto sommato diverso dal solito e che parte già in quarta con la capacità di emozionare. Si comincia con l’infanzia e per quasi duecento pagine si parla di bambinetti e delle loro emozioni, con la solita delicatezza e la solita adorabile capacità di raccontare. Non mi va di svelare molto dell’intreccio, dico solo che se piace l’autore, piace il genere, e non si è nel gruppo dei rompicoglioni stile “sì, ma fa sempre la stessa roba”, beh, Cross Game promette molto bene.

Black Jack #1 ***
Volevo leggerlo da un secolo, ero spaventato dalle dimensioni dell’opera, finalmente mi ci sono messo. Come primo volume devo dire che non mi ha colpito tanto quanto altri manga di Tezuka. Risente ovviamente del peso degli anni, ma non so, mi dà l’impressione di scrollarselo di dosso meno facilmente rispetto a un Kirihito, un Dororo, un Adolf, un Buddha, fumetti che hanno comunque una potenza espressiva e narrativa davvero capace di lasciare il segno ancora oggi. Ecco, in Black Jack, perlomeno in questo primo volume, non ci vedo altrettanto. Sicuramente racconta di un personaggio che (quasi) quarant’anni fa era abbastanza fuori dal comune e, se piace lo stile folle di Tezuka, rappresenta comunque una lettura piacevole. Però, lo ammetto, sono un po’ deluso. Ne ho comunque altri tre volumi pronti da leggere, magari cambio idea.

Altro
I tre paradossi ****
Paul è un fumettista che sta trascorrendo qualche giorno a casa dei genitori, in attesa di tornare a Chicago e incontrare finalmente Juliane, sua corrispondente di lunga data. Emozionato dalla situazione, Paul si lascia trascinare e trascina i lettori all’interno della sua mente, fra sogni, ricordi, ipotesi e fantasticherie. I vari piani narrativi sono tutti illustrati con stili diversi e danno vita a un viaggio affascinante e divertente (meraviglioso l’intermezzo “Zenone e i suoi amici”) e soprattutto realistico nel modo in cui tratteggia i pensieri, i dubbi, le incertezze del protagonista. I tre paradossi è una lettura ricca, che si basa su un’idea bella e molto ben realizzata. Paga forse un eccesso d’ambizione e una certa difficoltà nell’andare oltre la sua natura sperimentale per provare ad essere anche racconto intenso e appassionante. Insomma, l’ho trovato un po’ freddo.

The Walking Dead #9: “Made To Suffer” *****
Madonna che volume col botto! Made To Suffer è l’emblema di quanto The Walking Dead sappia essere uno splendido, moderno, vibrante appassionante fumetto seriale. Di come riesca a farti vivere le emozioni dei suoi protagonisti, a farti soffrire con loro, a trascinarti in un modo disperato in cui nulla può essere dato per scontato. Robert Kirkman è davvero un grande, uno che sul serio non si fa problemi a prendere a calci in faccia i suoi lettori, che ti tiene costantemente sul filo perché non sai mai cosa cazzo possa succedere. Quello di The Walking Dead è un mondo selvaggiamente fottuto, in cui le regole sono scappate via a gambe levate e nel quale non è che se non ti adatti muori: muori, punto e basta. Gizmo, lo so che mi leggi, quindi leggilo.