Archivi tag: Milla Jovovich

Resident Evil: Extinction

Resident Evil: Extinction (USA, 2007)
di Russell Mulcahy
con Milla Jovovich, Ali Larter, Oded Fehr, Iain Glen

Non credevo fosse possibile, ma il terzo film di Resident Evil è perfino peggio del secondo. Certo, qui non c’è un cattivo dei Power Rangers che gira per la città sparando razzi dal braccio in attesa di fare a cazzotti con Milla Jovovich, ma c’è una roba di una piattezza tale che, sbaglierò, ha finito per piacermi addirittura meno rispetto al pessimo ricordo che ho del precedente film. Il nulla assoluto, novanta minuti di una mediocrità e una pochezza imbarazzanti, completamente derivativi, privi di mordente, di atmosfera, di divertimento.

Certo, ci sono due belle gnocche, la scena dei corvi è quasi guardabile e il nerd (non troppo) nascosto in me può trovare sfizioso vedere in azione Claire, Wesker e il Tyrant, ma mi pare un po’ pochino, anche perché ci sono pure una serie di momenti da antologia del ridicolo e forse gli zombi più brutti nella storia del cinema (perlomeno di quello a budget medio-alto). Al confronto di questa roba, il primo film – comunque a modo suo degno e interessante – svetta come un vero capolavoro. E non è che ci sia molto da aggiungere, se non che l’idea del previsto quarto episodio comincia a sembrarmi un po’ patetica.

Zoolander

Zoolander (USA, 2001)
di Ben Stiller
con Ben Stiller, Owen Wilson, Christine Taylor, Will Ferrell, Milla Jovovich

Ben Stiller mi sta simpatico, anche se la sovraesposizione degli ultimi anni me l’ha fatto un po’ venire a noia. Di certo mi stava molto più simpatico quattordici anni fa, quando ancora – perlomeno in Italia – lo conoscevano in pochi e lui si dirigeva in commediole simpatiche come Giovani, carini e disoccupati e Il rompiscatole. Tutto questo per dire che magari, se l’avessi visto sette anni fa, quando Stiller ormai era già un fenomeno adorato da tutti ma ancora non troppo inflazionato, Zoolander mi sarebbe piaciuto di più.

Non che mi abbia fatto cacare, anzi, in realtà mi è garbato non poco. Del resto io son vittima facile di chi si dedica alla comicità dell’assurdo e del nonsense e al citazionismo svergognato, e amo i film demenziali con protagonisti assolutamente non consapevoli, convinti di potersi prendere sul serio fino in fondo. Zoolander è fondamentalmente questo, un delirante concentrato di gag messe in fila che punta tutto sulla demenzialità e sulle prese per il culo di ogni possibile stereotipo legato al mondo della moda (e non solo).

E che lo fa, va detto, con un’intelligenza notevole, accumulando trovate su trovate, riempiendo ogni immagine di piccole e grandi stronzate, molte delle quali sono magari anche destinate a passare inosservate se non ci si concentra per davvero. Insomma, Zoolander è una minchiata colossale, ma è una minchiata di quelle serie, pianificate bene, in cui poco o nulla viene lasciato al caso e in cui c’è talmente “tanto” che anche se non piace tutto qualcosa di divertente lo si trova per forza.

E poi c’è Will Ferrell.